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La casa di sale e lacrime – Review Party

Buongiorno Sognalettori!
Siete pronti a finire la settimana in bellezza? Oggi, come promesso, vi propongo la recensione de La casa di sale e lacrime di Erin A. Craig, edito Fanucci.

Il romanzo è un retelling in chiave dark della fiaba dei fratelli Grimm Le dodici principesse danzanti. Una fiaba che conoscevo soltanto di nome, ma che ho recuperato dopo aver letto il libro della Craig:
C’era una volta un Re che aveva dodici figlie, una più bella dell’altra. I loro dodici letti erano in una sola stanza e quando andavano a dormire la porta veniva chiusa con un chiavistello, ma nonostante ciò, ogni mattina le loro scarpe erano consumate a forza di ballare, e nessuno sapeva come facessero a uscire o dove andassero. Per questo motivo il Re decise di lanciare una sfida: chi fosse riuscito a scoprire dove andassero le principesse ogni notte, ne avrebbe ricevuta una in sposa e sarebbe diventato Re dopo la sua morte; ma chi si fosse presentato a mani vuote dopo tre notti, avrebbe pagato con la vita stessa.

Prima di continuare, voglio ringraziare l’organizzatrice Ylenia di Cronache di Lettrici Accanite e la casa editrice Fanucci, che mi ha permesso di leggere questo splendido romanzo in anteprima.

Titolo: La casa di sale e lacrime

Autore: Erin A. Craig

Editore: Fanucci

Collana:  Young adult

N.Pagine: 324

Genere: Fantasy

Trama


Annaleigh conduce una vita riservata e isolata a Highmoor nella casa di famiglia sulle coste rocciose di Salten, con le sorelle, il padre e una matrigna. Un tempo erano dodici, ma ora un inquietante silenzio rimbomba nelle grandi stanze, dopo che quattro vite sono state interrotte. Ogni morte è stata più tragica della precedente: un’epidemia, una caduta fatale, un annegamento, un tuffo insidioso… E nei villaggi circostanti corre voce che la famiglia sia stata maledetta. Ossessionata da una serie di visioni spettrali, Annaleigh è sempre più convinta che le morti non siano state solo un incidente. Tutte le notti fino al sorgere del sole le sue sorelle partecipano di nascosto a balli scintillanti, strette in eleganti abiti di seta e scarpine luccicanti, e Annaleigh non sa se cercare di fermarle o unirsi ai loro appuntamenti segreti per scoprire cosa sta succedendo. Perché con chi, o con cosa, stanno davvero ballando? Quando il coinvolgimento di Annaleigh con un misterioso ed enigmatico sconosciuto si intensifica, dandole nuovi elementi per scoprire la verità su ciò che sta distruggendo la sua famiglia, inizia una corsa contro il tempo per sciogliere l’oscuro enigma che coinvolge le sue sorelle, prima che venga rivendicata la prossima di loro.


Cosa ne penso

Il romanzo si apre a Higtmoore, la residenza della famiglia Thaumas sulle coste dell’isola di Salten, nel modo più tetro e tragico che si possa immaginare: il funerale di Eulalie, la bellissima quartogenita delle 12 sorelle.
La morte è entrata nella famiglia Thaumas ormai da sei lunghi anni e non sembra intenzionata a lasciare la presa. Tutto è iniziato con la perdita dell’amata madre, morta di parto. Subito dopo è toccato alla primogenita Ava, uccisa da un male incurabile. La terza è stata Octavia, morta un anno esatto dopo Ava, a causa di un incidente. Poi Elizabeth, che si è tolta la vita perchè non ha retto il dolore devastante delle perdite precedenti. Ma, per quanto tragiche e dolorose siano state le morti precedenti, tutte e quattro avevano una causa e una spiegazione precisa, tutte tranne quella di Eulalie, precipitata da un’altissima scogliera. In molti pensano al suicidio, ma Annaleigh conosceva bene sua sorella e sa che non avrebbe mai compiuto un atto di simile, causando ulteriori sofferenze a una famiglia ormai distrutta.

Il romanzo è narrato in prima persona dalla protagonista Annaleigh, che confida e racconta direttamente al lettore i suoi sentimenti e le sue emozioni.

Provai a non immaginare come il fondo sottile della bara si sarebbe gonfiato a causa dell’umidità e dell’acqua salata, prima di spaccarsi a metà e riversare il corpo di Eulalie nelle profondità marine del mausoleo di famiglia. Al contrario, cercai di piangere. Sapevo che era ciò che ci si aspettava da me, ma anche che non avrei versato alcuna lacrima. Probabilmente sarebbero scese quella sera, non appena avessi oltrepassato la sua camera e visto i sudari neri che coprivano gli specchi alle pareti.

La giovane protagonista inizia subito a cercare indizi sulla reale causa della morte di Eulalie, scoprendo situazioni assurde e retroscena irreali.  La popolazione dell’isola inizia a vociferare, a credere che le sorelle siano state colpite da una maledizione e a fare segni contro il malocchio quando le incontrano. Tutti si chiedono quale sarà la prossima a fare una fine tragica, e la famiglia stessa comincia a credere che non toglierà mai i colori del lutto, che portano da troppi anni. Le ragazze, nonostante la loro bellezza e intelligenza, non vengono considerate dai loro coetanei, che hanno paura di essere coinvolti nella loro maledizione.
Ma…la famiglia Thaumas è davvero maledetta?
O c’è qualcuno che vuole morte tutte le donne della famiglia?
Chi ha ucciso Eulalie e per quale motivo?
Cosa sta succedendo sulla loro amata Salten?

Mentre i dubbi e le indagini di Annaleigh continuano in solitaria, lei e le sue sorelle scoprono una porta magica che conduce in terre lontane, con castelli e raffinate sale da ballo, banchetti sfiziosi e uomini misteriosi. Le sorelle iniziano a scappare ogni notte e a partecipare a balli da sogno, consumando le loro scarpette, proprio come nella storia originale dei fratelli Grimm. All’inizio è una distrazione piacevole, dove si sentono accettate, a dispetto della loro società isolana, che le tratta come se fossero lebbrose; ma pian piano diventa un’evasione, un’abitudine clandestina e oscura, che aumenta le perplessità e i sospetti di Annaleigh.
C’è qualcosa di sbagliato e malato nella perfezione delle loro fughe, qualcosa che rischia di ucciderle, una ad una.

La Craig è riuscita a creare una fiaba dark da brividi, che mi ha letteralmente tenuta incollata al romanzo, infatti ho terminato la letture in meno di 48h.
La povera Annaleigh farà di tutto per scoprire il mistero che aleggia intorno alla sua famiglia, inizierà a vedere presenze oscure e maligne che la getteranno in un limbo confusionale e irreale, in cui sarà impossibile riconoscere la realtà dalla finzione. L’autrice è fantastica a instaurare dubbi nel lettore e, per certi aspetti, ho trovato delle similitudini con Caravl

Una spiegazione c’è. Udii una vocina inquietante nella mia testa, e scossi il capo, quasi volessi scacciare una zanzara fastidiosa. Niente di tutto questo è reale. Insisteva. Nessun altro lo vede perché non c’è niente da vedere. Sei impazzita, ragazza mia. No, si sbagliava. Impossibile. Non ero impazzita, doveva esserci un’altra spiegazione. Lo credi davvero?

Ho adorato il worldbuilding e le sue ambientazioni cupe – horror, che sono riuscite a farmi venire qualche brivido. L’isola e le sue scogliere sono parecchio suggestive e ricordano l’Irlanda. Le maestose sale da ballo sono fiabesche e vi faranno sognare. Le atmosfere sono incantate e ricordano le favole, per ogni lato chiaro e meraviglioso c’è una corrispondenza cupa e maligna, in grado di creare una sorte di dualismo luce/ombra che, proprio come nelle fiabe, meraviglia i più piccoli e da lezioni alle persone adulte.

Lo stile è semplice ma ben strutturato, l’autrice è riuscita a spiegare riti e tradizioni, a caratterizzare bene moltissimi personaggi, e a descrivere luoghi e costumi in meno di 350 pagine. L’angoscia ci accompagna per una buona parte di lettura, mentre la tensione e il mistero aumentano la nostra curiosità.

La casa di sale e lacrime è una fiaba moderna autoconclusiva, non è un semplice fantasy ma una storia di amore e speranza, che non vorresti finisse mai.

1 – Paper Purrr

2 – Catillbooks

3 – In punta di carta

4 – Io resto qui a leggere

5 – Il confine dei libri

6 – Appunti di Zelda

7 – La collezionista di fandom

8 – Me and books

9 – La libreria incantata di Selene

10 – Sfumature e sogni d’inchiostro

11 – Cronache di lettrici accanite

Erin A. Craig: autrice di bestseller del New York Times, La casa di Sale e Lacrime, ha sempre amato raccontare storie.Dopo averla ottenuta B.F.A. dell’Università del Michigan, in Progettazione e produzione teatrale, ha diretto opere tragiche con gobbo, sedute e pagliacci omicidi, poi ha deciso di voler scrivere libri altrettanto inquietanti.Avida lettrice, decente ricamatrice, appassionata di basket e collezionista di macchine da scrivere, Erin vive nel Michigan con suo marito e sua figlia.Il suo secondo romanzo, Small Favors, pubblicherà nel 2021 con Delacorte Press.