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La quattordicesima lettera – Recensione

La quattordicesima lettera di Claire Evans dà inizio alla mia collaborazione con la casa editrice Neri Pozza, che ringrazio per avermi fatto avere l’e-book nonostante le grandi richieste che ci sono state per questo libro.

Come sempre, sono stata attratta in primis dalla copertina: nell’edizione cartacea, lo sfondo è nero con dettagli dorati e, insieme ad un’eccellente azione di marketing andato in onda su Instagram, i miei occhi sono inesorabilmente finiti su questo libro.

Il romanzo è ambientato nella Londra nel 1881, un periodo storico in pieno fermento, sia politicamente che a livello di rivoluzioni (passiamo infatti dagli sviluppi dell’elettricità alle scoperte di Darwin in campo scientifico). E inizia con il botto: un uomo nudo, sporco di fango e con un tatuaggio misterioso – sette cerchi all’interno di un ottavo a formare un fiore – fa irruzione alla festa di fidanzamento di Phoebe Stanbury e Benjamin Raycraft e, con un colpo netto, taglia la gola della ragazza, dicendole che lo stava facendo per il suo bene.

Phoebe Stanbury, rossa in volto, bella e quasi innamorata, saluto l’ultimo di quegli ospiti che conosceva a malapena e prese posto. Quando il quartetto iniziò a suonare, sentì le guance perdere colore e il cuore tornare a battere a un ritmo regolare; quel cuore che, nove minuti e quindici secondi più tardi, avrebbe riversato sul pavimento sotto i suoi piedi fino all’ultima goccia del suo sangue innocente.

L’uomo scappa senza lasciare alcuna traccia di sé. Iniziano quindi le indagini da parte della polizia di Londra, con l’ispettore Harry Treadway, a cui viene affidato il caso.

Nel mentre, il giovane William Lamb, avvocato praticante presso lo studio del Sig. Nathaniel Bridge, per cui si occupa delle pratiche meno importanti, decide di recarsi presso uno dei più importanti clienti dello studio, il Sig. Habborlain, dal momento che è richiesta la presenza urgente dell’avvocato, ma che in quel momento è fuori ufficio.

Si trova davanti un vecchietto in vestaglia, apparentemente in stato di confusione, che inizia a parlare di cose che per il giovane Lamb non hanno alcun significato. Gli mostra anch dei quadri di Platone (definito “Il padre di tutti noi“), di Alessandro Magno e del fatto che è tutto collegato, che deve scappare e in fretta, perché l’agnello è andato nella tana del lupo e si trova quindi in pericolo di vita (in inglese lamb significa proprio agnello), ma non prima di riferire un messaggio a Bridge: il Cercatore sa.

Questi, venuto a conoscenza del messaggio di Habborlain, sbianca: tira fuori una scatoletta di legno, la porge a William, intimandolo nuovamente a fuggire, e si uccide infine con un colpo di pistola alla testa senza dare ulteriori spiegazioni. Da questo momento iniziano i guai per William che, impaurito, torna da Habborlain per cercare di capire cosa stia succedendo. Invece di Habborlain trova una ragazza, Savannah Shelton, un’americana emigrata a Londra per sfuggire a degli omicidi commessi nel suo paese. La ragazza gli rivela di lavorare per un certo Obediah Pincott, un noto malvivente della città, e che il suo compito era quello di osservare la casa di Habborlain e di studiarne i movimenti.

William verrà in seguito a fare anche la conoscenza dell’ispettore Harry e i tre arriveranno infine alla soluzione degli enigmi proposti fin dall’inizio:

  • Chi ha ucciso Phoebe e perché?
  • Qual è il significato del tatuaggio sul petto dell’uomo?
  • Perché William è in pericolo di vita e deve scappare?
  • Cosa contiene la scatola di legno?
  • Cosa volevano dire le parole di Habborlain?

Un libro da cui mi aspettavo sicuramente di più. Il significato del titolo arriva solamente verso la fine del libro; può essere visto sia come un incentivo a continuarne la lettura, sia come un punto a sfavore, facendo quasi passare la voglia. Tutta la vera azione si svolge nelle ultime 50 pagine che, devo ammettere, ho apprezzato molto, con anche qualche piccolo colpo di scena. Piccolo, sì, perchè come detto mi aspettavo di più.

La quattordicesima lettera ve lo consiglio se siete amanti del genere giallo ambientato in questo periodo storico e perché rimane comunque una bella lettura per l’estate, dal momento che il testo è molto scorrevole e ricco di dialoghi.

Qualche dettaglio sul libro

Titolo: La quattordicesima lettera

Titolo originale: The fourteenth letter

Autrice: Claire Evans

Editore: Neri Pozza

Collana: I narratori delle tavole

Pagine: 448

L’autrice

Claire Evans ha lavorato per oltre vent’anni alla BBC prima di dedicarsi esclusivamente alla scrittura. La quattordicesima lettera, il suo primo romanzo, ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica al suo apparire in Inghilterra.