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Il Mondo Nuovo – Review Party

Ciao a tutti e ben ritrovati con la mia seconda puntata del Blog Tour + Review Party organizzato da Milena di  Timeless Hopeful Reader insieme alla Mondadori per l’uscita del nuovo Oscar Draghi, che ha come protagonista la nuova edizione illustrata de Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley.

L’evento è iniziato lunedì 24, il giorno prima dell’uscita del libro, e continuerà fino a domani:

Due giorni fa vi ho presentato i personaggi principali del romanzo (che potete trovare QUI), oggi sono tornata per darvi il mio giudizio generale su questo intramontabile classico della letteratura distopica.

La nuova edizione contiene al suo interno Il Mondo Nuovo (del 1932) e Ritorno al Mondo Nuovo (saggio del 1958), il tutto abbellito e contornato da moderne e futuristiche illustrazioni di Giuseppe Palumbo.

Titolo: Il mondo nuovo + Ritorno al mondo nuovo

Autore: Aldous Huxley

Editore: Mondadori

Collana:  Oscar Draghi

N.Pagine: 480

Genere: Distopico – Fantascientifico

Trama


Scritto nel 1932, “Il mondo nuovo” (qui accompagnato dal testo del 1958 “Ritorno al mondo nuovo”) è ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. In cambio del benessere fisico, però, devono rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento, a ogni manifestazione della propria individualità. Produrre, consumare. E soprattutto, non amare. Un romanzo visionario, dall’inesausta forza profetica, sul destino dell’umanità. E sulla forza di cambiarlo.


Aldous Huxley è il capostipite dei romanzi distopici, opere che immaginano la società umana così come potrebbe essere in un futuro ipotetico più o meno prossimo, con una visione parecchio pessimista sulla società che ci attende.

Se Orwell in 1984 profetizzava la distopia del comando, ne Il Mondo Nuovo, Huxley pronostica la distopia dell’efficienza, in cui la società è dominata dalla produzione in serie fordista, e dove Ford viene venerato come un Dio (questo lo si capisce già dal fatto che ”Anno di Ford” sostituisce l’Anno Domini). Il mondo è invaso da una razionalità pianificatrice, creata per programmare ogni aspetto e carattere della vita delle persone.

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Il romanzo si apre a Londra, nell’anno di Ford 632, corrispondente all’anno 2540 della nostra era, in una società senza memoria, in cui tutti i riferimenti del passato sono stati distrutti. La popolazione sa solo che il mondo è uscito da una lunga e distruttiva guerra, che ha eliminato ogni tipo di organizzazione precedente ad essa.

 «Voi tutti ricordate,» disse il Governatore, con voce forte e profonda «voi tutti ricordate, suppongo, quel bellissimo e ispirato detto del Nostro Ford: “La storia è tutta una sciocchezza”. La storia» ripeté lentamente «è tutta una sciocchezza.»

La Terra è stata divisa in zone ed è sotto il controllo di dieci Governatori mondiali, l’obiettivo del governo è quello di assicurare ordine e pace secondo il motto:

“Comunità, Identità, Stabilità”.

Il nuovo ordine mondiale si fonda sui principi dell’eugenetica che, avendo eliminato gravidanze e parti, regola e programma la nascita dei bambini in laboratorio per via extrauterina. I laboratori sono come enormi fabbriche che producono gli esseri umani in serie, tramite grandi catene di montaggio. Tutto viene pianificato per mantenere l’ordine mondiale in un eterno equilibrio stabile, e per far sì che le persone stiano bene, che non siano insoddisfatte, e di conseguenza non provino a cambiare le cose, ogni essere umano viene geneticamente manipolato allo stato embrionale, predestinandolo, già prima della nascita, ad un determinato ruolo sociale. Praticamente gli uomini vengono prodotti in serie e, a seconda della manipolazione genetica e all’indottrinamento imposto, verranno suddivisi in determinate classi sociali, chiamate caste, che prendono il nome dalle prime cinque lettere dell’alfabeto greco: alfa, beta, gamma, delta ed epsilon.
A seconda del livello più o meno alto della casta, gli individui saranno esseri superiori, quindi dotati di grande intelligenza e fascino, scendendo progressivamente fino a diventare esseri inferiori, bassi e di brutto aspetto. Solo le classi d’eccellenza, alfa e beta, sono originati da un solo ovulo fecondato e lasciato in incubatrice, tutti gli altri vengono creati con il metodo Bokanovsky, che produce centinaia di gemelli identici.

“Non vedete? Il processo Bokanovsky è uno dei maggiori strumenti della stabilità sociale!” Uomini e donne tipificati; a infornate uniformi. Tutto il personale di un piccolo stabilimento costituito dal prodotto di un unico uovo bokanovskificato. “Novantasei gemelli identici che lavorano a novantasei macchine identiche! Adesso si sa veramente dove si va, per la prima volta nella storia”.

Grazie a queste tecniche le emozioni e i sentimenti vengono annientati nel nome del benessere e del progresso. Sin dall’infanzia, ogni essere umano subisce un condizionamento inconscio, in cui vengono trasmessi determinati concetti durante il sonno. Queste nozioni comporranno la coscienza dell’individuo, che non sarà singola e autonoma, ma comune e standardizzata agli altri individui della medesima casta sociale.

La cosa sconcertante è che questi individui sono tutti estremamente felici, e per i rari momenti di infelicità esiste il Soma, una droga sintetica legale, priva di effetti collaterali, che calma e annichilisce la mente del suo consumatore.

Asettico e apparentemente perfetto, Il Mondo Nuovo FA PAURA:

Tutto ciò che per la nostra attuale società è considerato un valore, nel mondo immaginato da Huxley diventa un disvalore: per scoraggiare i legami forti e i sentimenti, le persone sono spinte alla promiscuità sessuale, l’arte e la storia sono state cancellate, perché potrebbero causare emozioni nell’essere umano, la famiglia non esiste più e addirittura la morte perde di significato.

La vita scorre tranquilla e senza libero arbitrio, ciascuno ha il suo ruolo codificato nel DNA e svolge la sua mansione prestabilita. Ma la realtà di fondo de Il Mondo Nuovo è ben diversa, tra le righe si capisce che la società è sottilmente infelice, priva di ogni emozione profonda. In un mondo vuoto da ogni bellezza, la superficialità e gli svaghi sono all’ordine del quotidiano, e lo si capisce anche dalla frase ”Ognuno appartiene a tutti gli altri”: esistono le pulsioni sessuali ma non l’innamoramento, esistono embrioni curati minuziosamente per avere una vita ottimale ma non esiste il calore e l’amore della famiglia, esiste la fredda tecnologia ma non l’arte e la cultura.

Ci penserà John a rompere il ”perfetto” equilibrio della società. Un Selvaggio cresciuto in una delle poche riserve in cui gli uomini vivono ancora secondo le usanze pre-guerra. Il giovane non ha subito condizionamenti, è cresciuto allo ”stato brado” ma sa provare emozioni, pulsioni e paure. John è l’unico vero essere umano del romanzo e purtroppo si scontrerà con il marcio di una società che, a nome della ”stabilità” e della ”felicità”, ha rinunciato alla libertà e alla vita.

«Ma vi piace essere schiavi?» stava dicendo il Selvaggio quando essi entrarono nell’ospedale. «Vi piace essere dei bambocci? Sì, dei bambocci che vagiscono, che sbavano» aggiunse, esasperato dalla loro bestiale idiozia al punto di lanciare degli insulti a coloro che era venuto a salvare. Le ingiurie rimbalzarono sulla spessa corazza della loro stupidità; loro lo guardarono con una vuota espressione di risentimento ebete e fosco negli occhi. «Sì, bavosi!» gridò apertamente. Il dolore e il rimorso, la pietà e il dovere, tutto era dimenticato adesso e, per così dire, assorbito in un odio intenso verso quei mostri meno che umani. «Non volete dunque esser liberi e uomini? Non comprendete neppure che cosa sia lo stato d’uomo e la libertà?» L’ira lo rendeva eloquente; le parole arrivarono facilmente, fluenti. «Non comprendete?» ripeto, ma non ricevette risposta alla domanda. «Ebbene, allora» riprese torvo «ve lo insegnerò io, vi costringerò a essere liberi, lo vogliate o no.» E, aprendo una finestra che guardava sul cortile interno dell’ospedale, cominciò a scagliar giù, sul selciato, manate di scatolette contenenti le compresse di soma.

Il Mondo Nuovo è stato scritto nel 1930 e per me è una cosa sconcertante, perché l’idea del futuro che Huxley-veggente ci presente non è per nulla intangibile e purtroppo, anche se in misura minore, siamo inconsciamente condizionati da chi sta al potere.

Nella seconda parte del volume, in Ritorno al Mondo Nuovo, l’autore ci propone una riflessione in forma di saggio, evidenziando le caratteristiche che si sono realizzate nei primi vent’anni del suo libro.

Nei suoi testi, Huxley affronta diversi temi, come la libertà di parola, di pensiero e del singolo individuo, sovrappopolazione, ma soprattutto ci invita a riflettere sul fatto che più gli esseri umani sfruttano la tecnologia per garantire la felicità umana, più finiranno per essere ridotti in schiavitù da essa, trascurando le aspirazioni umane più elevate, fattore che si sta verificando.
Sono sicura che, oggi, aggiungerebbe alcune appendici al suo ”Ritorno al Mondo Nuovo”.

Le parole possono essere paragonate ai raggi X; se si usano a dovere, attraversano ogni cosa.


Ovviamente nelle visioni negative di Huxley rientrano le problematiche e le tensioni del suo periodo storico, come l’americanizzazione dei consumi, gli strascichi della Prima Guerra Mondiale, la diffusione della produzione di massa e il diffondersi del totalitarismo, che metteva in pericolo la libertà del singolo individuo.

Il Nuovo Mondo critica i sistemi economici industriali di quel periodo, immaginando quei sistemi al limite della loro logica. La rivoluzione industriale aveva accelerato la produzione di enormi quantità di nuovi beni, ma non c’è senso a produrre nuovi beni senza il desiderio dei consumatori, di conseguenza la società ha fatto sì che le persone diventassero sempre più insoddisfatte e desiderose di avere sempre più cose, perché una persona soddisfatta non consumerebbe abbastanza da far girare la ruota industriale. Huxley ha fatto del consumismo uno delle sue critiche più pesanti, infatti ogni individuo del suo libro è indotto a consumare, per far funzionare a dovere il Mondo Nuovo, e ogni persona viene condizionata per buttare via le cose usurate invece di aggiustarle.

In particolare possiamo trovare una frecciatina non velata a Mr Henry Ford, dell’azienda automobilistica Ford, infatti la società immaginata da Huxley si basa sui principi della produzione in serie, utilizzati inizialmente dalla nota azienda automobilistica per la produzione del modello T.

Per questo, nel romanzo Ford prende il posto di Dio e, nella nuova società, il segno della T sostituisce il classico segno della croce cristiana.

Non c’è civiltà senza stabilità sociale. Non c’è stabilità sociale senza stabilità individuale.

Huxley denuncia il totalitarismo con il condizionamento mentale, facendo diventare le persone quasi degli zombie felici e operosi, che non possono pensare come singoli individui. L’individualismo comprende la consapevolezza delle proprie opinioni e capacità, le gioie delle relazioni personali e le sofferenze, e nel romanzo viene distrutto per mantenere la stabilità e l’ordine mondiale, creando una felicità fittizia e imposta, che rende le persone inconsciamente schiave del sistema. Ogni persona è programmata per avere un certo livello di comprensione, una determinata capacità lavorativa e vive un’esistenza in cui gli viene dato tutto ciò di cui ha bisogno. Nel Mondo Nuovo non esistono più malattie e si muore al raggiungimento di una determinata età, quando si smette di essere operosi e utili al sistema. Sembra tutto perfetto e incontaminato, ma qual è il prezzo della felicità? L’annullamento della libertà e del libero pensiero, dei sentimenti, dell’amore e dei rapporti di parentela, della poesia e delle emozioni. Ma gli esseri umani possono essere chiamati tali senza le loro emozioni e i loro legami?

Per adesso qualche libertà resta ancora nel mondo. Molti giovani, è vero, sembrano non darle valore. Ma alcuni di noi credono che senza libertà le creature umane non saranno mai pienamente umane e che pertanto la libertà è un valore supremo. Può darsi che le forze opposte alla libertà siano troppo possenti e che non si potrà resistere a lungo. Ma è pur sempre nostro dovere fare il possibile per resistere.

Il Mondo Nuovo è un libro potente, evocativo e quanto mai attuale, che fa ragionare su molti aspetti della nostra società perché, mai come oggi, le persone sono condizionate da determinate influenze, da cui possiamo ancora provare a sottrarci tramite il pensiero individuale, la cultura e i libri. Huxley ci ha donato una splendida lezione per il futuro, spetta a noi coglierla e imparare da essa e per questo consiglio la lettura di questo romanzo a tutti.

Sono triste di essere giunta al termine di questo evento, Il Mondo Nuovo è un libro che mi ha toccata nel profondo e che non dimenticherò mai.

Continuate a seguire l’evento per conoscere ogni aspetto di questi due meravigliosi volumi.

Prima di concludere, voglio nuovamente ringraziare la Milena (Timelesshopefulreader) e la Mondadori, per questa bellissima possibilità.

I Partecipanti:

Timeless hopeful reader

Andre.iread

Twinsta Book

Vivo Attraverso i Libri

La libreria di Yely

Gnegno Libri

Sfumature e Sogni d’inchiostro

Opheliaslibrary

Unaltrobookblog

Un Trono di Libri

Aldous Huxley Godalming, Surrey, 1894 – Los Angeles 1963. Appartenente a una illustre famiglia di scienziati, autore di numerosi saggi, è famoso per i romanzi distopici Il mondo nuovo (1932) e L’isola (1962). Tra le altre opere Giallo cromo (1921), Punto contro punto (1928), La scimmia e l’essenza (1948), I diavoli di Loudun (1952), Ritorno al mondo nuovo (1958).