Pubblicato in: Fanucci, Libri, Review Party

La Regina delle Sirene – Review Party

Buongiorno cari lettori,
dopo una breve pausa torno prontamente a parlarvi dell’uscita di uno dei libri Young Adult più attesi dell’anno: La Regina delle Sirene di Alexandra Christo.

La Regina delle Sirene, il cui titolo originale è To Kill a Kingdom, esce oggi, giovedì 27 maggio, in tutte le librerie ed è stato portato in Italia da Fanucci Editore.

Il romanzo, che è stato un grandissimo successo all’estero, è il classico esempio di “enemies to lovers” nonché una lettura imperdibile per tutti gli amanti di Leigh Bardugo e Sarah J. Maas.

Voglio subito ringraziare l’organizzatrice dell’evento, Sabrina di @sabrinanelpaesedellemeraviglie e la Fanucci, che mi hanno permesso di leggere questo romanzo in anteprima.

Titolo: La Regina delle Sirene

Autore: Alexandra Christo

Editore: Fanucci

Collana: Young Adult

N.Pagine: 348

Genere: Fantasy

Trama


La principessa Lira è una sirena regale e la più letale di tutte; con i cuori di diciassette principi nella sua collezione, è venerata in tutto il mare. Fino a quando uno scherzo del destino la costringe a uccidere un suo simile. Per punire sua figlia, la regina dei Mari trasforma Lira nell’unica cosa che detesta di più: un essere umano. Derubata del suo canto, Lira ha tempo fino al prossimo solstizio per consegnare il cuore del principe Elian a sua madre o rimarrà un’umana per sempre.

L’oceano è l’unico posto che il principe Elian chiama casa, anche se è l’erede del regno più potente del mondo. La caccia alle sirene è più di un hobby per lui: è la sua unica passione. Quando salva una donna che sta annegando nell’oceano, lei in cambio promette di aiutarlo a trovare la chiave per eliminare per sempre tutta la specie delle sirene. Ma può fidarsi di lei? E quanti accordi dovrà negoziare per annientare il più grande nemico dell’umanità? .


La Fanucci porta in Italia una storia fantasy, romance e dark, che parla di una sirena con il gusto del sangue reale e di un principe, che ha giurato di distruggerla per sempre.

Cosa ne penso

La regina delle sirene è un bellissimo retelling della Sirenetta in versione dark, solo che al posto dell’allegra e curiosa Ariel della versione disneyana, abbiamo Lira, una spietata e coraggiosa sirena, famosa in tutti i regni per gli omicidi di diciassette principi, tutti futuri eredi al trono.

Personalmente adoro i retelling ed è stata una vera gioia quando la Fanucci ha annunciato la pubblicazione della versione italiana di To Kill a Kingdom! Bookstagram è pieno di recensioni positive di questo romanzo, che invogliano a leggerlo e rileggerlo e, se non fosse stato tradotto nella nostra lingua, probabilmente nei prossimi mesi lo avrei acquistato e letto in inglese; perché ammettiamolo, l’estate è la stagione perfetta per iniziare un romanzo che parla di mare e sirene.

Sono cresciuta adorando il film Disney “La Sirenetta” e questa mia preferenza mi ha portato a sviluppare un grande interesse per il mare e per ogni storia riguardante le sirene, quindi non vedevo l’ora di poter leggere il romanzo. Devo ammettere però, che le aspettative spesso aumentano troppo l’hype, rischiando di rovinare la lettura, ma fortunatamente questo non è successo con il libro della Christo.

La regina delle sirene è una miscela tra la fiaba che tutti conosciamo, in cui la sirena protagonista viene mandata sulla terraferma e privata della voce, mescolata con alcune caratteristiche delle sirene mitologiche; gli elementi di base restano gli stessi del cartone ma vengono proposti in versione inquietante e tenebrosa. Abbiamo una sirena giovane e di sangue reale, un bellissimo principe, una scadenza pericolosa e una cattivissima strega del mare, ma abbiamo anche le sirene che ingannano gli esseri umani con il loro canto ammaliatore, pirati che cacciano e ammazzano brutalmente le creature marine e molto altro. La sensazione è la stessa del deja-vu, perché conosci alcune scene e ti sembra di averle già viste ma, alla fine, ti accorgi che sono diverse e più intense da come le ricordavi.

Un elemento che ho apprezzato moltissimo è che, l’autrice, creando un retelling in chiave oscura, sia riuscita ad eliminare alcuni banali cliché legati ai personaggi, che si riscontrano spesso in questo genere.

Lira è la figlia della potente e pericolosa Regina dei Mari e ogni anno deve presentare a sua madre il cuore di un principe. A dire il vero, ogni sirena colleziona cuori umani, perché portano potere e prestigio, ma soltanto Lira detiene il nome di Flagello dei Principi, colei che uccide soltanto i futuri re degli uomini. Per tradizione, la giovane dovrà impossessarsi di un solo cuore all’anno, nel giorno del suo compleanno, fino a quando non prenderà il posto di sua madre sul trono.

Ma la principessa è avventata e disobbedisce alla Regina, che la condanna ad una punizione esemplare: Lira viene trasformata in un essere umano e privata del suo bellissimo canto, potrà parlare ma non usare i particolari vocalizzi delle sirene. L’unica possibilità che la giovane ha di ritornare nella sua forma natale, è quella di prendere il cuore del principe Elian, famoso cacciatore di sirene, entro il prossimo solstizio.

In superficie, conosciamo l’affascinante e brillante Principe Elian, chiamato anche il Cacciatore di Sirene o il Principe Pirata. Elian, infatti, non è soltanto l’erede al trono di Midas (il regno d’oro) ma è anche il capitano della Saad. Il suo equipaggio lo ama, lo rispetta e darebbe la vita per difendere i suoi ideali; viaggiano insieme da anni, setacciando il mare a caccia delle mostruose sirene, e ora sono sulle tracce della giovane Principessa dei Mari, nella speranza di porre fine alle uccisioni dei principi umani.

I destini dei due protagonisti si incroceranno per caso, dopo la punizione di Lira, e la loro storia potrebbe cambiare sia il destino del mondo acquatico che di quello terrestre. Inizia così una lunga avventura per il mare dai cento regni fatta di patti, negoziati, doppi giochi, paure e combattimenti.

Ma cosa possono avere in comune una principessa ammazza principi e un principe pirata sterminatore di sirene? Entrambi sono due giovani alla ricerca della loro vera identità, due facce della stessa medaglia, che danno vita ad una storia oscura ma affascinante.

Inizialmente i protagonisti sono uniti dall’odio e dalla vendetta, ma col tempo svilupperanno un rapporto intenso, ma mai forzato. Il loro legame non è il centro della storia, come per la fiaba, ma è l’avventura ad essere la vera protagonista, caratteristica che ho apprezzato molto. I personaggi sono imperfetti e reali, mai idealizzati e stereotipati: non sono principi e principesse dai modi gentili e garbati, ma assassini subdoli e cacciatori spietati.

Il worldbuilding è davvero ben pensato, la Christo mescola le culture e le mitologie del passato, creando luoghi fortemente ispirati all’antica Grecia, alla maestosa Roma e al lontano e misterioso Nord: vediamo Midas, la città dorata, in cui gli edifici dorati proiettano i loro riflessi sull’acqua, in modo che anche il mare sembri dorato. Troviamo Eidyllio, una terra ricoperta di fiori, in cui gli abitanti celebrano l’amore e le emozioni. Conosciamo Kleftes il regno dei ladri, dominato dai pirati e dagli schiavisti. Non dimentichiamo il Regno del Mare, che non viene raccontato fisicamente ma descritto in termini di politica, classi sociali, violenza e famiglia.

Altro punto a favore del libro sono gli abitanti del mare: le Sirene come Lira non sono le uniche creature marine descritte nel romanzo. La Christo ha inserito la razza delle Ondine: esseri orrendi, dalla pelle blu, che hanno arti al posto dei capelli. Sono esseri privi della mascella e possono inghiottire anche squali interi e, a differenza delle Sirene, sono ossessionate e affascinate dagli uomini e dai loro tesori. Oltre alle Ondine, conosciamo una nuova versione dei Tritoni, i guerrieri marini più forti e brutali, destinati a servire e proteggere la Regina dei Mari. I Tritoni vengono descritti come creature malvagie e letali, prive di ogni sentimento. Non sono metà umani e metà pesci, come le Sirene, ma sono fatti solo di oceano e odio, e sono le uniche creature con cui le Sirene possono accoppiarsi (mmmh…che fortuna!).

Lo stile dell’autrice è scorrevole, evocativo, descrittivo e in alcuni punti riesce ad emozionare il lettore. La narrazione è in prima persona e i capitoli si alternano con i punti di vista di Lira e Elian.

Mi è dispiaciuto non trovare una mappa all’interno del libro, con la rappresentazione dei posti che visitiamo tra le pagine. Allo stesso modo, mi sarebbe piaciuta, per comodità, una distinzione grafica o scritta, che differenziasse i due punti di vista a inizio capitolo.

Tutto quello che vi ho presentato è descritto in meno di 350 pagine e molti particolari potevano essere approfonditi maggiormente. Sarebbero bastate 200 pagine in più per sfruttare completamente il potenziale di quest’opera. La Christo è giovane e in alcuni punti si vede che nel libro manca un po’ di esperienza.

La regina delle sirene è un libro bellissimo, seppur con qualche difetto, e lo consiglio agli amanti del genere fantasy Young Adult e a tutti coloro che questa estate vogliono leggere un libro fresco, che parla di mare, amore, cuori, pirati e sirene.

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Sabrina nel paese delle meraviglie

La biblioteca di Zosma

La libreria di Ophelia

Love Reading & More

Chiaramente lettrice

Sfumature e Sogni d’Inchiostro

Alexandra Christo ha deciso di scrivere libri quando aveva quattro anni e la sua insegnante le disse che non poteva essere una fata. Quando non è impegnata a inventare storie, la si può trovare a organizzare tour gastronomici per Londra o a divorarsi drammi coreani in TV. Ha una laurea in scrittura creativa e attualmente vive in Inghilterra con un’abbondanza di cactus (perché sono le uniche piante che può mantenere in vita).

Pubblicato in: Libri, Nord, Recensione

I Leoni di Sicilia – Recensione

Cari lettori, finalmente sta per arrivare il grande giorno!
Da domani, lunedì 24 maggio, sarà disponibile in tutte le librerie il secondo volume della saga dei Florio, intitolato L’ inverno dei Leoni.

Ma andiamo con ordine

Vi è mai capitato di amare così tanto un libro da volerlo acquistare una seconda volta, soltanto per avere anche la versione illustrata? A me è successo con I Leoni di Sicilia di Stefania Auci, edito nel 2019 da Editrice Nord.

“L’ inverno dei Leoni”, il seguito de “I Leoni di Sicilia”, è uno dei libri più attesi dell’anno e io non vedo l’ora di continuare questa meravigliosa storia.

C’è stata una famiglia che ha sfidato il mondo. 
Una famiglia che ha conquistato tutto.
Una famiglia che è diventata leggenda.
Questa è la sua storia.

Titolo: I Leoni di Sicilia

Autore: Stefania Auci

Editore: Nord

Collana: Narrativa Nord

N.Pagine: 437

Genere: Saga familiare, Romanzo storico

Trama


 Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile. Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia – Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.


Con oltre 700mila copie vendute e più di 35 edizioni, si conferma il titolo più venduto in Italia dall’uscita ad oggi negli ultimi anni. Già pubblicato negli Stati Uniti, in Olanda e in Spagna, il romanzo è in corso di traduzione in 31 Paesi. A distanza di quasi due anni il romanzo di Stefania Auci è ancora intesta alla classifica dei libri più venduti. RAI Fiction ha annunciato una serie tratta da I leoni di Sicilia tra i progetti più ambiziosi in via di sviluppo.

Cosa ne penso

“I Leoni di Sicilia” è il primo volume di una saga famigliare che ha come protagonisti i Florio: una delle più ricche e imponenti famiglie di imprenditori italiani, vissuta a Palermo fra il XIX e il XX secolo. Quella dei Florio è una storia grandiosa, appassionante e drammatica, che inizia dal nulla per poi sbocciare in qualcosa di magnifico.

Inizialmente, i Florio sono una delle innumerevoli famiglie di origini umili che, per ambizione o necessità, provano a migrare in un altro luogo, con la speranza di ricominciare da capo una seconda vita. Tutto comincia con il terremoto del 16 ottobre 1799: ci troviamo a Bagnara Calabra, in piena notte, quando la casa dei fratelli Paolo e Ignazio Florio inizia a tremare ( i due, nel 1783 avevano perso entrambi i genitori per un’altra violentissima scossa, in cui Bagnara venne quasi rasa al suolo).

Paolo Florio è un uomo ambizioso, stufo di vivere in una terra piegata dalla miseria e priva di opportunità così, dopo l’ennesimo terremoto, decide di andare via dalla Calabria. I due fratelli, seguiti dalla nipotina Vittoria e da Giuseppina e Vincenzo (moglie e figlio di Paolo), scelgono di sbarcare sulle coste siciliane, dove entreranno a far parte dei commercianti della caotica e ricca Palermo dei primi anni dell’Ottocento.

Presto però, Paolo e Ignazio inizieranno a fare i conti con una terra che non accoglie calorosamente i nuovi arrivati ma, spinti da una grande ambizione, continueranno a mirare sempre più in alto e col tempo si trasformeranno da semplici facchini (termine dispregiativo usato dai palermitani) ai potenti e invidiati Leoni di Sicilia.  

Il romanzo copre oltre sessant’anni e segue il percorso di tre generazioni di casa Florio. Alla morte prematura di Paolo, il fratello Ignazio prenderà in mano la gestione degli affari di famiglia, provvedendo anche a mantenere Giuseppina e a crescere il piccolo Vincenzo, di soli 8 anni. Con Ignazio gli affari iniziano a espandersi e a fiorire e, parallelamente alla crescita economica dei Florio, seguiamo anche il percorso del piccolo Vincenzo: vedremo i suoi primi amori, le delusioni e la sua formazione, divisa tra Italia e Inghilterra. Il piccolo di casa Florio cresce con un carattere forte e orgoglioso, che si scontrerà spesso con l’aristocrazia di Palermo.

Vincenzo Florio (seduto) accanto alla moglie Giulia Portalupi, insieme al figlio Ignazio e la nuora Giovanna D’Ondes

Alla morte di Ignazio, Vincenzo ha 29 anni e i Florio sono già una delle più potenti famiglie palermitane. La fortuna della prima generazione di casa Florio furono le spezie e gli aromi, in particolare la corteccia di china, usata come cura per la malaria, l’influenza, i crampi e i dolori muscolari e i disturbi gastrici. Con Vincenzo, che aveva appreso le tecniche industriali inglesi, la produzione di casa Florio decolla, espandendosi sempre di più.

Il giovane, riesce a diversificare gli affari dalle tonnare (con l’innovativo metodo di conservazione del tonno sott’olio) alle compravendite di merci, dalle produzioni vinicole fino alle flotte di navi per gestire i trasporti.

Con grande sorpresa ho trovato una storia terribilmente attuale: conosciamo una famiglia che, nonostante l’impegno e la forza di volontà, non verrà mai accettata completamente dai palermitani, che continueranno a screditarli e a considerarli come stranieri. Per decenni, i Florio saranno vittime di pregiudizi, invidie e malumori, non solo per la loro provenienza geografica, ma anche per l’approccio imprenditoriale troppo moderno nei confronti di un’economia ancora poco sviluppata.

Ogni capitolo inizia con un proverbio siciliano e con brevi inquadramenti storici del periodo narrato, che consentono al lettore di collegare le vicende storiche e sociali con gli avvenimenti della famiglia Florio.

Stefania Auci, infatti, non ci mostra soltanto la crescita dei Florio ma segue anche lo sviluppo di Palermo stessa, dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia. L’autrice è stata davvero abilissima ad intrecciare la storia della città con le vicende private di una famiglia che ha segnato un’epoca.

Gli episodi famigliari e amorosi, anche se molto romanzati, sono perfetti per rendere leggera la narrazione e non appesantire troppo la trama.

Lo stile dell’autrice è scorrevole ma ricco, con descrizioni di luoghi e personaggi che riescono a impreziosire il racconto, facendo respirare al lettore le atmosfere siciliane di quel periodo. Inoltre, ho apprezzato tantissimo l’inserimento di alcune frasi in dialetto siciliano, che hanno reso ancora più veritiera la narrazione.

Man mano che procedevo con la lettura, mi sentivo sempre più vicina ai personaggi del libro, soprattutto a Vincenzo e Ignazio e mi sembrava di essere insieme ai protagonisti nel loro negozio di spezie, circondata dai profumi provenienti da tutto il mondo. Le descrizioni della Auci sono minuziose e vivide, e hanno convinto una mia amica a fare un tour della Sicilia per visitare i luoghi in cui i Florio hanno vissuto (tour che vorrei fare anche io a fine pandemia).

La saga dei Florio di Stefania Auci resterà per sempre una delle migliori saghe famigliari italiane di tutti i tempi e consiglio la lettura agli amanti del genere e a ogni italiano che vuole conoscere un pezzetto di storia del proprio paese.

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Vi ricordo che il secondo volume della saga dei Florio uscirà DOMANI!
Ecco la TRAMA:

Hanno vinto, i Florio, i Leoni di Sicilia. Lontani sono i tempi della misera putìa al centro di Palermo, dei sacchi di spezie, di Paolo e di Ignazio, arrivati lì per sfuggire alla miseria, ricchi solo di determinazione. Adesso hanno palazzi e fabbriche, navi e tonnare, sete e gioielli. Adesso tutta la città li ammira, li onora e li teme. E il giovane Ignazio non teme nessuno. Il destino di Casa Florio è stato il suo destino fin dalla nascita, gli scorre nelle vene, lo spinge ad andare oltre la Sicilia, verso Roma e gli intrighi della politica, verso l’Europa e le sue corti, verso il dominio navale del Mediterraneo, verso l’acquisto dell’intero arcipelago delle Egadi. È un impero sfolgorante, quello di Ignazio, che però ha un cuore di ghiaccio. Perché per la gloria di Casa Florio lui ha dovuto rinunciare all’amore che avrebbe rovesciato il suo destino. E l’ombra di quell’amore non lo lascia mai, fino all’ultimo… Ha paura, invece, suo figlio Ignazziddu, che a poco più di vent’anni riceve in eredità tutto ciò suo padre ha costruito. Ha paura perché lui non vuole essere schiavo di un nome, sacrificare se stesso sull’altare della famiglia. Eppure ci prova, affrontando un mondo che cambia troppo rapidamente, agitato da forze nuove, violente e incontrollabili. Ci prova, ma capisce che non basta avere il sangue dei Florio per imporsi. Ci vuole qualcos’altro, qualcosa che avevano suo nonno e suo padre e che a lui manca. Ma dove, cosa, ha sbagliato? Vincono tutto e poi perdono tutto, i Florio. Eppure questa non è che una parte della loro incredibile storia. Perché questo padre e questo figlio, così diversi, così lontani, hanno accanto due donne anche loro molto diverse, eppure entrambe straordinarie: Giovanna, la moglie di Ignazio, dura e fragile come cristallo, piena di passione ma affamata d’amore, e Franca, la moglie di Ignazziddu, la donna più bella d’Europa, la cui esistenza dorata va in frantumi sotto i colpi di un destino crudele. Sono loro, sono queste due donne, a compiere la vera parabola – esaltante e terribile, gloriosa e tragica – di una famiglia che, per un lungo istante, ha illuminato il mondo. E a farci capire perché, dopo tanti anni, i Florio continuano a vivere, a far battere il cuore di un’isola e di una città. Unici e indimenticabili.

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Stefania Auci è nata a Trapani, ma vive da tempo a Palermo, dove lavora come insegnante di sostegno. Con I Leoni di Sicilia, che ha avuto uno straordinario successo – più di cento settimane in classifica, in corso di traduzione in 32 Paesi –, ha narrato le vicende dei Florio fino alla metà dell’Ottocento, conquistando i lettori per la passione con cui ha saputo rivelare la contraddittoria, trascinante vitalità di questa famiglia. Una passione che attraversa anche L’inverno dei Leoni, seconda e conclusiva parte della saga, e che ci spalanca le porte del mito dei Florio, facendoci rivivere un’epoca, un mondo e un destino senza pari.

Pubblicato in: Autori Emergenti, Review Party

Le Isole di Smeraldo – Review Party

Buongiorno lettori, dopo qualche giorno di assenza torno con il Review Party del nuovo romanzo di Daniela Maccarrone alias Dama Berkana.

Qualche mese fa vi avevo parlato del suo primo libro La Ruota d’Argento e oggi sono felicissima di potervi presentare il suo secondo romanzo fantasy Le Isole di Smeraldo.

Titolo:  Le Isole di Smeraldo

Autore: Dama Berkana

Editore: Self Publishing

N.Pagine: 318

Genere: Fantasy

Trama


“«Tanti sono i segreti che lo Smeraldo nasconde. Non occulti nell’ombra, ma brillanti alla luce.»”
La fanciullezza del mondo è da poco iniziata. Cinque Smeraldi rifulgono di pace e perfezione. Sono le Isole in cui la progenie mortale della Dea Dana vive beata, giungendo nell’oltretomba solo in età senile. Mantenere integro un tale paradiso, però, non è semplice. Lugh, Dio del Sole, si serve dei pochi poteri ancora in suo possesso per preservare la serenità nello Smeraldo. Giorno dopo giorno, scende giù dal suo astro e si assicura che nulla sia cambiato. Né nel popolo, né tra i quattro tesori sacri custoditi nei Templi. Grazie all’attenzione posta dalle divinità, dagli Scudi e dalle Druidesse, non una macchia insozza le Isole. O almeno così sembra. I segreti nascosti nello Smeraldo, in realtà, sono molti. Alcuni magici, altri oscuri. E, ben presto, emergeranno tutti. Lugh scoverà in tempo l’origine di quei misteri o sarà costretto ad assistere alla più terribile delle tragedie
?


 

Cosa ne penso

Le Isole di Smeraldo appartiene alla Saga dei Túatha ed è il prequel de “La Ruota d’Argento”, ma entrambi i romanzi possono essere letti indipendentemente.

Come ci anticipa il titolo, l’ambientazione del libro sono le meravigliose Isole di Smeraldo, un arcipelago composto complessivamente da cinque isole, che prendono il nome dall’omonima pietra preziosa a cui assomigliano sia per la forma che per il colore verde brillante. Nelle isole la natura è magnifica, con panorami coloratissimi, ricchi di dettagli e pietre preziose; sono a tutti gli effetti un paradiso terrestre, che l’autrice ha creato e descritto in maniera eccellente. Avevo adorato le ambientazioni già ne “La Ruota d’Argento” e devo ammettere che la Dama Berkana si è dimostrata una grande conferma nel delineare e caratterizzare luoghi fantastici.

Le cinque isole sono popolate e curate da esseri mortali puri chiamati i Túatha De Danann, che non conoscono peccati e malattie, ma periscono soltanto di vecchiaia o a causa di incidenti naturali. I Túatha sono figli della Dea Dana e, al momento della loro creazione, gli dei hanno deciso di dotarli di alcune capacità speciali: maggiore affinità con la terra, maneggiare il fuoco e padroneggiare aria e acqua; in cambio della loro vita speciale e delle loro abilità, gli abitanti hanno il compito di curare le Isole e di mantenere intatta la loro bellezza.

Ovviamente, i mortali non bastano per preservare la magnificenza delle Isole e, a contribuire al loro sviluppo, ci pensano alcune divinità come Lugh, Dio Sole e fratello di Arianrhod, che avevamo conosciuto ne “La Ruota d’Argento”.

Giorno e Notte, luce e buio, inizio e fine: Lugh e Arianrhod si alternano ogni volta per dare equilibrio al mondo e, in questo romanzo, seguiremo la storia di Lugh, il dio solare chiamato anche Stella Estiva. Lugh è una divinità buona, premurosa e gentile, che ogni giorno compie un viaggio sulle Isole di Smeraldo nel tentativo di migliorare la vita dei Túatha De Danann e nella speranza di mantenere un equilibrio nel delicato ecosistema delle Isole. Ma può il paradiso restare perfetto in eterno? È possibile proteggere i mortali tenendoli sotto ad una bolla di vetro perfetta? Per quanto tempo ancora i Túatha vivranno senza la possibilità di compiere scelte personali? Qualcosa, o qualcuno brama nell’ombra e presto arriverà un’oscura minaccia a rovinare l’armonia e la pace presente sulle Isole.

Esattamente come per “La Ruota d’Argento” ogni particolare è ben studiato e ricercato e la Dama Berkana riesce a trasmettere al lettore la sua grande passione per la mitologia gallese e nordica; infatti, in entrambi i casi, mi ha affascinata talmente tanto da spingermi a compiere ricerche online sulle divinità e sui luoghi presi in considerazione nei suoi romanzi. Non è mai facile prendere spunto dalla mitologia per creare una propria storia, ma l’autrice è talmente esperta in materia da riuscire a plasmare divinità antiche e posti reali, dando origine ad un mondo tutto suo.

Lo stile dell’autrice è migliorato notevolmente, è più maturo e deciso rispetto al suo primo libro, restando comunque scorrevole e leggero. Trovo bellissimo seguire il lavoro di un autore emergente anche per vedere i suoi progressi personali.

I tre punti di forza de “Le Isole di Smeraldo” sono le ambientazioni, lo studio dietro alla mitologia celtica e i personaggi.

I personaggi che incontriamo lungo la trama sono molti e ben caratterizzati, ognuno ha un proprio carattere e una personalità distintiva, e anche in questo ambito ho notato un’ottima crescita descrittiva rispetto al primo volume.

Piccola curiosità: nelle copertina dei due primi volumi della Saga dei Túatha troviamo due animali, un cervo per La Ruota d’Argento e un aquila per Le Isole di Smeraldo:

Copertine a cura di Laura Maccarrone

 il Cervo è legato alla Dea Dana, mentre l’Aquila appartiene al Dio del Sole e lo aiuta a raggiungere le Isole di Smeraldo ogni giorno.

Consiglio questo romanzo a tutti gli amanti del fantasy, in particolare a coloro che sono appassionati della mitologia celtica.

L’evento non finisce oggi e vi lascio il banner con tutti i blog delle ragazze che partecipano al Review Party insieme a me:

12 maggioThe Mad Otter
13 maggio Inchiostro e parole
14 maggio Winnie the book
15 maggioSfumature e Sogni d’Inchiostro
16 maggioI libri di mezzanotte
17 maggioUn cuore tra i libri

Daniela Maccarrone, alias Dama Berkana, nasce a Catania il 2 Agosto 1996.
Con la testa fra le nuvole sin dall’infanzia, cresce immaginando mondi fantastici e avventure entusiasmanti. Sono proprio queste fantasie che la spingono a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Catania nel 2015, sicura che la sua strada sia proprio quella artistica. È con la sua tesi triennale che, difatti, dà vita al cortometraggio d’animazione “Legend of Samhain”, base grezza da cui poi sviluppa la storia del suo primo romanzo “La Ruota d’Argento”, pubblicato con Amazon Publishing nel 2020.Nel 2019 partecipa al concorso letterario “Sicilia Dime Novels” con la storia breve “I Fatuzzi superbi”, inserita all’interno di una raccolta pubblicata nel 2020 a cura Algra Editore. Decisa a esplorare miti e leggende delle antiche civiltà per dar vita a racconti fantasy, ha già in mente nuove idee per futuri libri.