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Le Isole di Smeraldo – Review Party

Buongiorno lettori, dopo qualche giorno di assenza torno con il Review Party del nuovo romanzo di Daniela Maccarrone alias Dama Berkana.

Qualche mese fa vi avevo parlato del suo primo libro La Ruota d’Argento e oggi sono felicissima di potervi presentare il suo secondo romanzo fantasy Le Isole di Smeraldo.

Titolo:  Le Isole di Smeraldo

Autore: Dama Berkana

Editore: Self Publishing

N.Pagine: 318

Genere: Fantasy

Trama


“«Tanti sono i segreti che lo Smeraldo nasconde. Non occulti nell’ombra, ma brillanti alla luce.»”
La fanciullezza del mondo è da poco iniziata. Cinque Smeraldi rifulgono di pace e perfezione. Sono le Isole in cui la progenie mortale della Dea Dana vive beata, giungendo nell’oltretomba solo in età senile. Mantenere integro un tale paradiso, però, non è semplice. Lugh, Dio del Sole, si serve dei pochi poteri ancora in suo possesso per preservare la serenità nello Smeraldo. Giorno dopo giorno, scende giù dal suo astro e si assicura che nulla sia cambiato. Né nel popolo, né tra i quattro tesori sacri custoditi nei Templi. Grazie all’attenzione posta dalle divinità, dagli Scudi e dalle Druidesse, non una macchia insozza le Isole. O almeno così sembra. I segreti nascosti nello Smeraldo, in realtà, sono molti. Alcuni magici, altri oscuri. E, ben presto, emergeranno tutti. Lugh scoverà in tempo l’origine di quei misteri o sarà costretto ad assistere alla più terribile delle tragedie
?


 

Cosa ne penso

Le Isole di Smeraldo appartiene alla Saga dei Túatha ed è il prequel de “La Ruota d’Argento”, ma entrambi i romanzi possono essere letti indipendentemente.

Come ci anticipa il titolo, l’ambientazione del libro sono le meravigliose Isole di Smeraldo, un arcipelago composto complessivamente da cinque isole, che prendono il nome dall’omonima pietra preziosa a cui assomigliano sia per la forma che per il colore verde brillante. Nelle isole la natura è magnifica, con panorami coloratissimi, ricchi di dettagli e pietre preziose; sono a tutti gli effetti un paradiso terrestre, che l’autrice ha creato e descritto in maniera eccellente. Avevo adorato le ambientazioni già ne “La Ruota d’Argento” e devo ammettere che la Dama Berkana si è dimostrata una grande conferma nel delineare e caratterizzare luoghi fantastici.

Le cinque isole sono popolate e curate da esseri mortali puri chiamati i Túatha De Danann, che non conoscono peccati e malattie, ma periscono soltanto di vecchiaia o a causa di incidenti naturali. I Túatha sono figli della Dea Dana e, al momento della loro creazione, gli dei hanno deciso di dotarli di alcune capacità speciali: maggiore affinità con la terra, maneggiare il fuoco e padroneggiare aria e acqua; in cambio della loro vita speciale e delle loro abilità, gli abitanti hanno il compito di curare le Isole e di mantenere intatta la loro bellezza.

Ovviamente, i mortali non bastano per preservare la magnificenza delle Isole e, a contribuire al loro sviluppo, ci pensano alcune divinità come Lugh, Dio Sole e fratello di Arianrhod, che avevamo conosciuto ne “La Ruota d’Argento”.

Giorno e Notte, luce e buio, inizio e fine: Lugh e Arianrhod si alternano ogni volta per dare equilibrio al mondo e, in questo romanzo, seguiremo la storia di Lugh, il dio solare chiamato anche Stella Estiva. Lugh è una divinità buona, premurosa e gentile, che ogni giorno compie un viaggio sulle Isole di Smeraldo nel tentativo di migliorare la vita dei Túatha De Danann e nella speranza di mantenere un equilibrio nel delicato ecosistema delle Isole. Ma può il paradiso restare perfetto in eterno? È possibile proteggere i mortali tenendoli sotto ad una bolla di vetro perfetta? Per quanto tempo ancora i Túatha vivranno senza la possibilità di compiere scelte personali? Qualcosa, o qualcuno brama nell’ombra e presto arriverà un’oscura minaccia a rovinare l’armonia e la pace presente sulle Isole.

Esattamente come per “La Ruota d’Argento” ogni particolare è ben studiato e ricercato e la Dama Berkana riesce a trasmettere al lettore la sua grande passione per la mitologia gallese e nordica; infatti, in entrambi i casi, mi ha affascinata talmente tanto da spingermi a compiere ricerche online sulle divinità e sui luoghi presi in considerazione nei suoi romanzi. Non è mai facile prendere spunto dalla mitologia per creare una propria storia, ma l’autrice è talmente esperta in materia da riuscire a plasmare divinità antiche e posti reali, dando origine ad un mondo tutto suo.

Lo stile dell’autrice è migliorato notevolmente, è più maturo e deciso rispetto al suo primo libro, restando comunque scorrevole e leggero. Trovo bellissimo seguire il lavoro di un autore emergente anche per vedere i suoi progressi personali.

I tre punti di forza de “Le Isole di Smeraldo” sono le ambientazioni, lo studio dietro alla mitologia celtica e i personaggi.

I personaggi che incontriamo lungo la trama sono molti e ben caratterizzati, ognuno ha un proprio carattere e una personalità distintiva, e anche in questo ambito ho notato un’ottima crescita descrittiva rispetto al primo volume.

Piccola curiosità: nelle copertina dei due primi volumi della Saga dei Túatha troviamo due animali, un cervo per La Ruota d’Argento e un aquila per Le Isole di Smeraldo:

Copertine a cura di Laura Maccarrone

 il Cervo è legato alla Dea Dana, mentre l’Aquila appartiene al Dio del Sole e lo aiuta a raggiungere le Isole di Smeraldo ogni giorno.

Consiglio questo romanzo a tutti gli amanti del fantasy, in particolare a coloro che sono appassionati della mitologia celtica.

L’evento non finisce oggi e vi lascio il banner con tutti i blog delle ragazze che partecipano al Review Party insieme a me:

12 maggioThe Mad Otter
13 maggio Inchiostro e parole
14 maggio Winnie the book
15 maggioSfumature e Sogni d’Inchiostro
16 maggioI libri di mezzanotte
17 maggioUn cuore tra i libri

Daniela Maccarrone, alias Dama Berkana, nasce a Catania il 2 Agosto 1996.
Con la testa fra le nuvole sin dall’infanzia, cresce immaginando mondi fantastici e avventure entusiasmanti. Sono proprio queste fantasie che la spingono a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Catania nel 2015, sicura che la sua strada sia proprio quella artistica. È con la sua tesi triennale che, difatti, dà vita al cortometraggio d’animazione “Legend of Samhain”, base grezza da cui poi sviluppa la storia del suo primo romanzo “La Ruota d’Argento”, pubblicato con Amazon Publishing nel 2020.Nel 2019 partecipa al concorso letterario “Sicilia Dime Novels” con la storia breve “I Fatuzzi superbi”, inserita all’interno di una raccolta pubblicata nel 2020 a cura Algra Editore. Decisa a esplorare miti e leggende delle antiche civiltà per dar vita a racconti fantasy, ha già in mente nuove idee per futuri libri.

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Le anime di Leggendra – Recensione

Buongiorno lettori 🖤

Oggi voglio parlarvi del libro con cui è iniziato il mio 2021!
Le anime di Leggendra – I cimeli ancestrali è il primo volume di una saga fantasy, che prevede la pubblicazione di quattro romanzi. L’autrice è la giovanissima Melania Fusconi, con cui ho avuto il piacere di parlare e posso assicurarvi che è una persona dolcissima ed è stato un vero piacere leggere il suo primo romanzo.

Il secondo volume della saga Le anime di Leggendra – La viaggiatrice è uscito da pochissime settimane.
Ecco entrambe le copertine della saga, che sono state disegnate dall’autrice:

Titolo:  Le anime di Leggendra – I cimeli ancestrali

Autore:  Melania Fusconi

Editore: Tabula Fati

N.Pagine: 256

Genere: Fantasy

Trama


Protetto da una barriera magica all’interno della foresta di Evergreen, il Villaggio Celato di fatto separa i suoi abitanti dal resto del regno, tenendoli all’oscuro tanto delle brutture, che l’impero non risparmia, che delle bellezze di Leggendra e delle sue caleidoscopiche città. Il desiderio di attraversare quelle terre e di conoscere chi ci vive diventa la massima aspirazione dei giovani villici, in particolare di qualcuno, animato da sentimenti di amor patrio e di vendetta e da una smisurata sete di giustizia. Alhena, la diciassettenne pupilla di mastro Haber Krono, una delle massime autorità del villaggio, insegue e persegue l’ideale di lotta che fu di sua madre, in aperto contrasto con un futuro che sembrerebbe già deciso, se non fosse per quella smania che sente dentro e che a volte si manifesta con delle strane crisi nelle quali rivive situazioni che non le appartengono. Muovendosi fra Nog e Gifter e sempre difendendo a spada tratta i più deboli dalle grinfie dell’impero, ben presto scoprirà che la magia è un dono che cresce, un potere che riempie o svuota, a seconda dell’uso che ne farà chi ne è dotato.


Cosa ne penso

Ci troviamo a Leggendra, all’interno del Villaggio Celato, un luogo che, grazie a una barriera magica, è nascosto da occhi indiscreti. A creare contrasto con i verdi paesaggi di Leggendra, c’è l’oscurità delle Bestie Infernali, che stanno creando scompiglio nei villaggi vicini e che si stanno espandendo sempre di più, soprattutto nella foresta di Evergreen.

La protagonista è Alhena, un’orfana che ha perso i suoi genitori troppo presto. Quando la storia inizia ha diciassette anni ed è stata allevata da Mastro Haber che, però, si è rivelato più un insegnante che un padre, decidendo anche il suo destino: Alhena deve diventare una Curatrice. La giovane, però, tormentata dalla continua ricerca di libertà, si sente soffocare tra le mura del Villaggio Celato e vorrebbe vivere senza le regole imposte dal suo tutore, magari riuscendo a realizzare il suo sogno: diventare una guardia reale. Sua mamma era una guerriera e Alhena sente l’arte del combattimento scorrerle nelle vene, cosa anticonvenzionale e vista in maniera negativa da Haber e dal resto del Consiglio.

A pesare ulteriormente, c’è la regola che vieta alla popolazione di oltrepassare il velo magico e di uscire dal Villaggio, norma che è in contrasto con l’indole indipendente della ragazza, ma che fa vivere tranquilli tutti gli altri villici.

Questa barriera ci proteggerà certamente dalla guerra nel mondo esterno, ma ci ha reso schiavi di questa gabbia.

Una sera, pero, Alhena riesce a superare la barriera per soccorrere un ragazzo che è stato aggredito dalle Bestie Infernali: conosce le conseguenze della sua scelta, sa che verrà punita, ma il suo coraggio e il suo senso di trasgressione prevalgono e ben presto capirà che il suo gesto sarà il primo passo verso una nuova vita. Perché il giovane a cui ha salvato la vita è uno studioso imbranato di nome Valdrigue, che sta cercando i Cimeli Ancestrali: oggetti magici che dovrebbero salvare le loro terre dalle terribili minacce che sono alle porte. Insieme, i due ragazzi, partiranno per un pericoloso viaggio che, al termine del romanzo, si rivelerà essere soltanto l’inizio della vera avventura.

Come vi ho già anticipato, Alhena Blanc, è una giovane determinata e intelligente, molto più matura delle sue coetanee. La sua impulsività e la continua ricerca della libertà sono due tratti caratteristici dell’adolescenza, che abbiamo sperimentato tutti, ma la caratteristica che più mi ha colpito della protagonista è stata la sua forza. Melania ha creato una protagonista tenace e intensa e sono davvero curiosa di conoscere la sua evoluzione nei prossimi romanzi. Ovviamente non è un personaggio perfetto e durante il suo viaggio farà degli errori, che ci sveleranno alcune fragilità. Ad Alhena invidio la forza e la determinazione ma non sono gelosa della sua capacità di cacciarsi nei guai. Le situazioni difficili sembrano correrle dietro ed è un bene che abbia continuato ad allenarsi con la spada, trascurando la volontà del suo tutore.

Valdrigue è uno studioso con la S maiuscola, e la sua intelligenza si rivelerà una risorsa davvero fondamentale. È un compagno di viaggio interessante ma che non ho compreso fino in fondo.

Hayden è sicuramente il mio personaggio maschile preferito, anche se (per ora) ha trovato poco posto all’interno della storia. Sono certa, però, che tornerà nei prossimi volumi, perché Melania l’ha caratterizzato troppo bene per rilegarlo al ruolo di comparsa secondaria. Spero che la sua apparizione nel primo libro sia stata una presentazione del suo personaggio e sono curiosissima di conoscere il suo vero ruolo all’interno della storia.

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Lo stile dell’autrice è molto fluido e le pagine scorrono una dopo l’altra, merito anche degli avvenimenti della trama, che non lasciano spazio alla noia. Melania ha una grande capacità descrittiva ed è riuscita a creare dei luoghi fantastici facilmente immaginabili dal lettore. La narrazione è in terza persona ma segue solo ed esclusivamente le vicende di Alhena. I primi capitoli, molti densi di nozioni e di descrizioni, potrebbero risultare un po’ lenti, ma sono molto introduttivi e servono per immergerci in un nuovo mondo magico.

Il worldbuilding è ben costruito, ed ho apprezzato molto i luoghi dalle sfumature medioevali, creati dalla penna dell’autrice. Il regno è davvero vasto e mi sono immersa in svariati scenari, molti dei quali immersi dalla paura creata dalle Bestie Infernali, che sbucano quando meno te lo aspetti.

Ho apprezzato moltissimo il tema dell’emancipazione e della voglia di contrastare gli ideali e le rigide convenzioni imposte dalla società, che sono stati trattati in maniera perfetta anche per lettori più giovani. Alhena è un’eroina che innalza la bandiera del girl power, sfidando ogni uomo e ostacolo che trova nel suo percorso.

Un altro elemento che riscontriamo spesso è il tema del destino, sempre pronto ad indicare una direzione alla protagonista, ma è lei a scegliere la sua strada, o è il fato ad influenzare la sua vita?

Il romanzo pone moltissime domande e non tutte troveranno una risposta nel primo volume, che come vi ho già anticipato, è soltanto l’inizio di un’avventura fantasy.

Ringrazio nuovamente Melania per avermi dato la possibilità di entrare nel suo mondo🖤

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Melania Fusconi nasce a Ravenna il 17 Maggio del 1985, e si può dire che sia nata con la matita in mano. Dalla fervida fantasia ha frequentato il Liceo Artistico P.L. Nervi di Ravenna, dove la storia di Alhena prende forma per la realizzazione di un fumetto che avrebbe disegnato personalmente.
Terminato un anno di Accademia di Belle Arti a Rimini, Melania inizia a lavorare nel campo dell’informatica e il fumetto viene chiuso nel cassetto dei sogni. Ha lavorato qualche anno per una stilista di abiti di alta moda e negli ultimi anni ha sperimentato l’arte della computer grafica, partendo sempre da una base a amano libera.
Inizia a leggere libri di genere fantasy nel 2008 e nel 2013 decide di riprendere la storia del fumetto per farne un libro.
Le anime di Leggendra – I Cimeli Ancestrali è il primo di una serie di libri.

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Gemini – Recensione

Ciao carissimi lettori, oggi voglio presentarvi Gemini, il primo romanzo del giovanissimo autore emergente Omar Costenaro.

Voglio subito ringraziare Omar per avermi invitata nel suo magico mondo.

Titolo: Gemini

Autore: Omar Costenaro

Editore: Self Publishing

Collana: –

N.Pagine: 350

Genere: Fantascienza, Fantasy

Trama


In un mondo post-bellico Syter e l’allievo Ologold si ritrovano improvvisamente privati di ogni potere.
In un mondo primordiale tre ragazzini lottano per sopravvivere.
Magia. Che cos’è? Un’arte occulta? Un’illusione? Un potere sovraumano? Un termine per definire qualcosa di indescrivibile?
Il vero dilemma però è un altro: come è nata la magia?
La leggenda narra che tutto ebbe inizio con tre gemelli, ma se i racconti tramandati per secoli non fossero del tutto veri? Un indimenticabile viaggio nel tempo per cambiare il passato, salvare il presente e riscrivere il futuro sarà l’unica chiave per svelare il mistero.


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GEMINI è il primo episodio di una saga letteraria a metà tra la fantascienza e il fantasy, in cui si attorcigliano storie, ambientazioni ed epoche diverse.

Il libro è ambientato in un pianeta ipotetico in uno scorrere temporale che attraversa presente, passato e futuro, senza seguire l’ordine cronologico.

All’inizio del romanzo, per seguire meglio i vari salti e viaggi temporali, Omar ci dona una legenda in cui ci spiega il suo sistema di date, preparandoci ad intraprendere un viaggio misterioso, magico e intrigante.

« Il vero dilemma è: come è nata la magia? La leggenda narra che tutto ebbe inizio con tre gemelli… »

Il libro inizia con Ologold, un bambino di nove anni dotato di poteri magici, che si allena con il suo maestro, nonché il più potente stregone dell’universo, Syter.
Ologold è coraggioso, impulsivo e tremendamente testardo, lui e il suo maestro sono avvolti da una nube fitta di mistero e, fino alla fine, non capiremo le loro origini e la loro reale potenza.

Sembra una giornata come le altre, quando improvvisamente la magia scompare, lasciando tutti senza poteri, e i nostri due protagonisti sono costretti a compiere un tedioso viaggio nel tempo per salvare la vita ai tre gemelli che, secondo le leggende, hanno creato e diffuso la magia.

Omar

Alla storia iniziale, si aggiunge la storia che coinvolge i gemelli Jake, Andy e Luke.
I tre gemelli sono totalmente uguali tra di loro e sono distinguibili soltanto grazie alla differente colorazione degli occhi:
Jake: il maggiore dei tre, nonché il più saggio ed intelligente, ha gli occhi azzurri
Andy: il gemello di mezzo, irruento e impulsivo, ha gli occhi neri
Luke: il fratello minore e più tranquillo, ha gli occhi verdi
Le loro vicende mi hanno coinvolta particolarmente e ho trovato interessante vedere i loro cambiamenti nel corso della trama.

La Magia. Che cos’è? Una pratica occulta? Un’illusione? Un potere sovrumano? Un termine per definire l’indescrivibile?

Tutta la storia ruota intorno alla scomparsa della magia. Ai due filoni narrativi principali se ne aggiungeranno altri e la rivalità tra le due più potenti famiglie magiche mai esistite, Syter e Key, prenderanno sempre più piede, fino ad assumere un ruolo fondamentale.

« Cambia il passato. Salva il presente. Riscrivi il futuro. »

Il TEMPO è uno dei due elementi chiave della trama: è possibile cambiare il futuro? Agire sul passato consente di mutare il presente? Oppure il destino di ognuno è già scritto ed è invariabile a dispetto di qualsiasi cosa si faccia?
La MAGIA è il filo conduttore che collega mondi ed epoche lontane, ma sarà la chiave per salvare il presente e scrivere un nuovo futuro?

Ho adorato il worldbuilding, merito del contrasto che si crea con i viaggi nel tempo, dove vedremo l’alternarsi di ambientazioni fantascientifiche, con pianeti lontani, navette spaziali e città futuristiche, in contrapposizione alle ambientazioni fantasy del passato, caratterizzate da villaggi nei boschi, caverne abitate da animali preistorici e da posti misteriosi, molto simili alla nostra Terra.

Lo stile è semplice, chiaro e descrittivo, soprattutto i dettagli sono molto minuziosi e, anche se aiutano il lettore ad immergersi e a capire il mondo creato dall’autore, ogni tanto rallentano la lettura.

 Nel complesso Gemini è un grande esordio e non vedo l’ora di leggere i prossimi volumi della saga.

E voi siete pronti ad intraprendere un viaggio nel tempo che potrebbe ripristinare la magia in tutto mondo?

Mi chiamo Omar Costenaro, sono nato e cresciuto a Marostica: una piccola città del Veneto.
Ho scoperto il mondo della lettura fin da giovanissimo con i grandi classici del fantasy. Gli intriganti personaggi dei libri che leggevo mi hanno ispirato nella stesura di brevi racconti, ma il mio viaggio era solo all’inizio.
Con il tempo, i protagonisti delle mie avventure hanno infatti assunto sempre più spessore, le ambientazioni si sono evolute e la trama si è intrecciata al punto da dare vita a un vero è proprio romanzo.
All’età di sedici anni ho così ideato GEMINI: il mio primo libro fantasy.
Mi sono cimentato anche in altri generi letterari, una nuova sfida con me stesso: scrivere un libro diverso da tutto ciò che, fino a quel giorno, avevo letto o scritto.
Il frutto di questa esplorazione è un romanzo giallo: A NIGHT IN ALLDALE.

Vi lascio il collegamento con il sito di Omar
➡️ www.omarcostenaro.it/ ⬅️

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Fenix e la chiave di Thuta. La gemma di Osiris – Recensione

Ciao amici di letture,
questo è un articolo per me molto speciale perché è la mia primissima collaborazione con un’autrice emergente. Voglio subito ringraziare Mariella per avermi coinvolta nel suo sogno, dandomi la possibilità di vivere nel mondo da lei creato. Fenix e la chiave di Thuta è il primo volume di una serie fantasy in cui gli elfi hanno finalmente un ruolo principale e non secondario. Il fantasy italiano è ancora poco conosciuto e spesso sottovalutato, ma in questo caso si è dimostrato sorprendente.

Titolo: Fenix e la chiave di Thuta. La gemma di Osiris

Autrice: M. E. Loi

Editore: Bookabook

N.Pagine: 464

Genere: Fantasy

Trama


Fenix abita a New York e non è una ragazza come le altre: ha la pelle candida e i capelli color argento. Nonostante si sia trasferita più volte insieme a sua madre e abbia vissuto in altre città, in nessun luogo si è mai sentita a “casa”. La sua vita trascorre tra la strana fissazione di sua mamma per le porte aperte e quel senso di disagio che di notte la tiene sveglia a fantasticare di mondi incantati in cui vorrebbe fuggire. Sogni che diventano realtà nel giorno del suo diciassettesimo compleanno, quando un uomo misterioso le regala una piccola chiave dorata. Essa è il lasciapassare per Ethernity, la capitale di Miriël, il regno degli elfi: un mondo luminoso i cui affascinanti abitanti hanno capelli coloratissimi. Un mondo di luce che nasconde però dei misteri oscuri, come la Gemma di Osiris, il cui risveglio, coinciso con l’arrivo di Fenix, annuncia il ritorno di una terribile e antica minaccia.


Fenix é una dei moltissimi abitanti di New York, la celebre e caotica Grande Mela. La sua quotidianità è accompagnata da strani incontri e da una costante sensazione di disagio, dovuta anche al suo aspetto particolarmente insolito: carnagione candida come il marmo,occhi azzuroo mare e capelli bianchi con riflessi argentati, dello stesso colore della luna. Insieme a sua madre si è trasferita più volte, ma in ogni luogo si è sempre sentita fuori posto e ben presto capiremo il perché. La vita della nostra protagonista cambia del tutto il giorno del suo diciassettesimo compleanno quando indossa per la prima volta il suo Lapis Vitae,che scopriremo essere un ciondolo elfico legato all’anima del suo portatore. Grazie alla gemma viene rintracciata da Redhmar,il suo custode,che le consegna la chiave di Thuta: il lasciapassare per Ethernity, la capitale del regno degli elfi dove suo padre scomparve prima che lei nascesse. La giovane scopre che oltre alla Terra esiste un universo fantastico formato da molti regni, in cui vivono popoli di razze diverse e dalle quali, alle volte, nascono figli appartenenti a due mondi. Fenix apprende così di essere per metà umana e per metà elfa, con il diritto di frequentare i Giardini, una prestigiosa scuola elfica dove elfi, mezzi elfi discendenti da umani, stregoni e demoni convivono insieme per studiare le arti magiche, nonostante le differenze sociali e le ostilità storiche. Ai Giardini sostiene la prova del Vero Io, che ogni anno smista i nuovi studenti in quattro diverse stirpi, una per ogni elemento della natura. Il regno degli elfi é pura magia, con abitanti affascinanti e ambientazioni incantate,ben presto capiremo però che, dietro a tutta quella bellezza si nascondono misteri oscuri e spaventosi come il risveglio dell’antica gemma di Osiris, che coincide proprio con l’arrivo della nostra giovane protagonista.

Quando si legge un fantasy è sempre difficile individuare idee uniche o elementi mai usati, ma l’autrice è stata davvero abile a inventare dettagli nuovi e oggetti straordinari mai visti prima. Ogni aspetto fisico, ambientale e emotivo viene spiegato e approfondito nei minimi particolari, con una cura meticolosa. Il mondo creato da M. E. Loi è vivace,attivo, quasi palpabile e grazie ai dettagli precisi sembra di essere insieme ai protagonisti, come personaggio aggiuntivo, e di vivere in prima persona tutti gli eventi. Come ogni fantasy che si rispetti, troviamo creature magiche, armi potenti, magia, poteri, oscurità e profezie ma anche temi attuali e profondi come l’amore e l’amicizia.

Fenix é una protagonista molto giovane che però non può non piacere. All’inizio del libro è una ragazza particolare, che si sente strana, diversa, che deve trovare se stessa e il suo posto nel mondo. Quando scopre di appartenere a due mondi e capisce di non essere “sbagliata”, rinasce, trova coraggio e affronta tutto con carattere, ponendo le basi per diventare una protagonista che tutti vorrebbero all’interno di un libro e che io non vedo l’ora di approfondire. Perché, come ho già detto, Fenix e la chiave di Thuta è solo il primo romanzo di una serie, ma ci tenevo a specificare che il primo libro è stato diviso in due volumi perché risultava troppo lungo. Quindi se alcune cose non vengono spiegate o se il finale vi sembra in sospeso è perché siamo solo a metà del primo libro e dobbiamo aspettare l’uscita del secondo volume.

Si, era diversa, ma questo non doveva necessariamente essere un punto a suo sfavore, perché essere diversi non era sbagliato. .. Avrebbe camminato a testa alta, cercando di essere un elfa migliore e un’umana fiera, perché lei era entrambe ma queste non si escludevano a vicenda.

I personaggi secondari sono ben descritti e ben strutturati,soprattutto gli amici e compagni di Fenix, ognuno ha particolarità e difetti precisi e sta al lettore scegliere chi preferire in base alle caratteristiche che più apprezza.

Ogni piccolo dettaglio è stato studiato attentamente e ha un suo perché, anche i nomi scelti si basano su significati ben precisi. Unica nota è che ci sono tantissimi nomi e termini e ogni tanto tornavo indietro a rileggere per non confondermi.

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Lo stile di scrittura è molto scorrevole e piacevole, favorisce una lettura fluida che non diventa mai pesante o noiosa. L’autrice ha una grande capacità descrittiva che, come ho già detto, aiuta il lettore a immergersi nelle pagine.

Da appassionata di fantasy sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo debutto e non vedo l’ora di leggere il resto.

Il suo preferito era sicuramente la margherita, le ricordava un piccolo sole, così forte da crescere anche sull’asfalto e restare eretto persino durante le tempeste più brutte. E lei avrebbe voluto un giorno essere altrettanto tenace.

Dal 2 ottobre si è aperta la campagna crowdfunding di Bookabook per la pubblicazione di Fenix e la Chiave di Thuta – Il torneo di Hûn, seconda parte del primo romanzo della saga. Se volete leggere e sostenere Fenix cliccate QUI e preordinate la vostra copia.

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M. E. Loi: classe 1989, nata a Glarus, in Svizzera, da mamma sarda e papà romano. Cresciuta in Friuli Venezia Giulia e ora ricercatrice medica in Germania. Da sempre appassionata di classici inglesi e fantasy, Fenix e la Chiave di Thuta è il suo romanzo d’esordio.

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La Ruota d’Argento – Blog Tour: Ambientazione

Buongiorno Sognalettori 💜

e Benvenuti alla primissima tappa del Blog Tour dedicato a La Ruota d’Argento, romanzo fantasy e di avventura, nato dall’immaginazione di Daniela Maccarrone, alias Dama Berkana.

Il Tour durerà dall’ 8 al 29 luglio e sarò diviso in 4 Tappe.
Ogni mercoledì, io e altre tagazze, vi accompagneremo alla scoperta di una particolare tematica riguardante il romanzo:

Voglio subito ringraziare Daniela, che mi ha scelta per leggere il suo primo romanzo in anteprima, dandomi la possibilità di compiere un fantastico viaggio dentro a magiche foreste, suggestive isole, regni nascosti, ma anche all’interno del misterioso e profondo aldilà.

Trama


«Sappiamo che ci sono tre notti durante l’anno in cui (…) tutto sembra diverso e nelle quali la natura sembra esserci ancora più vicina del solito…e la prima di queste notti coincide con la diciassettesima del mese di Samon. La notte in cui tu e tuo padre Irven scampaste a morte certa…»

Ogni anno, durante tre magiche notti, fenomeni inspiegabili avvengono nella mitica terra di Iperborea. Fuochi fatui e strane manifestazioni prendono vita, inquietando e affascinando gli abitanti del regno. Re Ailim, attratto e incuriosito da quegli avvenimenti speciali, sente che qualcosa lo sta chiamando e che i segreti della rigogliosa foresta di Aramo non attendono che la sua venuta. Contrariamente, il suo migliore amico, nonché Primo Cavaliere, Cahal non si lascia abbindolare da ciò che ritiene essere una mera suggestione degli Iperborei sui misteri della loro grande isola. Tuttavia, né Ailim né Cahal avrebbero mai potuto immaginare quanto ciò che si celava dietro le speciali notti del mese di Samon avrebbe cambiato per sempre non solo le loro vite, ma quelle dell’intero Cosmo… 


Ambientazione

Nell’ultimo articolo vi ho parlato delle magiche ambientazioni arabe e della mitologia islamica, ora voglio prendervi per mano e trasportarvi all’estremo Nord, in un luogo altrettanto magico e suggestivo, legato alla mitologia celtica.

L’ambientazione, o meglio, le ambientazioni sono state una vera scoperta e mi hanno fatto conoscere un mondo e una cultura a cui non mi ero mai avvicinata. Le atmosfere celtiche impregnano ogni pagina e, con i loro culti, i loro villaggi e i loro miti, insieme al velo di magia e mistero che coprono tutto il romanzo, mi hanno trasportata subito nell’isola di Iperborea.
Come vi ho anticipato all’inizio, la fantastica isola non è la sola ambientazione del romanzo e, a poco a poco, vi accompagnerò anche nell’oltretomba, ma andiamo con ordine:

Iperborea


Per il nome, l’autrice prende spunto dalla leggendaria terra di Iperborea, un paese perfetto che, secondo le antiche credenze, era situato a nord della Grecia. In molti l’hanno addirittura identificata con la mitologica Atlantide.
Nel romanzo è un’isola situata ai margini del mondo, sopra la Groenlandia.

Iperborea è un’isola vasta, prevalentemente pianeggiante e molto fertile. La maggior parte del suo territorio è ricoperto da Aramo, una foresta accogliente e misteriosa, talmente vasta che i nostri protagonisti ci mettono anni per esplorarla come si deve. È posta vicina all’oceano, così tanto che l’odore della brezza marina si mischia con l’intenso profumo di pino; nelle stagioni calde, il sole bacia una ad una le diverse e coloratissime piante, creando un’atmosfera suggestiva e incantata, merito anche dei vari canti degli animali, che vivono in armonia al suo interno. Gli Iperborei (chiamati anche Tuatha De Danann) sono un popolo amante e rispettoso della natura, tanto da scegliere di non abbattere gli alberi per creare nuovi centri abitati, o per ingrandire quelli già esistenti. Gli insediamenti umani dell’isola sono composti da villaggi e cittadine, di solito di piccole dimensioni. La città più popolata e ricca, è la capitale Ohn, composta da molte abitazioni e botteghe; ma quando qualcuno si trovava nei pressi della capitale, non può non rimanere ammaliato dal magnifico castello del Re che, situato in punta dell’unico promontorio dell’isola, spicca sulla pianura e sull’oceano, dando una buona vista anche su Aramo e sulle colline più all’orizzonte. Il castello è una delle ambientazioni interne più frequenti, è formato da enormi blocchi di pietra che, in alcune stanze, sono state accuratamente levigate e rese lucenti. Tramite gli occhi di Ailim possiamo ammirare l’alba dal castello, con il sole che bacia l’oceano, creando giochi di colori e di luci meravigliosi.

Tra i villaggi più importanti dell’isola troviamo:

  • Ronat: situato a Nord, è il villaggio natale di Draucus. La gente del posto è particolarmente bigotta e ignorante, e per questo gli estranei preferiscono evitare di avere contatti con loro.
  • Birte: il suo nome significa ”splendida”, infatti è uno dei villaggi più floridi e produttivi dell’isola. A differenza di Ronat, è un posto accogliente, che emana benessere e serenità.
  • Duir: è il villaggio dei sapienti Druidi, che purtroppo viene distrutto all’inizio del romanzo da un disastroso incendio.
  • Mada: una cittadina poco più a nord di Birte.

La vegetazione di Aramo è colorata, rigogliosa e armoniosa, ma ha una sola macchia nera, nei pressi del Lago Selma, in cui la vegetazione è secca o appassita. Il Lago si trova in prossimità di Ronat ed è una zona putrida e grigia, che tutti gli esseri viventi evitano.

Nel cuore di Aramo, nascosto dagli occhi dei comuni mortali, troviamo il Nemeton: un albero sacro, il cui un custode può connettersi con la Dea e gli altri popoli. Il Nemeton degli uomini è una quercia secolare, che può essere presidiata soltanto da un custode Druido: un essere puro, con le conoscenze necessarie per comprendere il linguaggio degli Dei, della natura e del Cosmo. La Quercia sacra, insieme a una porzione del bosco a lei circostante, viene nascosta dagli occhi dei comuni mortali, sia per preservarla dal contatto con esseri non degni, che per nasconderla dagli occhi delle forze oscure, infatti, è un’area sacra tanto potente quanto fragile.

Le descrizioni sono piacevolmente vivide, ogni cosa, luogo, o persona ha un nome con un significato ben preciso, spiegato durante la lettura, o specificato nel ricco glossario a fine libro.
Ho adorato perdermi tra gli alberi di Aramo, immaginare i suoi misteri, sentire i suoi profumi nelle varie stagioni e ascoltare la melodia della natura; ad un certo punto ho anche messo una musica rilassante per ricreare l’atmosfera.

L’autrice è abile nel descrivere i luoghi in maniera dettagliata e incantevole, infatti sembrano ambientazioni vive, con una personalità e con un’anima (soprattutto Aramo). Queste caratteristiche ti fanno affezionare ai posti quasi quanto ai protagonisti e, andando avanti con la lettura capirete il motivo; infatti, come in ogni romanzo fantasy che si rispetti, esistono elementi oscuri e malvagi, che cambieranno le carte in tavola, stravolgendo gli equilibri umani e naturali.

La natura, per i Celti, rappresentava una grande importanza culturale e religiosa, sopratutto gli alberi erano fonte di divinazione, adorazione e culto:

  • Gli alberi sempreverdi, che non perdevano le foglie, erano visti come simbolo di eternità e richiamavano all’immortalità dell’anima.
  • Gli alberi caducifoglie, che perdevano le foglie, erano visti come il simbolo universale della vita. Le foglie che cadono ciclicamente e diventano nutrimento del terreno, per poi ricrescere nel susseguirsi delle stagioni, simboleggiavano l’eterna rinascita.

Le radici che sprofondano nel terreno erano il collegamento con l’Oltretomba, il fusto rappresentava il mondo in cui viviamo e i rami, che si allungano verso il cielo, erano un legame con l’Aldilà.

Nel libro, come nella cultura celtica, la vita umana è strettamente legata alla natura e ai quattro elementi e, con l’arrivo delle forze oscure, anche le ambientazioni ne risentiranno. In particolare, Aramo diventerà marcia, spoglia, priva di animali e di quella magia iniziale che mi aveva tanto conquistata, lasciando solo tristezza e un senso di vuoto, tanto che avrei voluto essere insieme ai personaggi per risolvere la situazione al più presto.

La Valle dei Nascosti

Il Popolo Nascosto, chiamato anche Sidhe, è composto da varie stirpi, tra cui Elfi, Fate, Nani e Gnomi. Tutte le creature sono state maledette da Arawn, Dio Guardiano dell’oltretomba, e per questo vivono esiliate e nascoste agli occhi di tutti, infatti soltanto i Guardiani dei Nemeton sanno della loro esistenza. La loro Terra è il riflesso esatto di Iperborea, ogni fiume, albero e cascata si specchia nel doppione fittizio dell’isola. Un luogo apparentemente perfetto ma effimero, in cui viene riflesso e migliorato soltanto l’aspetto fisico dell’ambiente, ma in cui non trapassano suoni e profumi, creando una triste sensazione di assoluto e vuoto silenzio. Unicamente i Sidhe stessi possono creare rumori, con i loro passi, respiri e parole. La Terra dei Nascosti migliora le imperfezioni di Iperborea: il Lago Selma appare magico e brillante, ma è solo una visione artefatta e inutile, perché gli abitanti non riescono nemmeno a sentire il calore dei raggi del Sole sulla pelle. Una perfezione finta e bugiarda, per una condanna destinata a durare per sempre; inoltre, come se non bastasse, la maledizione consente ai Sidhe di vedere la vera Iperborea e la vita che la popola. Soltanto il custode Elfo del Nemeton può lasciare momentaneamente la Valle dei Nascosti, per consultarsi con gli altri guardiani.
Con il passare del tempo, tutte le creature hanno smesso di guardare la vera Iperborea, e nei secoli si sono dimenticati com’era la vita al di fuori del riflesso.

Nel folklore irlandese e scozzese sono un popolo fatato. Nelle leggende non erano altro che Tuatha De Danann, cacciati nelle profondità della Terra dopo aver perso una guerra e, costretti a vivere in spazi ridotti, divennero sempre più minuti, fino a diventare ciò che noi conosciamo come Fate e Gnomi.

Annwn

Quasi parallelamente alle avventure su Iperborea, assistiamo a un viaggio epico nell’oltretomba, un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, in cui vivono gli spiriti dei defunti. Nel libro, come nella mitologia gallese, l’aldilà prende il nome di Annwn e non è un luogo di tormento e di dolore, ma un posto in cui vivono le anime dei morti, nell’attesa di rigenerarsi per rinascere e compiere nuovi cicli vitali.
È governato da Arawn ed è composto da tre cerchi a spirale:

  • Abred: è il cerchio, in cui l’anima viene giudicata tramite i Cristalli del Giudizio, che brillano di colore diverso a seconda del destino dell’anima, basandosi anche sulla tipologia di vita che lo spirito ha condotto sulla Terra.
    La luce Blu indica che l’anima può proseguire il ciclo di reincarnazione e andare nel secondo cerchio.
    La luce Rossa indica le anime che hanno compiuto in vita azioni disonorevoli e non potranno più reincarnarsi, per questo soffriranno eternamente nella voragine del Primo Cerchio, chiamata l’Abisso.
    La luce Verde indica le anime che sono ancora legate alla Terra e non riescono a liberarsi della loro componente umana. Queste non continueranno il ciclo ma torneranno in vita sotto forma di animali.
    La luce Oro indica che l’anima ha finito i cicli di rinascita e può andare in uno dei Regni Beati.
    Il suolo del primo cerchio è roccioso, irregolare e colmo di crepe, al cui interno scorre un liquido luminescente che illumina tutto l’Abred. Il terreno è ricoperto da foglie di betulla, e dal suolo emergono alcuni rami che si intrecciano indicando due sentieri: il primo conduce direttamente all’unica zona sopraelevata, dove troviamo i brillanti Cristalli del Giudizio, il secondo indirizza direttamente nell’Abisso, un’immensa e profonda voragine dove risiedono le anime dei dannati e in cui è imprigionato il nemico principale di tutta l’umanità: Aodhan, l’unico essere vivente in tutto il regno dei defunti.
    Gli animali custodi del cerchio sono i Falchi, mentre quelli guida sono i Cervi della Dea Dana.
  • Gwynfyd: è il secondo cerchio dell’Annwn, ed è il luogo dove gli spiriti aspettano di rinascere per tornare sulla Terra. Ha la forma di un’immensa foresta, in cui ci si sente minuscoli e si vede tutto dal basso, come se fossimo formichine. Dal suolo fuoriescono gigantesche radici che appartengono all’Albero della Conoscenza, che sostiene il Cielo e la Terra.
    La guardiana del cerchio è Cessair. Gli animali custodi sono le Volpi, che possono fondersi con la corteccia di Yggdrasil.
  • Ceuhant: è il terzo cerchio, nonché il più interno dell’Annwn, dov’è possibile apprendere la conoscenza e i misteri dell’Universo. È un luogo accessibile soltanto alle anime più pure, destinate a reincarnarsi come Druidi.
    Il Custode è un Serpente, che vive tra le fronde di Yggdrasil.

Quando le anime hanno finito i cicli di rinascita possono accedere ai Regni Beati, rappresentati come fluttuanti nel Cosmo, attorno alle fronde di Yggdrasil. I Regni Beati sono:

  • Hy – Brasil, in cui risiedono le anime dei Druidi.
    L’animale Custode è il Cigno.
  • Mag Mell, dove si trovano le anime delle persone che hanno svolto nella loro ultima vita dei mestieri legati alla Terra, come cuochi, pastori e pescatori.
    Il Custode del Regno è il Salmone.
  • a Tir na nog si trovano le anime degli artisti.
    I Custodi del Regno sono le Api.
  • Avalon, in cui si trovano le anime dei guerrieri e politi.
    L’animale Custode è l’Orso.
  • Hi – Many è situata sulla superficie lunare, è presidiata da Arianrhod e ospita le anime dei bambini.
    I Custodi sono i Gatti lunari, Ardra e Arela.


    L’ultima tappa di questa fantastica avventura ci porta sulla Luna, uno dei luoghi più magici e misteriosi, che affascina l’umanità da sempre.
    La Dea lunare si chiama Arianrhod (nelle credenze Celtiche era colei che governava il destino delle anime): Arian significa argento e Rhod significa ruota e da qui nasce il titolo del romanzo ”La Ruota d’Argento” cioè la Luna.


La superficie lunare viene descritta come un luogo brillante, con insenature e dossi, che sembrano pieni di argento vivo e pietre preziose. Le rocce presenti sono trasparenti e, al tatto, la loro superficie appare fredda come il ghiaccio. La struttura che spicca di più in assoluto è il raffinatissimo Castello della Dea, che poggia le sue fondamenta su un fiume dai colori verde – azzurro, che continua a scorrere fino sulla Terra, creando il fenomeno dell’aurora boreale; nonostante la magnificenza della dimora della Dea, le stelle sono l’elemento che rubano la scena, riflettendo le loro luci e i loro colori su tutta Hi – Many.


Le tre notti magiche, da cui tutto avrà inizio, rappresentano l’unico periodo in cui il Velo si abbassa e le anime dei defunti possono incontrarsi con i vivi (corrispondono al nostro Halloween).

L’ambientazione di questo romanzo è molto complessa, ma ben spiegata. L’autrice ha fatto un ottimo lavoro di descrizione e mi è difficile pensare che sia il suo primo romanzo.

Cari amici, siamo giunti alla fine anche di questo viaggio magico, che mi ha permesso di conoscere le basi della cultura Celtica.
Presto pubblicherò anche un articolo con la recensione e vi farò conoscere le altre sfaccettature del romanzo, ma per ora non posso far altro che consigliarvi questo fantasy dalle note nordiche, che vi porterà lontano (e al fresco 😜).

Pubblicato in: Autori Emergenti, Recensione

Forme Narrative, Alberto Toniolo


Sono felice di segnalarvi il libro Alberto Toniolo intitolato Forme Narrative, che mi è stato gentilmente inviato dall’autore stesso. Più in particolare, comprende:
– Lo sguardo di Étienne & altri brevi racconti
– Il figlio di Esopo
– La morte del babbo

Si tratta, nello specifico, di una raccolta di 35 brevi racconti, un racconto e un romanzo breve.
Come mi dice l’autore stesso, fra le mani ho il suo “figlio” letterario, a cui è strettamente legato, e spera quindi che possa portare gioia, ma anche commozione.
La versione cartacea in vendita consta di 135 pagine con una rilegatura in brossura; questo che vedete in foto è il formato speciale destinato a noi book blogger.

I 35 brevi racconti ammetto che li avrei preferiti più sviluppati – mi sembrano infatti tanti piccoli incipit da cui partire per un racconto più lungo o, perché no, un romanzo breve. Chissà se Alberto terrà presente questo mio consiglio!


Tutte le forme narrative di cui tratta Alberto sono innanzitutto frutto di uno studio durato circa 10 anni (dalla poesia alla letteratura passando per la filosofia), scritte con parole molto semplici e dirette, che non costringano necessariamente ad aprire il vocabolario. In generale, parla di tutto ciò che gli sta veramente a cuore e devo dire che lo si vede anche dalla scelta della copertina: quegli occhioni attirano subito l’attenzione e vanno dritti al punto.

Ammetto che i racconti in generale non sono affatto il mio genere e quindi uscire dalla mia confort zone non solo di genere, ma anche di tipologia stessa è stato difficoltoso per me, ma mi ha fatto capire quali sono i miei limiti.

Mi ha fatto particolarmente piacere l’immagine raccontata nel racconto breve intitolato “In libreria”. Immaginatevi di trovarvi in libreria, a sfogliare un libro e all’improvviso un ragazzo vi si avvicina e inizia a recitare, a memoria, l’incipit del romanzo che avete in mano.
Forse un sogno di noi piccole, grandi amanti dei libri quello di incontrare un uomo così!

E allora vi saluto e vi lascio qui sotto proprio il racconto appena citato.

Vi ricordo inoltre che, se foste interessati, trovate il libro su Amazon (potete cliccare qui).

Entro. Alla mia sinistra, a circa tre metri, una fanciulla in fiore, mozzafiato, lo sguardo assorto in lettura. E’ alta, slanciata, bellissima, le gambe mille e una notte. Sto immobile a guardarla per alcuni secondi: tramortito, incredulo, labbra serrate e occhi spalancati. Poi, sorridendo, lentamente mi avvicino. Il libro che tiene in mano è: Robert Louis Stevenson, L’Isola del tesoro. Lo conosco a memoria; sono cresciuto con lui; è fatta, mi dico. Mi fermo a circa mezzo metro, sorrido con tutto il cuore e i trentadue denti bianchissimi e dico: – Apri il libro alla prima pagina. – Lei mi guarda, abbozza un sorriso, apre alla prima pagina. Io comincio a raccontarle la storia parola per parola con il volto acceso e felice fino a quando lei mi preme l’indice sul labbro inferiore e dice: – Ssshhh, basta. Le tue parole mi hanno stregata! –

Alberto Toniolo, Forme Narrative

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L’autore

Alberto Toniolo abita a Cittadella. Scrive romanzi, racconti, poesie e aforismi. Ama i libri, i film d’autore, la buona musica e la vita all’aria aperta. Crede nell’amore e nell’amicizia e gli piace stare in compagnia di persone schiette e sincere.

Pubblicato in: Autori Emergenti, blogtour, Libri

Tolas – Blog Tour: I Personaggi

Buongiorno amici Sognalettori,

Sono contentissima di presentarvi la mia tappa del Blog Tour dedicato a l’Amuleto, primo romanzo della trilogia fantasy Tales of Lights and Shadows (Tolas) pubblicato da Trisk Edizioni e scritto da Z. D’Aleo.

I tempi sono difficili: creature mitologiche si stanno risvegliando mentre dal Nord cala una nuova guerra. Il sommo consigliere del Re propone di ricomporre l’Amuleto in grado di unire gli eserciti e proteggere il regno. Quattro ragazzi, in grado di seguirne le tracce, vengono scelti per compiere questa missione. L’amuleto sarà l’unica speranza di restaurare e salvare l’Impero.

Dal 5 maggio al 2 giugno, io e altri cinque ragazzi vi presenteremo questo splendido romanzo di cui vi avevo già parlato alcune settimane fa in questo articolo: l’Amuleto

Qui sotto vi lascio tutte le tappe del Blog Tour con i collegamenti:

Ma ora passiamo a noi, i personaggi sono stati la mia parte preferita del romanzo, li adoro (quasi tutti) e sono contentissima di poterveli presentare.

In breve, Samas, Mizu, Mayra e Tarau sono i domatori dei quattro elementi e, nonostante la loro giovanissima età, risultano gli unici in grado di percepire e riunire i quattro cristalli perduti di un antico Amuleto che, se ricomposto, dovrebbe salvare i cinque regni dalla distruzione. Ogni pezzo dell’artefatto perduto, infatti, contiene al suo interno un elemento della natura che è legato a uno dei quattro ragazzi. Accompagneremo i nostri domatori durante una missione pesantissima, che li metterà a dura prova sia fisicamente che emotivamente. Durante il percorso incontreremo altri personaggi che diventeranno parte fondamentale della storia.

Ho apprezzato molto il fatto che i protagonisti siano di entrambi i sessi, senza una differenza preponderante tra figure maschili o femminili e che la sessualità venga affrontata a 360°.

Sia i protagonisti che i personaggi secondari sono davvero ben caratterizzati, hanno una personalità e tratti distintivi molto precisi che creano affezione nel lettore, e lo si capisce dal fatto che a fine libro mi è sembrato di staccarmi da veri amici, con cui avevo condiviso una bellissima e intensa avventura.

Sono rimasta piacevolmente colpita dalla loro umanità, dai loro legami e dai loro difetti, infatti l’autore non li descrive in maniera stereotipata, non sono i classici eroi fantasy perfetti, ma ragazzi molto giovani coinvolti in una missione più grande di loro e di vitale importanza.

Attraverso le pagine iniziamo a conoscerli e passo dopo passo li vedremo crescere in maniera del tutto naturale e mai scontata.

I Domatori

Samas di Sol

  • Nome: Samas
  • Discendenza:
  • Provenienza: Sol – Ignis
  • Capelli: Neri
  • Occhi: Verdi
  • Età: 1/2TK/3062 – 18 anni
  • Domatore: Fuoco
  • Tratti caratteriali: orgoglioso, meticoloso, impulsivo, ostinato
  • Curiosità: odia l’acqua e la neve, soffre il freddo più del normale

Samas è un orfano che porta il nome del Dio del sole, è stato allevato a Sol dal Gran Maestro Yoshiaki ed è cresciuto sentendosi ripetere che il suo grande destino era già stato stabilito. É legatissimo al suo migliore amico Tarau, tanto da considerare lui, Mizu e Tessa come la sua famiglia. Nella missione per recuperare le quattro schegge dell’Aumento ha il ruolo di caposquadra, vuole dimostrare a se stesso e agli altri di essere forte, vorrebbe imporsi come capo, ma spesso non viene ascoltato dagli altri membri del gruppo ed è costretto ad assecondare la volontà dei suoi compagni. Quando dorme riesce a navigare nel sonno: è un’abilità che ci porta indietro tra i suoi ricordi e, grazie ai suoi sogni, possiamo assistere a eventi importanti del passato che ci aiutano a comprendere meglio il personaggio e arricchiscono la trama di particolari fondamentali. Negli anni è diventato molto rigoroso con gli allenamenti, vuole migliorarsi e aumentare le sua abilità da domatore del fuoco, per questo si esercita da solo ogni notte. Ha un carattere particolare, è uno di quei personaggi che si amano o si odiano, senza vie di mezzo. È un ragazzo orgoglioso, che odia dimostrarsi debole, essere un peso o essere compatito, ed è inoltre impulsivo, infatti preferisce risolvere i problemi usando la forza. Durante la missione conosce nuove persone che lo fanno sentir parte di una vera famiglia, ama i suoi amici e darebbe la vita per proteggerli.

Mayra prese posto al suo fianco sullo sgabello alto davanti al bancone, facendo attenzione a non impigliarsi col vestito buono.

«Sono fratello e sorella: è normale che litighino. Anche a me capitava… non spesso, ma capitava.»

Sam alzò le spalle in un “certo.”

«Tu non hai fratelli?» continuò May, cercando di leggere i suoi pensieri. Non era la prima volta che provava a entrare nella mente del ragazzo, ed era difficile, per di più la presenza di un numero così alto di persone nelle strette vicinanze non aiutava a favorire la sua percezione.

Samas scosse il capo, sorpreso. I capelli neri bagnati gli incorniciavano il volto, mettendo in risalto il suo sguardo. Quando manifestava i suoi poteri il verde delle sue iridi si ritirava, lasciando spazio al colore dell’oro fuso che prendeva il sopravvento. La rabbia nel suo sguardo si era dissolta e i suoi occhi erano ritornati al solito verde brillante di una sfumatura inconfondibile.”

Mayra Leveris

Immagine di Antonella @reba_as
  • Nome: Mayra
  • Discendenza: Leveris
  • Provenienza: Jalid- Aer
  • Capelli: bianchi
  • Occhi: celesti
  • Età: 15/4kk/3061 – 19anni
  • Domatore: Aria
  • Tratti caratteriali: intelligente, caparbia, intuitiva, protettiva
  • Curiosità: è una maga

Figlia di Arthur di Ventus e della maga Clearnn, Mayra proviene da Jalid e quando arriva a Sol incanta tutti con la sua bellezza disarmante e il suo fascino magnetico. Negli ultimi anni, dopo l’esilio della sua famiglia, ha vissuto con lo zio, che l’ha aiutata a incrementare e a rafforzare i suoi poteri da domatrice. Non rivela subito ai suoi compagni di essere telepatica e di poter comunicare attraverso la mente, ma le sue capacità saranno utilissime a tutti per percepire le reali intenzioni delle persone che incontreranno durante il tragitto. Inizialmente, al suo arrivo nella capitale di Ignis, nessuno riesce ad avvicinarla o a entrare in empatia con lei, sembra una ragazza distaccata e schiva, contornata da un’aura di mistero. Preferisce stare in compagnia di un libro o passeggiare nella natura, piuttosto che interagire con i suoi coetanei. Ma ben presto capiremo che dietro al suo portamento fiero e alla sua freddezza, si cela una ragazza sensibile, intelligente, intuitiva e qualche volta addirittura materna.

Quando terminò il diluvio era già pomeriggio inoltrato e, infreddoliti e stanchi, s’incamminarono tutti e quattro verso il distretto di Sol. Usciti dalla grotta Tarau e Samas rimasero incantati dalla bellezza della ragazza. La fanciulla, più che muoversi sembrava danzare. Ogni suo movimento era leggiadro e aggraziato. Doveva venire da molto lontano, una bellezza così da quelle parti non era usuale, non sembrava neanche umana. Pelle chiarissima,lunghe trecce argentee che le uscivano dal cappuccio e occhi di ghiaccio.

Mizu Janey Ston

Immagine di Antonella @reba_as
  • Nome: Mizu Janey
  • Discendenza: Ston
  • Provenienza: Kyla- Petram
  • Capelli: rossi
  • Occhi: verdi
  • Età: 28/3Mk/3065 – 15anni
  • Domatore: Acqua
  • Tratti caratteriali: furba, vivace, determinata, coraggiosa, entusiasta
  • Curiosità: odia il buio e la solitudine, è la sorellina di Tarau

Mizu è la più piccola dei quattro domatori e alla loro partenza da Sol ha soltanto 15 anni, ma nonostante la sua giovanissima età risulta la migliore nel padroneggiare il proprio elemento. È grazie al suo forte legame con l’acqua se i protagonisti capiscono da dove iniziare le ricerche per i cristalli perduti. È la figlia minore di Esdrom e Tessa, i signori della valle di Kyla, dal lato materno discende da una famiglia di domitor dell’acqua, (infatti il nome Mizu è molto ricorrente tra i suoi antenati) e la sua ottima padronanza dell’acqua potrebbe derivare dal suo ramo famigliare di domitor. Oltre a essere forte come domatrice, è molto abile nell’uso di arco e frecce, ma non sembra consapevole della sua effettiva potenza. Ha un animo gentile, è sempre amichevole ed entusiasta con tutti e come la maggior parte delle ragazzine della sua età è molto curiosa e vivace. All’inizio del romanzo si dimostra cocciuta e impertinente, infatti fa i capricci come una piccola monella e tiene il broncio quando non ottiene ciò che desidera. Proprio per questo il suo sviluppo è più netto rispetto a quello degli altri personaggi ed è bellissimo vederla crescere in maniera naturale. Non voglio farvi spoiler, vi dico solo che la vedremo cambiare da bambina capricciosa e pesante, che usa la furbizia per cercare di saziare la curiosità infantile, a una ragazza che sa cosa vuole e che impara a usare il proprio fascino per ottenerlo. Litiga spesso con suo fratello maggiore, infatti molte volte i due non si capiscono e Tarau sbaglia i toni e i modi di porsi quando cerca di proteggerla, ma entrambi condividono un amore fraterno molto profondo. Ha un legame molto forte anche con Samas, per lui prova un amore quasi fraterno ed è davvero bello vedere come il domatore del fuoco riesca ad essere dolce e protettivo nei suoi confronti.

Ripensò a Sol, a quando era alla Scuola Rossa e i suoi compagni la prendevano in giro per quei suoi capelli rossi, per le sue lentiggini, per il suo nome, per il fatto che non parlasse. Samas indossava già la veste blu:

«Se avete problemi con lei, prima dovrete vedervela con me!» gridò. E la sua voce allora bastò a squarciare la paura, bastò a farle trovare il coraggio…

«Cos’è, la tua ragazza?»

«Il rosso è il mio colore preferito…» disse Samas partendo all’attacco.

Il ragazzino dai capelli neri e gli occhi verdi afferrò per la tunica Migul, il bullo della sua classe. Ne seguì una terribile rissa, le presero tutti quanti indistintamente, Sama e Mizu inclusi.

«Combatti, qualsiasi cosa succeda, tu combatti» le disse. «Non lasciare che gli altri vincano le tue battaglie. Devi essere forte!» Mizu annuì, Samas le scompigliò i capelli e lei lo abbracciò per la prima volta.

Tarau Ston

  • Nome: Tarau
  • Discendenza: Ston
  • Provenienza: Kyla – Petram
  • Capelli: biondi
  • Occhi: marroni
  • Età: 7/1DK/3061 – 19anni
  • Domatore: Terra
  • Tratti caratteriali: sicuro, fiero, esuberante, spigliato
  • Curiosità: grazie al suo elemento ha una forza fisica fuori dal comune, fratello di Mizu

Capelli biondi, occhi penetranti color nocciola, alto, fisico muscoloso con spalle larghe e braccia forti: lui é Tarau, il bello del gruppo. Mi correggo, é il più bello di tutta Sol. È il compagno di stanza di Samas, i due sono migliori amici ma si considerano fratelli e farebbero di tutto l’uno per l’altro. Tarau é il primogenito degli Ston, i nobili signori della valle di Kyla, ama la sua famiglia e, nonostante i continui litigi con sua sorella Mizu, farebbe di tutto per proteggerla. Oltre a custodire il potere della terra, possiede una forza fisica fuori dal comune, che tornerà utile durante la missione. Sicuro di sé, fiero, a volte esuberante, grazie alla sua bellezza è stato soprannominato “il bronzo” dalle ragazzine delle scuole inferiori e, consapevole del suo fascino, fa il cascamorto con tutte le belle ragazze che incontra, senza nessuna eccezione. Però non fatevi ingannare, dietro alla sua fierezza si nasconde un bravo ragazzo, che si rende sempre utile e che in futuro vorrebbe far parte della guardia speciale del corpo militare.

Si diressero a Kyla. Ritornare in quelle terre fu per Tarau un tuffo nel passato, un passato che credeva di non ricordare. Quando giunse al portale di ingresso della valle imbiancata ebbe come un fremito all’altezza dello stomaco. A Tarau sembrò di scorgere un giovane sé stesso tra le colline innevate a caccia con il padre. Immaginò l’ultimo sole del giorno riflettersi nell’oro del fermaglio cruciforme appuntato al petto, simbolo della sua antica casata, posto lì a chiudere il caldo mantello. Immaginò gli stivali e i pesanti guanti di cuoio nero. Si immaginò richiamare un falco al suo braccio, stringendo con l’altra mano le redini del suo stallone imponente. Sovrappose la sua immagine a quella che aveva conservato di suo padre « tutto quelli che vedi, Tarau, sarà tuo» gli aveva detto Esdrom. «La valle sarà tua.» Il ricordo svanì, l’immagine sfocò ma non la voce. « Qualsiasi cosa succederà, proteggi tua sorella, tua madre, la famiglia! Sei forte come la roccia! Sei uno Ston! Sei mio figlio e questo nulla potrà mai cancellarlo, Questa sarà sempre casa tua.»Tarau dischiuse gli occhi umidi. La valle si riempiva degli ultimi colori del giorno, quel tramonto gli apparve come quanto di più bello avesse mai visto da tempo.

I Compagni dei domatori

Krista Mejihal

Immagine di Antonella @reba_as
  • Nome: Krista
  • Discendenza: Mejihal
  • Provenienza: Jalid – Aer
  • Capelli: neri
  • Occhi: neri
  • Età: 18 anni
  • Domatore: Ghiaccio
  • Tratti caratteriali: intelligente, coraggiosa,buona, sensibile

È l’unica discendente rimasta della casa Mejihal ed è l’ultima componente della resistenza di Jalid . Era la migliore amica di Mayra, prima che questa partisse per Sol. Riesce a controllare e a modificare il ghiaccio, dando vita a titani ghiacciati, che risultano ottime armi da difesa e da attacco. È una ragazza intelligente, coraggiosa e buona, con un vissuto difficile alle spalle ma che, nonostante tutto, non ha perso la voglia di vivere e di combattere per ciò in cui crede. Ho trovato in Krista un bellissimo personaggio e alcune sue scene mi hanno donato una carica emotiva davvero incredibile.

Ryan di Yokan

  • Nome: Ryan
  • Discendenza:
  • Provenienza: Yokan – Ignis
  • Capelli: neri
  • Occhi: blu
  • Età: 18 anni
  • Domatore: Cerusico
  • Tratti caratteriali: buono, altruista, razionale, disponibile

La sua prima famiglia l’ha allevato nelle terre tuagher del deserto ma, ancora bambino, é stato adottato come nipote da Rether che l’ha cresciuto a Yokan insieme ai suoi figli. Ha un animo buono, si prende cura di chiunque lo circondi, in particolare della piccola Mizu, ha un modo di fare gentile e grazie alle sue abilità di guaritore aiuta tutti i membri del gruppo. Ha i capelli neri e gli occhi blu, della stessa sfumatura del mare in tempesta. È un personaggio generoso, disponibile e altruista, il classico bravo ragazzo e per questo può risultare noioso. Fortunatamente é anche razionale e il suo autocontrollo lo aiuterà moltissimo.

Megara Krux

Immagine di Antonella @reba_as
  • Nome: Megara
  • Discendenza: Krux
  • Provenienza: Trub
  • Capelli: neri
  • Occhi: neri
  • Età: 21 anni
  • Domatore: Ferro
  • Tratti caratteriali: carismatica, caparbia, leale, sensuale

È la protettrice delle Terre al Confine, viene da Trub e discende dalla famiglia Krux. Bella, sensuale e magnetica, sa come sfruttare il suo fascino e la sua intelligenza per ottenere tutto ciò che desidera. È descritta come una giovane donna con lunghi e ricci capelli scuri, grandi occhi neri e pelle color miele. Sa controllare gli oggetti metallici come spade e scudi ed è la prima donna a vincere il torneo di Flamma. É la promessa sposa del re e sa essere tanto dolce quanto brutale a seconda della persona che si trova davanti.

Salem Growen

  • Nome: Salem
  • Discendenza: Growen
  • Provenienza: Kesar
  • Capelli: neri
  • Occhi: neri
  • Età: 8 anni
  • Tratti caratteriali: timido, riservato, intelligente

È il piccolo del gruppo, viene presentato come un bambino timido, con lunghi capelli neri che gli coprono quasi del tutto gli occhi. Discende e prende il nome da Salem Growen, l’ultimo e valoroso domatore dell’aria. É il figlio del capo della resistenza di Kesar e i domatori hanno accettato di accompagnarlo ai confini delle Terre del Fuoco dove si trova suo padre. Sua nonna é una veggente e fa una profezia ai quattro protagonisti, che lo sia anche lui?

Per un amico perso, un nemico guadagnerete.

Non quattro ma cinque ne attraverserete.

Il tesoro più grande dovrete scortare.

E quando tutto sembrerà finire, una scelta terribile dovrà avvenire.

Questi sono i domatori e i loro compagni di avventura, personalmente non vedo l’ora di conoscerli meglio e di vederli crescere nei prossimi romanzi.

Scusate per la lunghezza dell’articolo ma c’erano davvero molte cose da dire.

Vi ricordo che il libro è già disponibile su Amazon unlimited e potete ordinare la vostra copia cartacea cliccando QUI .

Volevo ringraziare l’autore e gli editori per avermi dato la possibilità di leggere il romanzo in anteprima e per la pazienza e disponibilità mostrate verso noi lettori.

Questi sono i profili Instagram che partecipano con me al Blog Tour: