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Il Mondo Nuovo – Blog Tour: I Personaggi

Buongiorno Sognalettori!

L’evento di oggi è dedicato a Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley, un grande classico, che la Mondadori ci ripropone con una nuova e moderna veste grafica in edizione Oscar Draghi, illustrata da Giuseppe Palumbo.
Al suo interno troveremo sia Il mondo nuovo che Ritorno al mondo nuovo, entrambi del geniale e innovativo Huxley, nonché uno dei creatori del genere distopico.

La nuova edizione esce oggi in tutte le librerie e piattaforme online, mentre ieri è iniziato il Blog Tour organizzato da Milena di Timeless Hopeful Reader in collaborazione con la Mondadori:

Ci tengo moltissimo a ringraziare entrambi gli organizzatori, sia per avermi dato la possibilità di partecipare all’evento, che per avermi permesso di leggere un grande classico in una bellissima e innovativa edizione.

Titolo: Il mondo nuovo + Ritorno al mondo nuovo

Autore: Aldous Huxley

Editore: Mondadori

Collana:  Oscar Draghi

N.Pagine: 480

Genere: Distopico – Fantascientifico

Trama


Il culto di Ford domina uno Stato totalitario in cui ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificato al mito del progresso. Concepiti e prodotti industrialmente in provetta, i cittadini sono liberi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere. In cambio, però, devono rinunciare a emozioni e sentimenti, a ogni manifestazione della propria individualità. Devono produrre e consumare e, soprattutto, non amare. 
In Ritorno al mondo nuovo Huxley analizza il suo romanzo alla luce degli avvenimenti della prima metà del ‘900.


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Il mio compito di oggi è quello di presentarvi i personaggi del romanzo, ma prima voglio farvi una presentazione generale, perché penso vi possa aiutare a comprendere meglio le caratteristiche dei protagonisti.

Brave New World, in italiano ”Il Mondo Nuovo”, è un romanzo fantascientifico – distopico, paragonabile a capolavori come 1984 di George OrwellFahrenheit 451 di Ray Bradbury. È stato pubblicato nel lontano 1932 e descrive un ipotetico futuro che fortunatamente non si è mai realizzato anche se, come tutti i distopici, ha spaventose similitudini con il mondo odierno, come la manipolazione intellettuale e politica.

Ci troviamo nell’anno di Ford 632 (corrispondente al 2540 della nostra era) in cui la Terra, dopo nove anni di guerra, è stata divisa in zone ed è sotto il controllo di dieci Governatori mondiali. L’intera popolazione è progettata per far sì che gli uomini non si sentano mai infelici, e di conseguenza, non cerchino di cambiare le cose. La società ha perso le memorie passate, il mondo è diventato ipertecnologico e la scienza controlla ogni aspetto vitale, producendo gli esseri umani in serie, tramite grandi catene di montaggio. Le gravidanze non esistono più e l’intero ciclo biologico è ridotto a processi scientifici e progressisti: dalla nascita, che è diventata rigorosamente extrauterina e avviene in grandi fabbriche, all’indottrinamento psicologico e alla manipolazione genetica, che selezionano e sviluppano maggiormente determinati embrioni, scegliendo già prima della nascita il destino di ogni individuo della razza umana, fino alla morte, che avviene all’età di 60 anni. Le persone, in base all’ossigeno dato agli embrioni (meno ossigeno si dà e meno si sviluppano cervello e scheletro) vengono indirizzati a una vita più o meno brillante e, a seconda delle caratteristiche indotte, sono classificate in caste, strutturate in base alle capacità fisiche e intellettive dell’individuo.
A seconda del livello più o meno alto della società, gli individui saranno esseri superiori, quindi dotati di grande intelligenza e fascino, scendendo progressivamente fino a diventare esseri inferiori, bassi e di brutto aspetto.

In tutto il romanzo c’è la denuncia sociale, spesso ancora troppo attuale, dell’associare la massa corporea e le bellezza con la superiorità del singolo individuo.


Sullo scalino più alto della piramide troviamo gli alfa, persone vincenti e quasi perfette che governano tutto, al secondo ”posto” troviamo i beta, con responsabilità amministrative. Scendendo di livello troviamo, in ordine di importanza, i gamma, delta ed epsilon, che si occupano dei lavori manuali e fisici. Non esiste modo per salire di casta. Ogni classe ha un determinato tenore e stile di vita, migliore o peggiore in base al proprio grado di superiorità e deve rispettare un colore specifico di abbigliamento: grigio per gli alfa, viola per i beta, verde per i gamma, color cachi per i delta, nero per gli epsilon.
Nel nome di un finto benessere, i sentimenti delle persone sono stati annullati e non esistono più odio, amore, passione, attrazione fisica e felicità. Ogni individuo appartiene a tutti gli altri e, per questo, tutti i tipi di legami duraturi, come la monogamia, sono stati cancellati.

Le uniche forme di vita rimaste ”normali” sono contenute nelle Riserve, dove gli uomini continuano a vivere secondo lo stile di vita che si aveva prima dello scoppio della guerra, e vengono mantenute tali principalmente per motivi di ricerca.

Penso che questo sia sufficiente per aiutarvi a capire i personaggi, la mia recensione continuerà il 27 agosto.

Personaggi

Di solito i personaggi sono la mia componente preferita dei romanzi, mi affeziono quasi sempre e mi piace presentarveli nei Blog Tour. Questa volta non sono riuscita a legare con loro, nonostante siano tutti ben caratterizzati e delineati sia nelle caratteristiche fisiche, che nei profili psicologici.

Bernard Marx

è un uomo Alfa-Plus e appartiene alla classe più elevata della scala sociale. Lavora all’ufficio di psicologia ed è uno dei due protagonisti principali. Bernard è un maschio Alfa anomalo rispetto agli standard del suo genere perché è alto 8 cm in meno del solito. Su di lui circolano strane voci, i suoi pari dicono che la sua struttura fisica sia dovuta al fatto che nel suo surrogato sanguigno sia erroneamente finito dell’alcol. La sua bassa statura e le occhiate dei suoi simili lo fanno sentire inferiore e fuori posto, e lo si deduce dalle sue frasi: ” Io sono io e non vorrei esserlo”. Preferisce la solitudine perché il contatto con gli altri gli ricorda la sua insufficienza fisica. Non ama le classiche convenzioni imposte dalla società, ulteriore fattore che aumenta la sua strana e non brillante reputazione. L’insicurezza legata al suo aspetto lo rende un outsider cosciente ma, per questo, in grado di riconoscere e di provare sdegno verso i difetti dello Stato mondiale, invisibili agli occhi di tutti. Identificandosi come un vero individuo, Bernard, vorrebbe uscire con una sola donna e provare un rapporto più intenso. A Lenina sembra una persona tenera, timida e buffa ma il suo complesso di inferiorità lo rende geloso, codardo, ed è spesso sulla difensiva, inoltre sa essere crudele se esposto a minacce.
È un personaggio analizzato psicologicamente a fondo, e secondo me potrebbe essere una rappresentazione dello stesso Aldous.

Helmholtz Watson

viene descritto come un uomo dal petto ampio, spalle larghe, massiccio ma leggero nei movimenti, elastico e agile. I suoi capelli sono ricci e scuri, il suo viso possiede bei lineamenti marcati, che lo rendono decisamente attraente. Helmholtz è bellissimo ed un doppio Alfa-Plus in ogni mm del suo corpo. È un docente al Collegio di Ingegneria Emotiva, ama scrivere ed è definito come ”troppo abile” dai suoi superiori. La verità è che ha un eccesso mentale, è troppo intelligente, e questo lo rende cosciente, esattamente come Bernard; infatti l’insufficienza ossea in uno e l’eccesso mentale nell’altro, li ha portati a capire di essere individui singoli e consapevoli della propria coscienza, quindi totalmente diversi dalle persone che li circondano. Helmholtz è sicuro di sé, è un vincente nella vita: campione sportivo, amato dalle donne (ha avuto 640 ragazze diverse in meno di quattro anni) ed è un ottimo membro di comitato, ma per lui tutte queste cose sono di second’ordine, infatti ritiene il suo lavoro vuoto e vorrebbe usare le sue capacità di scrittura per qualcosa di più valido. Lui e Bernard sono amici perché sono entrambi insoddisfatti dello Stato mondiale, anche se le critiche di Helmholtz sono più filosofiche di quelle dell’amico.

Lenina Crowne

è un’infermiera al Centro di Incubazione, appartiene alla classe Beta ed è una bellissima ragazza, desiderata da tutti, tra cui da John e Bernard. Lenina è un personaggio particolare ed anticonvenzionale, infatti preferisce uscire con una sola persona alla volta e vorrebbe creare relazioni più durature e intense, anziché promiscue. Il suo comportamento è intrigante e crea simpatia nel lettore. È una ragazza molto popolare e benvoluta da tutti, potrebbe avere qualsiasi uomo, ma nonostante ciò, è attratta da Bernard lo strano.

Fanny Crowne

è amica di Lenina, le due condividono lo stesso cognome perché per i due miliardi di persone che abitano in pianeta, ci sono a disposizione soltanto due migliaia di cognomi. Ha 19 anni e lavora nella Sala di imbottigliamento, è una ragazza di buon senso ed è molto carina, ma non ai livelli di Lenina. Il ruolo principale di Fanny è quello di dare voce alle consuetudini e alla morale della sua classe e della società. In particolare, consiglia a Lenina di uscire con più uomini contemporaneamente, per non destare sospetti nel Direttore e non capisce perché la sua scelta ricada su Bernard.

Mustapha Mond

è il Governatore residente per l’Europa occidentale, nonché uno dei dieci Governatori mondiali. All’inizio del romanzo offre una spiegazione generale della visione del Nuovo Mondo, rappresenta la figura (fisica) politica e intellettuale più potente del romanzo. Da giovane era uno scienziato molto dotato, ora censura la verità ed esilia le persone con convinzioni non coerenti con quelle delle società.

Il Direttore

è una figura inizialmente importante e che troviamo subito all’inizio del libro, ma che perderà prestigio in seguito a una rivelazione scandalosa.

John Il Selvaggio

è l’unico personaggio importante che è nato e cresciuto in una delle Riserve, dove lo incontriamo per la prima volta. Viene chiamato il Selvaggio e assume il ruolo principale nella seconda parte del romanzo. John è cresciuto nella Riserva del New Mexico ma è figlio di due persone appartenenti al Nuovo Mondo, e per questo ha una parte di entrambi i mondi ma, nonostante ciò, non si trova a suo agio con nessuna delle due società: i primi lo vedono come diverso e lo emarginano, mentre i secondi lo guardano con timore e meraviglia, come se fosse un fenomeno da baraccone. Nei primi 20 anni della sua vita raccoglie i valori morali e religiosi della Riserva, ma è curioso di vedere il Nuovo Mondo perché sua madre lo descrive come una sorta di paradiso, inutile dire che resterà alquanto deluso. Nessuno si aspetta che sia in realtà una persona intelligente e emotiva, che ama le opere di Shakespeare e sa citarle alla perfezione, un individuo che sarà in grado di sostenere intense discussioni con persone importanti. John è il personaggio che sfida la distopia ed è una sorta di eroe del romanzo.

Henry Foster

inizialmente è l’unico amante di Lenina, è un uomo affascinante e intelligente, infatti rappresenta il classico maschio Alfa. Foster ama ed è entusiasta del suo lavoro. Come quasi tutti gli uomini, parla delle donne come se fossero pezzi di carne e, per questo, da fastidio a Bernard. Ama la puntualità ed è molto preciso.

Linda

è la madre di John ed è una donna Beta con una storia tristissima. Viene disprezzata sia dalla sua società che dagli individui della riserva, infatti è un’emarginata sociale. (Non posso aggiungere altro o farei spoiler).

Questi sono i personaggi principali de Il Mondo Nuovo.
Ovviamente l’evento non finisce qui, ci rivediamo il 27 con la mia recensione completa.
Qui sotto vi lascio il programma completo del Blog Tour + Review Party, insieme ai collegamenti con i blog degli altri partecipanti.

Vi ricordo che la nuova edizione di questo capolavoro letterario è uscita OGGI e potete acquistarla cliccando QUI.

Timeless hopeful reader

Andre.iread

Twinsta Book

Vivo Attraverso i Libri

La libreria di Yely

Gnegno Libri

Sfumature e Sogni d’inchiostro

Opheliaslibrary

Unaltrobookblog

Un Trono di Libri

Aldous Huxley Godalming, Surrey, 1894 – Los Angeles 1963. Appartenente a una illustre famiglia di scienziati, autore di numerosi saggi, è famoso per i romanzi distopici Il mondo nuovo (1932) e L’isola (1962). Tra le altre opere Giallo cromo (1921), Punto contro punto (1928), La scimmia e l’essenza (1948), I diavoli di Loudun (1952), Ritorno al mondo nuovo (1958).

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La casa di sale e lacrime – Blog Tour: l’opera dalla A alla Z

Buongiorno amici lettori e buon giovedì,
oggi il blog ospita una tappa del blog tour dedicato a La casa di sale e lacrime, romanzo d’esordio di Erin A. Craig.
Voglio subito ringraziare Ylenia di Cronache di Lettrici Accanite per aver organizzato l’evento, e la casa editrice Fanucci per avermi permesso di leggere il libro in anteprima.

Titolo: La casa di sale e lacrime

Autore: Erin A. Craig

Editore: Fanucci

Collana:  Young adult

N.Pagine: 324

Genere: Fantasy

Trama


Annaleigh conduce una vita riservata e isolata a Highmoor nella casa di famiglia sulle coste rocciose di Salten, con le sorelle, il padre e una matrigna. Un tempo erano dodici, ma ora un inquietante silenzio rimbomba nelle grandi stanze, dopo che quattro vite sono state interrotte. Ogni morte è stata più tragica della precedente: un’epidemia, una caduta fatale, un annegamento, un tuffo insidioso… E nei villaggi circostanti corre voce che la famiglia sia stata maledetta. Ossessionata da una serie di visioni spettrali, Annaleigh è sempre più convinta che le morti non siano state solo un incidente. Tutte le notti fino al sorgere del sole le sue sorelle partecipano di nascosto a balli scintillanti, strette in eleganti abiti di seta e scarpine luccicanti, e Annaleigh non sa se cercare di fermarle o unirsi ai loro appuntamenti segreti per scoprire cosa sta succedendo. Perché con chi, o con cosa, stanno davvero ballando? Quando il coinvolgimento di Annaleigh con un misterioso ed enigmatico sconosciuto si intensifica, dandole nuovi elementi per scoprire la verità su ciò che sta distruggendo la sua famiglia, inizia una corsa contro il tempo per sciogliere l’oscuro enigma che coinvolge le sue sorelle, prima che venga rivendicata la prossima di loro.


L’8 agosto uscirà la mia recensione completa, ma oggi sono qui per parlarvi

dell’opera dalla A alla Z:

✿ A ✿

AMORE: i temi del romanzo sono molteplici, ma l’amore è uno dei più presenti e importanti. Non si parla solo di amore romantico, il romance è presente ma l’autrice è stata abile a dare il giusto spazio alla love story, senza far girare tutto intorno ad essa. Troviamo amore tra sorelle (che a tratti mi ricordava ”Piccole Donne”), amore di un padre per le sue figlie, amore per gli amici di infanzia, amore per la natura e gli animali.

APPASSIONANTE: la casa di sale e lacrime è una lettura capace di catturare l’attenzione del lettore sin dalle prima pagine: c’è mistero, fantasy, soprannaturale, suspense e horror, tutto mescolato accuratamente. La storia è piacevole da leggere e molto scorrevole.

✿ B ✿

BALLO: la caratteristica che ho scelto per la lettera B è il tema del ballo, perchè la cultura della società presentata nella storia è fortemente legata alle danze, che vengono viste come dei veri e propri eventi mondani, attesi e sognati dalle giovani fanciulle di buona famiglia. Ovviamente noi non siamo abituati ai balli lenti, con costumi sfarzosi e preparativi che durano giorni, con prove abito e vestiti su misura, ed è elettrizzante vedere queste caratteristiche con gli occhi di otto ragazze diverse; ti fa immergere nei colori delle stoffe e nelle lussuose sale da ballo, in attesa che qualche giovane ti inviti per il prossimo valzer. All’inizio l’atmosfera è da sogno, perfetta, ti porta lontano e ti fa provare quella gioia leggera, che tutti abbiamo provato da adolescenti; ben presto però, capiremo che c’è qualcosa di strano e oscuro che si contrappone ai momenti di serenità dei balli, qualcosa che rischia di mettere in pericolo tutte le giovani sorelle.

✿ C ✿

COLORE: è bellissimo notare la contrapposizione dei colori brillanti e vivaci delle ambientazioni, e dei vestiti delle sorelle (ognuna è caratterizzata da tonalità ben precise e qui potete trovate la tappa specifica del blog tour catillbooks), con le atmosfere buie e dark, insieme alle nuance di nero. grigio e viola degli abiti del lutto.
I colori creano una specie di dualismo/contrapposizione che contrassegna l’intera storia, creando sfumature interessanti da ricercare tra le pagine.

✿ D ✿

DODICI: era il numero delle sorelle nella famiglia Thaumas. L’autrice ha preso spunto da ”Le dodici principesse danzanti”, fiabe dei fratelli  Grimm.

DOLORE: D come dolore. Una sofferenza costante, una lacerazione interna che non si chiuderà mai, causata da ben cinque lutti in sei anni. Una disperazione e un’angoscia comprensibili soltanto da chi ha perso le persone più amate.
Emozioni orrende, scritte in maniera profonda, tanto da far accapponare la pelle.

✿ E ✿

EMOZIONI: belle o brutte che siano, la casa di sale e lacrime vi farà provare intense emozioni, merito anche della brillante traduzione a cura di Giorgia De Santis.

EMPATIA: è impossibile non provare empatia verso la protagonista Annaleigh, una ragazza che è stata costretta a crescere velocemente per occuparsi delle sue sorelle minori, una giovane donna che ha provato sofferenze indicibili ma che, nonostante tutto, non ha mai perso la voglia di andare avanti e di provare a costruirsi un futuro. È intelligente, amante della sua famiglia e degli animali, buona, coraggiosa e con una capacità di autocontrollo invidiabile. Sono subito entrata in sintonia con lei.

✿ F ✿

FATO: il fato non si è dimostrato amico della famiglia di Annaleigh: tutto è iniziato con la perdita dell’amata madre, morta di parto. Subito dopo è toccato alla primogenita Ava, uccisa da un male incurabile. La terza è stata Octavia, morta un anno esatto dopo Ava, a causa di un incidente. Poi Elizabeth, che si è tolta la vita perchè non ha retto il dolore devastante delle perdite precedenti. La morte, non ancora soddisfatta, ha reclamato anche Eulaile, la più bella e solare di tutte le sorelle. Era la quarta figlia dei Thaumas, ed è stata ritrovata dopo essere caduta da una scogliera. La trama comincia con questa tragedia.

FUNERALE: il romanzo si apre proprio con il funerale della quartogenita Eulaile, decretando il clima tetro e oscuro che seguirà tutto il romanzo.

✿ G ✿

GELOSIA: è uno dei sentimenti presenti nel romanzo.

✿ H ✿

HIGHMOOR: leggendo il libro vi perderete, insieme alla protagonista, negli immensi corridoi e nelle ampie stanze della dimora dei Thaumas. Una residenza situata tra le imponenti e rocciose scogliere di Salten, un’ambientazione suggestiva e sicuramente ispirata alle scogliere irlandesi.

HORROR: nel romanzo c’è un pizzico di horror che, ogni tanto, vi farà venire i brividi.

✿ I ✿

ISOLA: la location principale è l’sola di Salten, un luogo situato nella regione di Arcannia e circondato dal mar Kaleico. Il padre di Annaleigh è il sovraintendente del territorio. Gli isolani sono rispettosi delle loro tradizioni legate al mare, cultura che impareremo a conoscere tra le pagine del romanzo.

✿ L ✿

LACRIME: per la lettera L non potevo non scegliere il termine lacrime. Lacrime versate per il futuro che non potrà più verificarsi, per i momenti che non torneranno, le risate che non si sentiranno più, per le cose non dette, i volti che si vedranno solo più in sogno, per gli abbracci mancati, per gli amori spezzati, e per i ricordi belli quanto dolorosi. Lacrime di sfogo, paura, sconforto, disperazione e rassegnazione.

✿ M ✿

MALEDIZIONE: da dodici sorelle sono rimaste in otto e, da sei anni a questa pare, nulla sembra andare per il verso giusto ad Highmoor. La popolazione dell’isola inizia a vociferare, a credere che le sorelle siano state colpite da una maledizione e a fare segni contro il malocchio quando le incontrano. Tutti si chiedono quale sarà la prossima a fare una fine tragica, e la famiglia stessa comincia a credere che non toglierà mai i colori del lutto, che portano da troppi anni. Le ragazze, nonostante la loro bellezza e intelligenza, non vengono considerate dai loro coetanei, che hanno paura di essere coinvolti nella loro maledizione. Ma…la famiglia Thaumas è davvero maledetta? O c’è qualcuno che vuole morte tutte le donne della famiglia?

MISTERO: l’intera storia si aggira tra il paranormale e il fantasy, il tutto circondato da una buona dose di mistero. Per certi versi assomiglia a Caravl, perché in alcuni momenti non riesci a riconoscere la finzione dalla realtà e continui a leggere per capire cosa c’è sotto.

✿ N ✿

NARRAZIONE: è narrato in prima persona, seguiamo l’intera storia attraverso gli occhi della protagonista Annaleigh.

✿ O ✿

OSCURITA’: tutto inizia da Verity, la minore delle sorelle Thaumas, che confesserà ad Annaleigh di vedere i fantasmi delle loro sorelle decedute. Da quel momento anche la protagonista comincerà a fare oscuri incontri e incubi strani. Suggestione o realtà? Follia o sortilegio? L’atmosfera oscura è inquietante e mi ha causato qualche brividino.

✿ P ✿

PAURA: per la P ho scelto il termine paura, sentimento provato spesso dalla protagonista e palpabile tra le righe del romanzo. Tranquilli, non è una lettura che sconsiglio ai deboli di cuore, anzi crea una piacevole suspense. Se siete paurosi, vi consiglio di leggerlo di giorno e non avrete alcun problema.

✿ Q ✿

QUESTIONI: tutte le domande e le questioni troveranno risposte durante la lettura, nulla verrà lasciato irrisolto. (Anche se spero ci sia uno spiraglio per un eventuale seguito)

✿ R ✿

RIMORSO: sentimento provato da molti personaggi, che pensano di non aver fatto abbastanza per impedire determinati eventi.

✿ S ✿

SORELLE: i personaggi più importanti del romanzo. Sono tante e inizialmente si può fare un po’ di confusione, soprattutto con i vari nomi.
Ava: la primogenita, scomparsa per una malattia.
Octavia: ragazza curiosa e goffa, morta proprio per una sua disattenzione.
Elizabeth: morta suicida nella vasca da bagno.
Camille: futura governatrice dell’isola, perché prima figlia della famiglia Thaumas ad essere in vita. Ha 10 mesi in più di Annaleigh e le due sono migliori amiche.
Annaleigh: la nostra protagonista.
Rosalie, Ligieia, Lenore: le tre gemelle di casa Thaumas, vivono praticamente in simbiosi da quando sono nate, amano i bei vestiti e gli accessori.
Honor, Mercy e Verity: sono le tre sorelle minori, vengono chiamate le Grazie: dispettose monelle, che amano giocare per la casa, anche quando dovrebbero dormire.

✿ T ✿

TRAMA: La casa di sale e lacrime è il primo romanzo scritto da Erin A. Craig. Non potevo immaginare che fosse un romanzo d’esordio, ha una trama molto avvincente e ben sviluppata.

✿ U ✿

USI E COSTUMI: durante la storia verremo a conoscenza di ogni usanza degli Uomini del Sale, dai loro riti religiosi alla loro moda momentanea.

✿ V ✿

VERITA’: la protagonista è tormentata dalla morte di sua sorella Eulalie. Per le altre morti c’era stata una spiegazione logica, ma questa volta? Cosa è successo alla bellissima Eulalie? Si tratta davvero di un incidente? O qualcuno ha causato volutamente la sua morte? Ma per quale motivo? Aveva forse scoperto qualcosa che non doveva? Una cosa è certa, non può essersi suicidata. I dubbi costringono Annaleigh a cercare ogni indizio che conduca alla verità sulla tragica fine di sua sorella, e le prime tracce portano a un giovane spasimante. Sarà stato lui? Cosa sta succedendo sull’isola?

✿ ✿

Qui sotto vi lascio le altre tappe del blog tour e i profili che partecipano all’evento insieme a me

1 – Paper Purrr

2 – Catillbooks

3 – In punta di carta

4 – Io resto qui a leggere

5 – Il confine dei libri

6 – Appunti di Zelda

7 – La collezionista di fandom

8 – Me and books

9 – La libreria incantata di Selene

10 – Sfumature e sogni d’inchiostro

11 – Cronache di lettrici accanite

Erin A. Craig: autrice di bestseller del New York Times, La casa di Sale e Lacrime, ha sempre amato raccontare storie.Dopo averla ottenuta B.F.A. dell’Università del Michigan, in Progettazione e produzione teatrale, ha diretto opere tragiche con gobbo, sedute e pagliacci omicidi, poi ha deciso di voler scrivere libri altrettanto inquietanti.Avida lettrice, decente ricamatrice, appassionata di basket e collezionista di macchine da scrivere, Erin vive nel Michigan con suo marito e sua figlia.Il suo secondo romanzo, Small Favors, pubblicherà nel 2021 con Delacorte Press.

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La Ruota d’Argento – Blog Tour: Ambientazione

Buongiorno Sognalettori 💜

e Benvenuti alla primissima tappa del Blog Tour dedicato a La Ruota d’Argento, romanzo fantasy e di avventura, nato dall’immaginazione di Daniela Maccarrone, alias Dama Berkana.

Il Tour durerà dall’ 8 al 29 luglio e sarò diviso in 4 Tappe.
Ogni mercoledì, io e altre tagazze, vi accompagneremo alla scoperta di una particolare tematica riguardante il romanzo:

Voglio subito ringraziare Daniela, che mi ha scelta per leggere il suo primo romanzo in anteprima, dandomi la possibilità di compiere un fantastico viaggio dentro a magiche foreste, suggestive isole, regni nascosti, ma anche all’interno del misterioso e profondo aldilà.

Trama


«Sappiamo che ci sono tre notti durante l’anno in cui (…) tutto sembra diverso e nelle quali la natura sembra esserci ancora più vicina del solito…e la prima di queste notti coincide con la diciassettesima del mese di Samon. La notte in cui tu e tuo padre Irven scampaste a morte certa…»

Ogni anno, durante tre magiche notti, fenomeni inspiegabili avvengono nella mitica terra di Iperborea. Fuochi fatui e strane manifestazioni prendono vita, inquietando e affascinando gli abitanti del regno. Re Ailim, attratto e incuriosito da quegli avvenimenti speciali, sente che qualcosa lo sta chiamando e che i segreti della rigogliosa foresta di Aramo non attendono che la sua venuta. Contrariamente, il suo migliore amico, nonché Primo Cavaliere, Cahal non si lascia abbindolare da ciò che ritiene essere una mera suggestione degli Iperborei sui misteri della loro grande isola. Tuttavia, né Ailim né Cahal avrebbero mai potuto immaginare quanto ciò che si celava dietro le speciali notti del mese di Samon avrebbe cambiato per sempre non solo le loro vite, ma quelle dell’intero Cosmo… 


Ambientazione

Nell’ultimo articolo vi ho parlato delle magiche ambientazioni arabe e della mitologia islamica, ora voglio prendervi per mano e trasportarvi all’estremo Nord, in un luogo altrettanto magico e suggestivo, legato alla mitologia celtica.

L’ambientazione, o meglio, le ambientazioni sono state una vera scoperta e mi hanno fatto conoscere un mondo e una cultura a cui non mi ero mai avvicinata. Le atmosfere celtiche impregnano ogni pagina e, con i loro culti, i loro villaggi e i loro miti, insieme al velo di magia e mistero che coprono tutto il romanzo, mi hanno trasportata subito nell’isola di Iperborea.
Come vi ho anticipato all’inizio, la fantastica isola non è la sola ambientazione del romanzo e, a poco a poco, vi accompagnerò anche nell’oltretomba, ma andiamo con ordine:

Iperborea


Per il nome, l’autrice prende spunto dalla leggendaria terra di Iperborea, un paese perfetto che, secondo le antiche credenze, era situato a nord della Grecia. In molti l’hanno addirittura identificata con la mitologica Atlantide.
Nel romanzo è un’isola situata ai margini del mondo, sopra la Groenlandia.

Iperborea è un’isola vasta, prevalentemente pianeggiante e molto fertile. La maggior parte del suo territorio è ricoperto da Aramo, una foresta accogliente e misteriosa, talmente vasta che i nostri protagonisti ci mettono anni per esplorarla come si deve. È posta vicina all’oceano, così tanto che l’odore della brezza marina si mischia con l’intenso profumo di pino; nelle stagioni calde, il sole bacia una ad una le diverse e coloratissime piante, creando un’atmosfera suggestiva e incantata, merito anche dei vari canti degli animali, che vivono in armonia al suo interno. Gli Iperborei (chiamati anche Tuatha De Danann) sono un popolo amante e rispettoso della natura, tanto da scegliere di non abbattere gli alberi per creare nuovi centri abitati, o per ingrandire quelli già esistenti. Gli insediamenti umani dell’isola sono composti da villaggi e cittadine, di solito di piccole dimensioni. La città più popolata e ricca, è la capitale Ohn, composta da molte abitazioni e botteghe; ma quando qualcuno si trovava nei pressi della capitale, non può non rimanere ammaliato dal magnifico castello del Re che, situato in punta dell’unico promontorio dell’isola, spicca sulla pianura e sull’oceano, dando una buona vista anche su Aramo e sulle colline più all’orizzonte. Il castello è una delle ambientazioni interne più frequenti, è formato da enormi blocchi di pietra che, in alcune stanze, sono state accuratamente levigate e rese lucenti. Tramite gli occhi di Ailim possiamo ammirare l’alba dal castello, con il sole che bacia l’oceano, creando giochi di colori e di luci meravigliosi.

Tra i villaggi più importanti dell’isola troviamo:

  • Ronat: situato a Nord, è il villaggio natale di Draucus. La gente del posto è particolarmente bigotta e ignorante, e per questo gli estranei preferiscono evitare di avere contatti con loro.
  • Birte: il suo nome significa ”splendida”, infatti è uno dei villaggi più floridi e produttivi dell’isola. A differenza di Ronat, è un posto accogliente, che emana benessere e serenità.
  • Duir: è il villaggio dei sapienti Druidi, che purtroppo viene distrutto all’inizio del romanzo da un disastroso incendio.
  • Mada: una cittadina poco più a nord di Birte.

La vegetazione di Aramo è colorata, rigogliosa e armoniosa, ma ha una sola macchia nera, nei pressi del Lago Selma, in cui la vegetazione è secca o appassita. Il Lago si trova in prossimità di Ronat ed è una zona putrida e grigia, che tutti gli esseri viventi evitano.

Nel cuore di Aramo, nascosto dagli occhi dei comuni mortali, troviamo il Nemeton: un albero sacro, il cui un custode può connettersi con la Dea e gli altri popoli. Il Nemeton degli uomini è una quercia secolare, che può essere presidiata soltanto da un custode Druido: un essere puro, con le conoscenze necessarie per comprendere il linguaggio degli Dei, della natura e del Cosmo. La Quercia sacra, insieme a una porzione del bosco a lei circostante, viene nascosta dagli occhi dei comuni mortali, sia per preservarla dal contatto con esseri non degni, che per nasconderla dagli occhi delle forze oscure, infatti, è un’area sacra tanto potente quanto fragile.

Le descrizioni sono piacevolmente vivide, ogni cosa, luogo, o persona ha un nome con un significato ben preciso, spiegato durante la lettura, o specificato nel ricco glossario a fine libro.
Ho adorato perdermi tra gli alberi di Aramo, immaginare i suoi misteri, sentire i suoi profumi nelle varie stagioni e ascoltare la melodia della natura; ad un certo punto ho anche messo una musica rilassante per ricreare l’atmosfera.

L’autrice è abile nel descrivere i luoghi in maniera dettagliata e incantevole, infatti sembrano ambientazioni vive, con una personalità e con un’anima (soprattutto Aramo). Queste caratteristiche ti fanno affezionare ai posti quasi quanto ai protagonisti e, andando avanti con la lettura capirete il motivo; infatti, come in ogni romanzo fantasy che si rispetti, esistono elementi oscuri e malvagi, che cambieranno le carte in tavola, stravolgendo gli equilibri umani e naturali.

La natura, per i Celti, rappresentava una grande importanza culturale e religiosa, sopratutto gli alberi erano fonte di divinazione, adorazione e culto:

  • Gli alberi sempreverdi, che non perdevano le foglie, erano visti come simbolo di eternità e richiamavano all’immortalità dell’anima.
  • Gli alberi caducifoglie, che perdevano le foglie, erano visti come il simbolo universale della vita. Le foglie che cadono ciclicamente e diventano nutrimento del terreno, per poi ricrescere nel susseguirsi delle stagioni, simboleggiavano l’eterna rinascita.

Le radici che sprofondano nel terreno erano il collegamento con l’Oltretomba, il fusto rappresentava il mondo in cui viviamo e i rami, che si allungano verso il cielo, erano un legame con l’Aldilà.

Nel libro, come nella cultura celtica, la vita umana è strettamente legata alla natura e ai quattro elementi e, con l’arrivo delle forze oscure, anche le ambientazioni ne risentiranno. In particolare, Aramo diventerà marcia, spoglia, priva di animali e di quella magia iniziale che mi aveva tanto conquistata, lasciando solo tristezza e un senso di vuoto, tanto che avrei voluto essere insieme ai personaggi per risolvere la situazione al più presto.

La Valle dei Nascosti

Il Popolo Nascosto, chiamato anche Sidhe, è composto da varie stirpi, tra cui Elfi, Fate, Nani e Gnomi. Tutte le creature sono state maledette da Arawn, Dio Guardiano dell’oltretomba, e per questo vivono esiliate e nascoste agli occhi di tutti, infatti soltanto i Guardiani dei Nemeton sanno della loro esistenza. La loro Terra è il riflesso esatto di Iperborea, ogni fiume, albero e cascata si specchia nel doppione fittizio dell’isola. Un luogo apparentemente perfetto ma effimero, in cui viene riflesso e migliorato soltanto l’aspetto fisico dell’ambiente, ma in cui non trapassano suoni e profumi, creando una triste sensazione di assoluto e vuoto silenzio. Unicamente i Sidhe stessi possono creare rumori, con i loro passi, respiri e parole. La Terra dei Nascosti migliora le imperfezioni di Iperborea: il Lago Selma appare magico e brillante, ma è solo una visione artefatta e inutile, perché gli abitanti non riescono nemmeno a sentire il calore dei raggi del Sole sulla pelle. Una perfezione finta e bugiarda, per una condanna destinata a durare per sempre; inoltre, come se non bastasse, la maledizione consente ai Sidhe di vedere la vera Iperborea e la vita che la popola. Soltanto il custode Elfo del Nemeton può lasciare momentaneamente la Valle dei Nascosti, per consultarsi con gli altri guardiani.
Con il passare del tempo, tutte le creature hanno smesso di guardare la vera Iperborea, e nei secoli si sono dimenticati com’era la vita al di fuori del riflesso.

Nel folklore irlandese e scozzese sono un popolo fatato. Nelle leggende non erano altro che Tuatha De Danann, cacciati nelle profondità della Terra dopo aver perso una guerra e, costretti a vivere in spazi ridotti, divennero sempre più minuti, fino a diventare ciò che noi conosciamo come Fate e Gnomi.

Annwn

Quasi parallelamente alle avventure su Iperborea, assistiamo a un viaggio epico nell’oltretomba, un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, in cui vivono gli spiriti dei defunti. Nel libro, come nella mitologia gallese, l’aldilà prende il nome di Annwn e non è un luogo di tormento e di dolore, ma un posto in cui vivono le anime dei morti, nell’attesa di rigenerarsi per rinascere e compiere nuovi cicli vitali.
È governato da Arawn ed è composto da tre cerchi a spirale:

  • Abred: è il cerchio, in cui l’anima viene giudicata tramite i Cristalli del Giudizio, che brillano di colore diverso a seconda del destino dell’anima, basandosi anche sulla tipologia di vita che lo spirito ha condotto sulla Terra.
    La luce Blu indica che l’anima può proseguire il ciclo di reincarnazione e andare nel secondo cerchio.
    La luce Rossa indica le anime che hanno compiuto in vita azioni disonorevoli e non potranno più reincarnarsi, per questo soffriranno eternamente nella voragine del Primo Cerchio, chiamata l’Abisso.
    La luce Verde indica le anime che sono ancora legate alla Terra e non riescono a liberarsi della loro componente umana. Queste non continueranno il ciclo ma torneranno in vita sotto forma di animali.
    La luce Oro indica che l’anima ha finito i cicli di rinascita e può andare in uno dei Regni Beati.
    Il suolo del primo cerchio è roccioso, irregolare e colmo di crepe, al cui interno scorre un liquido luminescente che illumina tutto l’Abred. Il terreno è ricoperto da foglie di betulla, e dal suolo emergono alcuni rami che si intrecciano indicando due sentieri: il primo conduce direttamente all’unica zona sopraelevata, dove troviamo i brillanti Cristalli del Giudizio, il secondo indirizza direttamente nell’Abisso, un’immensa e profonda voragine dove risiedono le anime dei dannati e in cui è imprigionato il nemico principale di tutta l’umanità: Aodhan, l’unico essere vivente in tutto il regno dei defunti.
    Gli animali custodi del cerchio sono i Falchi, mentre quelli guida sono i Cervi della Dea Dana.
  • Gwynfyd: è il secondo cerchio dell’Annwn, ed è il luogo dove gli spiriti aspettano di rinascere per tornare sulla Terra. Ha la forma di un’immensa foresta, in cui ci si sente minuscoli e si vede tutto dal basso, come se fossimo formichine. Dal suolo fuoriescono gigantesche radici che appartengono all’Albero della Conoscenza, che sostiene il Cielo e la Terra.
    La guardiana del cerchio è Cessair. Gli animali custodi sono le Volpi, che possono fondersi con la corteccia di Yggdrasil.
  • Ceuhant: è il terzo cerchio, nonché il più interno dell’Annwn, dov’è possibile apprendere la conoscenza e i misteri dell’Universo. È un luogo accessibile soltanto alle anime più pure, destinate a reincarnarsi come Druidi.
    Il Custode è un Serpente, che vive tra le fronde di Yggdrasil.

Quando le anime hanno finito i cicli di rinascita possono accedere ai Regni Beati, rappresentati come fluttuanti nel Cosmo, attorno alle fronde di Yggdrasil. I Regni Beati sono:

  • Hy – Brasil, in cui risiedono le anime dei Druidi.
    L’animale Custode è il Cigno.
  • Mag Mell, dove si trovano le anime delle persone che hanno svolto nella loro ultima vita dei mestieri legati alla Terra, come cuochi, pastori e pescatori.
    Il Custode del Regno è il Salmone.
  • a Tir na nog si trovano le anime degli artisti.
    I Custodi del Regno sono le Api.
  • Avalon, in cui si trovano le anime dei guerrieri e politi.
    L’animale Custode è l’Orso.
  • Hi – Many è situata sulla superficie lunare, è presidiata da Arianrhod e ospita le anime dei bambini.
    I Custodi sono i Gatti lunari, Ardra e Arela.


    L’ultima tappa di questa fantastica avventura ci porta sulla Luna, uno dei luoghi più magici e misteriosi, che affascina l’umanità da sempre.
    La Dea lunare si chiama Arianrhod (nelle credenze Celtiche era colei che governava il destino delle anime): Arian significa argento e Rhod significa ruota e da qui nasce il titolo del romanzo ”La Ruota d’Argento” cioè la Luna.


La superficie lunare viene descritta come un luogo brillante, con insenature e dossi, che sembrano pieni di argento vivo e pietre preziose. Le rocce presenti sono trasparenti e, al tatto, la loro superficie appare fredda come il ghiaccio. La struttura che spicca di più in assoluto è il raffinatissimo Castello della Dea, che poggia le sue fondamenta su un fiume dai colori verde – azzurro, che continua a scorrere fino sulla Terra, creando il fenomeno dell’aurora boreale; nonostante la magnificenza della dimora della Dea, le stelle sono l’elemento che rubano la scena, riflettendo le loro luci e i loro colori su tutta Hi – Many.


Le tre notti magiche, da cui tutto avrà inizio, rappresentano l’unico periodo in cui il Velo si abbassa e le anime dei defunti possono incontrarsi con i vivi (corrispondono al nostro Halloween).

L’ambientazione di questo romanzo è molto complessa, ma ben spiegata. L’autrice ha fatto un ottimo lavoro di descrizione e mi è difficile pensare che sia il suo primo romanzo.

Cari amici, siamo giunti alla fine anche di questo viaggio magico, che mi ha permesso di conoscere le basi della cultura Celtica.
Presto pubblicherò anche un articolo con la recensione e vi farò conoscere le altre sfaccettature del romanzo, ma per ora non posso far altro che consigliarvi questo fantasy dalle note nordiche, che vi porterà lontano (e al fresco 😜).

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La Città di Ottone – Review Party

Buongiorno Sognalettori,
oggi continuiamo la nostra avventura nell’affascinante e fantastico mondo creato da S. A. Chakraborty. Come vi ho già anticipato nel Blog Tour, la Città di Ottone vi porterà in luoghi in cui fascino, mistero, magia ed emozioni vi faranno sognare e divorare le pagine in pochissimo tempo.

La Città di Ottone è il primo volume della Trilogia Daevabad, un libro ricco di caratteristiche e sfumature. La saga comprende:

  • The City of BrassLa Città di Ottone, pubblicato dalla Mondadori il 16 giugno 2020
  • The Kingdom of Copper – ancora inedito in Italia
  • The Empire of Gold – ancora inedito in Italia

Vi siete persi l’articolo del Blog Tour in cui vi davo 5 motivazioni per leggere il libro? Niente panico, basta cliccare QUI.
Oggi, grazie al Review Party, vi parlerò dell’intero romanzo, ma prima voglio ringraziare nuovamente Alessandra, per avermi coinvolta nell’evento e la Mondadori, per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima questo magico romanzo.

Titolo: La Città di Ottone

Autore: S. A. Chakraborty

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 528

Genere: Fantasy

Trama:


Il romanzo si apre in Egitto durante il XVIII secolo, qui incontriamo subito la nostra protagonista, una ragazza orfana di nome Nahri, che non sa nulla sulle sue origini e che vive da sola a Il Cairo. La giovane ha una vita alquanto difficile, infatti per poter sopravvivere è costretta a rubare e a compiere fantomatiche guarigioni. In realtà Nahri è una persona fuori dal comune, che riesce a capire i problemi fisici delle persone con cui è a contatto e a guarire ogni ferita del proprio corpo; inoltre, non c’è lingua che non riesca a capire e ad assimilare. Il problema è che sottovaluta le sue doti, rifiutandosi di credere nella magia: per lei i suoi inspiegabili poteri non sono altro che dei rimedi per poter truffare ed estorcere denaro ai cittadini più bisognosi di cure. La sua abilità è unica e riesce spesso a guarire i malati, ma Nahri ambisce a un futuro migliore, infatti il suo sogno è andare a Istanbul per studiare medicina e, per guadagnare qualcosina in più, sfida ogni legge compiendo dei rituali di esorcismo. Durante una cerimonia, per uno strano scherzo del destino, evoca accidentalmente un potente jinn di nome Darayavahoush (Dara per gli amici), che le salva la vita da una situazione surreale e disastrosa. Dara percepisce subito che Nahri non è una persona comune e sembra conoscere la verità sulle sue origini, infatti, sotto le semplici sembianze umane, la giovane ha ascendenti davvero straordinari che la rendono unica e speciale. Il jinn, dopo l’iniziale collera per essere stato evocato, decide di scortarla fino a Daevabad, la leggendaria Città di Ottone. Lei, inizialmente riluttante, alla fine capisce che l’enigmatico jinn può darle informazioni sul suo misterioso passato e decide di seguirlo. Inizia così un suggestivo viaggio con atmosfere da Le mille e una notte, accompagnate da pericoli costanti e creature malvagie.
Inutile dire che l’incontro con Dara cambierà la vita di Nahri per sempre, perché sotto la sabbia del deserto si celano misteri sepolti che coinvolgono tutti i personaggi.
Su un binario parallelo troviamo Ali, l’ultimogenito del Re, nonché il nostro terzo protagonista. Ali è sia un ragazzo di scienza, che un abile guerriero, ma anche un paladino per i più bisognosi e un giovane fedele alla causa in cui crede. Vive nella Città di Ottone ed è un jinn, come la maggior parte degli abitanti del posto. È proprio a Daevabad che i destini dei tre protagonisti si intrecceranno, dando vita a una vera e propria avventura fatta di magia, intrighi, tradimenti e misteri, che faranno da contorno a un popolo in rivolta, a una potente famiglia reale, a conflitti antichissimi, e a una giovane donna alla ricerca della sua vera identità.



Ma quindi chi è Nahri? Da dove proviene? Perché possiede doti incredibili? Beh, scoprirete queste cose insieme a lei, ma per farlo dovrete seguirla all’interno delle magiche mura dorate della Città di Ottone.
Siete pronti per il viaggio? Tenetevi forte perché il tappeto volante potrebbe dare qualche scossone.
😜



Cosa ne penso

La Città di Ottone era, insieme al prequel di Hunger Games, il romanzo che attendevo e desideravo di più del 2020, e fortunatamente non ha deluso le mie aspettative.

Voglio iniziare parlando delle ambientazioni arabeggianti che, con le loro caratteristiche e il loro splendore, rendono questo romanzo fantasy affascinante e particolarmente suggestivo. Ho apprezzato molto il fatto che l’autrice descriva sia i luoghi lussuosi che quelli più miseri, marcando le differenze sociali, che sono una delle tematiche più importanti all’interno del libro. Uno dei punti forti del testo sono proprio le meticolose descrizioni del mondo mediorientale, che non comprendono soltanto i maestosi edifici, tipici dell’architettura araba, ma anche le stoffe dei vestiti, i tessuti dell’arredamento interno, i luoghi unici, le classiche bevande, le spezie e i vari cibi. Questi dettagli, esposti in maniera così dettagliata e precisa, mi hanno permesso di immergermi completamente nei vari ambienti, tanto che, durante la lettura, avevo la sensazione di sentire il vento tra capelli, di vedere le maestose dune del deserto, di udire i fruscii degli abiti e di odorare i profumi speziati dell’Egitto. La città di Daevabad è rappresentata così bene che sembra un posto reale, ed è per questo che sono rimasta affascinata dalle mura di lucente ottone, dal fatto che la città sorga in mezzo a un lago nel cuore del deserto, e dalla piazza centrale, da cui si diramano (attraverso maestose porte) i quartieri delle varie tribù jinn. 🕌

Procedette con lo sguardo velato fino alla maidan, la piazza centrale del cuore di Daevabad. A quell’ora era vuota; la fontana trascurata al centro proiettava a terra ombre bizzarre. La maidan era racchiusa da un muro di rame che col tempo si era fatto verde e in cui si aprivano sette porte a distanza regolare. Ogni porta dava su un diverso distretto tribale; la settima conduceva al Gran Bazar e ai sovraffollati rioni abitati dagli shafit.

Le porte della maidan erano sempre uno spettacolo per gli occhi.
C’era la Porta Sahrayn, con colonne coperte di piastrelle bianche e nere intorno alle quali si arrampicavano viti cariche di grappoli viola. Accanto c’era la Porta Ayaanle, due strette piramidi borchiate e coronate da un rotolo di pergamena e un mucchietto di sale. La successiva era la Porta Geziri, nient’altro che un’arcata di pietra dal taglio perfetto; come sempre, il popolo di suo padre dava più importanza alla funzionalità che all’estetica. Sembrava ancora più semplice accanto alle ricche decorazioni della Porta Agnivanshi, con decine di figure danzanti – le cui mani delicate sostenevano lampade a olio dalla luce tremolante, piccole come stelle – scolpite nell’arenaria rosata. La seguente era la Porta Tukharistani, uno schermo di giada levigata che rifletteva il cielo notturno, con intagli incredibilmente intricati.

Eppure, per quanto meravigliose potessero essere, l’ultima porta – la prima a ricevere i raggi del sole ogni mattina, la porta del popolo originario di Daevabad – le eclissava tutte. La Porta Daeva. L’ingresso al quartiere daeva – perché gli adoratori del fuoco, con arroganza, avevano assunto il nome originario della razza come nome della loro tribù – era proprio di fronte al Gran Bazar; le sue enormi porte a pannelli erano dipinte di un azzurro pallido che sembrava preso direttamente da un cielo appena lavato dalla pioggia, e vi erano incassati dischi di arenaria bianca e dorata che formavano un motivo triangolare. I battenti erano fiancheggiati da due enormi she du di ottone; le statue erano tutto ciò che restava dei mitici leoni alati cavalcati, secondo la leggenda, dagli antichi Nahid durante la battaglia contro gli ifrit

Daevabad, prende spunto dalla vera Città di Ottone che, secondo il folclore arabo, è una città perduta della Penisola Arabica. Il suo nome in arabo è Iram at al-‘imad (Iram dalle mille colonne) e si stima che sia esistita dal 3000 a.C. al I secolo d.C. Le leggende narrano che divenne un’importante e ricca città, grazie al commercio tra le regioni costiere e i centri del Medio Oriente e dell’Europa. Si racconta che il Re Saddad sfidò gli avvertimenti del profeta Hud, e per questo Allah scatenò una tempesta di sabbia che cancellò la città; secondo le leggende, le sue rovine sono ancora sepolte da qualche parte sotto le sabbie del Rub’ al-Khali.
Iram dalle mille colonne divenne famosa in Occidente grazie ai racconti di Le mille e una notte. (Se volete approfondire cliccate QUI).

Ovviamente, per le fantastiche descrizioni dobbiamo ringraziare lo stile ricco, raffinato e coinvolgente della Chakraborty. Il romanzo, infatti, ha un ritmo a crescita esponenziale: la prima parte è decisamente introduttiva e per questo può sembrare lenta, ma da quando Nahri raggiunge Daevabad, il ritmo diventa più serrato ed energico, fino a diventare adrenalinico nelle ultime 100 pagine che, con i continui colpi di scena, terranno il lettore incollato alle pagine e aumenteranno la curiosità per il secondo volume.

La narrazione segue il punto di vista di due protagonisti e viaggia su capitoli alternati:
Le parti dal punto di vista di Nahri mi sono piaciute fin da subito, perché le ho trovate scorrevoli e coinvolgenti.
I capitoli raccontati attraverso gli occhi di Ali, sono stati inizialmente confusionari e lenti, ma man mano che procedevo con la lettura diventavano sempre più chiari e interessanti.

I personaggi sono caratterizzati meravigliosamente, con luci e ombre, in cui i buoni e i cattivi sono tutti e nessuno, in base al punto di vista che si sta leggendo. Ognuno ha una propria opinione ed è difficile per il lettore capire quale sia la verità oggettiva. Sia i personaggi principali che quelli secondari hanno un ruolo chiave e un’importanza fondamentale, ma nel primo romanzo spiccano principalmente tre figure:

  • Nahri: non è la classica protagonista a cui siamo abituati, ma una ragazza che vive rubando e ingannando i bisognosi. Lei non è perfetta e non ambisce ad esserlo, invece lotta per emanciparsi e crearsi un futuro indipendente, in un mondo in cui la donna non vale nulla e viene venduta al migliore offerente. L’ho apprezzata anche perchè ha un carattere forte e non si fa influenzare da nessuno, infatti preferisce farsi una propria opinione, libera da ogni pregiudizio. È una giovane decisa, sveglia, con la risposta sempre pronta, ma anche una ragazza giusta e sensibile.
  • Alizayd al Qahtani: è il terzogenito del Re e secondo figlio maschio nella linea di successione. Ali è destinato a diventare il qaid di suo fratello, ovvero il protettore del futuro Sovrano di Daevabad. Il giovane convive con una voragine interiore, perché da un lato ama la sua famiglia, ma dall’altro prova un forte senso di giustizia per gli shafit (metà jinn e metà umani), considerati come degli scarti della società, trattati con disprezzo da tutti, e obbligati dalla famiglia reale a vivere secondo leggi discriminatorie. È un ragazzo ingenuo, rigido, che indossa spesso una corazza per non mostrare i suoi reali sentimenti, e per questo, inizialmente può sembrare arrogante e creare antipatie. La verità è ben diversa, Ali è un bravo ragazzo, a tratti dolce, che ama la scienza e il sapere, e che non ci penserebbe due volte a sacrificarsi per le persone che ama.
    Insieme a Nahri è il personaggio meglio approfondito ed è quello con un percorso di crescita più interessante.
  • Darayavahoush e-Afshin: è un personaggio controverso, oscuro e complicato. All’inizio si fa amare dal lettore per le sue caratteristiche fisiche e comportamentali, e fidatevi, è impossibile non essere attratti o incuriositi da lui. Inoltre ha una personalità molto riservata, odia parlare del suo passato, ha molta nostalgia dei tempi andati e probabilmente vorrebbe cambiare alcuni vecchi avvenimenti. Dara è un guerriero perfetto, un Daeva che nessuno vorrebbe come nemico perchè ha poteri antichissimi, che lo rendono temibile e micidiale. Purtroppo, l’ho trovato ambiguo ed egoista per la maggior parte del tempo e non sono riuscita ad apprezzarlo come gli altri due protagonisti.

Siamo esseri dotati di un’anima come gli umani, ma fummo creati con il fuoco, non con la terra.

Il sistema magico è interessantissimo e di tipo elementare, cioè legato e sviluppato intorno ai quattro elementi. Inoltre, le creature magiche sono strettamente connesse alla mitologia islamica ed è un bellissimo modo per conoscere le basi di una mitologia poco conosciuta da noi occidentali.
(Ho approfondito l’argomento nell’articolo del Blog Tour).
La nota negativa è che, inizialmente, ho fatto davvero fatica a capire i vari termini orientali e a memorizzare i nomi delle creature magiche, ma non fatevi scoraggiare, al fondo c’è un glossario con tutti i vocaboli presenti tra le pagine.

✧༺★༻✧

La Città di Ottone è un fantasy che intreccia magia e mistero a temi attualissimi e di fondamentale importanza, come la discriminazione sociale, il razzismo, la violenza dei ricchi verso i più deboli, il disprezzo insensato tra i propri simili, ma parla anche di amicizia, amore e lealtà.

Altro tema presente è quello della religione, un elemento importante quanto pericoloso. L’autrice ci mostra i vari credi e le diverse pratiche religiose, dagli estremismi ai semplici riti giornalieri, facendo capire al lettore quanto siano utili per dare speranza a molte persone.

La Città di Ottone 🕌 è il primo volume di una magica e complessa fiaba orientale, che vi stregherà e vi porterà nel lontano medio-oriente: un mondo feroce ma affascinante che, con i suoi luoghi unici e le magiche atmosfere, continuerà a far sognare ancora moltissime generazioni.

Cari amici siamo giunti al termine di questa avventura, il Review Party non è ancora finito e se siete ancora indecisi se leggere il libro, o se volete conoscere opinioni diverse dalla mia, vi consiglio di andare sui blog delle ragazze che partecipano all’evento insieme a me. Qui sotto vi lascio tutte le tappe e i collegamenti con i vari siti.

Classificazione: 8 su 10.

SA Chakraborty è l’autore dell’acclamata trilogia The Daevabad, acclamata dalla critica e più venduta a livello internazionale. Il suo lavoro è stato nominato per i premi Locus, World Fantasy, Crawford e Astounding. Quando non è sepolta nei libri su truffatori del tredicesimo secolo e intrighi politici di Abbasid, le piace fare escursioni, lavorare a maglia e ricreare pasti medievali inutilmente complicati.

Pubblicato in: blogtour, Libri, Mondadori

Falce – Blog Tour: 5 Motivi per leggere il libro

Buongiorno amici Sognalettori e benvenuti alla quinta, nonché ultima tappa del Blog Tour dedicato a Falce di Neal Shusterman edito Oscar Vault.

Qualche giorno fa vi ho esposto le caratteristiche e il potenziale di questo primo volume della trilogia della Falce e oggi vi darò cinque motivi per leggerlo.

Ma prima voglio ringraziare la Mondadori e Andrea per aver organizzato questo evento, dandomi la possibilità di leggere il romanzo in anteprima.

Un piccolo ripasso


Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l’umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un’immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti. Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare. Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l’efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere “spigolato”. In termini meno poetici: ucciso. Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette.


 

Il libro uscirà martedì 19 maggio e nel mentre spero di stuzzicare la vostra curiosità con

5 motivi per cui vale la pena leggere Falce:

1 – Il rapporto degli esseri umani con la morte

Il concetto della morte è uno dei temi più misteriosi e discussi che tormentano noi esseri umani sin dall’antichità. Almeno una volta nella vita, tutti ci siamo chiesti se esiste qualcosa dopo la morte e se un giorno ci sarà un modo per contrastarla fino ad abolirla del tutto. Shusterman ha immaginato che in futuro l’umanità riuscirà a diventare immortale grazie al progresso tecnologico, in particolare per la scoperta di minuscole componenti biotecnologiche chiamate naniti, che assicurano e regolano il corretto funzionamento del nostro organismo, eliminando ogni minaccia e permettendo, inoltre, il ringiovanimento cellulare fino ai 20 anni biologici. Nonostante questo incredibile progresso, la morte continua a bussare alla porta delle persone per mano delle falci e può avvenire in qualsiasi momento e in ogni luogo, esattamente come prima ma con una probabilità estremamente bassa. Proprio per questo, le persone comuni non pensano alla possibilità di morire e per assurdo, è proprio l’assenza della morte a rendere l’umanità incompleta. Se ci pensiamo bene, noi mortali agiamo e ci impegniamo a realizzare i nostri sogni proprio perché sentiamo il ticchettio del nostro orologio biologico e proviamo a vivere inseguendo la felicità, ma come ci comporteremmo con la consapevolezza di essere immortali? L’autore ti fa pensare e immedesimare nel contesto dell’immortalità e non sembra un bel vivere, ma un mondo immerso nella noia esistenziale, che crea una vita piatta, senza brio ed entusiasmo. Cosa siamo noi esseri umani senza le nostre emozioni? Nel mondo descritto in Falce, l’umanità ha perso quel qualcosa che la spingeva a mettersi in gioco ogni giorno per amare e provare gioia. Oggi la morte è inevitabile per tutti ed è un destino che ci spaventa ma, paradossalmente, saremmo davvero felici da immortali? E di conseguenza, è la morte a dar senso alla vita?

2 -Lo stile e la narrazione

Come ogni buon romanzo che si rispetti, anche Falce deve molto allo stile dell’autore, che rende il romanzo scorrevole e coinvolgente, dosando e distribuendo la giusta quantità di suspance e di colpi di scena lungo tutta la trama. Shusterman pone molte domande intriganti che rapiscono il lettore e lo portano a divorare la lettura senza riprendere fiato. Anche la narrazione è molto originale e ho apprezzato moltissimo i diari delle falci, che si trovano a ogni inizio capitolo e in cui vengono inseriti dei frammenti raccontati in prima persona, grazie ai quali si conoscono meglio i personaggi e il mondo futuristico.

3 -Le varie riflessione di fondo

Falce è un romanzo fantascientifico distopico, classificato come young adult, cioè diretto a un pubblico molto giovane. A parer mio non è il classico YA spensierato, ricco di azione e con un ritmo serrato, e per le tematiche trattate può essere spunto di importanti e profonde riflessioni. Per questo lo consiglio a tutti, anche a coloro che di solito non si interessano a questa categoria perché ritenuta troppo infantile o superficiale. L’autore utilizza perfettamente ogni personaggio o elemento per far riflettere il lettore su un tema ben preciso:

  • usa i personaggi principali e secondari per parlare di varie tematiche come la corruzione, la religione e la tecnologia; inoltre analizza la psiche umana, facendo riflettere sull’immoralità, la superficialità, la brama di potere e sulla cattiveria propria di ogni uomo. Ci fa ragionare su come la tecnologia potrebbe farci diventare ancora più avidi ed egoisti e su come porrebbe fine a ogni legame intenso
  • usa le falci per far ragionare il lettore su come reagirà l’umanità quando sul nostro pianeta ci sarà il problema della sovrappopolazione
  • usa la morte per farci capire che senza le nostre più grandi paure non saremmo più esseri umani
  • usa il Thunderhead per dimostrarci che non siamo adatti alla perfezione e che nessuno, nemmeno un’intelligenza superiore, potrà salvarci dall’autodistruzione.

Falce è un’ottima lettura perché ha un’eccellente worldbuilding e una buona trama, ma soprattutto per le sue riflessioni di fondo, che sono in linea con il difficile periodo che stiamo attraversando.

4 -Il Thunderhead

Un altro motivo per leggere Falce è la visione diversa e originale che l’autore dona all’intelligenza artificiale, che di solito viene descritta come brutale e che spesso vuole schiavizzare l’umanità o distruggerla del tutto. In questo caso il Thunderhead è un’entità benevola che aiuta l’umanità a vivere in armonia e in pace. Di fatto, sembra quasi un personaggio, una coscienza materna che cerca di salvare l’uomo da sé stesso, creando una visione totalmente nuova e avvincente, in cui l’uomo è il male mentre l’intelligenza artificiale è il bene.

5 -Il Worldbuilding

Come ho già detto nella recensione, il punto di forza di Falce è il suo worldbuilding, che grazie alle sue caratteristiche innovative, affascina immediatamente il lettore trasportandolo in Midmerica (USA) tra qualche secolo. Il bello è che fin da subito ci troviamo di fronte a una distopia rovesciata, in cui gli elementi classici del termine sono al contrario: il mondo è un’isola felice, in cui tutte le peggiori piaghe e paure della storia dell’umanità sono state superate e sconfitte, per cui l’uomo vive sereno, senza timori. Ogni singola parte della società è controllata dall’intelligenza artificiale che organizza e provvede a tutte le necessita dell’uomo in maniera minuziosa e imparziale. La sovrappopolazione è l’unico fattore che il Thunderhead non può fronteggiare da solo e per questo esiste un ordine di falci (assassini di professione) che contrastano la crescita demografica, spigolando (uccidendo) le persone in maniera del tutto casuale e senza pregiudizi. Il lettore si trova davanti a un mondo in cui apparentemente non ci sono più lati negativi, in cui tutto è possibile e accessibile, ma proprio per questo l’umanità ha perso il senso dello stupore e dell’entusiasmo per le piccole cose e si trova alla deriva. Questo è il paradosso che regala al libro una bellezza espressiva sorprendente.

Altro motivo per leggere Falce è che presto diventerà una serie di film per la Universal Pictures e io consiglio sempre di leggere i libri prima di guardare i film.

Sono contenta ma dispiaciuta di essere giunta al termine di questa bellissima esperienza, spero che il Blog Tour vi sia piaciuto e che darete un’opportunità a Falce.

Qui sotto vi lascio tutto il programma con le varie tappe e i collegamenti

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Tolas – Blog Tour: I Personaggi

Buongiorno amici Sognalettori,

Sono contentissima di presentarvi la mia tappa del Blog Tour dedicato a l’Amuleto, primo romanzo della trilogia fantasy Tales of Lights and Shadows (Tolas) pubblicato da Trisk Edizioni e scritto da Z. D’Aleo.

I tempi sono difficili: creature mitologiche si stanno risvegliando mentre dal Nord cala una nuova guerra. Il sommo consigliere del Re propone di ricomporre l’Amuleto in grado di unire gli eserciti e proteggere il regno. Quattro ragazzi, in grado di seguirne le tracce, vengono scelti per compiere questa missione. L’amuleto sarà l’unica speranza di restaurare e salvare l’Impero.

Dal 5 maggio al 2 giugno, io e altri cinque ragazzi vi presenteremo questo splendido romanzo di cui vi avevo già parlato alcune settimane fa in questo articolo: l’Amuleto

Qui sotto vi lascio tutte le tappe del Blog Tour con i collegamenti:

Ma ora passiamo a noi, i personaggi sono stati la mia parte preferita del romanzo, li adoro (quasi tutti) e sono contentissima di poterveli presentare.

In breve, Samas, Mizu, Mayra e Tarau sono i domatori dei quattro elementi e, nonostante la loro giovanissima età, risultano gli unici in grado di percepire e riunire i quattro cristalli perduti di un antico Amuleto che, se ricomposto, dovrebbe salvare i cinque regni dalla distruzione. Ogni pezzo dell’artefatto perduto, infatti, contiene al suo interno un elemento della natura che è legato a uno dei quattro ragazzi. Accompagneremo i nostri domatori durante una missione pesantissima, che li metterà a dura prova sia fisicamente che emotivamente. Durante il percorso incontreremo altri personaggi che diventeranno parte fondamentale della storia.

Ho apprezzato molto il fatto che i protagonisti siano di entrambi i sessi, senza una differenza preponderante tra figure maschili o femminili e che la sessualità venga affrontata a 360°.

Sia i protagonisti che i personaggi secondari sono davvero ben caratterizzati, hanno una personalità e tratti distintivi molto precisi che creano affezione nel lettore, e lo si capisce dal fatto che a fine libro mi è sembrato di staccarmi da veri amici, con cui avevo condiviso una bellissima e intensa avventura.

Sono rimasta piacevolmente colpita dalla loro umanità, dai loro legami e dai loro difetti, infatti l’autore non li descrive in maniera stereotipata, non sono i classici eroi fantasy perfetti, ma ragazzi molto giovani coinvolti in una missione più grande di loro e di vitale importanza.

Attraverso le pagine iniziamo a conoscerli e passo dopo passo li vedremo crescere in maniera del tutto naturale e mai scontata.

I Domatori

Samas di Sol

  • Nome: Samas
  • Discendenza:
  • Provenienza: Sol – Ignis
  • Capelli: Neri
  • Occhi: Verdi
  • Età: 1/2TK/3062 – 18 anni
  • Domatore: Fuoco
  • Tratti caratteriali: orgoglioso, meticoloso, impulsivo, ostinato
  • Curiosità: odia l’acqua e la neve, soffre il freddo più del normale

Samas è un orfano che porta il nome del Dio del sole, è stato allevato a Sol dal Gran Maestro Yoshiaki ed è cresciuto sentendosi ripetere che il suo grande destino era già stato stabilito. É legatissimo al suo migliore amico Tarau, tanto da considerare lui, Mizu e Tessa come la sua famiglia. Nella missione per recuperare le quattro schegge dell’Aumento ha il ruolo di caposquadra, vuole dimostrare a se stesso e agli altri di essere forte, vorrebbe imporsi come capo, ma spesso non viene ascoltato dagli altri membri del gruppo ed è costretto ad assecondare la volontà dei suoi compagni. Quando dorme riesce a navigare nel sonno: è un’abilità che ci porta indietro tra i suoi ricordi e, grazie ai suoi sogni, possiamo assistere a eventi importanti del passato che ci aiutano a comprendere meglio il personaggio e arricchiscono la trama di particolari fondamentali. Negli anni è diventato molto rigoroso con gli allenamenti, vuole migliorarsi e aumentare le sua abilità da domatore del fuoco, per questo si esercita da solo ogni notte. Ha un carattere particolare, è uno di quei personaggi che si amano o si odiano, senza vie di mezzo. È un ragazzo orgoglioso, che odia dimostrarsi debole, essere un peso o essere compatito, ed è inoltre impulsivo, infatti preferisce risolvere i problemi usando la forza. Durante la missione conosce nuove persone che lo fanno sentir parte di una vera famiglia, ama i suoi amici e darebbe la vita per proteggerli.

Mayra prese posto al suo fianco sullo sgabello alto davanti al bancone, facendo attenzione a non impigliarsi col vestito buono.

«Sono fratello e sorella: è normale che litighino. Anche a me capitava… non spesso, ma capitava.»

Sam alzò le spalle in un “certo.”

«Tu non hai fratelli?» continuò May, cercando di leggere i suoi pensieri. Non era la prima volta che provava a entrare nella mente del ragazzo, ed era difficile, per di più la presenza di un numero così alto di persone nelle strette vicinanze non aiutava a favorire la sua percezione.

Samas scosse il capo, sorpreso. I capelli neri bagnati gli incorniciavano il volto, mettendo in risalto il suo sguardo. Quando manifestava i suoi poteri il verde delle sue iridi si ritirava, lasciando spazio al colore dell’oro fuso che prendeva il sopravvento. La rabbia nel suo sguardo si era dissolta e i suoi occhi erano ritornati al solito verde brillante di una sfumatura inconfondibile.”

Mayra Leveris

Immagine di Antonella @reba_as
  • Nome: Mayra
  • Discendenza: Leveris
  • Provenienza: Jalid- Aer
  • Capelli: bianchi
  • Occhi: celesti
  • Età: 15/4kk/3061 – 19anni
  • Domatore: Aria
  • Tratti caratteriali: intelligente, caparbia, intuitiva, protettiva
  • Curiosità: è una maga

Figlia di Arthur di Ventus e della maga Clearnn, Mayra proviene da Jalid e quando arriva a Sol incanta tutti con la sua bellezza disarmante e il suo fascino magnetico. Negli ultimi anni, dopo l’esilio della sua famiglia, ha vissuto con lo zio, che l’ha aiutata a incrementare e a rafforzare i suoi poteri da domatrice. Non rivela subito ai suoi compagni di essere telepatica e di poter comunicare attraverso la mente, ma le sue capacità saranno utilissime a tutti per percepire le reali intenzioni delle persone che incontreranno durante il tragitto. Inizialmente, al suo arrivo nella capitale di Ignis, nessuno riesce ad avvicinarla o a entrare in empatia con lei, sembra una ragazza distaccata e schiva, contornata da un’aura di mistero. Preferisce stare in compagnia di un libro o passeggiare nella natura, piuttosto che interagire con i suoi coetanei. Ma ben presto capiremo che dietro al suo portamento fiero e alla sua freddezza, si cela una ragazza sensibile, intelligente, intuitiva e qualche volta addirittura materna.

Quando terminò il diluvio era già pomeriggio inoltrato e, infreddoliti e stanchi, s’incamminarono tutti e quattro verso il distretto di Sol. Usciti dalla grotta Tarau e Samas rimasero incantati dalla bellezza della ragazza. La fanciulla, più che muoversi sembrava danzare. Ogni suo movimento era leggiadro e aggraziato. Doveva venire da molto lontano, una bellezza così da quelle parti non era usuale, non sembrava neanche umana. Pelle chiarissima,lunghe trecce argentee che le uscivano dal cappuccio e occhi di ghiaccio.

Mizu Janey Ston

Immagine di Antonella @reba_as
  • Nome: Mizu Janey
  • Discendenza: Ston
  • Provenienza: Kyla- Petram
  • Capelli: rossi
  • Occhi: verdi
  • Età: 28/3Mk/3065 – 15anni
  • Domatore: Acqua
  • Tratti caratteriali: furba, vivace, determinata, coraggiosa, entusiasta
  • Curiosità: odia il buio e la solitudine, è la sorellina di Tarau

Mizu è la più piccola dei quattro domatori e alla loro partenza da Sol ha soltanto 15 anni, ma nonostante la sua giovanissima età risulta la migliore nel padroneggiare il proprio elemento. È grazie al suo forte legame con l’acqua se i protagonisti capiscono da dove iniziare le ricerche per i cristalli perduti. È la figlia minore di Esdrom e Tessa, i signori della valle di Kyla, dal lato materno discende da una famiglia di domitor dell’acqua, (infatti il nome Mizu è molto ricorrente tra i suoi antenati) e la sua ottima padronanza dell’acqua potrebbe derivare dal suo ramo famigliare di domitor. Oltre a essere forte come domatrice, è molto abile nell’uso di arco e frecce, ma non sembra consapevole della sua effettiva potenza. Ha un animo gentile, è sempre amichevole ed entusiasta con tutti e come la maggior parte delle ragazzine della sua età è molto curiosa e vivace. All’inizio del romanzo si dimostra cocciuta e impertinente, infatti fa i capricci come una piccola monella e tiene il broncio quando non ottiene ciò che desidera. Proprio per questo il suo sviluppo è più netto rispetto a quello degli altri personaggi ed è bellissimo vederla crescere in maniera naturale. Non voglio farvi spoiler, vi dico solo che la vedremo cambiare da bambina capricciosa e pesante, che usa la furbizia per cercare di saziare la curiosità infantile, a una ragazza che sa cosa vuole e che impara a usare il proprio fascino per ottenerlo. Litiga spesso con suo fratello maggiore, infatti molte volte i due non si capiscono e Tarau sbaglia i toni e i modi di porsi quando cerca di proteggerla, ma entrambi condividono un amore fraterno molto profondo. Ha un legame molto forte anche con Samas, per lui prova un amore quasi fraterno ed è davvero bello vedere come il domatore del fuoco riesca ad essere dolce e protettivo nei suoi confronti.

Ripensò a Sol, a quando era alla Scuola Rossa e i suoi compagni la prendevano in giro per quei suoi capelli rossi, per le sue lentiggini, per il suo nome, per il fatto che non parlasse. Samas indossava già la veste blu:

«Se avete problemi con lei, prima dovrete vedervela con me!» gridò. E la sua voce allora bastò a squarciare la paura, bastò a farle trovare il coraggio…

«Cos’è, la tua ragazza?»

«Il rosso è il mio colore preferito…» disse Samas partendo all’attacco.

Il ragazzino dai capelli neri e gli occhi verdi afferrò per la tunica Migul, il bullo della sua classe. Ne seguì una terribile rissa, le presero tutti quanti indistintamente, Sama e Mizu inclusi.

«Combatti, qualsiasi cosa succeda, tu combatti» le disse. «Non lasciare che gli altri vincano le tue battaglie. Devi essere forte!» Mizu annuì, Samas le scompigliò i capelli e lei lo abbracciò per la prima volta.

Tarau Ston

  • Nome: Tarau
  • Discendenza: Ston
  • Provenienza: Kyla – Petram
  • Capelli: biondi
  • Occhi: marroni
  • Età: 7/1DK/3061 – 19anni
  • Domatore: Terra
  • Tratti caratteriali: sicuro, fiero, esuberante, spigliato
  • Curiosità: grazie al suo elemento ha una forza fisica fuori dal comune, fratello di Mizu

Capelli biondi, occhi penetranti color nocciola, alto, fisico muscoloso con spalle larghe e braccia forti: lui é Tarau, il bello del gruppo. Mi correggo, é il più bello di tutta Sol. È il compagno di stanza di Samas, i due sono migliori amici ma si considerano fratelli e farebbero di tutto l’uno per l’altro. Tarau é il primogenito degli Ston, i nobili signori della valle di Kyla, ama la sua famiglia e, nonostante i continui litigi con sua sorella Mizu, farebbe di tutto per proteggerla. Oltre a custodire il potere della terra, possiede una forza fisica fuori dal comune, che tornerà utile durante la missione. Sicuro di sé, fiero, a volte esuberante, grazie alla sua bellezza è stato soprannominato “il bronzo” dalle ragazzine delle scuole inferiori e, consapevole del suo fascino, fa il cascamorto con tutte le belle ragazze che incontra, senza nessuna eccezione. Però non fatevi ingannare, dietro alla sua fierezza si nasconde un bravo ragazzo, che si rende sempre utile e che in futuro vorrebbe far parte della guardia speciale del corpo militare.

Si diressero a Kyla. Ritornare in quelle terre fu per Tarau un tuffo nel passato, un passato che credeva di non ricordare. Quando giunse al portale di ingresso della valle imbiancata ebbe come un fremito all’altezza dello stomaco. A Tarau sembrò di scorgere un giovane sé stesso tra le colline innevate a caccia con il padre. Immaginò l’ultimo sole del giorno riflettersi nell’oro del fermaglio cruciforme appuntato al petto, simbolo della sua antica casata, posto lì a chiudere il caldo mantello. Immaginò gli stivali e i pesanti guanti di cuoio nero. Si immaginò richiamare un falco al suo braccio, stringendo con l’altra mano le redini del suo stallone imponente. Sovrappose la sua immagine a quella che aveva conservato di suo padre « tutto quelli che vedi, Tarau, sarà tuo» gli aveva detto Esdrom. «La valle sarà tua.» Il ricordo svanì, l’immagine sfocò ma non la voce. « Qualsiasi cosa succederà, proteggi tua sorella, tua madre, la famiglia! Sei forte come la roccia! Sei uno Ston! Sei mio figlio e questo nulla potrà mai cancellarlo, Questa sarà sempre casa tua.»Tarau dischiuse gli occhi umidi. La valle si riempiva degli ultimi colori del giorno, quel tramonto gli apparve come quanto di più bello avesse mai visto da tempo.

I Compagni dei domatori

Krista Mejihal

Immagine di Antonella @reba_as
  • Nome: Krista
  • Discendenza: Mejihal
  • Provenienza: Jalid – Aer
  • Capelli: neri
  • Occhi: neri
  • Età: 18 anni
  • Domatore: Ghiaccio
  • Tratti caratteriali: intelligente, coraggiosa,buona, sensibile

È l’unica discendente rimasta della casa Mejihal ed è l’ultima componente della resistenza di Jalid . Era la migliore amica di Mayra, prima che questa partisse per Sol. Riesce a controllare e a modificare il ghiaccio, dando vita a titani ghiacciati, che risultano ottime armi da difesa e da attacco. È una ragazza intelligente, coraggiosa e buona, con un vissuto difficile alle spalle ma che, nonostante tutto, non ha perso la voglia di vivere e di combattere per ciò in cui crede. Ho trovato in Krista un bellissimo personaggio e alcune sue scene mi hanno donato una carica emotiva davvero incredibile.

Ryan di Yokan

  • Nome: Ryan
  • Discendenza:
  • Provenienza: Yokan – Ignis
  • Capelli: neri
  • Occhi: blu
  • Età: 18 anni
  • Domatore: Cerusico
  • Tratti caratteriali: buono, altruista, razionale, disponibile

La sua prima famiglia l’ha allevato nelle terre tuagher del deserto ma, ancora bambino, é stato adottato come nipote da Rether che l’ha cresciuto a Yokan insieme ai suoi figli. Ha un animo buono, si prende cura di chiunque lo circondi, in particolare della piccola Mizu, ha un modo di fare gentile e grazie alle sue abilità di guaritore aiuta tutti i membri del gruppo. Ha i capelli neri e gli occhi blu, della stessa sfumatura del mare in tempesta. È un personaggio generoso, disponibile e altruista, il classico bravo ragazzo e per questo può risultare noioso. Fortunatamente é anche razionale e il suo autocontrollo lo aiuterà moltissimo.

Megara Krux

Immagine di Antonella @reba_as
  • Nome: Megara
  • Discendenza: Krux
  • Provenienza: Trub
  • Capelli: neri
  • Occhi: neri
  • Età: 21 anni
  • Domatore: Ferro
  • Tratti caratteriali: carismatica, caparbia, leale, sensuale

È la protettrice delle Terre al Confine, viene da Trub e discende dalla famiglia Krux. Bella, sensuale e magnetica, sa come sfruttare il suo fascino e la sua intelligenza per ottenere tutto ciò che desidera. È descritta come una giovane donna con lunghi e ricci capelli scuri, grandi occhi neri e pelle color miele. Sa controllare gli oggetti metallici come spade e scudi ed è la prima donna a vincere il torneo di Flamma. É la promessa sposa del re e sa essere tanto dolce quanto brutale a seconda della persona che si trova davanti.

Salem Growen

  • Nome: Salem
  • Discendenza: Growen
  • Provenienza: Kesar
  • Capelli: neri
  • Occhi: neri
  • Età: 8 anni
  • Tratti caratteriali: timido, riservato, intelligente

È il piccolo del gruppo, viene presentato come un bambino timido, con lunghi capelli neri che gli coprono quasi del tutto gli occhi. Discende e prende il nome da Salem Growen, l’ultimo e valoroso domatore dell’aria. É il figlio del capo della resistenza di Kesar e i domatori hanno accettato di accompagnarlo ai confini delle Terre del Fuoco dove si trova suo padre. Sua nonna é una veggente e fa una profezia ai quattro protagonisti, che lo sia anche lui?

Per un amico perso, un nemico guadagnerete.

Non quattro ma cinque ne attraverserete.

Il tesoro più grande dovrete scortare.

E quando tutto sembrerà finire, una scelta terribile dovrà avvenire.

Questi sono i domatori e i loro compagni di avventura, personalmente non vedo l’ora di conoscerli meglio e di vederli crescere nei prossimi romanzi.

Scusate per la lunghezza dell’articolo ma c’erano davvero molte cose da dire.

Vi ricordo che il libro è già disponibile su Amazon unlimited e potete ordinare la vostra copia cartacea cliccando QUI .

Volevo ringraziare l’autore e gli editori per avermi dato la possibilità di leggere il romanzo in anteprima e per la pazienza e disponibilità mostrate verso noi lettori.

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