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Swan. Il chitarrista spagnolo – Presentazione

Buongiorno cari lettori, siamo già a marzo? Febbraio passa sempre troppo veloce!
Ma torniamo a noi, oggi voglio segnalarvi una graphic novel uscita pochi giorni fa per Coconino Press, intitolata Swan II – Il chitarrista spagnolo, del noto cartonista Néjib.

Titolo: Swan. Il chitarrista spagnolo (Vol. 2)

Autore: Nejib

Editore: Coconino Press

N.Pagine: 160

Genere: Graphic Novel

Trama


Parigi 1859. Dopo aver tagliato i capelli e indossato abiti da uomo, la pittrice americana Swan è riuscita a farsi ammettere all’Accademia di Belle Arti. Ma il suo talento suscita gelosie e violente passioni, mentre affiorano torbidi dettagli sul suo passato… Nella seconda parte del romanzo storico di Néjib si moltiplicano gli enigmi e i colpi di scena. Le vicende di Swan si intrecciano con le vite di grandi artisti, da Degas a Manet, per raccontare l’avventura degli Impressionisti e la storia di una giovane donna che lotta per affermarsi in un mondo ferocemente maschilista.


Nel primo volume, “Il bevitore di assenzio”, i lettori incontrano i fratelli Swan e Scottie Manderley, due newyorkesi appena approdati a Parigi. La giovane Swan ha un sogno: diventare un’artista affermata, ma nella città di Degas, Manet e di tanti aspiranti pittori la competizione è feroce, soprattutto se sei donna e vivi nella seconda metà dell’800. Ma la talentuosa protagonista è disposta a tutto pur di realizzare il suo sogno e
minaccia il fratello di rivelare a tutti il suo amore proibito se non la lascerà libera di inseguire le sue ambizioni. Inoltre, pur di entrare nella Scuola nazionale superiore di Belle Arti di Parigi, si taglia i capelli e indossa abiti maschili. La determinazione, la passione e il talento di Swan vengono ripagati, e alla fine del primo volume viene accettata nella prestigiosa scuola parigina.

Nel volume in uscita oggi, “Swan II – Il chitarrista spagnolo” riprendiamo le avventure dei fratelli Manderley: Swan è sempre più talentuosa e suscita gelosie nei suoi compagni, mentre Scottie trova sollievo nella vita a contatto con la natura e con la pittura en plein air. La protagonista continuerà la sua lotta contro il maschilismo del tempo e farà di tutto perché il suo talento non venga soffocato dagli ideali della sua epoca. Le vicende della coraggiosa e tormentata artista e di suo fratello Scottie si intrecciano con le vite e le opere dei grandi pittori del secondo Ottocento, da Degas a Manet, da Monet a Pissarro, continuando una storia di passione ed emancipazione, che ha sullo sfondo l’avventura artistica e umana degli Impressionisti.

La storia di Néjib parla di pittura e pittori, lezioni e gelosie, rivalità e apprendimento, ma si occupa anche di temi molto attuali e moderni come femminismo, emancipazione e omosessualità. Ho apprezzato il coraggio, la forza e il carattere della protagonista, anche se non appoggio alcuni metodi usati per raggiungere i suoi obiettivi.

Le graphic novel su Swan non sono soltanto dei romanzi grafici storici, ma affrontano una profonda analisi psicologica dei personaggi alle prese con i propri sogni e con il crollo delle proprie illusioni, che li porteranno ad una veloce crescita personale, obbligandoli ad affrontare la cruda realtà.

Ho apprezzato molto le scelte cromatiche delle tavole, con una prevalenza di colori cupi e con tonalità aspre, che mostrano la spietata realtà della Parigi del 1800, piena di sfide e minacce a cui si legano e intrecciano le angosce e le insicurezze dei due fratelli Manderley.

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Néjib nasce nel 1976 in Tunisia, dove vive fino ai dieci anni. Lì divora le avventure di Spirou per poi scoprire in Francia il fumetto “adulto” tramite autori come Moebius e Tardi. Frequentatore assiduo della biblioteca di Saint-Cloud, gli capita di scovare un esemplare di Métal Hurlant nelle bancarelle di libri usati sul lungo Senna. Qualche anno dopo è ammesso all’École nationale supérieure des arts décoratifs di Parigi; in questo periodo si allontana del tutto dal fumetto… per tornarvi in seguito con più trasporto grazie alla lettura di Persepolis di Marjane Satrapi e di Ogres, di David B. e Christophe Blain. La sua carriera professionale comincia facendo fallire due start up, quindi lavora nell’editoria per una decina d’anni e poi diventa direttore artistico della casa editrice Casterman. In parallelo pubblica diversi libri per bambini (L’abécédaire zoométrique, Rond, Triangle, Carré) e nel 2012 firma il suo primo fumetto, Haddon Hall: Quand David inventa Bowie. Appassionato d’arte e di arti visive a 360 gradi – disegno, pittura, fumetto, fotografia – ha sempre al centro delle proprie riflessioni il ruolo e la potenza delle immagini. Con Stupor Mundi conferma il suo notevole talento narrativo e la sua raffinatezza grafica.

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Pumpinkheads – Recensione

Buongiorno cari lettori, oggi voglio parlarvi di una dolcissima graphic novel, dopotutto è appena passato San Valentino e c’è ancora una nota d’amore nell’aria.

Pumpinkheads di Rainbow Rowell e Faith Erin Hicks è stato pubblicato in Italia da Mondadori Oscar INK, che ringrazio moltissimo (in particolare Alfonso) per avermi mandato una copia omaggio.

Titolo: Pumpinkheads

Autore: Rainbow Rowell e Faith Erin Hicks (vignettista)

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Ink

N.Pagine: 224

Genere: Graphic Novel

Trama


Josiah è pronto a passare tutta la notte crogiolandosi nella malinconia (è un tipo malinconico). Ma Deja ha un piano: e se, invece che deprimersi, e invece della solita zuppa di fagioli alla Casetta del Mais e Fagioli, facessero il botto? Potrebbero visitare tutti gli stand della fiera. Assaggiare tutto. E forse Josiah potrebbe perfino parlare con quella ragazza carina su cui fantastica da tre anni…


Cosa ne penso

Josiah e Deja sono due ragazzi all’ultimo anno di liceo e hanno la consapevolezza che non potranno più passare la serata di Halloween come hanno sempre fatto negli ultimi anni: lavorando alla Casetta del Mais e Fagioli della Fiera Autunnale del Campo di Zucche. Il prossimo anno i due protagonisti andranno al college e sanno che la loro vita verrà stravolta da cambiamenti e, per questo, decidono di godersi la serata al meglio, cercando di visitare ogni stand della fiera, assaggiando ogni prodotto tipico, e chissà, magari Josiah troverà il coraggio di parlare con la ragazza per cui ha una cotta da vari anni.

La storia narrata nella graphic novel dura una sola sera, ma segna un passaggio importante per i due ragazzi e, forse, l’inizio di qualcosa di magico. Le autrici in poco più di 200 pagine, riescono a delineare e a farci conoscere le caratteristiche e le sfumature di Josiah e Deja, il primo è timido, riservato, malinconico e taciturno, mentre la seconda è ironica, radiosa, sicura di sé e piace praticamente a tutti; sono due personaggi con caratteristiche opposte e probabilmente si trovano bene anche per questo.

Accompagneremo i due protagonisti per tutto il campo, alla ricerca della ragazza per cui Josiah prova dei sentimenti ma le serata diventerà presto movimentata, fino a trasformarsi in una vera e propria avventura, con meravigliose atmosfere autunnali.

Ho apprezzato moltissimo come l’autrice sia riuscita a celare fino all’ultimo le sue vere intenzioni, riuscendo a sorprendere il lettore con un finale di una dolcezza estrema.

Il punto forte della graphic novel sono sicuramente i disegni: ogni tavola trasuda di autunno e i colori predominanti sono l’arancione, il rosso, il giallo, il marrone e l’ azzurro. I personaggi sono disegnati con un tratto dolce ma nitido, e l’intero volume è suddiviso in brevi capitoli, simili ad atti di un’opera teatrale, che rendono la lettura ancora più piacevole.

🎃🎃🎃

Pumpinkheads è un racconto ricco di tenerezza, dolcezza e riflessioni, potrei definirlo come “il racconto della porta accanto”, una storia semplice e vera, che potrebbe capitare a chiunque di noi.

Rainbow Rowell: laureata in giornalismo, dal 1995 al 2012 ha curato una rubrica di costume e cultura pop sull’«Omaha World-Herald», per poi dedicarsi interamente alla narrativa. È autrice di numerosi romanzi di successo tra cui, per il pubblico young adult, Eleanor & Park, Fangirl, Ti chiamo sul fisso e Per l’@more basta un clic, oltre alla serie “Simon Snow”, popolata di vampiri innamorati e ragazzi dalle ali di drago. Per adulti ha invece scritto Attachments e Landline. Ha esordito nel mondo del fumetto come autrice per la serie Marvel “Runaways”, che scrive dal 2017. Pumpkinheads è il suo primo graphic novel. Rainbow vive e scrive a Omaha, Nebraska, dove ci sono i migliori campi di zucche del mondo.

Faith Erin Hicks: Scrittrice, animatrice e artista, vive a Vancouver, Canada. Si è fatta notare con la serie webcomic “Demonology 101”, pubblicata tra il 1999 e il 2004, e con il graphic novel Zombies Calling (2007). Tra i suoi lavori, la “Trilogia della Città senza Nome” (il cui terzo volume ha vinto l’Eisner come Miglior Libro per Bambini), Friends with Boys, The Last of Us: American Dreams (con Neil Druckmann), Nothing Can Possibly Go Wrong (con Prudence Shen), The Adventures of Superhero Girl (premio Eisner come Miglior Libro per Bambini) e il romanzo young adult Comics Will Break Your Heart.

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Cheshire Crossing – Review Party

Eccomi tornata con il secondo articolo del giorno, ora voglio parlarvi di una graphic novel che uscirà domani 17 novembre per la Mondadori.

Non so se l’avete notato ma, ultimamente, mi sono appassionata sempre di più alle graphic novel ed oggi, grazie a Milena di @timelesshopefulreader e alla Mondadori vi parlerò di Cheshire Crossing, un delizioso romanzo grafico, che vede come protagoniste Alice, Dorothy e Wendy. Eh si, proprio come il libro di cui vi ho parlato prima 😊.

Voglio ringraziare nuovamente Milena e la Mondadori per la bellissima opportunità.

Titolo: Cheshire Crossing

Autore: Andy Weir

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Ink

N.Pagine: 128

Genere: Graphic novel

Trama


Sono passati anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno compiuto i loro favolosi viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e sull’Isola-che-non-c’è. Ora eccole qui, ormai adolescenti, a Cheshire Crossing: una scuola molto speciale dove impareranno a gestire le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici. Ma proprio non sanno starsene buone buone sedute al banco, e iniziano di nuovo ad attraversare le dimensioni, lasciandosi dietro una scia di caos completo. E se fosse solo un po’ di confusione il problema, poco male. Il fatto è che, senza volerlo, fanno incontrare la malvagia Strega dell’Ovest e Capitan Uncino, unito ora in una coppia davvero diabolica. Per fermarli le tre ragazze dovranno fare ricorso a tutti i loro poteri e mettere insieme una squadra di improbabili alleati da tutto il multiverso! “Cheshire Crossing” è un viaggio vertiginoso, divertente e sconfinato attraverso i classici della letteratura e i loro mondi fantastici come non avete mai osato immaginarli.


Cosa ne penso

Wendy, Alice e Dorothy: cos’hanno in comune i tre personaggi? Le ragazze, oltre ad essere famosissime ed amate dalla maggior parte dei lettori, hanno vissuto esperienze incredibili in mondi magici, dove la fantasia e l’immaginazione regnano sovrane.

Nella graphic novel le ritroviamo anni dopo i fatti avvenuti nei libri, ormai sono adolescenti con ideali e caratteri forti. Sono cresciute, però, trascinandosi dietro l’etichetta di psicosi dissociativa e vengono viste come soggetti che usano la dissociazione come meccanismo di difesa in maniera involontaria: una è convinta di arrivare da un’isola sperduta che non esiste su nessuna mappa, in cui si può arrivare seguendo le stelle, la seconda batte i tacchi delle scarpe e le terza dice di attraversare gli specchi. Nessun adulto ha mai creduto alle storie, e questo delinea un altro punto che hanno in comune, infatti, le loro famiglie le spediscono a Cheshire Crossing, l’istituto di ricerca guidato dal dottor Rutherford.

Dimenticatevi le dolci e coraggiose bambine che abbiamo conosciuto all’interno dei libri, perché la loro personalità si è evoluta in base alle pressioni ricevute dalle famiglie, che invece di supportarle ed aiutarle, le hanno lasciate in balia di vari istituti, dando anche consenso a pratiche pesantissime e poco ortodosse.

Wendy non è più la ragazzina bisognosa dell’aiuto di Peter Pan, ora è forte, consapevole di sé. Alice è diventata una ragazza che non ha più paura di niente, chiusa in sé stessa, possiede una lingua tagliente e un atteggiamento da snob. Dorothy è diventata più riflessiva e determinata.

Ovviamente la mia preferita è Wendy Darling, che viene rappresentata con i capelli corti e con un vestiario nettamente diverso dalla camicia da notte della sua infanzia, legata ai sogni ad occhi aperti e alle fiabe. Ora Wendy indossa pantaloni e maneggia coltelli. Penso che l’autore e l’illustratrice abbiano fatto un brillante lavoro con lei, i disegni rispecchiano alla perfezione la Wendy adolescente e creano un forte distacco dal personaggio realizzato da Barrie.

Le tre, nella geniale idea di Andy Weir, sono compagne di stanza e condivideranno con noi le loro esperienze accadute dopo i racconti che le vedono come protagoniste. L’autore ci sbalzerà da un mondo all’altro, riportandoci sull’Isolachenoncè, ad Oz e alla corte della Regina di Cuori. Insieme a Wendy, Alice e Dorothy ritroveremo molti personaggi che abbiamo conosciuto nelle storie originali, e Weir è stato abilissimo a delinearli in una veste più umana e sensibile.

Il ritmo è incalzante e la storia non ha un attimo di quiete: è ricca di azioni e vicende magiche di ogni tipo, annoiarsi è praticamente impossibile. L’unica pecca è che in mezzo a tutta l’azione, si crea un po’ di confusione generale.

I dialoghi sono ben strutturati e a tratti risultano divertenti, ma la caratteristica migliore di tutto il fumetto sono le tavole. Non conoscevo l’illustratrice Sarah Andersen ma voglio assolutamente recuperare altre sue opere; i suoi disegni sono coloratissimi e dettagliati, ricchi di sfumature calde, che rendono ogni tavola d’impatto.

Secondo me la coppia Andy Weir – Sarah Andersen è promossa a pieni voti e non vedo l’ora di scoprire se ci sarà un seguito della graphic novel.

Consiglio il romanzo grafico a tutti gli amanti delle fiabe e della magia.

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Timeless hopeful reader
Un altro Bookblog
La libreria di Ophelia 
Sfumature e sogni d’inchiostro 
With Fire and books 
Semplicemente leggo 
Vivo attraverso i libri 
Andre iread 
Claudia d’Urso 
Hikarisshelf 

Andy Weir (Davis, California, 1972) è cresciuto leggendo i classici della fantascienza. A quindici anni ha iniziato a lavorare come programmatore (tra l’altro, per il videogioco Warcraft 2) e dal 1992 si è dedicato anche alla scrittura, pubblicando le sue opere su internet. Nel 2011 è diventato celebre per il bestseller L’uomo di Marte, da cui Ridley Scott ha tratto il film Sopravvissuto – The Martian con Matt Damon. Nel 2017 è uscito Artemis – La prima città sulla Luna, di cui sono già stati acquistati i diritti cinematografici.

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Il Principe d’Acciaio – Review party

Buongiorno amici lettori,
la mia prima recensione di novembre ha come protagonista Il Principe d’Acciaio, la nuova graphic novel edita Mondadori.

Tutti noi conosciamo Victoria Schwab per la trilogia Shades of Magic, ma oggi voglio presentarvi la sua prima graphic novel creata in collaborazione con il disegnatore italiano Andrea Olimpieri e la colorista Enrica Eren Angiolini.

Ringrazio subito Alessandra di @alessandra_nekkina93_72 e la Mondadori per aver organizzato questo Review Party, dandomi la possibilità di leggere la graphic novel in anteprima.

Il Principe d’Acciaio sarà acquistabile da domani martedì 3 novembre, e sarà il primo volume di una serie di fumetti.

Titolo: Il principe d’acciaio. Shades of magic. 1

Autore: Victoria Schwab

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Ink

N.Pagine: 128

Genere: Graphic novel

Trama


Prima di diventare re della Londra Rossa e padre adottivo di Kell, Maxim Maresh era un principe arrogante, inviato dal padre sulla costa di Verose, a “farsi le unghie” in una città ingestibile e violenta. In questo scenario senza legge, Maxim incontra una disordinata banda di soldati, ma soprattutto la regina di pirati appena tornata, Arisa…


Cosa ne penso

La trilogia di Shades of Magic è giunta al termine ormai da qualche mese, ma per ampliare e approfondire i retroscena dei suoi romanzi, l’autrice ha arricchito il suo universo magico con un prequel fatto a fumetto.

Il Principe d’Acciaio è la prima graphic novel di Victoria Schwab, che propone ai suoi lettori il medesimo mondo dei libri, ma con protagonisti differenti; infatti, in questa serie illustrata seguiremo le vicende e approfondiremo il personaggio di Maxim Maresh, padre dei protagonisti dei romanzi.

La storia si apre a Londra, con delle tavole che ritraggono il litigio tra il principe e suo padre, re Nokia Maresh. Il lettore si accorge subito che Maxim è un giovane principe altamente visionario e arrogante, speranzoso di poter ricongiungere il suo regno con gli altri mondi. Il tema principale della discussione è proprio l’atteggiamento altruista di Maxim, che viene esortato dal padre ad occuparsi solo ed esclusivamente del suo regno e, per dissuaderlo e distaccarlo dalle sue idee rivoluzionarie, viene spedito in missione a Verose.

Verose è una provincia portuale esterna alla Capitale, un luogo intriso di magia oscura e terrore, in cui la regina pirata Arisa piega tutti al suo volere. In questo ambiente violento e tetro conosceremo Isra, giovane membro della guardia reale, donna forte ed emancipata che, però, nasconde un passato oscuro e misterioso.

Maxim è il classico principe arrogante e spavaldo, ricco e viziato, che diventa umile e trae insegnamenti da situazioni difficili e pericolose. Isra è una guerriera impareggiabile, che ha forgiato il suo coraggio tramite le avversità della vita; all’inizio può sembrare fredda e distaccata, ma la Schwab pone le basi per renderla un ottimo personaggio, che probabilmente diventerà il preferito di molti lettori. Il terzo personaggio che approfondiamo maggiormente è Arisa, la terribile regina pirata, nonché la perfetta e standardizzata cattiva, senza sfumature grigie o bianche. Ho trovato Isra l’unico personaggio ben caratterizzato e poco convenzionale, ma sono convita che l’autrice abbia voluto disegnare Maxim come un protagonista privo di originalità per poter caratterizzare meglio il suo percorso e la sua storia durante i prossimi volumi.

La graphic novel si legge in poco più di un’ora, infatti contiene parecchie scene d’azione che rendono il ritmo molto scorrevole.

Lo stile grafico non mi ha convinta del tutto: ammetto di non essere un’esperta di illustrazioni, ma ho trovato molte scene confusionarie e, in alcuni momenti, ho guardato i disegni più volte per capire esattamente cosa stesse succedendo. Soprattutto le scene di lotta sono poco definite e molto caotiche.

Ho apprezzato moltissimo i colori, soprattutto il blu, il giallo e il rosso (con le relative sfumature), che illuminano ogni tavola e la rendono leggermente più nitida. Mi è piaciuto il netto contrasto tra le tavole prive di magia, che appaiono con colori più spenti e cupi, rispetto ai disegni in cui è presente, che sono rappresentati con sfumature vivaci e brillanti.

Ovviamente, la storia della graphic novel non è intensa e adrenalinica come i romanzi, ma penso sia stata un’ottima mossa per ampliare e articolare meglio un mondo che tutti amiamo. Nonostante la storia sia pensata come ad un prequel, funziona benissimo anche da sola e può essere apprezzata anche da coloro che non hanno mai letto i libri di Shades of Magic.

Combattete come un principe.
Come se le armi fossero fatte di legno.
Come se nessuno potesse mai farvi del male.
Ma qui non siamo a Londra, altezza.

Il Review Party è appena iniziato e vi lascio tutte le date e i blog che partecipano all’evento insieme a me:

01/11Semplicemente leggo
02/11Sogni e Sfumature d’Inchiostro
03/11Alessandra nekkina 9372
04/11Andre Iread
05/11Books, words and ink

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Victoria “V. E.” Schwab è l’autrice di oltre venti libri, tra cui l’acclamata serie Shades of Magic e la trilogia Cassidy Blake, di prossima pubblicazione in Oscar Fantastica. I suoi romanzi sono tradotti in tutto il mondo e sono stati opzionati per il cinema e la televisione. Quando non si aggira per i vicoli di Parigi o non arranca su e giù per le colline inglesi, vive a Edimburgo, in Scozia, ed è in genere accoccolata nell’angolo di una caffetteria, intenta a sognare mostri.

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Creepshow – Review Party

Buongiorno cari lettori,
siete pronti per dolcetto o scherzetto? Halloween si avvicina e io vi propongo una lettura perfettamente horror con l’aggiunta di qualche risata, che non guasta mai in nessun periodo dell’anno.
Pronti? 💀🕸🎃

Tutti noi conosciamo il grande Stephen King come scrittore di romanzi soprannaturali, fantascienza, thriller, horror e fantasy, molti dei quali sono stati adattati a pellicole cinematografiche, serie TV e fumetti. Oggi, grazie alla Mondadori, parleremo di quest’ultima categoria, perché è finalmente uscito in tutte le librerie Creepshow: una graphic novel pubblicata nel 1982, basata sull’omonimo film, uscito nello stesso anno.

Voglio subito ringraziare Claudia di @living_throughbooks e la Mondadori per avermi dato la possibilità di leggere in italiano questo grande fumetto classico.

Titolo: Creepshow

Autore: Stephen King

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Ink

N.Pagine: 64

Genere: Graphic novel

Trama


Classico di culto dell’horror anni ’80, “Creepshow” è al tempo stesso un appassionato omaggio alla tradizione dei fumetti EC Comics e il vero archetipo della serie tv Stranger Things. Se il film omonimo del 1982 è stato diretto da George A. Romero, questo albo a fumetti è stato disegnato da Bernie Wrightson, gigante dell’illustrazione horror e artefice – fra le infinite imprese artistiche – di un indimenticabile Frankenstein in forma di fumetto e di romanzo illustrato. Ma su tutto e tutti troneggia la scrittura di Stephen King, autore delle cinque storie raccolte in Creepshow nonché burattinaio di alcune fra le più inquietanti e angosciose vicende narrative della letteratura d’ogni tempo.


Cosa ne penso

Come ho già anticipato, Creepshow è una graphic novel basata sul film diretto da George Romero e scritto da Stephen King nel 1982. La pellicola è composta da cinque cortometraggi: due scritti in precedenza da King, mentre gli altri tre sono stati creati appositamente per il film. Il fumetto è stato disegnato da Bernie Wrightson insieme a Michele Wrightson, mentre la copertina è a cura di Jack Kamen.
L’opera si basa sui cinque episodi proposti sul grande schermo.

Le storie di King sono crude e angoscianti, ma per la rappresentazione a fumetto dobbiamo ringraziare la sua controparte grafica: Bernie Wrightson, che ha arricchito e reso il tutto più terrificante con le sue linee nette e i soggetti oscuri.
Le tavole di Creepshow sembrano direttamente uscite da un fumetto classico anni 50 ma in versione horror, i disegni sono vintage e le storie rappresentano il perfetto mix di paura e risate.

La graphic novel è caratterizzata da colori primari brillanti e da una palette generale di tinte molto accese, nettamente in contrasto con il tema horror, ma perfettamente in linea con lo stile fumettistico degli anni 50 a cui i vari artisti vogliono rendere omaggio.

L’unico difetto è che dura troppo poco, la graphic novel è composta da sole 62 pagine e la lettura finisce in un’oretta o poco più. Le storie sono tutte molto godibili e sono adatte anche ai più paurosi, in quanto la parte comica alleggerisce le tavole più spaventose, che potrebbero dar fastidio alle persone più sensibili.

Le storie:

  • Father’s Day – La festa del papà
  • The Lonesome Death of Jordy Verrill ( basato sul racconto ” Weeds “, che fu pubblicato per la prima volta nel 1976) – La morte solitaria di Jordy Verrill
  • The Crate (tratto dal racconto ” The Crate “, pubblicato nel 1979) – La cassa
  • Something to tide you over – Di mare in peggio
  • They’re creeping up on you! – Ti infestano

Il primo personaggio che incontriamo è Zio Creepy, il nostro Virgilio horror (Dante ti prego perdonami per il paragone cringe) che ci accompagnerà lungo tutto il viaggio all’interno del Creepshow.
Zio C. è un personaggio all’apparenza spaventoso ma con la battuta sempre pronta, il suo compito è quello di introdurre il lettore nelle varie storie, presentando i personaggi, e commentando le azioni più salienti, e all’epilogo finale.

Non riuscite ad immaginarvi Zio Creepy?
Eccovi accontentati:

Beh, c’è da dire che soltanto due geni come King e Wrightson potevano rendere un’essere tanto brutto quanto adorabile.

La prima tappa del nostro viaggio comico – horror ci porta all’interno di una bizzarra famiglia, in cui asti e omicidi sono il tema della conversazione iniziale. Alla fine di questo racconto posso assicurarvi che non avrete più la stessa visione delle torte decorate.

Il secondo episodio è il mio preferito, ci troviamo in una vecchia fattoria insieme al miserabile, sfortunato e ipocondriaco Jordy Verrill. Grazie a questa vicenda non toccherò mai più una zolletta di muschio.. ahhhh che schifo.
(Ammetto di essere un po’ ipocondriaca anche io)

La terza storia parla di una cassa vecchissima e del suo osceno contenuto. Le morali? Chi la fa l’aspetti e state attenti ai seminterrati e alle scatole chiuse da secoli.

Nella quarta parte troviamo un marito sadico a cui piace scavare buche nella sabbia, ma non per cercare degli antichi tesori… Dovrebbe stare attento, perché il karma è subito dietro l’angolo.

Eccoci arrivati alla quinta ed ultima vicenda. Gli autori si sono tenuti un bel finale, che farà accapponare la pelle alle persone che non sopportano gli insetti. Attenti, dopo aver visto così tante schifezze la vostra immaginazione potrebbe giocarvi brutti scherzi, soprattutto di notte, in cui potreste sentire qualche insetto camminare sotto le coperte. Sono bravi a nascondersi dappertutto.

Eh eh, solo lui e la Mondadori sanno la risposta

Dolcetto o scherzetto? Attenti a non sbagliare, perché soltanto Zio Creepy conosce la risposta esatta e ciò che si cela dietro alla risposta sbagliata. Buon Halloween lettori, leggete Creepshow e amate Zio C.

Scherzi a parte, i creatori hanno fatto davvero un ottimo lavoro e penso che questa graphic novel possa piacere davvero a tutti.

L’evento non finisce qui, eccovi tutte le date e i blog che mi hanno accompagnata in questo terrificante viaggio:

26/10La libreria di Ophelia e Fire and books

27/10Sfumature e Sogni d’Inchiostro e Vivoattraversoilibri

28/10 –  Letture in salotto 

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Stephen King (Portland, Maine, 1947), universalmente riconosciuto come il “re del brivido”, vive e lavora nel Maine; Le sue storie da incubo sono bestsellers clamorosi in tutto il mondo e sono stati portati sullo schermo da registi famosi come Stanley Kubrick, Brian de Palma e Rob Reiner.

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Le Black Holes – Recensione

Titolo: Le Black Holes

Autore: Borja Gonzalez

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Ink

N.Pagine: 128

Genere: Graphic Novel

Trama


Nella meraviglia onirica di una palette cromatica inconfondibile, due storie parallele si intrecciano e inseguono in un racconto di sogni e desideri giovanili. 1856: Teresa, giovane aristocratica, è più interessata a scrivere poesie horror d’avanguardia che a fare un buon matrimonio. 2016: tre adolescenti stanno mettendo su un gruppo punk chiamato Le Black Holes. Hanno tutto ciò che serve: look, grinta, istinto… e una totale mancanza di talento musicale. Non appena iniziano a provare, però, strani eventi si manifestano. Il loro mondo e quello di Teresa collidono, e le tre ragazze vengono inseguite dall’eco di qualcosa che è successo 160 anni prima.


 

Buongiorno Sognalettori,

la Oscar Vault mi ha dato la possibilità di leggere in anteprima le Black Holes di Borja Gonzalez, una graphic novel pubblicata il 19 maggio.

Aspettavo da tempo questa uscita, ero molto attratta dalle particolarissime tavole mostrateci dal profilo Instagram della casa editrice ed ero davvero interessata ai colori e allo stile dell’autore.

La trama oscilla tra due periodi temporali lontani, facilmente distinguibili grazie alla diversa rappresentazione dei colori:

  • il presente è raffigurato con un bianco e nero molto particolare, dove una determinata tonalità di verde sostituisce il grigio
  • il passato è colorato con sfumature molto accese di arancione, grigio, nero, giallo e verde, che catturano e conquistano l’occhio del lettore.

L’alternanza di due archi temporali è interessante e facilita una narrazione che passa dalla fantasia alla realtà e dagli obblighi alla serenità.

  • Nel 1856 troviamo Teresa, una giovane aristocratica che si sta preparando al suo debutto in società per trovare un marito. Non è la classica ragazza benestante ma una grandissima sognatrice, con una brillante immaginazione che le permette di inventare storie originali e spaventose di fantasmi, mostri e alieni, non proprio adeguate alla mentalità del periodo. Inoltre è l’unica di quattro sorelle che non porta il nome di un fiore e per questo si sente diversa.
  • Nel 2016 seguiamo la storia di tre amiche, Gloria, Laura e Cristina, che decidono di formare un gruppo punk, ma nessuna delle tre sa suonare e sono tutte prive di talento musicale. Tra le ragazze risalta Laura che, proprio come Teresa, si sente incompresa, fuori tempo e ogni giorno indossa diversi e insoliti costumi. Teresa e Laura sono legate, la prima ha una mente troppo innovativa e vorrebbe vivere nel futuro, libera e indipendente. La seconda vorrebbe vivere nel passato e usa i suoi costumi nel tentativo costante di trovare sé stessa.

Ovviamente le due epoche e i destini delle ragazze sono connessi e in qualche modo si intrecceranno grazie a un lago incantato che permette viaggi nel tempo.

Cosa ne penso?

Le premesse per una graphic novel promettente e interessante c’erano tutte, peccato che, a parer mio, la trama risulta confusionaria e i personaggi appaiono poco profondi, e per questo non sono riuscita a empatizzare con loro. I dialoghi sono spesso insensati o scarni e aumentano le perplessità nel lettore, che non riesce a trovare una vera logica nella trama ingarbugliata. Ho provato a leggere la graphic novel una seconda volta, cercando di unire meglio i puntini, con la speranza di essermi persa un passaggio chiave, utile per capire la storia. La seconda lettura mi ha fatto notare la presenza di alcuni elementi ricorrenti, di alcuni luoghi specifici e di un particolare oggetto magico (infatti le Black Holes non è soltanto il nome della band punk delle ragazze), ma purtroppo non ho trovato un senso o una spiegazione logica della trama.

Questa mia mancanza nel comprendere il filo logico, mi ha convinta a confrontarmi con altre ragazze che, come me, avevano ricevuto le Black Holes in anteprima. È stato bello cercare una spiegazione tutte insieme, analizzare alcuni elementi delle tavole ed effettivamente, seppur piano piano, siamo riuscite a creare un filo conduttore della storia, dando una nostra spiegazione agli avvenimenti. Poco dopo abbiamo trovato un’intervista dell’autore che ha smentito ogni nostra spiegazione (trovate QUI l’intervista) .

Probabilmente il bello di questa Graphic Novel è che spetta al lettore dare un senso alla trama, creando nelle mente varie possibilità e significati. Purtroppo preferisco le trame più concrete e logiche e non sono riuscita ad apprezzarla come speravo.

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Se da un lato la storia mi ha lasciata perplessa, dall’altro ho apprezzato moltissimo le tavole e il particolare stile dell’autore. I disegni sono semplici ma d’impatto e ho gradito l’uso di determinate palette di colori, ricorrenti dall’inizio alla fine. Lo stile è netto e caratteristico, e ho trovato molto interessante la scelta di non disegnare i volti dei personaggi.

Voglio consigliare questa graphic novel alle persone che cercano qualcosa di diverso e che vogliono mettersi in gioco per dare un proprio significato alla storia, infatti non è l’autore a dare una logica alla trama ma è il lettore che deve trovare un senso e i collegamenti dei contenuti.

Grazie alla Oscar Mondadori Vault per la bellissima opportunità.

Classificazione: 5 su 10.

Pubblicato in: Graphic Novel, Mondadori, Recensione

Heartstopper

Titolo: Heartstopper

Autrice: Alice Oseman

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Ink

N.Pagine: 288

Genere: Graphic Novel

Trama


Charlie e Nick frequentano la stessa scuola ma non si sono mai incontrati… fino al giorno in cui si trovano seduti l’uno accanto all’altro. Diventano subito amici. Anzi di più. Charlie si innamora perdutamente di Nick, anche se pensa di non avere alcuna possibilità. Ma l’amore è sempre sorprendente, e anche Nick si scopre attratto da Charlie. Molto più di quanto entrambi potessero immaginare.


 

Buongiorno Sognalettori,
la Oscar Vault mi ha dato la possibilità di leggere il primo volume di Heartstopper, una dolcissima graphic novel a tema LGBT, e ci tenevo moltissimo a ringraziarli per la bellissima opportunità.

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Il nostro protagonista si chiama Charlie è un ragazzo molto insicuro, che è appena uscito da un periodo di bullismo, frequenta il 4° anno di un liceo maschile, dove tutti sanno che è gay. Un giorno, in un gruppo di studio, conosce Nick, un ragazzo del 5° anno, estroverso,popolare, simpatico e benvoluto da tutti. I due ragazzi sono vicini di banco, stringono subito amicizia e iniziano a passare sempre più tempo insieme. Ovviamente Charlie si infatua presto di Nick, che inizia ad essere confuso e a dubitare del proprio orientamento sessuale. La magia che si crea tra i due ragazzi è palpabile e anche i loro compagni iniziano a notarla e a farsi domande. Ma alla fine, Charlie riuscirà a superare le proprie paure e a dichiararsi? E Nick riuscirà a capire i suoi veri sentimenti?

Alice Oseman non racconta una storia nuova, ma è il modo in cui la espone a fare la differenza: Heartstopper è una graphic novel fresca, leggera e di una delicatezza incredibile, che si legge tutta d’un fiato; merito anche dei disegni chiari, teneri e semplici, molto diversi dal solito, ai quali ci si affeziona subito.

Questa storia mi ha fatto provare moltissima tenerezza e i due protagonisti sono riusciti a sciogliermi il cuore con la loro naturalezza e genuinità. La Oseman usa una sensibilità disarmante nei suoi disegni e riesce a descrivere sentimenti e emozioni tramite pochi sguardi e dolcissime (ma molto intense) espressioni; infatti, a volte, i dialoghi sono ridotti all’essenziale, proprio per far concentrare il lettore sulle immagini.

Un altro motivo per leggerlo sono i temi attuali e profondi che vengono trattati, come l’outing, il bullismo, l’ansia, le insicurezze, l’amore,l’amicizia e di come un rapporto sano riesca a migliorare la vita.

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Se state cercando qualcosa che tratta di temi legati all’identità sessuale ma che, allo stesso tempo, riesce ad essere estremamente semplice e delicato, Heartstopper è perfetto per voi.

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Alice Oseman è una scrittrice britannica di fiction per giovani adulti . Ha ottenuto il suo primo contratto di pubblicazione a 17 anni e ha pubblicato il suo primo romanzo, Solitaire , nel 2014.  È anche autrice di Radio Silence , I Was Born For This e della graphic novel Heartstopper. I suoi romanzi si concentrano sulla vita adolescenziale contemporanea nel Regno Unito. I suoi romanzi hanno ricevuto numerosi premi: Inky Awards e United By Pop Awards.