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Pumpinkheads – Recensione

Buongiorno cari lettori, oggi voglio parlarvi di una dolcissima graphic novel, dopotutto è appena passato San Valentino e c’è ancora una nota d’amore nell’aria.

Pumpinkheads di Rainbow Rowell e Faith Erin Hicks è stato pubblicato in Italia da Mondadori Oscar INK, che ringrazio moltissimo (in particolare Alfonso) per avermi mandato una copia omaggio.

Titolo: Pumpinkheads

Autore: Rainbow Rowell e Faith Erin Hicks (vignettista)

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Ink

N.Pagine: 224

Genere: Graphic Novel

Trama


Josiah è pronto a passare tutta la notte crogiolandosi nella malinconia (è un tipo malinconico). Ma Deja ha un piano: e se, invece che deprimersi, e invece della solita zuppa di fagioli alla Casetta del Mais e Fagioli, facessero il botto? Potrebbero visitare tutti gli stand della fiera. Assaggiare tutto. E forse Josiah potrebbe perfino parlare con quella ragazza carina su cui fantastica da tre anni…


Cosa ne penso

Josiah e Deja sono due ragazzi all’ultimo anno di liceo e hanno la consapevolezza che non potranno più passare la serata di Halloween come hanno sempre fatto negli ultimi anni: lavorando alla Casetta del Mais e Fagioli della Fiera Autunnale del Campo di Zucche. Il prossimo anno i due protagonisti andranno al college e sanno che la loro vita verrà stravolta da cambiamenti e, per questo, decidono di godersi la serata al meglio, cercando di visitare ogni stand della fiera, assaggiando ogni prodotto tipico, e chissà, magari Josiah troverà il coraggio di parlare con la ragazza per cui ha una cotta da vari anni.

La storia narrata nella graphic novel dura una sola sera, ma segna un passaggio importante per i due ragazzi e, forse, l’inizio di qualcosa di magico. Le autrici in poco più di 200 pagine, riescono a delineare e a farci conoscere le caratteristiche e le sfumature di Josiah e Deja, il primo è timido, riservato, malinconico e taciturno, mentre la seconda è ironica, radiosa, sicura di sé e piace praticamente a tutti; sono due personaggi con caratteristiche opposte e probabilmente si trovano bene anche per questo.

Accompagneremo i due protagonisti per tutto il campo, alla ricerca della ragazza per cui Josiah prova dei sentimenti ma le serata diventerà presto movimentata, fino a trasformarsi in una vera e propria avventura, con meravigliose atmosfere autunnali.

Ho apprezzato moltissimo come l’autrice sia riuscita a celare fino all’ultimo le sue vere intenzioni, riuscendo a sorprendere il lettore con un finale di una dolcezza estrema.

Il punto forte della graphic novel sono sicuramente i disegni: ogni tavola trasuda di autunno e i colori predominanti sono l’arancione, il rosso, il giallo, il marrone e l’ azzurro. I personaggi sono disegnati con un tratto dolce ma nitido, e l’intero volume è suddiviso in brevi capitoli, simili ad atti di un’opera teatrale, che rendono la lettura ancora più piacevole.

🎃🎃🎃

Pumpinkheads è un racconto ricco di tenerezza, dolcezza e riflessioni, potrei definirlo come “il racconto della porta accanto”, una storia semplice e vera, che potrebbe capitare a chiunque di noi.

Rainbow Rowell: laureata in giornalismo, dal 1995 al 2012 ha curato una rubrica di costume e cultura pop sull’«Omaha World-Herald», per poi dedicarsi interamente alla narrativa. È autrice di numerosi romanzi di successo tra cui, per il pubblico young adult, Eleanor & Park, Fangirl, Ti chiamo sul fisso e Per l’@more basta un clic, oltre alla serie “Simon Snow”, popolata di vampiri innamorati e ragazzi dalle ali di drago. Per adulti ha invece scritto Attachments e Landline. Ha esordito nel mondo del fumetto come autrice per la serie Marvel “Runaways”, che scrive dal 2017. Pumpkinheads è il suo primo graphic novel. Rainbow vive e scrive a Omaha, Nebraska, dove ci sono i migliori campi di zucche del mondo.

Faith Erin Hicks: Scrittrice, animatrice e artista, vive a Vancouver, Canada. Si è fatta notare con la serie webcomic “Demonology 101”, pubblicata tra il 1999 e il 2004, e con il graphic novel Zombies Calling (2007). Tra i suoi lavori, la “Trilogia della Città senza Nome” (il cui terzo volume ha vinto l’Eisner come Miglior Libro per Bambini), Friends with Boys, The Last of Us: American Dreams (con Neil Druckmann), Nothing Can Possibly Go Wrong (con Prudence Shen), The Adventures of Superhero Girl (premio Eisner come Miglior Libro per Bambini) e il romanzo young adult Comics Will Break Your Heart.

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Il bambino di polvere – Review Party

Ben ritrovati amici lettori,
dopo una breve assenza torno a parlarvi di una delle ultimissime uscite della Mondadori: Il bambino di polvere di Patrick K. Dewdney, il primo romanzo di una saga fantasy storica, vincitrice del Grand Prix de l’Imaginaire, il più importante riconoscimento francese per la letteratura fantastica.

La serie originale, Le Cycle de Syffe (Il Ciclo di Syffo), è scritta in lingua francese e per ora è composta da:
1. L’Enfant de poussièreIl bambino di polvere (Mondadori, 2 febbraio 2021)
2. La Peste et la VigneLa Peste e la Vite (Ancora inedito in Italia)

Voglio subito ringraziare l’organizzatrice dell’evento, Evelyn di @thegoldenreader, e la Mondadori che mi hanno permesso di leggere questo romanzo in anteprima.

Titolo: Il bambino di polvere

Autore: Patrick K. Dewdney

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 612

Genere: Fantasy

Trama


Syffo, Merlo, Cardù E Brindilla, quattro piccoli orfani, crescono nel podere della vedova Tarron, lungo le rive del Brune. Il loro mondo è “un’entità caotica da domare giorno per giorno”, l’unica cosa su cui possono contare è una ciotola di minestra di rape la sera. Monelli selvaggi, costretti a lottare e a ingegnarsi in mille modi per sopravvivere, a modo loro sono felici. Fino a un soleggiato giorno d’estate dell’anno 621, quando a Corna-Brune giunge la notizia della morte del re Bai Solistero, primo e ultimo sovrano del Regno-Unificato. Ai quattro ragazzini sembra un evento lontano, che non potrà influire sulle loro vite. Ma anche loro si rendono presto conto che l’atmosfera in città si è fatta più cupa e violenta. È in questo clima che Syffo, sorpreso a rubare una frittella, per salvarsi si trova costretto a lavorare per il temutissimo Hesse, prima-lama dell’Alto-Brune. Sarà di volta in volta servitore, spia, apprendista chirurgo, conoscerà il carcere, la fuga, il tradimento. Accusato ingiustamente di stregoneria e di omicidio, non avrà che una scelta: abbracciare la dura vita del guerriero.


Cosa ne penso

Ho sempre sentito parlare bene di questo romanzo, sia su Instagram che sui blog, così quando Evelyn mi ha proposto di partecipare al suo evento ero felicissima di iniziare una nuova saga letteraria fantasy, per cui sono previsti ben SETTE libri! Voi sapete quanto mi piacciono le saghe lunghe e potete immaginare il mio entusiasmo per questa nuova uscita; inoltre, le recensioni positive hanno aumentato ulteriormente le mie aspettative e ho deciso di leggerlo subito per non restare influenzata da tutti questi feedback. Purtroppo non è la prima volta che resto un po’ delusa da un romanzo che avevo idealizzato in base alla sua reputazione.

Ci troviamo in un mondo immaginario e fantastico, pieno di pericoli e inganni, giochi di potere e tradimenti, in cui i deboli vengono sfruttati e circuiti dai potenti. La città di Corna-Brune è ben costruita e viene spiegata minuziosamente nei primi capitoli: ha dei particolari simili ad alcune città del nostro passato ed è costituita da fazioni territoriali in cui il pesce piccolo viene divorato dal pesce grosso.

In questo ambiente inospitale troviamo Syffo, Merlo, Cardù e Brindilla, quattro orfani che vivono in una fattoria/pensione, creata per aiutare i bambini abbandonati. Il protagonista è Syffo, un fanciullo che non sa nulla delle sue origini e che viene presentato al lettore come un bambino intelligente e riflessivo, che tende a perdersi tra i suoi pensieri. La vita per gli orfani non è facile, per sopravvivere compiono furti, mendicano e cercano di saziare la fame con i frutti degli alberi ma, nonostante queste difficoltà, sembra scorrere normalmente: il gruppo è unito e i bambini si aiutano a vicenda per cavarsela.

Facevamo parte dei bambini selvaggi di Corna-Brune e, in un certo senso, credo che fossimo felici.
Felici delle corse per le stradine della città bassa, felici di giocare a
chi piscia più lungo nell’acqua schiumosa della segheria, felici di
crogiolarsi tra le erbe odorose della collina del frutteto.
Quel giorno, quattro bambini erano sdraiati all’ombra degli alberi da frutto, tra mele verdi e odore d’estate.

La situazione inizierà a peggiorare con la morte del re: evento che ridistribuirà le carte in tavola, dando inizio a vari giochi e conflitti di potere che porteranno sconvolgimenti e perdite nella vita del protagonista. In pochissimo tempo, e a seguito di varie disavventure, vedremo il povero Syffo lavorare come spia, infiltrato e apprendista, fino a quando verrà ingiustamente accusato di un crimine per cui è innocente, fatto che lo costringerà a fuggire e a diventare un guerriero, abbandonando l’innocenza del fanciullo per diventare precocemente adulto.

Il primo libro della serie copre i primi 13 anni della anni di vita di Syffo, è sicuramente un volume introduttivo, ricco di domande e propositi ma privo di qualsiasi risposta. Siamo davanti ad una storia che si costruisce a ritmo molto lento: l’autore si prende tantissimo tempo per descrivere e gettare le basi per la storia, per far comprendere i diversi ruoli politici, far crescere i personaggi, ed esplicare nozioni mitologiche/fantastiche e religiose, e basta pensare che un terzo del libro viene utilizzato solo per costruire le ambientazioni. È una storia ricca di dettagli e spiegazioni che possono annoiare il lettore, soprattutto se è in cerca del classico romanzo fantasy ricco di azione e colpi di scena.

Lo stile dell’autore è quasi poetico, spesso prolisso, si vede che Dewdney vuole affascinare e creare un’opera completa e unica, ma così facendo rischia di annoiare il lettore e penso che poteva risparmiare 200 pagine e la storia non ne avrebbe risentito. Spesso i salti da un evento all’altro non sono ben legati e le risoluzioni ai problemi sembrano futili, lasciano l’amaro in bocca e non fanno provare molte emozioni.

Sicuramente andrò avanti con le lettura di questa saga, con la speranza che il ritmo migliori e che vengano date risposte alle domande poste in questo primo volume.

Consiglio questo titolo agli amanti dei fantasy classici, pronti alle lunghe descrizioni e ad un vocabolario ricco e poetico.

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L’evento non è ancora finito, vi lascio tutte le date e i nome delle ragazze che partecipano al Review Party insieme a me:

The golden reader (organizzatrice)
Sfumature e Sogni d’Inchiostro
Francelovebook
Biblionative
Rux Avenue

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Patrick K. Dewdney (1984), nato in Inghilterra, dall’età di sette anni vive in Francia e scrive in francese. Ha esordito nel 2007 con Neva, seguito da altri romanzi. Del 2018 sono i primi due libri del Ciclo di Syffo (oltre a Il bambino di polvere, La Peste e la Vite), illustrati da Fanny Etienne-Artur, che hanno ricevuto tra gli altri il Grand Prix de l’Imaginaire, il più importante riconoscimento francese per la letteratura fantastica.

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Memento – Review Party

Buongiorno amici lettori 🖤
Oggi vi parlerò di Memento di Amie Kaufman e Jay Kristoff, un racconto prequel della trilogia The Illuminae Files, composta da:
0.5. Memento – (Mondadori 12 gennaio 2021)
1. Illuminae – (Mondadori 18 ottobre 2016)
2. Gemina – (Mondadori 31 ottobre 2017)
3. Obsidio – (Mondadori 30 ottobre 2018)
Kaufman e Kristoff stanno scrivendo insieme anche una nuova trilogia,
chiamata The Aurora Cycle, che è composta da:
1. Aurora Rising – (Mondadori 10 marzo 2020)
2. Aurora Burning (inedito in Italia)
3. Titolo sconosciuto

La saga di Illuminae vanta un enorme successo mondiale e noi italiani eravamo in trepida attesa di poter leggere la novella inedita, così, il 12 dicembre la Mondadori ha ripubblicato (questa volta in copertina flessibile) tutta la trilogia, inglobando Memento al fondo di Obsidio, dando così anche a noi la possibilità di completare la saga degli Illuminae Files.

Voglio ringraziare l’organizzatrice dell’evento, Alessandra di @alessandranekkina9372 che, insieme alla Mondadori, mi ha dato la possibilità di leggere Memento in anteprima.

Titolo: Memento

Autori: Amie Kaufman e Jay Kristoff

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 82

Genere: Fantascienza, Narrativa per ragazzi

Trama


Dagli autori di bestseller del New York Times Amie Kaufman e Jay Kristoff arriva un romanzo digitale prequel di Illuminae che offre ai lettori uno sguardo da far rizzare i capelli sulla calamità che ha colpito l’invincibile sistema di intelligenza artificiale noto come AIDAN – e l’audace giovane programmatore che rischierebbe la sua vita per impedirgli di schiantarsi. AIDAN è l’IA che amerai odiare. L’avanzato sistema di intelligenza artificiale avrebbe dovuto proteggere una flotta di sopravvissuti sfuggiti all’attacco mortale a Kerenza IV. AIDAN avrebbe dovuto essere infallibile. Ma nelle caotiche settimane e mesi che seguirono, divenne chiaro che c’era qualcosa di terribilmente, terribilmente sbagliato con AIDAN …


 

Questo attesissimo e ambito libricino non è stato pubblicato in edizione cartacea come tutti speravamo ma, anche in lingua originale la copia cartacea è stata stampata soltanto come bonus gratuito per coloro che preordinavano Aurora Rising negli Stati Uniti. Sono state stampate pochissime copie fisiche, e anche negli altri paesi è acquistabile soltanto in formato digitale.
Quindi amici, non possiamo lamentarci troppo.

Cosa ne penso

Memento è il prequel degli Illuminae File, ma voglio darvi il consiglio di leggere prima la trilogia o il primo volume della serie; il racconto non rovinerebbe la storia della saga principale, ma capirete meglio le dinamiche della novella dopo aver letto Illuminae.

Il racconto è collocato in un periodo temporale situato prima dell’attacco di Kerenza IV  ed è scritto nello stesso formato della trilogia: tramite messaggi, e-mail e codici, Amie Kaufman e Jay Kristoff, ci daranno più informazioni su AIDAN, ponendolo in relazione con un personaggio ben costruito e con un passato particolare. Memento fa capire ai suoi lettori alcune dinamiche di causa effetto celate nella storia principale.

Conosceremo nuovi personaggi, tra cui la giovanissima Olivia Klein, che dopo tanto impegno riesce a diventare un membro ufficiale della nave da guerra Alexander-78V.
La giovane ci viene presentata per la prima volta tramite una sua mail, in cui spiega al padre il suo entusiasmo per il nuovo incarico sull’Alexander.
Olivia è stata assegnata alla squadra di neuroprogrammazione guidata dal maggiore Wolf, con l’incarico di seguire l’Artificial Intelligence Defense Analytics Network, cioè il nostro adorabile AIDAN: l’intelligenza artificiale programmata per amministrare la nave e per studiare i comportamenti dei suoi passeggeri.

Considerando che questa novella è ambientata poco prima degli eventi di Illuminae, non è difficile dedurre dall’inizio che la povera Olivia non è destinata ad un lieto fine, infatti, tra la giovane e l’ IA si creerà un rapporto pesante e stressante che la porteranno alla distruzione.

Sono davvero affascinata dalla capacità comunicativa di Kaufman e Kristoff, che riescono a narrare una storia avvincente ed appassionante tramite registrazioni, disegni, lettere ed e-mail.

Sono sicura che se avete apprezzato Illuminae amerete anche Memento.

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Il nostro Review Party contiene l’analisi di tutti gli Illuminae Files Series e vi consiglio di seguire ogni tappa:

Grafica creata da Andrea @gnegnoli

Alessandra nekkina – Blog (organizzatrice)
Andre iread – Blog
Pan di luna – Blog
Semplicemente leggo – Blog
Debora mayfair – Blog

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Amie Kaufman è autrice bestsellers del “New York Times”. Vive a Melbourne, in Australia, insieme al coniuge, due cani e una scorta abbondante di caffeina.

Jay Kristoff è l’autore delle serie pluripremiate The Illuminae Files, Aurora Cycle e Nevernight.
Ha vinto cinque Aurealis Awards e un ABIA, è stato finalista ai premi David Gemmell Morningstar e Legend ed è attualmente pubblicato in oltre 25 paesi (ma nella maggior parte di questi non ha mai messo piede). È esterrefatto da tutto ciò, tanto quanto voi. È alto più di due metri e gli mancano circa 13.030 giorni da vivere. Dimora a Melbourne con la moglie, agente segreto e assassina esperta di kung fu, e il Jack Russell più pigro del mondo.
Non crede nel lieto fine.

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La repubblica dei ladri – Review Party

Buonasera lettori!
Come state? Vi siete ripresi dalle abbuffate natalizie?

Le mie vacanze sono state accompagnate da La repubblica dei ladri, il terzo capitolo che vede Locke Lamora come protagonista. La saga si chiama The Gentleman Bastard Series, è nata dalla penna di Scott Lynch ed è composta da:
1 The lies of Locke Lamora – Gli inganni di Locke Lamora (Mondadori 1/12/2020)
2 Red Seas Under Red Skies I pirati dell’oceano rosso (Mondadori 1/12/2020)
3 The Republic of Thieves  La Repubblica dei Ladri (Mondadori 1/12/2020)
4 The Thorn of Emberlain (In uscita nel 2021)
5 The Ministry of Necessity (Inedito)
6 The Mage and the Master Spy (Inedito)
7 Inherit the Night (Inedito)

Questa è l’ultima tappa del Review Party organizzato da Andrea di  @andre.iread e dalla Mondadori, voglio ringraziare entrambi per la bellissima avventura.

Titolo: La Repubblica dei Ladri

Autore: Scott Lynch

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 732

Genere: Fantasy


Trama


Doveva essere il colpo più clamoroso della loro carriera, invece si è rivelato un… clamoroso fiasco. Così Locke e il suo fedele compagno Jean sono riusciti a malapena a salvare la pelle. Almeno, Jean ci è riuscito: Locke sta morendo, avvelenato in modo lento ma inesorabile da una sostanza che nessun alchimista o dottore può combattere. Ma quando la fine sembra ormai vicina, una donna misteriosa offre a Locke un’opportunità che potrà salvarlo, o ucciderlo. Le elezioni del Konseil sono imminenti, e le diverse fazioni hanno bisogno di una pedina da muovere a loro piacimento. Se Locke acconsente a essere quella pedina, con un incantesimo la donna estrarrà il veleno dal suo corpo, anche se l’operazione sarà talmente dolorosa da fargli desiderare la morte. Locke non ci pensa proprio, ma due elementi lo inducono a cambiare idea. Primo, le suppliche di Jean. Secondo, un nome femminile pronunciato dalla maga: Sabetha, l’amore della sua vita, abile e arguta quanto lui, e ora la sua più grande rivale. Locke si è innamorato di Sabetha al primo sguardo, quando era un giovane orfano e apprendista ladro. Ma dopo un corteggiamento tumultuoso, Sabetha se n’è andata. Ora si ritrovano nuovamente uniti in uno scontro. Di fronte all’unica persona che sia in grado di tenergli testa – nel gioco dell’amore e in quello degli inganni – Locke deve scegliere se combattere Sabetha, o sedurla. Una decisione da cui potrebbero dipendere le vite di entrambi.


Come vi avevo già anticipato, il secondo volume della saga di Lynch non mi aveva convinta al 100% e, a fine lettura de I pirati dell’Oceano Rosso, non vedevo l’ora di rilanciarmi tra le avventure di Locke Lamora, convinta che il terzo volume sarebbe stato un libro con la L maiuscola. Tuttavia, devo ammettere che l’autore è riuscito a superare le mie aspettative, perché La repubblica dei ladri si merita un posto tra i libri migliori del 2020.
E finalmente posso dire Habemus Sabetha.

Cosa ne penso

Locke e Sabetha

L’autore, per renderci testimoni di alcuni eventi che hanno caratterizzato la personalità dei protagonisti o fatto nascere sentimenti molto profondi, ci propone nuovamente una narrazione alternata tra passato e presente, non lasciando nulla al caso. Dopo due libri di attese e premesse, finalmente conosciamo l’inarrestabile e sfuggente Sabetha, figura femminile ostinata, determinata, intelligente e sexy, di cui Locke è perdutamente innamorato. Sabetha e Locke sono cresciuti insieme sotto la protezione e l’istruzione di padre Catena e tra loro è nato un sentimento con radici profonde, che sembra resistere ad ogni avversità e dolore.
Locke, dopo i primi capitoli, torna ad essere il personaggio che avevo tanto amato nel primo volume, sagace e che non si lascia mai sorprendere da nessuno, ed è bellissimo vedere come davanti a Sabetha diventi quasi un bambino inerme e senza parole. La nostra famigerata Bastarda Gentildonna, dal canto suo, sa come entrare in scena con il botto, facendosi notare per la sua astuzia e risolutezza, ed incarna il classico esempio di come l’amore riesca ad abbassare le barriere e le difese di un essere umano, seppur furbo ed intelligente come Locke Lamora.

Sabetha

Quindi, da un lato troveremo Locke a Camorr, con i gemelli, Jean, Sabetha e Padre Catena, dall’altro, saremo a Karthain, ad affrontare e a risolvere i problemi creati nel secondo libro. Karthain è la città dei maghi, dove Jean e Locke dovranno aiutare una maga dell’alleanza, truccando le elezioni della città.

Karthain

«Dovete truccare un’elezione.»
«Truccarla quanto?»
«Volete una stima prudente?»
Pazienza si voltò verso la finestra e fissò lo sguardo fuori, sulla pioggia. «Rovesciarla come un calzino.»

Jean ormai è diventato a tutti gli effetti un co-protagonista e non viene offuscato dalla prorompenza di Sabetha e nemmeno dalla personalità di Locke, e devo ammettere che in alcuni punti è stato il mio personaggio preferito, infatti sono felicissima che sia diventato una parte fondamentale della trama. La caratterizzazione dei personaggi è magistrale, mi sono affezionata ai Bastardi Gentiluomini e mi sembra quasi di essere parte integrante del loro gruppo.

Il libro risulta meno dinamico ed avventuroso rispetto ai due precedenti, l’unica ambientazione sarà la capitale dei maghi, dove troveremo Locke e Sabetha con il compito di far vincere le elezioni a due fazioni opposte. Entrambi sono geniali ed addestrati dallo stesso maestro e la loro competizione continua sarà un vero e proprio scontro di cervelli.

Lo stile dell’autore rimane lo stesso dei volumi precedenti: molto scorrevole, ma ricco, descrittivo e colmo di dettagli, tanto da riuscire a rendere i personaggi e il mondo tridimensionali.

Non siamo nemmeno a metà di questa magica saga letteraria che Locke ha ancora molto da mostrarci, soprattutto nell’ambito magico.
Sono davvero curiosa di continuare la lettura della serie e spero che la Mondadori decida di tradurre anche i prossimi volumi.

E ricordate: «Prosperino i ladri, i ricchi ricordino.»

Voglio ringraziare le mie compagne di avventura Andrea, Beatrice, Azzurra e Claudia, che hanno letto insieme a me questi tre mattoncini, per un totale di 2064 pagine, in un solo mese ❤

Grafiche create da @gnegnolibri

Andre iread (organizzatrice)
Semplicemente leggo
Claudia d’Urso 
Le meraviglie di Bea
Sfumature e sogni d’inchiostro 

Scott Lynch (Saint Paul, Minnesota, 1978) è l’autore della serie bestseller The Gentleman Bastard. Finalista ai premi World Fantasy, Locus, Campbell e Compton Crook, ha ricevuto il British Fantasy Award nel 2008.

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I pirati dell’Oceano Rosso – Recensione

Buonasera amici lettori e bentrovati per una nuova tappa sulla saga riguardante Locke Lamora e la sua banda di amici.
Il secondo titolo della serie si intitola I pirati dell’Oceano Rosso ed è stato pubblicato dalla Mondadori il 1/12/2020, in contemporanea con il primo e il terzo volume della saga di Scott Lynch, nota come The Gentleman Bastard Series, e composta da:
1 The lies of Locke Lamora – Gli inganni di Locke Lamora (Mondadori 1/12/2020)
2 Red Seas Under Red Skies I pirati dell’oceano rosso (Mondadori 1/12/2020)
3 The Republic of Thieves  La Repubblica dei Ladri (Mondadori 1/12/2020)
4 The Thorn of Emberlain (In uscita nel 2021)
5 The Ministry of Necessity (Inedito)
6 The Mage and the Master Spy (Inedito)
7 Inherit the Night (Inedito)

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Vi ricordo che questo evento durerà per tutto il mese di dicembre; questa, infatti, è la seconda tappa del Review Party organizzato da Andrea di @andre.iread e dalla Mondadori. Ringrazio entrambi per la bellissima possibilità.
Io le altre ragazze vi parleremo di tutti e tre i libri di Scott Lynch, presentandovi un titolo ogni due settimane.

Titolo: I pirati dell’Oceano Rosso

Autore: Scott Lynch

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 720

Genere: Fantasy

Trama


Dopo un violento combattimento con la malavita che li ha quasi uccisi, Locke e il suo fedele compare Jean fuggono dalla città in cui sono nati e approdano agli esotici lidi di Tal Verrar per curarsi le ferite. Ma neppure all’estremità occidentale del mondo civilizzato possono riposare, e presto tornano a dedicarsi a ciò che sanno fare meglio: rubare ai ricchi e intascare il ricavato. Questa volta il loro obiettivo è oltremodo ambizioso: la torre di Peccapicco, la casa da gioco più esclusiva e più sorvegliata che ci sia. I suoi nove piani attirano una clientela facoltosa, e per giungere fino alla cima servono buon credito, comportamenti bizzarri… e un gioco semplicemente impeccabile. Perché c’è una sola regola importante che Requin, lo spietato padrone di Peccapicco, fa rispettare rigorosamente: chi bara avrà la morte. Per nulla intimoriti, Locke e Jean hanno elaborato una strategia che comprende bugie, trucchi e inganni per tutti e nove i piani… su su fino al favoloso caveau di Requin. Sotto mentite spoglie, compiono la loro meticolosa ascesa verso un obiettivo ormai vicinissimo… Ma qualcuno a Tal Verrar ha scoperto il loro segreto. Qualcuno giunto dal passato, che ha tutte le intenzioni di far pagare ai due sfacciati malviventi i crimini commessi. Ora avranno veramente bisogno di ogni grammo di astuzia per salvare le loro anime prezzolate. E potrebbe non bastare…


Dare il proprio parere sul secondo volume di una serie, senza fare spoiler è molto difficile e vi invito a recuperare il mio articolo sul primo libro della saga, cliccando QUI.

Come vi ho già detto più volte, spesso, il secondo libro di una serie è un volume di passaggio e non regge il confronto con il libro precedente, né con quelli successivi e, purtroppo, I pirati dell’Oceano Rosso non è un’eccezione alla regola.

Cosa ne penso

Continua il nostro viaggio insieme a Locke e Jean, insieme ai pirati dell’Oceano Rosso, infatti, Lynch, ci porterà tra le onde del Mar d’Ottone, alle prese con nuovi intrighi, furti, inganni e battaglie.

Purtroppo ho trovato questo secondo titolo molto simile al precedente, l’autore riprende le stesse tematiche, le stesse scelte stilistiche, producendo anche gli stessi colpi di scena. Il libro si apre in maniera molto lenta, e soltanto dopo un po’ di capitoli si riesce ad entrare nel vivo della storia. Continuano anche i flashback, che ci aiutano a capire meglio i protagonisti e introducono personaggi e luoghi nuovi.

Inizialmente, Locke è molto diverso dal personaggio che avevamo conosciuto nel primo volume, infatti, l’autore analizza maggiormente la psiche del protagonista, facendoci conoscere un uomo spezzato e alla deriva, distrutto dagli avvenimenti successi al termine de ”Gli inganni di Locke Lamora”; fortunatamente al suo fianco c’è l’impavido Jean, che diventa a tutti gli effetti un secondo protagonista. Ho apprezzato moltissimo la caratterizzazione e l’analisi della psicologia dei personaggi, Lynch è riuscito a renderli reali e, secondo me, sono la caratterista più riuscita del romanzo.

Non temete, grazie all’aiuto di Jean, Locke tornerà il solito furbacchione, ma solo dopo un percorso di crescita personale.

Come possiamo capire dal titolo, l’atmosfera del libro è piratesca e le ambientazioni saranno anche a bordo di una nave: qui, Locke è fuori dal suo campo normale e non si ambienterà facilmente, compiendo piccoli disastri, come un vero pasticcione.

Finalmente troviamo due figure femminili forti, che ho apprezzato moltissimo, che sono le due piratesse Ezri DelMastro e la sua capitana Zamira Darkasha, e ho anche gradito il rapporto che si viene a creare tra loro e i nostri Bastardi Gentiluomini.

Zamira Darkasha

I miei momenti preferiti sono stati a bordo della nave e in compagnia dei pirati, peccato che bisogna aspettare più di metà libro per arrivarci e, dal titolo, avevo immaginato che sarebbe stato il tema principale.

Purtroppo ho trovato molti eventi prevedibili e simili al primo libro; penso che questo sia solo un volume di collegamento tra i romanzi della saga, fondamentale unicamente per la presentazione di alcuni personaggi e per l’introduzione in alcuni luoghi che ritroveremo in futuro.

Lo stile di scrittura dell’autore è il secondo lato positivo di questa saga, infatti, i due volumi di The Gentleman Bastard Series che ho letto, hanno uno stile ricco, appariscente e molto elaborato, infatti, sono libri che vanno gustati e decifrati con calma. Io purtroppo li ho letti in fretta per restare nelle tempistiche del Review Party, ma li rileggerò sicuramente con più calma, per godermi ogni dettaglio e per carpire tutti i particolari che mi sono sfuggiti leggendo 700 pagine tutte d’un fiato.

Questo secondo volume non è solo un viaggio tra isole, pirati e mari in tempesta, ma sarà un viaggio all’interno dell’animo umano e all’interno dei sentimenti, dove Lynch ci dimostrerà come l’amore e l’amicizia siano le armi più possenti e taglienti che possiamo possedere.

Sono curiosissima di leggere il terzo capitolo di questa sorprendente saga, con la sicurezza che sarà migliore del volume che vi ho appena presentato.

Continuo a consigliarvi questa serie letteraria, soprattutto a coloro che amano l’avventura e cercano un libro ironico ma ingegnoso allo stesso tempo.

Vi do appuntamento al 28 dicembre, nel bel mezzo delle feste, per parlare del terzo e ultimo libro che è stato pubblicato finora, intitolato La Repubblica dei ladri.
Già il titolo promette bene, non trovate?

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Grafiche create da @gnegnolibri

Andre iread (organizzatrice)
Semplicemente leggo
Claudia d’Urso 
Le meraviglie di Bea
Sfumature e sogni d’inchiostro 

Scott Lynch (Saint Paul, Minnesota, 1978) è l’autore della serie bestseller The Gentleman Bastard. Finalista ai premi World Fantasy, Locus, Campbell e Compton Crook, ha ricevuto il British Fantasy Award nel 2008.

Pubblicato in: Libri, Mondadori, Review Party

Gli inganni di Locke Lamora – Review Party

Buongiorno lettori, oggi inizia un evento molto particolare, che vi terrà compagnia per tutto il mese!!
Pronti?

Questa mattina sono usciti per Mondadori i primi tre libri della serie di Scott Lynch, nota come The Gentleman Bastard Series , composta da:
1 The lies of Locke Lamora – Gli inganni di Locke Lamora (Mondadori 1/12/2020)
2 Red Seas Under Red Skies I pirati dell’oceano rosso (Mondadori 1/12/2020)
3 The Republic of Thieves  La Repubblica dei Ladri (Mondadori 1/12/2020)
4 The Thorn of Emberlain (In uscita nel 2021)
5 The Ministry of Necessity (Inedito)
6 The Mage and the Master Spy (Inedito)
7 Inherit the Night (Inedito)

Io e le mie amiche vi parleremo dell’intera trilogia, presentandovi un libro ogni due settimane. Questo evento è stato organizzato da Andrea di @andre.iread e dalla Mondadori e io sono molto grata ad entrambi per questa bellissima esperienza.

Titolo: Gli inganni di Locke Lamora

Autore: Scott Lynch

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 612

Genere: Fantasy

Trama


Nella misteriosa città di Camorr un orfano ha vita dura, e spesso breve. Ma il giovane Locke Lamora riesce a eludere la morte e a non farsi catturare come schiavo, fino a diventare un furfante provetto sotto la tutela del Forgialadri, un talentuoso artista della truffa. A capo della banda di fratelli dalle dita leste, noti come Bastardi Galantuomini, Locke diventa presto celebre, e si fa beffe persino del più temuto re della malavita. Ma tra le ombre si annida qualcuno di ancora più ambizioso e micidiale. Di fronte a un sanguinoso colpo di stato che minaccia di distruggere qualunque persona o cosa che abbia un senso nella sua esistenza, Locke giura di sconfiggere il nemico al suo stesso gioco crudele. Costi quel che costi.


Quando la Mondadori ha annunciato la pubblicazione di questi libri non sapevo cosa aspettarmi ed ero intimorita dalla mole di pagine, più di 600 per libro, ma grazie ad Andrea mi sono lanciata in questa fantastica avventura letteraria. Siamo a dicembre e non pensavo di trovare un libro che mi potesse sorprendere, riuscendo ad entrare nella mia Top Ten del 2020 ma, ancora una volta, la Mondadori mi ha spiazzata e stupita, infatti sono bastate pochissime pagine per trasportarmi a Camorr tra Locke e i suoi compagni, chiamati i Bastardi Gentiluomini (nome azzeccatissimo).

Cosa ne penso

Ci troviamo a Camorr, una città-stato immaginaria situata nel Mare d’Ottone, molto simile alla nostra Venezia del 1600/1700, caratterizzata da porticcioli, barche, calli e chiatte, che si aggirano tra le varie isole e i vari quartieri. Camorr è immersa tra i profumi del mercato, nelle meravigliose torri del Vetrantico e nei tipici colori, riflessi nel mare. Apparentemente sembra un’ottima città in cui vivere e mettere radici, peccato che il lettore scoprirà presto che la città pullula di ladri, organizzati in gerarchie di malviventi, e che soltanto i ricchi sono intoccabili e possono vivere sereni.
Inoltre, il mare è infestato da squali lupo e da creature non troppo socievoli con l’uomo, quindi, cari amici, tenete gli occhi aperti, o finirete per essere sbranati o derubati.

Locke Lamora è uno degli innumerevoli orfani della città, ma a differenza degli altri bambini, si mostra furbo, vendicativo e intelligente, fino al punto di farsi vendere ad un sacerdote, non proprio convenzionale, di nome Padre Catena.

«Sei un sacerdote di questo… Tredicesimo?» «Già. Un sacerdote dei ladri, e un ladro sacerdote. Come saranno un giorno Calo e Galdo, e come potresti essere anche tu, ammesso che sia degno anche solo di quella miseria che ho pagato per te.»

Locke è nato nel distretto più povero della città e ha visto cose che nessun bambino dovrebbe mai vedere, fattori che l’hanno reso forte ed astuto; Padre Catena riconosce subito il grande potenziale del piccolo e accetta di crescerlo, istruirlo ed addestrarlo, ma soprattutto sceglie di donare una famiglia al giovane Lamora, inserendolo nella sua banda di delinquenti: i Bastardi Galantuomini. La banda di Padre Catena non è la solita squadra di delinquenti ubriaconi e violenti, il ”sacerdote” ha formato i suoi ragazzi per rubare ai ricchi intoccabili, addestrandoli anche al galateo e alle buone maniere, per farli infiltrare tra conti e borghesi.

Ogni capitolo del libro vede l’alternanza di due linee temporali: abbiamo l’interludio, in cui seguiamo Locke dall’infanzia, con l’avvicendamento del presente, in cui Lamora e la sua banda sono adulti e compiono malefatte pulite, senza usare la violenza. Dopo la morte di Padre Catena sarà Locke a diventare garrista e a comandare la banda di ladri.

La banda dei Bastardi Gentiluomini è formata da Locke, Jean, i gemelli Calo e Galdo Sanza e Cimice, una squadra piccola ma funzionale per la genialità e l’astuzia dei componenti.

I ladri nati dalla penna di Lynch sono brillanti, coraggiosi, affascinanti e sono i perfetti compagni che George Clooney avrebbe reclutato per Ocean’s eleven. Oltre ad essere ladri gentiluomini sono anche attori dotati, che sanno interpretare ogni ruolo, dal povero barbone al conte colto e straniero, sempre mantenendo un certo stile; le loro vittime, una volta prese di mira, non possono avere chance. Soprattutto Locke, è abilissimo con i travestimenti e tramite al trucco e ad un’intensificazione dell’accento straniero, sarebbe irriconoscibile anche agli occhi di sua madre.

La regola pratica di Locke Lamora era questa: per una buona truffa occorrevano tre mesi di programmazione, tre settimane di prove e tre secondi per conquistare o perdere per sempre la fiducia della vittima.

Mi sono affezionata subito alla squadra, non solo a Lock, ma a tutti i ragazzi. Sono personaggi reali, legati da un affetto fraterno e da un onore profondo; i loro dialoghi sono veritieri, sembra sentir scherzare qualsiasi gruppo di miei coetanei, con un tocco di fascino in più, legato alle macchinazioni e ai piani machiavellici. Tutti i componenti hanno personalità concrete e diverse tra di loro e, proprio per questo, vedremo alcune discussioni. Questo insieme di caratteristiche reali e geniali, rende i Bastardi Gentiluomini interessanti ed empatici per i lettori.

La trama non è mai banale ed è ricca di colpi scena, in questo primo volume vediamo una Camorr divisa e comandata da un Duca, legato alle persone nobili e da un Capa, che detta legge sui bassifondi e su ogni banda di ladri. Capa è una sorta di padrino dei ladri; ora, però, il suo regno è minacciato dall’arrivo di Re Grigio che, aiutato e protetto dalla magia, sta ammazzando e torturando ogni persona cara al Capa.
La nostra banda di protagonisti avrà la sfortuna di trovarsi nel mezzo di una battaglia sanguinosa e violenta, in cui servirà ogni briciola d’ingegno per sfuggire o ribaltare la situazione.

La storia del primo libro è composta da 612 pagine, che rendono il romanzo un bel mattoncino, ma l’autore è stato astuto a creare capitoli brevi e a suddividerli tra passato e presente. Ho adorato seguire i Bastardi Gentiluomini da bambini, scoprendo le motivazioni di alcuni loro tratti caratteriali.

Lo stile è fantastico: ricco, descrittivo e colmo di dettagli che rendono concreto un mondo inesistente; all’inizio potrebbe sembrarvi una caratteristica pesante, ma vi assicuro che andando avanti adorerete ogni battuta sarcastica e ogni particolare delle ambientazioni.

Vi avverto che è una lettura bellissima ma intensa, e non mancheranno alcune parti tristi che potrebbero commuovere qualche persona.

In definitiva, Gli inganni di Locke Lamora è un romanzo a cui non manca nulla: è completo di ogni emozione, ha ambientazioni da urlo che, insieme ad alcuni nomi, ricordano il nostro bellissimo Paese, inoltre, ha personaggi tridimensionali e ricchi di sfumature.
Consiglio questa lettura ad OGNI amante del genere fantasy e di avventura, sono sicura che non resterete delusi.

Voglio ringraziare ancora una volta Andrea, per avermi coinvolta nell’evento, e la Mondadori, per aver portato in Italia una saga di cui non potrò più fare a meno.

L’evento del primo volume finisce oggi ma, presto, io e le altre ragazze torneremo con il secondo volume.
Vi lascio i banner di tutti e tre i libri, così da poter seguire meglio l’evento:

Grafiche create da @gnegnolibri

Andre iread (organizzatrice)
Semplicemente leggo
Claudia d’Urso 
Le meraviglie di Bea
Sfumature e sogni d’inchiostro 

Scott Lynch (Saint Paul, Minnesota, 1978) è l’autore della serie bestseller The Gentleman Bastard. Finalista ai premi World Fantasy, Locus, Campbell e Compton Crook, ha ricevuto il British Fantasy Award nel 2008.

Pubblicato in: Libri, Mondadori, Review Party

Il grande libro dei gialli di Natale – Review Party

Buongiorno amici lettori!
Vi siete accorti che manca un mese esatto a Natale? Non sono qui per mettere ansia, ma per suggerirvi un libro che vi comunichi la giusta atmosfera di questa magica festività.

Per tenerci compagnia e per prepararci al meglio al Natale, la Mondadori ha pubblicato un Oscar Drago intitolato Il grande libro dei gialli di Natale, curato da Otto Penzler. Il volume contiene al suo interno sessanta racconti a tema natalizio, che coinvolgono più generi e spaziano dai racconti più tradizionali, fino ad arrivare a sfumature del Natale più cupe e terrificanti.

Questo Review Party è stato organizzato da Milena di @timelesshopefulreader e dalla Mondadori, voglio ringraziare entrambi per questa bella occasione.

Titolo: Il grande libro dei gialli di Natale

Autore: Autori Vari

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Draghi

N.Pagine: 840

Genere: Giallo, Mystery

Trama


Da Agatha Christie a Ellery Queen, fino ad Arthur Conan Doyle, ma anche Ed McBain o R.L. Stevenson e tantissimi altri, i più grandi giallisti (e non solo) si sono misurati volentieri con il tema natalizio, in tante declinazioni diverse. Questo volume, dalla veste editoriale preziosa ed elegante, ne raccoglie decine, per esplorare le diverse sfumature della festa più amata, da quelle tradizionali a quelle insolite e divertenti, fino a quelle più sconcertanti e spaventose, e persino vagamente trash.


Il grande libro dei gialli di Natale è uscito il 24 novembre 2020, a un mese esatto di distanza dalla vigilia di Natale ed suddiviso in dieci sezioni, in ordine:
Un piccolo Natale Tradizionale
Un piccolo Natale Buffo
Un piccolo Natale Sherlockiano
Un piccolo Natale Pulp
Un piccolo Natale Occulto
Un piccolo Natale Spaventoso
Un piccolo Natale Sorprendente
Un piccolo Natale Moderno
Un piccolo Natale Sconcertante
Un piccolo Natale Classico

Il volume inizia con una splendida prefazione del curatore dell’opera, mentre ogni racconto è introdotto con una presentazione generale sull’autore o sull’autrice.

Esattamente come i fantasmi del Natale, io e le altre ragazze del Review Party vi guideremo a turno in ogni sezione del libro. Questo è l’ultimo giorno dell’evento, spetta a me chiudere le danze e parlarvi della parte finale del libro, intitolata Un piccolo Natale Classico e composta da:
Le Stelle Filanti di G.K. Chesterton
Festa di Natale di Rex Stout
Le reliquie di Raffles di E.W. Hornung
Il prezzo della luce di Ellis Peters
Un dono per Babbo Natale “sahib” di H.R.F. Keating
Il treno di Natale di Will Scott
Markheim di Robert Louis Stevenson
Un regalo natalizio dal chaparral di O. Henry
Il caso Chopham di Edgar Wallace
Una tragedia natalizia di Agatha Christie

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Un piccolo Natale Classico

Quando penso al Natale, immagino una festa piena di gioia e allegria, con la famiglia riunita, la neve che cade fuori dalla finestra, i regali da spacchettare, l’albero cosparso da mille lucine colorate e lampeggianti, cenoni e pranzi da re, e un’atmosfera impregnata di amore e felicità. Ma proprio per le riunioni di famiglia e le feste, il Natale è stato trasformato da autori come Agatha Christie, Arthur Conan Doyle, Ed McBain e R.L. Stevenson in una tela perfetta per risolvere crimini e misteri.

I racconti che vi presenterò sono tutti molti diversi tra di loro, alcuni mi sono piaciuti maggiormente rispetto ad altri, ma tutti hanno in comune la perfetta atmosfera natalizia, con l’aggiunta di un po’ di pepe e adrenalina.

Le Stelle Filanti di G.K. Chesterton

Padre Brown è il secondo più grande investigatore della letteratura inglese, secondo soltanto al grandissimo Sherlock Holmes. Padre Brown si distingue dai suoi colleghi perché considera i criminali anime bisognose di redenzione e non malfattori crudeli, e oltre a catturare i cattivi in questione, li farà confessare, liberando le loro anime da ogni peccato. Il titolo prende spunto da tre famosi diamanti dal valore inestimabile, chiamati Stelle filanti, che vengono rubati il giorno di Santo Stefano, durante un raduno in una vecchia tenuta aristocratica nei pressi di Londra. Sarà proprio il sacerdote dall’aspetto ordinario e gentile a risolvere il mistero, rivelando anche una profonda comprensione della natura umana.

Festa di Natale di Rex Stout

Nero Wolfe è uno dei più grandi investigatori della storia del giallo. Il detective geniale ma pigro pesa un settimo di tonnellata, detesta lasciare la casa di arenaria sulla Trentacinquesima Strada Ovest di Manhattan e accetta gran parte dei casi solo perché ha la necessità di mantenersi. In pieno clima natalizio, Wolfe si trova ad affrontare contemporaneamente due casi: un delitto per avvelenamento e il pericolo incombente che il suo collaboratore e amico Archie Goodwin si sposi. I due fatti coincidono e si intrecciano, costringendo Wolfe a uscire materialmente dalla sua famosa casa di arenaria per cercare di risolvere entrambi i problemi. All’interno del racconto scopriamo un lato più tenero dell’investigatore, mentre i suoi battibecchi con Goodwin mi hanno ricordato Sherlock e Watson.

Le reliquie di Raffles di E.W. Hornung

Questo è un racconto ironico e di amicizia. I protagonisti sono i ladri gentiluomini più famosi della letteratura gialla: A.J. Raffles lo scassinatore senza paura che ruba per aiutare i più poveri, e il suo fedele compagno d’avventura (in questo caso di furti) Bunny Manders. Il tema natalizio non è presente, ma il racconto risulta molto godibile.

Il prezzo della luce di Ellis Peters

Ellis Peters, pseudonimo di Edith Mary Pargeter, ha creato il personaggio di fratello Cadfael, un monaco benedettino erborista che vive nello Shropshire del dodicesimo secolo. Fratello Cadfeal è una figura positiva e moderna e sarà lui a rivelare il responsabile del furto dei candelabri d’argento offerti in dono alla Madonna, e soprattutto comprenderà il motivo di tale gesto, facendo riflettere il lettore che non si deve giudicare una persona senza capire il motivo che la spinge a compiere un determinato gesto.

Un dono per Babbo Natale “sahib” di H.R.F. Keating

L’ispettore Ganesh Ghote della Divisione investigativa criminale di Bombay è il personaggio più popolare creato della penna di H.R.F. Keating. In questo racconto breve e bizzarro, ci troviamo in un magazzino di Bombay, pochi giorni antecedenti al Natale e l’ispettore dovrà risolvere un caso di furto, per cui viene indagato Babbo Natale stesso.

Il treno di Natale di Will Scott

Will Scott non è particolarmente famoso ai giorni nostri, ma è l’autore di oltre duemila racconti, ha iniziato con storielle semplici ed umoristiche, per poi dedicarsi al giallo. Siamo a pochissimi giorni da Natale, all’interno di una lussuosa carrozza di un treno. L’atmosfera natalizia è una caratteristica molto presente in questo racconto e, insieme ad Il Ladro che ride (Jeremiah Jones) e all’ispettore Beecham di Scotland Yard, ci farà sorridere e passare una piacevole lettura.

Markheim di Robert Louis Stevenson

Tutti conosciamo Stevenson per L’isola del tesoro, La freccia nera e Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde, ed è stato bello conoscere una sua nuova sfumatura grazie a questo racconto, che personalmente non conoscevo. Il racconto riportato nel volume, è stato pubblicato per la prima volte nel 1885 e parla della figura del diavolo, intesa come la sfumatura del male che ogni individuo possiede dentro di sé.

Un regalo natalizio dal chaparral di O. Henry

O. Henry è lo pseudonimo di William Sidney Porter e ha scritto più di seicento racconti brevi. ”Un regalo natalizio dal chaparral” è stato uno dei primi racconti di O. Henry, scritto mentre era in prigione ed è stato pubblicato per la prima volta nel dicembre del 1903. In suo onore, nel 1919 è stata istituita la “O. Henry Memorial Award Prize Stories”, una prestigiosa antologia che raccoglie periodicamente i migliori racconti dell’anno.

Il caso Chopham di Edgar Wallace

Negli anni Venti, Edgar Wallace fu lo scrittore di thriller di maggior successo in Inghilterra. In questo racconto ci troviamo davanti ad un caso di omicidio che coinvolge due uomini armati, probabilmente due rivali, che sono stati ritrovati durante la Vigilia di Natale. Il caso sarà affidato all’avvocato penale Archie Lenton.

Una tragedia natalizia di Agatha Christie

Questa raccolta di racconti natalizi non poteva non finire con il botto, coinvolgendo la migliore scrittrice letteraria che sia mai esistita: Agatha Christie, pensate che le sue opere sono tradotte in tutte le lingue e risultano aver superato i quattro miliardi di copie vendute. “Una tragedia natalizia” è uno dei 13 racconti che fanno parte della raccolta ”Miss Marple e i tredici problemi”, scritta nel 1930 in Gran Bretagna. Miss Marple racconta ad alcuni suoi amici uno dei suoi casi di omicidio già risolti, avvenuto a soli quattro giorni dal Natale.

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Il Review Party finisce oggi, ma vi lascio il banner e il collegamento con gli altri blog, cosi potrete recuperare gli altri articoli con facilità:

🎄 23 Novembre
Timeless hopeful reader (organizzatrice)
Vivo attraverso i libri 
🎄 24 Novembre
La libreria di Ophelia
Un altro Bookblog
🎄 25 Novembre
Sfumature e sogni d’inchiostro 


Pubblicato in: Libri, Mondadori, Review Party

La vita invisibile di Addie LaRue – Review Party

Buongiorno amici lettori,
oggi è il grande giorno!!!
Finalmente esce La vita invisibile di Addie LaRue, un romanzo fantasy autoconclusivo, scritto da VE Schwab, tradotto da Marina Calvaresi e pubblicato dalla Mondadori.

Per questa edizione la Mondadori ha fatto un lavoro magistrale, creando una piccola opera d’arte. Voglio lasciarvi qualche foto del libro che ho preso dalla pagina Instagram della
Mondadori (Oscar Vault):

L’evento è stato organizzato da Alessia Sofia di @letture_in_salotto in collaborazione con la Mondadori; voglio ringraziare le organizzatrici e la casa editrice per la bellissima opportunità.

Se vi siete persi il mio articolo sui personaggi de La vita invisibile di Addie LaRue, potete recuperarlo cliccando QUI.

Titolo: La vita invisibile di Addie LaRue

Autore: VE Schwab

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 492

Genere: Fantasy, Soprannaturale

Trama


Non pregare mai gli dèi che sono in ascolto dopo il tramonto.”
E se potessi vivere per sempre, ma della tua vita non rimanesse traccia perché nessuna delle persone che incontri può ricordarsi di te? Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l’immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome. Nella tradizione di “Vita dopo vita” e “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, “La vita invisibile di Addie LaRue” si candida a divenire una pietra miliare nel genere del “romanzo faustiano”.


Cosa ne penso

La Schwab ha pubblicato molti romanzi, soprattutto fantasy e YA, per La vita invisibile di Addie LaRue prende una nuova direzione, e devo ammettere che funziona in maniera quasi perfetta (solo perché la perfezione non esiste). Il suo nuovo libro è più lento, più intenso e romantico rispetto ai precedenti, ma continua a portare il suo tocco di realismo magico che le ha fatto guadagnare moltissimi lettori.

Quando ho iniziato a leggere il libro, non avevo ben chiaro dove volesse arrivare l’autrice, però mi sembrava di leggere una poesia sulla vita di una giovane donna, che per non cedere definitivamente la sua anima al diavolo, ha continuato a vivere e ad essere dimenticata da chiunque la incontrasse.

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Adeline LaRue è nata nel 1691 a Villon, un piccolo paesino della Francia, dove le persone nascono, vivono e muoiono nello stesso raggio di qualche chilometro. Addie, tuttavia, è diversa dal resto degli abitanti del posto, è una sognatrice ambiziosa e non comprende il desiderio dei suoi genitori di volerla dare in sposa a qualche scapolo del paese.

Quando era bambina, fa amicizia con Estele, una anziana zitella che vive ai margini del paese e che passa le sue giornate a pregare gli antichi dei. È lei che insegna ad Addie come invocare gli dei e pregare le antiche divinità, con un unico ammonimento ”Non pregare mai gli dei che sono in ascolto dopo il tramonto”. Tuttavia, dopo anni di preghiere, per evitare e sfuggire al matrimonio, Addie viene messa alle strette dai genitori ed è obbligata a sposarsi.

Sette lentiggini. Una per ogni amore che avrebbe avuto. Una per ogni vita che avrebbe vissuto. Una per ogni dio che avrebbe vegliato su di lei. Adesso la scherniscono, le sette macchioline. Promesse. Bugie. Lei non ha avuto nessun amore, non ha vissuto nessuna vita, non ha incontrato nessun dio, e ormai il tempo è agli sgoccioli.

In preda al panico e alla disperazione, il giorno del suo matrimonio scappa nel bosco e fa un patto con l’Oscuro signore per ottenere la libertà assoluta e la vita eterna; invece di ricevere una benedizione, Addie viene maledetta, perché nessuno può ricordarsi di lei, infatti ogni persona si dimentica della sua esistenza nel momento in cui lascia la stanza o, addirittura, quando gira l’angolo. I suoi genitori la vedono come un’estranea e nessuno può ricordarla per più di una notte. È libera dai ricordi, dai pensieri e dalle opinioni di chiunque, ma è totalmente sola al mondo.

Ad aggravare ulteriormente la situazione c’è il fattore immortalità, e per 300 anni Addie vive da sola, sopravvivendo grazie alla sua intelligenza, furbizia e fascino, fino a quando non si imbatte in un commesso di libreria, che finalmente riesce a ricordarsi di lei.

I capitoli del romanzo alternano momenti del presente a ricordi del passato, questa altalena temporale non confonde il lettore ed è una scelta geniale dell’autrice per far conoscere Addie a 360°. La Schwab è abilissima ad intervallare momenti di tristezza con attimi di gioia, riesce a descrivere la solitudine e il dolore in maniera straziante, analizzando i rapporti di Addie che non possono durare per più di un giorno. Inserisce pezzi crudi e brutali, dovuti al bisogno di soldi e alla mancanza di punti di riferimento; ma poi incastra momenti di meraviglia e felicità, come la prima volta che Addie vede il mare, che riempiono il cuore dei lettori. Il libro parla e fa vivere quasi tutte le emozioni che conosciamo ed è interessantissimo accompagnare Addie durante il suo viaggio, mentre impara i limiti della sua maledizione e li trasforma in caratteristiche positive.

È proprio grazie all’arte che scopre un secondo tipo di esistenza, infatti, gettandosi nell’orbita dei più grandi pittori, poeti e musicisti del passato, riuscirà a lasciare tracce di sé nella storia. Ogni parte del libro inizia con l’analisi di un capolavoro artistico, in cui viene nominato l’autore, la data di creazione, e l’autrice ci fa intuire che ogni opera d’arte ha Addie come protagonista. Le sue sette lentiggini distintive, disseminate sul naso e sulle guance come se fossero schizzi di pittura (simili ad un fascio di stelle), la rendono riconoscibile e ci fanno comprendere il desiderio morboso di Addie di essere ricordata in modo assoluto e concreto.

 Il suo viaggio la porterà dalle strade di Parigi, in preda alla rivoluzione, fino all’odierna New York City, dove incontra e si innamora di un ragazzo di nome Henry che cambierà ogni cosa. Ma perché Henry riesce a ricordarla? Cos’ha di diverso rispetto alle altre persone? Ci vorrà parecchio tempo per scoprirlo, ma vi assicuro che ne varrà la pena; l’autrice non lascia niente in sospeso e gestisce tutto in maniera molto accurata.
La storia d’amore che si crea tra Addie e Henry è straordinaria e riesce ad entrare nel cuore del lettore e a restare anche dopo il termine della lettura. Ho ripensato a questo libro per giorni e sono sicura che prima o poi lo rileggerò, per catturare altri dettagli ed emozioni.

”La vita invisibile di Addie LaRue” è decisamente romantico, anche se la storia d’amore non è al centro della narrazione. Addie è prima di tutto innamorata ed ossessionata dalla vita, anche se con essa ha una relazione leggermente travagliata.
Due dei tre protagonisti sono bisessuali e le tematiche LGBTQ vengono gestite in maniera ottima.

La storia è mozzafiato, merito dello stile della Schwab, che si rivela magico, poetico, toccante e ben costruito. La divisione della narrazione, con l’alternanza dei periodi storici, è davvero ben pensata: completa la trama come se fosse un puzzle, senza dover far fare al lettore un gigantesco passo indietro che avrebbe spezzato a metà il libro, ma soprattutto ci mostra Addie in maniera completa. In particolare, ci ha fatto conoscere la Addie del 2014 e la Addie del XVII secolo, mostrando lo sviluppo del suo carattere e del personaggio in generale.

I personaggi maschili sono ben descritti e totalmente opposti. Da una parte abbiamo Henry, un giovane uomo che vuole essere amato e che ha paura del pensiero altrui, dall’altra abbiamo il Diavolo (Luc), affascinante ed oscuro. Luc è l’unica costante della vita di Addie, l’unico che la conosce realmente e che la accompagnerà per tutta la storia.

Essere dimenticata, riflette, è un po’ come impazzire. Cominci a chiederti che cos’è reale, se tu sei reale. In fin dei conti, come può esserlo qualcosa impossibile da ricordare?

”La vita invisibile di Addie LaRue” per me è stata una storia perfetta: ho amato i personaggi, ho adorato lo stile di scrittura e mi sono sentita coinvolta con il cuore e l’anima. Questo è sicuramente un libro a cui penserò per molto, ha suscitato in me sentimenti di malinconia positiva, che mi hanno fatto riflettere e stare bene.

Consiglio questo libro praticamente a tutti e vi annuncio che presto diventerà un film, prodotto dalla società G-Base di Gerard Butler.

18 novembreLa Libreria di Ophelia
19 novembreLetture in Salotto
20 novembreSofi che legge cose
23 novembreSfumature e Sogni d’Inchiostro
24 novembreAncora un Capitolo

Victoria “V. E.” Schwab è l’autrice di oltre venti libri, tra cui l’acclamata serie Shades of Magic e la trilogia Cassidy Blake, di prossima pubblicazione in Oscar Fantastica. I suoi romanzi sono tradotti in tutto il mondo e sono stati opzionati per il cinema e la televisione. Quando non si aggira per i vicoli di Parigi o non arranca su e giù per le colline inglesi, vive a Edimburgo, in Scozia, ed è in genere accoccolata nell’angolo di una caffetteria, intenta a sognare mostri.

Pubblicato in: Blog Tour, Libri, Mondadori

La vita invisibile di Addie LaRue – Blog Tour

Buongiorno amici lettori e bentrovati.
Voglio iniziare la settimana in maniera super, parlandovi de La vita invisibile di Addie LaRue, un libro che mi ha rubato il cuore e che uscirà domani, martedì 24 novembre, per Mondadori.

L’evento durerà dal 18 al 25 novembre, ed è stato organizzato da Alessia e Sofia di @letture_in_salotto .
Voglio subito ringraziare le organizzatrici e la Mondadori per la bellissima occasione.

Titolo: La vita invisibile di Addie LaRue

Autore: VE Schwab 

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 492

Genere: Fantasy, Soprannaturale

Trama


Non pregare mai gli dèi che sono in ascolto dopo il tramonto“.
E se potessi vivere per sempre, ma della tua vita non rimanesse traccia perché nessuna delle persone che incontri può ricordarsi di te? Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l’immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome. Nella tradizione di “Vita dopo vita” e “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, “La vita invisibile di Addie LaRue” si candida a divenire una pietra miliare nel genere del “romanzo faustiano”.


Adeline LaRue è nata in Francia alla fine del XVII secolo, ma nessuno lo ricorda. Nessuno, tranne lei stessa e il diavolo, con cui fa un patto per sfuggire a un matrimonio indesiderato e ad una vita che non le sarebbe mai appartenuta. Ma le contrattazioni con il diavolo hanno sempre degli inganni nascosti e dei cari prezzi da pagare. Addie scambia subito la sua anima per l’immortalità, ma non si rende conto che il prezzo della sua libertà è legata indissolubilmente ad un tornaconto personale del dio oscuro, infatti, ora è condannata ad essere dimenticata da tutti quelli che incontra: appena esce dalla visuale di una persona, viene immediatamente cancellata dalla sua memoria, come se non fosse mai esistita. La storia che segue è un alternarsi nel tempo tra la vita attuale di Addie nel 2014, e la scia del suo passato, dal momento in cui ha sigillato il contratto per la nuova esistenza. Il diavolo compare spesso negli anni per provocarla e spingerla ad andare con lui, ma Addie è testarda e farà di tutto per farsi spazio nel mondo, a modo suo… ma dopo 300 lunghissimi anni trascorsi in solitudine e come un fantasma, qualcuna si ricorderà di lei.

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Amici miei, oggi sono qui per presentarvi i personaggi e le comparse di questa meravigliosa storia, per la recensione completa vi do appuntamento a domani 24 novembre.

I personaggi. Uno sguardo alle comparse

In 300 anni di vita, Addie, conoscerà infiniti Henry, ma soltanto uno farà breccia nel suo cuore, e tantissimi Remy, ma questo nome rievocherà in lei un unico ragazzo. Quindi, andiamo a conoscere meglio la protagonista e a scoprire gli uomini e le donne che hanno fatto parte della sua storia e che, in qualche modo, sono entrati nel suo cuore o nella sua memoria.

Addie LaRue

Addie è una ragazza che è nata nel secolo sbagliato e nel posto sbagliato; il paesino di Villon, infatti, non da nessuna possibilità e nessuno sbocco, soprattutto se sei donna e sei nata nel 1691. Inizialmente conosciamo Adeline LaRue come una bambina vivace e piena di speranze, che vuole conoscere posti al di fuori del suo paesino e imparare a scrivere e leggere ma, crescendo, si rende conto che non è destinata a realizzare i suoi sogni, perché le uniche aspettative che hanno i suoi genitori è che lei si sposi e diventi una buona moglie. Gli anni passano ed Addie declina o sfugge da parecchie richieste di matrimonio, preferisce passare il suo tempo in compagnia della vecchia e strana Estele, che vive ai margini della città e adora gli antichi dei. È lei che insegna ad Addie come pregare gli dei, con un unico ammonimento: Non pregare mai gli dei che sono in ascolto dopo il tramonto. Quando raggiunge i 23 anni, Addie, non ha più scampo, viene messa alle strette dai suoi genitori ed è costretta a sposarsi con un uomo vedovo e a crescere i figli nati da un’altra donna. Il giorno del suo matrimonio scappa nel bosco e compie un’azione estrema e disperata: prega gli dei di notte, stringendo un patto con il diavolo. Addie ora è libera e immortale, fino a quando non si stuferà e sceglierà volontariamente di donare la sua vita all’oscuro signore, che in cambio, per ottenere il prima possibile la sua anima, la rende un fantasma, condannandola ad essere dimenticata da tutti: i suoi genitori la vedono come un’estranea e nessuno può ricordarla per più di una notte. È libera dai ricordi, dai pensieri e dalle opinioni di chiunque, il che le impedisce anche di stabilire connessioni significative.

Addie è testarda e ostinata a non cedere la sua anima al diavolo e continua ad interpretare varie vite. La sua determinazione e il suo rifiuto ad arrendersi, nonostante le varie avversità della sua invisibile esistenza, la rendono una donna forte e tenace ed è facile entrare in empatia con lei. I primi anni saranno i peggiori, ma pian piano si abituerà a rubare (perché essendo sempre dimenticata non può ottenere un lavoro duraturo), a cercare case o ripari sempre diversi, ma imparerà anche le lingue, a scrivere, leggere e a capire le persone con uno sguardo.

Addie è un personaggio molto complesso, è una donna che nel 1700 non riesce a piegarsi al volere degli altri, uno spirito libero che non sopporta di dover piegare il capo e accettare le decisioni imposte dalla società. Ha un animo testardo e ribelle, che conquisterà molti lettori.
Sarebbe stato facile per lei diventare fredda e stanca dopo essere stata maledetta, ma continua a trovare la bellezza nel mondo e nei suoi cambiamenti, ed è stato davvero piacevole vederla crescere e maturare.

La nostra protagonista, quasi per una beffa del destino, viene definita da tutti una bellezza senza tempo e la caratteristica che ogni persona nota sul suo viso sono le sette lentiggini disseminate sul naso e sulle guance, come se fossero schizzi di pittura sulla pelle, simili ad un fascio di stelle. La sua costellazione personale.

Riesce ad affascinare chiunque e intraprende relazioni sia con uomini che con donne, ma non potrà mai avere una confortevole intimità costruita nel tempo; Addie esiste solo ai margini della vita delle persone, può essere chi vuole, anche se è solo per un giorno alla volta. Una delle cose più intense della protagonista è il suo rapporto con la vita, infatti il suo desiderio è quello di raccontare la sua storia o di rimanere impressa.
La caratteristica più interessante è il rapporto di Addie con l’arte: durante i vari secoli poserà per più artisti, che si dimenticheranno di lei ma non del suo ritratto, o dipinto. Le diverse parti del libro sono introdotte da opere d’arte che hanno dei tratti distintivi in comune, tra cui sette lentiggini, di una persona dimenticata da tutti ma, resa immortale dall’arte umana.

Luc

Luc inizialmente sta per Lucien ed è il ragazzo che Addie inventa nella sua mente per sfuggire alla monotonia di Villon. Lucien è un ragazzo bellissimo, con occhi verdi brillanti, capelli neri e ricci, fisico scolpito. Ma Luc è un diminutivo perfetto anche per Lucifero, il signore oscuro che, per ingannare maggiormente Addie, ruba l’aspetto del ragazzo che lei aveva creato e sempre sognato, e lo manterrà per l’intera storia. Luc è un personaggio particolare, essendo il diavolo viene descritto come potente, affascinante ed oscuro; l’autrice lo delinea in modo da essere empatico e divertente, quanto insopportabile e crudele.

Arrogante ma carismatico, premuroso ma egoista, Luc è il perfetto antagonista della storia, ma diventa l’unica costante della vita di Addie, l’unico che la conosce realmente e che la accompagnerà per tutta la trama. Tra Luc e Addie c’è un sentimento molto forte e intenso, non possiamo parlare di amore, ma sarà un punto fermo per tutto il tempo del romanzo, e forse anche oltre. Per tutta la storia tenterà Addie di farla finita e andare con lui, sarà sempre dietro l’angolo, anche quando meno te lo aspetti.

L’oscurità come metafora ha un senso molto potente. L’oscurità non è solo un personaggio pericoloso, ma è anche un’idea pericolosa e Addie è continuamente tentata, affascinata e sedotta da Luc.

Henry

Henry è un ragazzo che lavora in una libreria e quando Addie ruba un libro dal suo negozio, è sicura che lui la dimenticherà, proprio come tutte le persone degli ultimi 300 anni. Ma, in qualche modo, Henry riesce a ricordarla e a pronunciare il suo nome. Sembra che la nostra protagonista abbia trovato un compagno, però, c’è qualcosa che Henry non le sta dicendo e che potrebbe cambiare tutto…

Henry è un personaggio ben caratterizzato, è molto simile a Luc esteticamente, e sembra affascinare ogni persona che incontra. Il suo conflitto interno è presentato magnificamente ed esplora le complessità dell’autostima, influenzata dalle opinioni della società e delle persone più care; saranno proprio i pregiudizi e le insicurezze che lo spingeranno a compiere scelte sbagliate.
Penso che Henry non sia il classico personaggio maschile che vediamo ogni volta: è insicuro, sensibile e un po’ perso, ma è stato stupendo veder nascere la sua storia d’amore con Addie. Entrambi sono un equilibrio l’uno per l’altro, perché Henry è in grado di ascoltare la storia di Addie e Addie è in grado di vedere Henry per quello che realmente è.

Conosceremo meglio Henry grazie ad alcuni salti temporali nella narrazione, infatti, nonostante il libro si concentri principalmente sulla prospettiva di Addie e mostri la crescita del suo personaggio, alcuni flashback analizzeranno i retroscena di Henry, aggiungendo profondità nella sua caratterizzazione.

 Non voglio entrare troppo nei dettagli, ma il rapporto che si instaura tra Addie e Henry è qualcosa che amerò per sempre.

Due dei personaggi principali sono esplicitamente LGBTQ ed è un dettaglio gestito benissimo dall’autrice.

Estele

Estele è uno dei primi personaggi della vita di Addie, è un’anziana zitella che vive ai margini del paese di Villon e adora gli antichi dei. Passerà molto tempo insieme ad Addie e le insegnerà a pregare i suoi dei. Nonostante la sua vita rappresenti un battito di ciglia nell’esistenza di Addie, la protagonista la ricorderà per sempre e andrà più volte a trovarla sulla sua tomba. Ancora nel 2014, Addie, sentirà i suoi ammonimenti o le sue battute come consigli di vita.

Remy

Remy è un ragazzo bellissimo, allegro, solare, con idee moderne e un’ottima visione della donna: secondo lui non è giusto che le ragazze non vengano istruite come i ragazzi. Addie lo incontrerà a Parigi nella prima metà del 1700 ma, nonostante tutti i ”Remy” che incontrerà, quel nome la farà sempre pensare a lui, a quel ragazzo con cui ha condiviso la sua prima esperienza romantica e di cui si sarebbe sicuramente innamorata, se solo lui non si fosse dimenticato di lei.

Toby

Toby è un musicista, è uno dei primi personaggi che incontriamo nel 2014. Addie è particolarmente affezionata a lui, va spesso ai suoi concerti, in cui lo incontra sempre ”casualmente” al bancone di un locale, come se recitassero un copione. Insieme scriveranno una canzone, che rappresenterà una prova del passaggio di Addie sulla Terra.

Sam

Sam è una dolcissima pittrice, uno dei vari amori momentanei di Addie. Le due condividono una profonda attrazione e Sam la dipingerà in un ritratto, che sarà l’unico suo quadro ad essere acquistato e ad avere successo.

Jean

Jean è un attore famoso dei nostri giorni, un ragazzo omosessuale che ha paura del giudizio della stampa, e per farsi vedere con persone di sesso femminile e allontanare ogni pregiudizio, sceglie ragazze a caso (tra cui Addie) con cui mostrarsi e farsi fotografare. Addie userà spesso casa di Jean come rifugio, mentre lui sarà altrove, a girare film o serie TV.

Bea

Bea è la migliore amica di Henry, nonché sua collega di lavoro. Non ricorderà mai Addie e ogni volta le dirà di avere un Déjà-vu nel vederla.

Robbie

Robbie è un ex fiamma di Henry e, nonostante l’abbia lasciato, è ancora innamorato di lui. Fa l’attore e si mostrerà sempre ostile nei confronti di Addie.

Ecco sua madre sulla soglia, come uno scheletro avvizzito.
Ecco Remy nel salotto parigino.
Ecco Sam, che ogni volta la invita a restare.
Ecco Toby Marsh, che canta la loro canzone.
Il solo metodo che Addie conosce per tirare avanti è continuare ad andare dritta. Se gli altri sono Orfeo, allora lei è Euridice, condannata alla rovina ogni volta che qualcuno le gira le spalle.

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Anche se noi viviamo una sola volta, incontriamo comparse che riempiono la nostra vita, ma che, nonostante la loro scomparsa, continueremo a ricordare per sempre, proprio come ha fatto Addie Larue.

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18 novembre: La Libreria di Ophelia
19 novembre: Letture in Salotto
20 novembre: Sofi che legge cose
23 novembre: Sfumature e Sogni d’Inchiostro
24 novembre: Ancora un Capitolo

Victoria “V. E.” Schwab è l’autrice di oltre venti libri, tra cui l’acclamata serie Shades of Magic e la trilogia Cassidy Blake, di prossima pubblicazione in Oscar Fantastica. I suoi romanzi sono tradotti in tutto il mondo e sono stati opzionati per il cinema e la televisione. Quando non si aggira per i vicoli di Parigi o non arranca su e giù per le colline inglesi, vive a Edimburgo, in Scozia, ed è in genere accoccolata nell’angolo di una caffetteria, intenta a sognare mostri.

Pubblicato in: Libri, Mondadori, Review Party

Il peggiore dei mondi possibili – Review Party

Buonasera amici lettori e buon sabato!
Oggi sono felicissima di aprire le danze per il Review Party sul nuovo Oscar Drago di Mondadori; il volume è intitolato Il peggiore dei mondi possibili e contiene al suo interno le opere più celebri di George Orwell, in ordine:
Fiorirà l’aspidistria
Omaggio alla Catalogna
Una boccata d’aria
La fattoria degli animali
 1984

La Mondadori ha reso omaggio ad un grandissimo autore che ha cambiato la visione della letteratura, rendendola uno strumento di denuncia e di discussione politico-sociale, dal 1900 fino ai nostri giorni. Grazie a questa antologia riusciremo a comprendere più punti di vista degli ideali di Orwell, che l’hanno reso il re indiscusso del genere distopico: l’insieme dei suoi romanzi ci porteranno ad una profonda conoscenza del pensiero orwelliano e ci dimostreranno come dei romanzi scritti nella prima metà del 1900 possano essere terribilmente attuali.

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Il Review Party è stato organizzato da Azzurra di @semplicemente_leggo e dalla Mondadori, e durerà dal 21 al 25 novembre. In fondo all’articolo vi lascio il banner e i collegamenti con i blog delle altre 4 partecipanti: ognuna di noi vi presenterà un libro nello specifico, io vi parlerò de La fattoria degli animali.

Ringrazio moltissimo Azzurra e la Mondadori per questa occasione.

Titolo: Il peggiore dei mondi possibili

Autore: George Orwell

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Draghi

N.Pagine: 936

Genere: Distopico

Trama


“Fiorirà l’aspidistra”, “Omaggio alla Catalogna”, “Una boccata d’aria”, “La fattoria degli animali”, “1984”: con queste cinque opere, tra il 1936 e il 1948, George Orwell è andato delineando un panorama sociale, politico e narrativo che si è nutrito insieme di suggestioni biografiche, grandi eventi storici, immaginazione letteraria, diventando uno dei grandissimi autori del Novecento. Questo volume li raccoglie, fornendo inoltre un agile profilo dell’autore e una curiosa sezione di giudizi critici dei contemporanei, a volte sorprendenti.


illustrazione interna al libro

1984 è uno dei miei libri preferiti in assoluto, Orwell è riuscito a stupirmi, spaventarmi, farmi riflettere e mi ha avvicinata indissolubilmente al genere distopico. Ogni volta che si rilegge un romanzo di Orwell, si scopre un aspetto o un nuovo dettaglio che era sfuggito la volta precedente, le sue opere sono profonde e complesse, ricche di sfumature e caratteristiche ma, soprattutto, hanno morali sempre attuali e vanno lette, rilette e tramandate.
Sono davvero grata alla Mondadori per aver riunito le sue opere in un libro e penso che sia un volume da avere assolutamente nella propria libreria.

La Fattoria degli Animali

Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri.
Stanchi dei soprusi, gli animali di una fattoria decidono di ribellarsi agli umani e, cacciato il proprietario, danno vita a un nuovo ordine fondato sull’uguaglianza. Ben presto, però, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con astuzia, cupidigia e prepotenza si impongono sugli altri animali. L’acuta satira orwelliana contro il totalitarismo è unita in questo apologo a una felicità inventiva e a un’energia stilistica che pongono “La fattoria degli animali” tra le opere più celebri della narrativa del Novecento.

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La fattoria degli animali fu pubblicato per la prima volta nel 1945 e voleva essere un romanzo – critica della politica di Stalin e della situazione russa durante e dopo la Rivoluzione; oltre ad essere una metafora della politica russa della prima metà del 1900, spiega le caratteristiche generali dei movimenti politici mondiali ed espone i risultati generici che hanno causato.

Nel romanzo si narra la storia degli animali della Fattoria Padronale, che decidono di ribellarsi al loro padrone, il Signore Jones, perché stufi di essere sfruttati e malnutriti. La Rivoluzione è comandata dai Maiali Palla di Neve e Napoleone, che portano i loro compagni alla vittoria e ad un nuova democrazia, basata su sette comandamenti, il più importante dei quali è “Tutti gli animali sono uguali“. Inizialmente la fattoria prospera, ma i maiali, ritenuti più intelligenti degli altri animali, vengono messi a capo di ogni amministrazione, mentre Napoleone e Palla di Neve acquisiscono sempre più rilievo come capi; i due iniziano ad entrare in conflitto, perché Napoleone vuole prendere sempre più piede come capo ed avere il potere assoluto, ma questo non è realizzabile con Palla di Neve come suo pari.

Intanto, gli animali sono felicissimi di lavorare senza essere comandati da umani, e Palla di Neve ottiene moltissimi consensi nel voler costruire un mulino, che avrebbe dotato la Fattoria di energia elettrica, risparmiando così agli animali moltissime fatiche. Napoleone, contrario all’idea, caccia Palla di Neve dalla Fattoria e, aiutato da alcuni cani e da un altro maiale, instaura la sua idea di politica, creando un clima di adorazione verso di lui da parte degli altri animali. Cambia anche i comandamenti a suo favore.

Napoleone inizia ad avviare rapporti con gli esseri umani, fino ad emulare le loro abitudini e, a poco a poco, lui e gli altri animali iniziano a camminare su due zampe, proprio come se fossero esseri umani. Successivamente, Napoleone fa ripristinare il nome di Fattoria Padronale, che avevano cambiato in Fattoria degli Animali, e fa cancellare i comandamenti, lasciando un’unica frase: ”Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri”.

Alla fine del libro, non si distingueranno più gli animali dagli uomini e gli uomini dagli animali:

Dall’esterno le creature volgevano lo sguardo dal maiale all’uomo, e dall’uomo al maiale, e ancora dal maiale all’uomo: ma era già impossibile distinguere l’uno dall’altro.

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La fattoria degli animali è un’opera allegorica e satirica: vediamo maiali che comandano, che creano leggi a loro piacimento, ingannando altri animali e facendoli lavorare come servi. Uno di loro arriva addirittura a giustiziarli per reati fittizi.
Tutto questo è surreale, no?
Ma se i maiali fossero esseri umani? Sarebbe una realtà concreta, riconducibile a molti avvenimenti attuali e passati: spesso, le situazioni di oppressione e sfruttamento hanno portato a delle rivoluzioni (Orwell fa riferimento soprattutto alla Rivoluzione russa). Le rivoluzioni portano a conflitti, che hanno successo grazie ad individui che sanno coinvolgere e trascinare il popolo; spesso, gli esponenti che hanno portato alle rivolte si trasformano in un regime, esattamente come quello che hanno tolto dal potere.

La fattoria degli animali raffigura un ciclo visto e rivisto, che spesso si è riprodotto nella storia e che non dovrebbe più ripetersi.

L’opera di Orwell è drammatica e distopica, più si va avanti nella lettura e più ti lascia l’amaro in bocca e senza parole. Il geniale autore riesce a spiegare, tramite l’allegoria maiali – fattoria, come una società possa essere in presenza di un regime autoritario, e fa riflettere il lettore su che effetto possa avere il potere su uomini (in questo caso i maiali) prima normali e poi con autorità assoluta.

In entrambi i titoli che ho letto (1984 e La fattoria degli animali) il sistema politico è di tipo totalitario e, anche in questo caso, la distopia inventata da Orwell non si allontana troppo, anche se in maniera meno drastica e drammatica, dalla nostra società, infatti esistono ancora oggi battaglie per concetti o per ideali che vengono smontate e soppresse con la forza.

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Quando mi capita di leggere un romanzo di Orwell, rifletto sempre su come queste storie rispecchino la realtà attuale e su come le situazioni siano ancora somiglianti a quelle dello scorso secolo. Spesso provo paura per il riflesso che la nostra società ha con i distopici, ma è una paura utile e necessaria per far sì che alcuni avvenimenti non si verifichino più in futuro. I libri di Orwell, oltre che essere dei grandi classici della letteratura, sono un ottimo strumento di sensibilizzazione per il presente e li consiglio ad ogni persona; in particolare a coloro che amano cercare messaggi segreti tra le righe o che vogliono un approccio più critico nei confronti della realtà.

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Amici miei, il Review Party è appena iniziato e io vi consiglio di seguire anche le recensioni delle altre partecipanti:

21 NovembreLa fattoria degli animaliSfumature e Sogni d’Inchiostro
22 NovembreOmaggio alla CatalognaSemplicemente leggo (organizzatrice)
23 NovembreUna boccata d’ariaLittle Readers
24 NovembreFiorirà l’aspidistriaDebora Mayfair
25 Novembre1984Alessandra Nekkina

George Orwell pseudonimo di Eric Arthur Blair, Motihari, Bengala, 1903 – Londra 1950. Prese parte alla Guerra civile spagnola e durante il secondo conflitto mondiale fu corrispondente di guerra. Le sue opere più celebri sono Omaggio alla Catalogna (1938), La fattoria degli animali (1945) e 1984 (1949).