Pubblicato in: Libri, Nord, Recensione

I Leoni di Sicilia – Recensione

Cari lettori, finalmente sta per arrivare il grande giorno!
Da domani, lunedì 24 maggio, sarà disponibile in tutte le librerie il secondo volume della saga dei Florio, intitolato L’ inverno dei Leoni.

Ma andiamo con ordine

Vi è mai capitato di amare così tanto un libro da volerlo acquistare una seconda volta, soltanto per avere anche la versione illustrata? A me è successo con I Leoni di Sicilia di Stefania Auci, edito nel 2019 da Editrice Nord.

“L’ inverno dei Leoni”, il seguito de “I Leoni di Sicilia”, è uno dei libri più attesi dell’anno e io non vedo l’ora di continuare questa meravigliosa storia.

C’è stata una famiglia che ha sfidato il mondo. 
Una famiglia che ha conquistato tutto.
Una famiglia che è diventata leggenda.
Questa è la sua storia.

Titolo: I Leoni di Sicilia

Autore: Stefania Auci

Editore: Nord

Collana: Narrativa Nord

N.Pagine: 437

Genere: Saga familiare, Romanzo storico

Trama


 Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile. Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia – Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.


Con oltre 700mila copie vendute e più di 35 edizioni, si conferma il titolo più venduto in Italia dall’uscita ad oggi negli ultimi anni. Già pubblicato negli Stati Uniti, in Olanda e in Spagna, il romanzo è in corso di traduzione in 31 Paesi. A distanza di quasi due anni il romanzo di Stefania Auci è ancora intesta alla classifica dei libri più venduti. RAI Fiction ha annunciato una serie tratta da I leoni di Sicilia tra i progetti più ambiziosi in via di sviluppo.

Cosa ne penso

“I Leoni di Sicilia” è il primo volume di una saga famigliare che ha come protagonisti i Florio: una delle più ricche e imponenti famiglie di imprenditori italiani, vissuta a Palermo fra il XIX e il XX secolo. Quella dei Florio è una storia grandiosa, appassionante e drammatica, che inizia dal nulla per poi sbocciare in qualcosa di magnifico.

Inizialmente, i Florio sono una delle innumerevoli famiglie di origini umili che, per ambizione o necessità, provano a migrare in un altro luogo, con la speranza di ricominciare da capo una seconda vita. Tutto comincia con il terremoto del 16 ottobre 1799: ci troviamo a Bagnara Calabra, in piena notte, quando la casa dei fratelli Paolo e Ignazio Florio inizia a tremare ( i due, nel 1783 avevano perso entrambi i genitori per un’altra violentissima scossa, in cui Bagnara venne quasi rasa al suolo).

Paolo Florio è un uomo ambizioso, stufo di vivere in una terra piegata dalla miseria e priva di opportunità così, dopo l’ennesimo terremoto, decide di andare via dalla Calabria. I due fratelli, seguiti dalla nipotina Vittoria e da Giuseppina e Vincenzo (moglie e figlio di Paolo), scelgono di sbarcare sulle coste siciliane, dove entreranno a far parte dei commercianti della caotica e ricca Palermo dei primi anni dell’Ottocento.

Presto però, Paolo e Ignazio inizieranno a fare i conti con una terra che non accoglie calorosamente i nuovi arrivati ma, spinti da una grande ambizione, continueranno a mirare sempre più in alto e col tempo si trasformeranno da semplici facchini (termine dispregiativo usato dai palermitani) ai potenti e invidiati Leoni di Sicilia.  

Il romanzo copre oltre sessant’anni e segue il percorso di tre generazioni di casa Florio. Alla morte prematura di Paolo, il fratello Ignazio prenderà in mano la gestione degli affari di famiglia, provvedendo anche a mantenere Giuseppina e a crescere il piccolo Vincenzo, di soli 8 anni. Con Ignazio gli affari iniziano a espandersi e a fiorire e, parallelamente alla crescita economica dei Florio, seguiamo anche il percorso del piccolo Vincenzo: vedremo i suoi primi amori, le delusioni e la sua formazione, divisa tra Italia e Inghilterra. Il piccolo di casa Florio cresce con un carattere forte e orgoglioso, che si scontrerà spesso con l’aristocrazia di Palermo.

Vincenzo Florio (seduto) accanto alla moglie Giulia Portalupi, insieme al figlio Ignazio e la nuora Giovanna D’Ondes

Alla morte di Ignazio, Vincenzo ha 29 anni e i Florio sono già una delle più potenti famiglie palermitane. La fortuna della prima generazione di casa Florio furono le spezie e gli aromi, in particolare la corteccia di china, usata come cura per la malaria, l’influenza, i crampi e i dolori muscolari e i disturbi gastrici. Con Vincenzo, che aveva appreso le tecniche industriali inglesi, la produzione di casa Florio decolla, espandendosi sempre di più.

Il giovane, riesce a diversificare gli affari dalle tonnare (con l’innovativo metodo di conservazione del tonno sott’olio) alle compravendite di merci, dalle produzioni vinicole fino alle flotte di navi per gestire i trasporti.

Con grande sorpresa ho trovato una storia terribilmente attuale: conosciamo una famiglia che, nonostante l’impegno e la forza di volontà, non verrà mai accettata completamente dai palermitani, che continueranno a screditarli e a considerarli come stranieri. Per decenni, i Florio saranno vittime di pregiudizi, invidie e malumori, non solo per la loro provenienza geografica, ma anche per l’approccio imprenditoriale troppo moderno nei confronti di un’economia ancora poco sviluppata.

Ogni capitolo inizia con un proverbio siciliano e con brevi inquadramenti storici del periodo narrato, che consentono al lettore di collegare le vicende storiche e sociali con gli avvenimenti della famiglia Florio.

Stefania Auci, infatti, non ci mostra soltanto la crescita dei Florio ma segue anche lo sviluppo di Palermo stessa, dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia. L’autrice è stata davvero abilissima ad intrecciare la storia della città con le vicende private di una famiglia che ha segnato un’epoca.

Gli episodi famigliari e amorosi, anche se molto romanzati, sono perfetti per rendere leggera la narrazione e non appesantire troppo la trama.

Lo stile dell’autrice è scorrevole ma ricco, con descrizioni di luoghi e personaggi che riescono a impreziosire il racconto, facendo respirare al lettore le atmosfere siciliane di quel periodo. Inoltre, ho apprezzato tantissimo l’inserimento di alcune frasi in dialetto siciliano, che hanno reso ancora più veritiera la narrazione.

Man mano che procedevo con la lettura, mi sentivo sempre più vicina ai personaggi del libro, soprattutto a Vincenzo e Ignazio e mi sembrava di essere insieme ai protagonisti nel loro negozio di spezie, circondata dai profumi provenienti da tutto il mondo. Le descrizioni della Auci sono minuziose e vivide, e hanno convinto una mia amica a fare un tour della Sicilia per visitare i luoghi in cui i Florio hanno vissuto (tour che vorrei fare anche io a fine pandemia).

La saga dei Florio di Stefania Auci resterà per sempre una delle migliori saghe famigliari italiane di tutti i tempi e consiglio la lettura agli amanti del genere e a ogni italiano che vuole conoscere un pezzetto di storia del proprio paese.

✧༺★༻✧

Vi ricordo che il secondo volume della saga dei Florio uscirà DOMANI!
Ecco la TRAMA:

Hanno vinto, i Florio, i Leoni di Sicilia. Lontani sono i tempi della misera putìa al centro di Palermo, dei sacchi di spezie, di Paolo e di Ignazio, arrivati lì per sfuggire alla miseria, ricchi solo di determinazione. Adesso hanno palazzi e fabbriche, navi e tonnare, sete e gioielli. Adesso tutta la città li ammira, li onora e li teme. E il giovane Ignazio non teme nessuno. Il destino di Casa Florio è stato il suo destino fin dalla nascita, gli scorre nelle vene, lo spinge ad andare oltre la Sicilia, verso Roma e gli intrighi della politica, verso l’Europa e le sue corti, verso il dominio navale del Mediterraneo, verso l’acquisto dell’intero arcipelago delle Egadi. È un impero sfolgorante, quello di Ignazio, che però ha un cuore di ghiaccio. Perché per la gloria di Casa Florio lui ha dovuto rinunciare all’amore che avrebbe rovesciato il suo destino. E l’ombra di quell’amore non lo lascia mai, fino all’ultimo… Ha paura, invece, suo figlio Ignazziddu, che a poco più di vent’anni riceve in eredità tutto ciò suo padre ha costruito. Ha paura perché lui non vuole essere schiavo di un nome, sacrificare se stesso sull’altare della famiglia. Eppure ci prova, affrontando un mondo che cambia troppo rapidamente, agitato da forze nuove, violente e incontrollabili. Ci prova, ma capisce che non basta avere il sangue dei Florio per imporsi. Ci vuole qualcos’altro, qualcosa che avevano suo nonno e suo padre e che a lui manca. Ma dove, cosa, ha sbagliato? Vincono tutto e poi perdono tutto, i Florio. Eppure questa non è che una parte della loro incredibile storia. Perché questo padre e questo figlio, così diversi, così lontani, hanno accanto due donne anche loro molto diverse, eppure entrambe straordinarie: Giovanna, la moglie di Ignazio, dura e fragile come cristallo, piena di passione ma affamata d’amore, e Franca, la moglie di Ignazziddu, la donna più bella d’Europa, la cui esistenza dorata va in frantumi sotto i colpi di un destino crudele. Sono loro, sono queste due donne, a compiere la vera parabola – esaltante e terribile, gloriosa e tragica – di una famiglia che, per un lungo istante, ha illuminato il mondo. E a farci capire perché, dopo tanti anni, i Florio continuano a vivere, a far battere il cuore di un’isola e di una città. Unici e indimenticabili.

✧༺★༻✧

Stefania Auci è nata a Trapani, ma vive da tempo a Palermo, dove lavora come insegnante di sostegno. Con I Leoni di Sicilia, che ha avuto uno straordinario successo – più di cento settimane in classifica, in corso di traduzione in 32 Paesi –, ha narrato le vicende dei Florio fino alla metà dell’Ottocento, conquistando i lettori per la passione con cui ha saputo rivelare la contraddittoria, trascinante vitalità di questa famiglia. Una passione che attraversa anche L’inverno dei Leoni, seconda e conclusiva parte della saga, e che ci spalanca le porte del mito dei Florio, facendoci rivivere un’epoca, un mondo e un destino senza pari.

Pubblicato in: Libri, Nord, Recensione

Storia di due anime – Recensione

Buongiorno amici lettori ❤

Oggi voglio parlarvi di una delle mie ultimissime letture del 2020: Storia di due anime, il primo romanzo di Alex Landragin, che è stato pubblicato in Italia da Editrice Nord.

La prima caratteristica che mi ha attratta del libro è stata la meravigliosa copertina, creata da gatsby_books, ricca di dettagli e particolari inerenti alla storia, ma la vera sorpresa è stata la storia.

Titolo: Storia di due anime

Autore: Alex Landragin

Editore: Editrice Nord

N.Pagine: 400

Genere: Narrativa storica

Trama


A Parigi, una ricca collezionista incarica un uomo di rilegare insieme tre manoscritti, composti in epoche diverse e da mani diverse. A una condizione: non leggerli. Ma quando viene a sapere che la donna è morta – qualcuno dice assassinata – il rilegatore rompe la promessa. Rimane così colpito – e turbato – dalla lettura dei manoscritti che decide di pubblicarli col titolo di “Storia di due anime”. “L’educazione di un mostro”. Dopo essere stato investito da una carrozza, Charles Baudelaire viene soccorso e portato in una villa subito fuori Bruxelles. Anche se lui non l’ha mai vista, la misteriosa padrona di casa dimostra di conoscere il suo passato fin troppo bene. E gli fa una proposta inquietante… “La città fantasma”. A Parigi, davanti alla tomba di Baudelaire, un uomo e una donna s’incontrano per la prima volta. Lui è un rifugiato tedesco, lei – Madeleine -, un’enigmatica appassionata di poesia. Con l’esercito nazista ormai alle porte, la città viene evacuata, ma i due decidono di restare. E, in quei giorni di passione, Madeleine gli racconta una storia incredibile: la storia di due anime che si perdono e si ritrovano da quasi due secoli. E poi gli chiede di partecipare a un’asta, dove si venderà il manoscritto di un racconto inedito di Charles Baudelaire, “L’educazione di un mostro”. L’uomo la asseconda, rimanendo così invischiato in una serie di brutali omicidi che sembrano portare la firma dell’esclusiva – ed elusiva – Société Baudelaire… “I racconti dell’albatro”. È la storia di Alula, colei che ricorda, e di Koahu, colui che dimentica. Una storia che comincia al tramonto del XVIII secolo, in una sperduta isola del Pacifico, e si dipana fino ad arrivare a Parigi, nel 1940, davanti alla tomba di Charles Baudelaire, dove il cerchio si chiude.
O forse no…


Cosa ne penso

La trama all’interno del libro è un viaggio di più storie che si intrecciano e si districano, senza mai scollegarsi. La vicenda principale parla di una ricca collezionista di libri, che incarica un rilegatore di mettere insieme tre manoscritti antichi, composti in epoche diverse e da persone diverse, con il solo vincolo di non leggerli. Ma dopo pochi giorni la donna viene trovata morta, forse assassinata, e il rilegatore, preso dalla curiosità, decide di rompere la promessa e di leggere il libro.

La prima storia si intitola L’educazione di un mostro e racconta le vicende di Charles Baudelaire che, dopo essere stato investito da una carrozza, viene portato nella villa di una donna sconosciuta e misteriosa, che sembra conoscere un po’ troppo del suo passato.

La città fantasma è il titolo della seconda storia, e ci porta a Parigi, davanti alla tomba di Charles Baudelaire, dove una donna e un uomo si incontrano per la prima volta. Lui è un rifugiato tedesco, mentre lei (Madeleine) è una letterata appassionata di poesia. I due trascorreranno alcuni giorni di passione, durante i quali Madeleine racconterà al suo amante una storia di due anime, che si perderanno e ritroveranno nel tempo.

La terza ed ultima storia, I racconti dell’Albatro, narra di Alula, colei che ricorda, e di Koahu, colui che dimentica: due anime che si ameranno senza limiti. Nel XVIII secolo danno origine ad alcune vicende, che inizieranno in una sperduta isola del Pacifico, e finiranno nel 1940, davanti alla tomba del poeta maledetto, dove la storia sembra avere fine, o forse no..

“Non ho scritto questo libro. L’ho rubato.”

Il rilegatore decide di mettere insieme le tre storie, una dopo l’altra, come se fossero racconti singoli, ma dà al lettore la possibilità di leggere il libro nell’ordine in cui gli era stato commissionato dalla collezionista.

L’opera di Alex Landragin può essere letta in due modi: dalla prima pagina all’ultima, quindi leggendo i tre romanzi separatamente, oppure seguendo il codice di lettura indicato al termine della prefazione, offrendo così al lettore due esperienze diverse.

Storia di due anime è il primo libro di Alex Landragin ed è stato portato in Italia da Editrice Nord; è un esordio davvero straordinario, che contiene al suo interno tre libri, che possono comporne un quarto ma, soprattutto, è una storia fuori dal comune e molto lontana dai racconti cui siamo abituati: la trama è originalissima, ben pensata e parla di anime che si perdono e si ritrovano, e di anime con il destino segnato e da cui non possono sfuggire.

Storia di due anime è un libro unico, che lega mistero e omicidi, magia e letteratura, amore e guerre, ed è impossibile classificarlo all’interno di un unico genere letterario. È una lettura stupenda, diversa e surreale. Un libro che rileggerò due volte, per seguire entrambi i percorsi proposti dall’autore e per scoprire ogni particolare.

✧༺★༻✧

Alex Landragin è nato in Francia da una famiglia di produttori di champagne, ma si è trasferito in Australia quand’era bambino. Dopo aver conseguito un master in Scrittura Creativa, è diventato autore di guide turistiche per Lonely Planet, prima di iniziare a lavorare a tempo pieno come copywriter. Ha vissuto a Washington, Parigi, New Orleans, Los Angeles, Alice Springs e Marsiglia, per poi stabilirsi definitivamente a Melbourne.