Pubblicato in: Fanucci, Libri, Review Party

La Regina delle Sirene – Review Party

Buongiorno cari lettori,
dopo una breve pausa torno prontamente a parlarvi dell’uscita di uno dei libri Young Adult più attesi dell’anno: La Regina delle Sirene di Alexandra Christo.

La Regina delle Sirene, il cui titolo originale è To Kill a Kingdom, esce oggi, giovedì 27 maggio, in tutte le librerie ed è stato portato in Italia da Fanucci Editore.

Il romanzo, che è stato un grandissimo successo all’estero, è il classico esempio di “enemies to lovers” nonché una lettura imperdibile per tutti gli amanti di Leigh Bardugo e Sarah J. Maas.

Voglio subito ringraziare l’organizzatrice dell’evento, Sabrina di @sabrinanelpaesedellemeraviglie e la Fanucci, che mi hanno permesso di leggere questo romanzo in anteprima.

Titolo: La Regina delle Sirene

Autore: Alexandra Christo

Editore: Fanucci

Collana: Young Adult

N.Pagine: 348

Genere: Fantasy

Trama


La principessa Lira è una sirena regale e la più letale di tutte; con i cuori di diciassette principi nella sua collezione, è venerata in tutto il mare. Fino a quando uno scherzo del destino la costringe a uccidere un suo simile. Per punire sua figlia, la regina dei Mari trasforma Lira nell’unica cosa che detesta di più: un essere umano. Derubata del suo canto, Lira ha tempo fino al prossimo solstizio per consegnare il cuore del principe Elian a sua madre o rimarrà un’umana per sempre.

L’oceano è l’unico posto che il principe Elian chiama casa, anche se è l’erede del regno più potente del mondo. La caccia alle sirene è più di un hobby per lui: è la sua unica passione. Quando salva una donna che sta annegando nell’oceano, lei in cambio promette di aiutarlo a trovare la chiave per eliminare per sempre tutta la specie delle sirene. Ma può fidarsi di lei? E quanti accordi dovrà negoziare per annientare il più grande nemico dell’umanità? .


La Fanucci porta in Italia una storia fantasy, romance e dark, che parla di una sirena con il gusto del sangue reale e di un principe, che ha giurato di distruggerla per sempre.

Cosa ne penso

La regina delle sirene è un bellissimo retelling della Sirenetta in versione dark, solo che al posto dell’allegra e curiosa Ariel della versione disneyana, abbiamo Lira, una spietata e coraggiosa sirena, famosa in tutti i regni per gli omicidi di diciassette principi, tutti futuri eredi al trono.

Personalmente adoro i retelling ed è stata una vera gioia quando la Fanucci ha annunciato la pubblicazione della versione italiana di To Kill a Kingdom! Bookstagram è pieno di recensioni positive di questo romanzo, che invogliano a leggerlo e rileggerlo e, se non fosse stato tradotto nella nostra lingua, probabilmente nei prossimi mesi lo avrei acquistato e letto in inglese; perché ammettiamolo, l’estate è la stagione perfetta per iniziare un romanzo che parla di mare e sirene.

Sono cresciuta adorando il film Disney “La Sirenetta” e questa mia preferenza mi ha portato a sviluppare un grande interesse per il mare e per ogni storia riguardante le sirene, quindi non vedevo l’ora di poter leggere il romanzo. Devo ammettere però, che le aspettative spesso aumentano troppo l’hype, rischiando di rovinare la lettura, ma fortunatamente questo non è successo con il libro della Christo.

La regina delle sirene è una miscela tra la fiaba che tutti conosciamo, in cui la sirena protagonista viene mandata sulla terraferma e privata della voce, mescolata con alcune caratteristiche delle sirene mitologiche; gli elementi di base restano gli stessi del cartone ma vengono proposti in versione inquietante e tenebrosa. Abbiamo una sirena giovane e di sangue reale, un bellissimo principe, una scadenza pericolosa e una cattivissima strega del mare, ma abbiamo anche le sirene che ingannano gli esseri umani con il loro canto ammaliatore, pirati che cacciano e ammazzano brutalmente le creature marine e molto altro. La sensazione è la stessa del deja-vu, perché conosci alcune scene e ti sembra di averle già viste ma, alla fine, ti accorgi che sono diverse e più intense da come le ricordavi.

Un elemento che ho apprezzato moltissimo è che, l’autrice, creando un retelling in chiave oscura, sia riuscita ad eliminare alcuni banali cliché legati ai personaggi, che si riscontrano spesso in questo genere.

Lira è la figlia della potente e pericolosa Regina dei Mari e ogni anno deve presentare a sua madre il cuore di un principe. A dire il vero, ogni sirena colleziona cuori umani, perché portano potere e prestigio, ma soltanto Lira detiene il nome di Flagello dei Principi, colei che uccide soltanto i futuri re degli uomini. Per tradizione, la giovane dovrà impossessarsi di un solo cuore all’anno, nel giorno del suo compleanno, fino a quando non prenderà il posto di sua madre sul trono.

Ma la principessa è avventata e disobbedisce alla Regina, che la condanna ad una punizione esemplare: Lira viene trasformata in un essere umano e privata del suo bellissimo canto, potrà parlare ma non usare i particolari vocalizzi delle sirene. L’unica possibilità che la giovane ha di ritornare nella sua forma natale, è quella di prendere il cuore del principe Elian, famoso cacciatore di sirene, entro il prossimo solstizio.

In superficie, conosciamo l’affascinante e brillante Principe Elian, chiamato anche il Cacciatore di Sirene o il Principe Pirata. Elian, infatti, non è soltanto l’erede al trono di Midas (il regno d’oro) ma è anche il capitano della Saad. Il suo equipaggio lo ama, lo rispetta e darebbe la vita per difendere i suoi ideali; viaggiano insieme da anni, setacciando il mare a caccia delle mostruose sirene, e ora sono sulle tracce della giovane Principessa dei Mari, nella speranza di porre fine alle uccisioni dei principi umani.

I destini dei due protagonisti si incroceranno per caso, dopo la punizione di Lira, e la loro storia potrebbe cambiare sia il destino del mondo acquatico che di quello terrestre. Inizia così una lunga avventura per il mare dai cento regni fatta di patti, negoziati, doppi giochi, paure e combattimenti.

Ma cosa possono avere in comune una principessa ammazza principi e un principe pirata sterminatore di sirene? Entrambi sono due giovani alla ricerca della loro vera identità, due facce della stessa medaglia, che danno vita ad una storia oscura ma affascinante.

Inizialmente i protagonisti sono uniti dall’odio e dalla vendetta, ma col tempo svilupperanno un rapporto intenso, ma mai forzato. Il loro legame non è il centro della storia, come per la fiaba, ma è l’avventura ad essere la vera protagonista, caratteristica che ho apprezzato molto. I personaggi sono imperfetti e reali, mai idealizzati e stereotipati: non sono principi e principesse dai modi gentili e garbati, ma assassini subdoli e cacciatori spietati.

Il worldbuilding è davvero ben pensato, la Christo mescola le culture e le mitologie del passato, creando luoghi fortemente ispirati all’antica Grecia, alla maestosa Roma e al lontano e misterioso Nord: vediamo Midas, la città dorata, in cui gli edifici dorati proiettano i loro riflessi sull’acqua, in modo che anche il mare sembri dorato. Troviamo Eidyllio, una terra ricoperta di fiori, in cui gli abitanti celebrano l’amore e le emozioni. Conosciamo Kleftes il regno dei ladri, dominato dai pirati e dagli schiavisti. Non dimentichiamo il Regno del Mare, che non viene raccontato fisicamente ma descritto in termini di politica, classi sociali, violenza e famiglia.

Altro punto a favore del libro sono gli abitanti del mare: le Sirene come Lira non sono le uniche creature marine descritte nel romanzo. La Christo ha inserito la razza delle Ondine: esseri orrendi, dalla pelle blu, che hanno arti al posto dei capelli. Sono esseri privi della mascella e possono inghiottire anche squali interi e, a differenza delle Sirene, sono ossessionate e affascinate dagli uomini e dai loro tesori. Oltre alle Ondine, conosciamo una nuova versione dei Tritoni, i guerrieri marini più forti e brutali, destinati a servire e proteggere la Regina dei Mari. I Tritoni vengono descritti come creature malvagie e letali, prive di ogni sentimento. Non sono metà umani e metà pesci, come le Sirene, ma sono fatti solo di oceano e odio, e sono le uniche creature con cui le Sirene possono accoppiarsi (mmmh…che fortuna!).

Lo stile dell’autrice è scorrevole, evocativo, descrittivo e in alcuni punti riesce ad emozionare il lettore. La narrazione è in prima persona e i capitoli si alternano con i punti di vista di Lira e Elian.

Mi è dispiaciuto non trovare una mappa all’interno del libro, con la rappresentazione dei posti che visitiamo tra le pagine. Allo stesso modo, mi sarebbe piaciuta, per comodità, una distinzione grafica o scritta, che differenziasse i due punti di vista a inizio capitolo.

Tutto quello che vi ho presentato è descritto in meno di 350 pagine e molti particolari potevano essere approfonditi maggiormente. Sarebbero bastate 200 pagine in più per sfruttare completamente il potenziale di quest’opera. La Christo è giovane e in alcuni punti si vede che nel libro manca un po’ di esperienza.

La regina delle sirene è un libro bellissimo, seppur con qualche difetto, e lo consiglio agli amanti del genere fantasy Young Adult e a tutti coloro che questa estate vogliono leggere un libro fresco, che parla di mare, amore, cuori, pirati e sirene.

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Sabrina nel paese delle meraviglie

La biblioteca di Zosma

La libreria di Ophelia

Love Reading & More

Chiaramente lettrice

Sfumature e Sogni d’Inchiostro

Alexandra Christo ha deciso di scrivere libri quando aveva quattro anni e la sua insegnante le disse che non poteva essere una fata. Quando non è impegnata a inventare storie, la si può trovare a organizzare tour gastronomici per Londra o a divorarsi drammi coreani in TV. Ha una laurea in scrittura creativa e attualmente vive in Inghilterra con un’abbondanza di cactus (perché sono le uniche piante che può mantenere in vita).

Pubblicato in: Autori Emergenti, Review Party

Le Isole di Smeraldo – Review Party

Buongiorno lettori, dopo qualche giorno di assenza torno con il Review Party del nuovo romanzo di Daniela Maccarrone alias Dama Berkana.

Qualche mese fa vi avevo parlato del suo primo libro La Ruota d’Argento e oggi sono felicissima di potervi presentare il suo secondo romanzo fantasy Le Isole di Smeraldo.

Titolo:  Le Isole di Smeraldo

Autore: Dama Berkana

Editore: Self Publishing

N.Pagine: 318

Genere: Fantasy

Trama


“«Tanti sono i segreti che lo Smeraldo nasconde. Non occulti nell’ombra, ma brillanti alla luce.»”
La fanciullezza del mondo è da poco iniziata. Cinque Smeraldi rifulgono di pace e perfezione. Sono le Isole in cui la progenie mortale della Dea Dana vive beata, giungendo nell’oltretomba solo in età senile. Mantenere integro un tale paradiso, però, non è semplice. Lugh, Dio del Sole, si serve dei pochi poteri ancora in suo possesso per preservare la serenità nello Smeraldo. Giorno dopo giorno, scende giù dal suo astro e si assicura che nulla sia cambiato. Né nel popolo, né tra i quattro tesori sacri custoditi nei Templi. Grazie all’attenzione posta dalle divinità, dagli Scudi e dalle Druidesse, non una macchia insozza le Isole. O almeno così sembra. I segreti nascosti nello Smeraldo, in realtà, sono molti. Alcuni magici, altri oscuri. E, ben presto, emergeranno tutti. Lugh scoverà in tempo l’origine di quei misteri o sarà costretto ad assistere alla più terribile delle tragedie
?


 

Cosa ne penso

Le Isole di Smeraldo appartiene alla Saga dei Túatha ed è il prequel de “La Ruota d’Argento”, ma entrambi i romanzi possono essere letti indipendentemente.

Come ci anticipa il titolo, l’ambientazione del libro sono le meravigliose Isole di Smeraldo, un arcipelago composto complessivamente da cinque isole, che prendono il nome dall’omonima pietra preziosa a cui assomigliano sia per la forma che per il colore verde brillante. Nelle isole la natura è magnifica, con panorami coloratissimi, ricchi di dettagli e pietre preziose; sono a tutti gli effetti un paradiso terrestre, che l’autrice ha creato e descritto in maniera eccellente. Avevo adorato le ambientazioni già ne “La Ruota d’Argento” e devo ammettere che la Dama Berkana si è dimostrata una grande conferma nel delineare e caratterizzare luoghi fantastici.

Le cinque isole sono popolate e curate da esseri mortali puri chiamati i Túatha De Danann, che non conoscono peccati e malattie, ma periscono soltanto di vecchiaia o a causa di incidenti naturali. I Túatha sono figli della Dea Dana e, al momento della loro creazione, gli dei hanno deciso di dotarli di alcune capacità speciali: maggiore affinità con la terra, maneggiare il fuoco e padroneggiare aria e acqua; in cambio della loro vita speciale e delle loro abilità, gli abitanti hanno il compito di curare le Isole e di mantenere intatta la loro bellezza.

Ovviamente, i mortali non bastano per preservare la magnificenza delle Isole e, a contribuire al loro sviluppo, ci pensano alcune divinità come Lugh, Dio Sole e fratello di Arianrhod, che avevamo conosciuto ne “La Ruota d’Argento”.

Giorno e Notte, luce e buio, inizio e fine: Lugh e Arianrhod si alternano ogni volta per dare equilibrio al mondo e, in questo romanzo, seguiremo la storia di Lugh, il dio solare chiamato anche Stella Estiva. Lugh è una divinità buona, premurosa e gentile, che ogni giorno compie un viaggio sulle Isole di Smeraldo nel tentativo di migliorare la vita dei Túatha De Danann e nella speranza di mantenere un equilibrio nel delicato ecosistema delle Isole. Ma può il paradiso restare perfetto in eterno? È possibile proteggere i mortali tenendoli sotto ad una bolla di vetro perfetta? Per quanto tempo ancora i Túatha vivranno senza la possibilità di compiere scelte personali? Qualcosa, o qualcuno brama nell’ombra e presto arriverà un’oscura minaccia a rovinare l’armonia e la pace presente sulle Isole.

Esattamente come per “La Ruota d’Argento” ogni particolare è ben studiato e ricercato e la Dama Berkana riesce a trasmettere al lettore la sua grande passione per la mitologia gallese e nordica; infatti, in entrambi i casi, mi ha affascinata talmente tanto da spingermi a compiere ricerche online sulle divinità e sui luoghi presi in considerazione nei suoi romanzi. Non è mai facile prendere spunto dalla mitologia per creare una propria storia, ma l’autrice è talmente esperta in materia da riuscire a plasmare divinità antiche e posti reali, dando origine ad un mondo tutto suo.

Lo stile dell’autrice è migliorato notevolmente, è più maturo e deciso rispetto al suo primo libro, restando comunque scorrevole e leggero. Trovo bellissimo seguire il lavoro di un autore emergente anche per vedere i suoi progressi personali.

I tre punti di forza de “Le Isole di Smeraldo” sono le ambientazioni, lo studio dietro alla mitologia celtica e i personaggi.

I personaggi che incontriamo lungo la trama sono molti e ben caratterizzati, ognuno ha un proprio carattere e una personalità distintiva, e anche in questo ambito ho notato un’ottima crescita descrittiva rispetto al primo volume.

Piccola curiosità: nelle copertina dei due primi volumi della Saga dei Túatha troviamo due animali, un cervo per La Ruota d’Argento e un aquila per Le Isole di Smeraldo:

Copertine a cura di Laura Maccarrone

 il Cervo è legato alla Dea Dana, mentre l’Aquila appartiene al Dio del Sole e lo aiuta a raggiungere le Isole di Smeraldo ogni giorno.

Consiglio questo romanzo a tutti gli amanti del fantasy, in particolare a coloro che sono appassionati della mitologia celtica.

L’evento non finisce oggi e vi lascio il banner con tutti i blog delle ragazze che partecipano al Review Party insieme a me:

12 maggioThe Mad Otter
13 maggio Inchiostro e parole
14 maggio Winnie the book
15 maggioSfumature e Sogni d’Inchiostro
16 maggioI libri di mezzanotte
17 maggioUn cuore tra i libri

Daniela Maccarrone, alias Dama Berkana, nasce a Catania il 2 Agosto 1996.
Con la testa fra le nuvole sin dall’infanzia, cresce immaginando mondi fantastici e avventure entusiasmanti. Sono proprio queste fantasie che la spingono a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Catania nel 2015, sicura che la sua strada sia proprio quella artistica. È con la sua tesi triennale che, difatti, dà vita al cortometraggio d’animazione “Legend of Samhain”, base grezza da cui poi sviluppa la storia del suo primo romanzo “La Ruota d’Argento”, pubblicato con Amazon Publishing nel 2020.Nel 2019 partecipa al concorso letterario “Sicilia Dime Novels” con la storia breve “I Fatuzzi superbi”, inserita all’interno di una raccolta pubblicata nel 2020 a cura Algra Editore. Decisa a esplorare miti e leggende delle antiche civiltà per dar vita a racconti fantasy, ha già in mente nuove idee per futuri libri.

Pubblicato in: Harper Collins, Libri, Review Party

Blood & Honey – Review Party

Buongiorno carissimi lettori e benvenuti all’ultima tappa del Review Party di Blood & Honey, il secondo volume della trilogia scritta da Shelby Mahurin e pubblicata dalla HarperCollins Italia.

Ieri, giovedì 4 marzo, è finalmente uscito il romanzo in tutte le librerie e anche in Italia è finita l’attesa per il sequel di Serpent & Dove, il fortunatissimo bestseller del New York Times, apprezzato da tutti gli amanti del YA.
La trilogia di Serpent & Dove è composta da
1. Serpent & Dove. La strega e il cacciatore 1 (10 settembre 2020 – HarperCollins Italia)
2. Blood & Honey. La strega e il cacciatore 2 (4 marzo 2021 – HarperCollins Italia)
3. Gods & Monsters. La strega e il cacciatore 3 (in uscita ad agosto in lingua originale)

Voglio ringraziare tantissimo la HarperCollins Italia (in particolare Jennifer) per avermi dato la possibilità di partecipare all’evento.

Titolo: Blood & Honey. La strega e il cacciatore 2

Autore: Shelby Mahurin

Editore: Harper Collins Italia

N.Pagine: 528

Genere: Fantasy, Romance

Trama


La posta in gioco è sempre più alta. la magia più pericolosa. la passione più rovente… Lou e Reid sono in fuga da tutti. Dalla congrega, dalla Chiesa e dal re. Per sopravvivere hanno bisogno di alleati. Alleati potenti. Ma il loro aiuto ha un prezzo. Cosa dovranno sacrificare per pagarlo? Sfuggiti per un soffio al pugnale di Morgane, Lou e Reid sono di nuovo insieme… ma le streghe della congrega, gli uomini del re e gli chasseur continuano a dar loro la caccia. Non c’è più tempo, ormai, e il cerchio si stringe inesorabile… Erano certi che insieme avrebbero superato ogni cosa. Ma quando Morgane li attira in un crudele gioco del gatto col topo, i due giovani sono costretti a chiedere aiuto a La Voisin, regina delle Dames Rouges e nemica giurata della congrega di Lou. Mentre Lou, convinta di non avere alternative se vuole salvare suo marito e i loro amici, percorre i sentieri più oscuri della magia, Reid, benché riluttante, deve esplorare i suoi nuovi poteri. Hanno giurato di essere una cosa sola fino alla fine dei loro giorni…


Poco più di un mese fa vi ho parlato del primo volume di questa travolgente trilogia, infatti ho rimandato di qualche mese la lettura di Serpent & Dove per non dover aspettare troppo tempo tra il primo e il secondo libro. La saga inizialmente doveva essere una duologia, ma è stata riadattata come trilogia. Il mio timore era che l’autrice avesse allungato il brodo nel secondo volume per riuscire a crearne un terzo. Fortunatamente mi sbagliavo: Blood & Honey non è un romanzo perfetto ma non soffre della sindrome del secondo libro, anzi, cambia ritmo e ambientazioni, diventando molto più misterioso e cupo.

ATTENZIONE
nella recensione potrebbero esserci spoiler su Serpent & Dove

Cosa ne penso

Blood & Honey era una delle uscite più attese del 2021 e devo dire che non ha deluso le mie aspettative e se vi siete persi la mia recensione di Serpent & Dove potete recuperarla cliccando QUI.

Vi devo avvertire che non è un libro leggero e frivolo come alcune parti del primo romanzo, Lou e Reid non sono alle prese con i loro primi sentimenti e non si stanno godendo una luna miele, ma sono in fuga ed esposti ad un pericolo costante.

Il romanzo riprende subito dopo il finale di Serpent & Dove e ritroviamo Lou, Reid, Ansel, Coco, Beau e Madame Labelle nella Foret des Yeux, in fuga da tutti i loro nemici. Per combattere e vincere contro Morgane, i nostri protagonisti avranno bisogno di alleati, ma di chi si possono realmente fidare? Perché in realtà Morgane non è l’unica a volerli morti…
Inoltre, la protezione e gli alleati hanno un prezzo da pagare e il gruppo sarà costretto a spezzarsi in due per cercare supporto: da un lato vediamo Lou, Coco e Ansel diretti al campo delle Dames Rouges, dall’altro, troviamo Reid, Beau e Madame Labelle che cercano sostegno dai Licantropi, dalle Sirene e dal Re. Il gruppo di Reid verrà aiutato da una compagnia itinerante guidata da un nuovo e interessantissimo personaggio di nome Claud Deveraux.
Riunire un gruppo di nemici giurati non sarà affatto facile ma, tutti vogliono liberarsi di Morgane e potrebbero decidere di allearsi contro il loro comune peggior nemico.

I due elementi forti della saga della Shelby sono senza ombra di dubbio il sistema magico e i personaggi.

Nel primo libro abbiamo conosciuto i protagonisti e abbiamo imparato ad amarli, mentre nel secondo volume approfondiremo la loro psiche e li vedremo combattere contro i loro demoni interiori, che creeranno delle spaccature nei rapporti interpersonali. Nonostante siano una strega ed un cacciatore di streghe, Lou e Reid hanno lottato per accettarsi e rispettarsi e il loro amore è diventato uno dei legami più apprezzati da tutti i fan del genere YA. Ma in Blood & Honey però, non dovranno combattere soltanto per le loro vite ma anche per calmare le tensioni e le differenze, che rischiano di dividerli per sempre.

Reid sta affrontando una piccola crisi di identità, alla fine di Serpent & Dove ha scoperto di essere dotato di poteri magici, proprio lui che caccia la streghe da sempre. Ha dovuto uccidere la sua unica figura paterna, ha scoperto di essere figlio di una strega e del re, ha diverse pressioni addosso e sta cercando la sua vera identità. Inoltre vuole rinnegare la magia, che fa parte del suo corpo, ma come possiamo biasimarlo? Sta diventando ciò che ha sempre disprezzato, e come se tutto questo non bastasse, sta anche cercando di salvare Lou da sé stessa. Devo dire che per quanto la sua negazione e confusione siano giustificate, qualche volta avrei voluto tirargli un paio di secchiate di acqua gelida in faccia.

Lou appartiene alle Dames Blanches e la loro magia è strettamente basata sulla regola che la natura esige sempre equilibrio, i loro incantesimi pretendono dei sacrifici per ogni azione, ma spesso il prezzo da pagare è molto alto, soprattutto se si esagera e la magia inizia a pretendere un pezzo di te: i tuoi ricordi. Questo Lou lo capirà a proprie spese, infatti la vedremo cadere nel baratro della propria potenza, che potrebbe condurla alla perdizione.

I protagonisti del libro sono soltanto due ma i personaggi principali sono davvero tanti ed è inevitabile provare simpatie e antipatie. Penso che tra tutti, Ansel faccia un ottimo percorso, confermandosi uno dei miei personaggi preferiti.

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Le atmosfere diventano oscure, per merito delle ambientazioni tetre e inquietanti, e anche grazie all’inserimento di alcune creature come i matagot, ovvero spiriti inquieti incapaci di raggiungere l’aldilà, che assumono la forma di un animale.

Approfondiremo la conoscenza con le Dame Rouge, le streghe di sangue, la qui magia non pretende un equilibrio con la natura, ma proviene dall’interno. Il sangue è un ingrediente davvero fondamentale per le Dame Rouge e la loro magia può essere pericolosa e imprevedibile. Il corpo di queste streghe è segnato da profondi tagli e cicatrici autoinflitte, che servono per praticare i loro incantesimi; inoltre, il loro sangue è velenoso per i nemici.

Lo stile dell’autrice resta scorrevole e le pagine volano via una dopo l’altra: ho terminato il libro in pochissimo tempo e avrei letto altre pagine su questa storia. La componente romance e il genere fantasy sono più bilanciati rispetto al primo libro, ma continuo a consigliare questa lettura a persone che apprezzano il lato romance, o potrebbero trovare il romanzo ”pesante”.

La narrazione resta alternata tra Lou e Reid, scelta che apprezzo molto e che permette di seguire entrambe le storie dei personaggi quando il gruppo si divide, anche se personalmente apprezzo sempre di più i capitoli che seguono il punto di vista della protagonista femminile.

La storia del secondo libro segue principalmente la psicologia e la crescita dei personaggi, infatti la maggior parte dell’azione si svolge nell’ultima parte del romanzo, ma posso assicurarvi che vi lascerà a bocca aperta. Blood & Honey è un libro di mezzo che prepara psicologicamente ed emotivamente il lettore al terzo ed ultimo volume e sono molto curiosa di vedere come l’autrice svilupperà la trama nel prossimo romanzo, anche se ho seriamente paura per quello che potrebbe combinare Lou in seguito ad un tragico evento, che scoprirete soltanto leggendo il libro.

Grazie per essere arrivati fino alla fine del mio articolo ❤
Qui sotto vi lascio il banner con i blog delle ragazze che partecipano all’evento insieme a me.

Shelby Mahurin è un’autrice americana di narrativa per giovani adulti. È cresciuta in una piccola fattoria nell’Indiana rurale. Ha frequentato la Turkey Run High School di Marshall, nell’Indiana. Il suo romanzo Serpent & Dove ha debuttato al secondo posto nella lista dei bestseller del New York Times.

Pubblicato in: Libri, Mondadori, Review Party

Il bambino di polvere – Review Party

Ben ritrovati amici lettori,
dopo una breve assenza torno a parlarvi di una delle ultimissime uscite della Mondadori: Il bambino di polvere di Patrick K. Dewdney, il primo romanzo di una saga fantasy storica, vincitrice del Grand Prix de l’Imaginaire, il più importante riconoscimento francese per la letteratura fantastica.

La serie originale, Le Cycle de Syffe (Il Ciclo di Syffo), è scritta in lingua francese e per ora è composta da:
1. L’Enfant de poussièreIl bambino di polvere (Mondadori, 2 febbraio 2021)
2. La Peste et la VigneLa Peste e la Vite (Ancora inedito in Italia)

Voglio subito ringraziare l’organizzatrice dell’evento, Evelyn di @thegoldenreader, e la Mondadori che mi hanno permesso di leggere questo romanzo in anteprima.

Titolo: Il bambino di polvere

Autore: Patrick K. Dewdney

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 612

Genere: Fantasy

Trama


Syffo, Merlo, Cardù E Brindilla, quattro piccoli orfani, crescono nel podere della vedova Tarron, lungo le rive del Brune. Il loro mondo è “un’entità caotica da domare giorno per giorno”, l’unica cosa su cui possono contare è una ciotola di minestra di rape la sera. Monelli selvaggi, costretti a lottare e a ingegnarsi in mille modi per sopravvivere, a modo loro sono felici. Fino a un soleggiato giorno d’estate dell’anno 621, quando a Corna-Brune giunge la notizia della morte del re Bai Solistero, primo e ultimo sovrano del Regno-Unificato. Ai quattro ragazzini sembra un evento lontano, che non potrà influire sulle loro vite. Ma anche loro si rendono presto conto che l’atmosfera in città si è fatta più cupa e violenta. È in questo clima che Syffo, sorpreso a rubare una frittella, per salvarsi si trova costretto a lavorare per il temutissimo Hesse, prima-lama dell’Alto-Brune. Sarà di volta in volta servitore, spia, apprendista chirurgo, conoscerà il carcere, la fuga, il tradimento. Accusato ingiustamente di stregoneria e di omicidio, non avrà che una scelta: abbracciare la dura vita del guerriero.


Cosa ne penso

Ho sempre sentito parlare bene di questo romanzo, sia su Instagram che sui blog, così quando Evelyn mi ha proposto di partecipare al suo evento ero felicissima di iniziare una nuova saga letteraria fantasy, per cui sono previsti ben SETTE libri! Voi sapete quanto mi piacciono le saghe lunghe e potete immaginare il mio entusiasmo per questa nuova uscita; inoltre, le recensioni positive hanno aumentato ulteriormente le mie aspettative e ho deciso di leggerlo subito per non restare influenzata da tutti questi feedback. Purtroppo non è la prima volta che resto un po’ delusa da un romanzo che avevo idealizzato in base alla sua reputazione.

Ci troviamo in un mondo immaginario e fantastico, pieno di pericoli e inganni, giochi di potere e tradimenti, in cui i deboli vengono sfruttati e circuiti dai potenti. La città di Corna-Brune è ben costruita e viene spiegata minuziosamente nei primi capitoli: ha dei particolari simili ad alcune città del nostro passato ed è costituita da fazioni territoriali in cui il pesce piccolo viene divorato dal pesce grosso.

In questo ambiente inospitale troviamo Syffo, Merlo, Cardù e Brindilla, quattro orfani che vivono in una fattoria/pensione, creata per aiutare i bambini abbandonati. Il protagonista è Syffo, un fanciullo che non sa nulla delle sue origini e che viene presentato al lettore come un bambino intelligente e riflessivo, che tende a perdersi tra i suoi pensieri. La vita per gli orfani non è facile, per sopravvivere compiono furti, mendicano e cercano di saziare la fame con i frutti degli alberi ma, nonostante queste difficoltà, sembra scorrere normalmente: il gruppo è unito e i bambini si aiutano a vicenda per cavarsela.

Facevamo parte dei bambini selvaggi di Corna-Brune e, in un certo senso, credo che fossimo felici.
Felici delle corse per le stradine della città bassa, felici di giocare a
chi piscia più lungo nell’acqua schiumosa della segheria, felici di
crogiolarsi tra le erbe odorose della collina del frutteto.
Quel giorno, quattro bambini erano sdraiati all’ombra degli alberi da frutto, tra mele verdi e odore d’estate.

La situazione inizierà a peggiorare con la morte del re: evento che ridistribuirà le carte in tavola, dando inizio a vari giochi e conflitti di potere che porteranno sconvolgimenti e perdite nella vita del protagonista. In pochissimo tempo, e a seguito di varie disavventure, vedremo il povero Syffo lavorare come spia, infiltrato e apprendista, fino a quando verrà ingiustamente accusato di un crimine per cui è innocente, fatto che lo costringerà a fuggire e a diventare un guerriero, abbandonando l’innocenza del fanciullo per diventare precocemente adulto.

Il primo libro della serie copre i primi 13 anni della anni di vita di Syffo, è sicuramente un volume introduttivo, ricco di domande e propositi ma privo di qualsiasi risposta. Siamo davanti ad una storia che si costruisce a ritmo molto lento: l’autore si prende tantissimo tempo per descrivere e gettare le basi per la storia, per far comprendere i diversi ruoli politici, far crescere i personaggi, ed esplicare nozioni mitologiche/fantastiche e religiose, e basta pensare che un terzo del libro viene utilizzato solo per costruire le ambientazioni. È una storia ricca di dettagli e spiegazioni che possono annoiare il lettore, soprattutto se è in cerca del classico romanzo fantasy ricco di azione e colpi di scena.

Lo stile dell’autore è quasi poetico, spesso prolisso, si vede che Dewdney vuole affascinare e creare un’opera completa e unica, ma così facendo rischia di annoiare il lettore e penso che poteva risparmiare 200 pagine e la storia non ne avrebbe risentito. Spesso i salti da un evento all’altro non sono ben legati e le risoluzioni ai problemi sembrano futili, lasciano l’amaro in bocca e non fanno provare molte emozioni.

Sicuramente andrò avanti con le lettura di questa saga, con la speranza che il ritmo migliori e che vengano date risposte alle domande poste in questo primo volume.

Consiglio questo titolo agli amanti dei fantasy classici, pronti alle lunghe descrizioni e ad un vocabolario ricco e poetico.

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L’evento non è ancora finito, vi lascio tutte le date e i nome delle ragazze che partecipano al Review Party insieme a me:

The golden reader (organizzatrice)
Sfumature e Sogni d’Inchiostro
Francelovebook
Biblionative
Rux Avenue

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Patrick K. Dewdney (1984), nato in Inghilterra, dall’età di sette anni vive in Francia e scrive in francese. Ha esordito nel 2007 con Neva, seguito da altri romanzi. Del 2018 sono i primi due libri del Ciclo di Syffo (oltre a Il bambino di polvere, La Peste e la Vite), illustrati da Fanny Etienne-Artur, che hanno ricevuto tra gli altri il Grand Prix de l’Imaginaire, il più importante riconoscimento francese per la letteratura fantastica.

Pubblicato in: Libri, Mondadori, Review Party

Memento – Review Party

Buongiorno amici lettori 🖤
Oggi vi parlerò di Memento di Amie Kaufman e Jay Kristoff, un racconto prequel della trilogia The Illuminae Files, composta da:
0.5. Memento – (Mondadori 12 gennaio 2021)
1. Illuminae – (Mondadori 18 ottobre 2016)
2. Gemina – (Mondadori 31 ottobre 2017)
3. Obsidio – (Mondadori 30 ottobre 2018)
Kaufman e Kristoff stanno scrivendo insieme anche una nuova trilogia,
chiamata The Aurora Cycle, che è composta da:
1. Aurora Rising – (Mondadori 10 marzo 2020)
2. Aurora Burning (inedito in Italia)
3. Titolo sconosciuto

La saga di Illuminae vanta un enorme successo mondiale e noi italiani eravamo in trepida attesa di poter leggere la novella inedita, così, il 12 dicembre la Mondadori ha ripubblicato (questa volta in copertina flessibile) tutta la trilogia, inglobando Memento al fondo di Obsidio, dando così anche a noi la possibilità di completare la saga degli Illuminae Files.

Voglio ringraziare l’organizzatrice dell’evento, Alessandra di @alessandranekkina9372 che, insieme alla Mondadori, mi ha dato la possibilità di leggere Memento in anteprima.

Titolo: Memento

Autori: Amie Kaufman e Jay Kristoff

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 82

Genere: Fantascienza, Narrativa per ragazzi

Trama


Dagli autori di bestseller del New York Times Amie Kaufman e Jay Kristoff arriva un romanzo digitale prequel di Illuminae che offre ai lettori uno sguardo da far rizzare i capelli sulla calamità che ha colpito l’invincibile sistema di intelligenza artificiale noto come AIDAN – e l’audace giovane programmatore che rischierebbe la sua vita per impedirgli di schiantarsi. AIDAN è l’IA che amerai odiare. L’avanzato sistema di intelligenza artificiale avrebbe dovuto proteggere una flotta di sopravvissuti sfuggiti all’attacco mortale a Kerenza IV. AIDAN avrebbe dovuto essere infallibile. Ma nelle caotiche settimane e mesi che seguirono, divenne chiaro che c’era qualcosa di terribilmente, terribilmente sbagliato con AIDAN …


 

Questo attesissimo e ambito libricino non è stato pubblicato in edizione cartacea come tutti speravamo ma, anche in lingua originale la copia cartacea è stata stampata soltanto come bonus gratuito per coloro che preordinavano Aurora Rising negli Stati Uniti. Sono state stampate pochissime copie fisiche, e anche negli altri paesi è acquistabile soltanto in formato digitale.
Quindi amici, non possiamo lamentarci troppo.

Cosa ne penso

Memento è il prequel degli Illuminae File, ma voglio darvi il consiglio di leggere prima la trilogia o il primo volume della serie; il racconto non rovinerebbe la storia della saga principale, ma capirete meglio le dinamiche della novella dopo aver letto Illuminae.

Il racconto è collocato in un periodo temporale situato prima dell’attacco di Kerenza IV  ed è scritto nello stesso formato della trilogia: tramite messaggi, e-mail e codici, Amie Kaufman e Jay Kristoff, ci daranno più informazioni su AIDAN, ponendolo in relazione con un personaggio ben costruito e con un passato particolare. Memento fa capire ai suoi lettori alcune dinamiche di causa effetto celate nella storia principale.

Conosceremo nuovi personaggi, tra cui la giovanissima Olivia Klein, che dopo tanto impegno riesce a diventare un membro ufficiale della nave da guerra Alexander-78V.
La giovane ci viene presentata per la prima volta tramite una sua mail, in cui spiega al padre il suo entusiasmo per il nuovo incarico sull’Alexander.
Olivia è stata assegnata alla squadra di neuroprogrammazione guidata dal maggiore Wolf, con l’incarico di seguire l’Artificial Intelligence Defense Analytics Network, cioè il nostro adorabile AIDAN: l’intelligenza artificiale programmata per amministrare la nave e per studiare i comportamenti dei suoi passeggeri.

Considerando che questa novella è ambientata poco prima degli eventi di Illuminae, non è difficile dedurre dall’inizio che la povera Olivia non è destinata ad un lieto fine, infatti, tra la giovane e l’ IA si creerà un rapporto pesante e stressante che la porteranno alla distruzione.

Sono davvero affascinata dalla capacità comunicativa di Kaufman e Kristoff, che riescono a narrare una storia avvincente ed appassionante tramite registrazioni, disegni, lettere ed e-mail.

Sono sicura che se avete apprezzato Illuminae amerete anche Memento.

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Il nostro Review Party contiene l’analisi di tutti gli Illuminae Files Series e vi consiglio di seguire ogni tappa:

Grafica creata da Andrea @gnegnoli

Alessandra nekkina – Blog (organizzatrice)
Andre iread – Blog
Pan di luna – Blog
Semplicemente leggo – Blog
Debora mayfair – Blog

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Amie Kaufman è autrice bestsellers del “New York Times”. Vive a Melbourne, in Australia, insieme al coniuge, due cani e una scorta abbondante di caffeina.

Jay Kristoff è l’autore delle serie pluripremiate The Illuminae Files, Aurora Cycle e Nevernight.
Ha vinto cinque Aurealis Awards e un ABIA, è stato finalista ai premi David Gemmell Morningstar e Legend ed è attualmente pubblicato in oltre 25 paesi (ma nella maggior parte di questi non ha mai messo piede). È esterrefatto da tutto ciò, tanto quanto voi. È alto più di due metri e gli mancano circa 13.030 giorni da vivere. Dimora a Melbourne con la moglie, agente segreto e assassina esperta di kung fu, e il Jack Russell più pigro del mondo.
Non crede nel lieto fine.

Pubblicato in: Libri, Mondadori, Review Party

La repubblica dei ladri – Review Party

Buonasera lettori!
Come state? Vi siete ripresi dalle abbuffate natalizie?

Le mie vacanze sono state accompagnate da La repubblica dei ladri, il terzo capitolo che vede Locke Lamora come protagonista. La saga si chiama The Gentleman Bastard Series, è nata dalla penna di Scott Lynch ed è composta da:
1 The lies of Locke Lamora – Gli inganni di Locke Lamora (Mondadori 1/12/2020)
2 Red Seas Under Red Skies I pirati dell’oceano rosso (Mondadori 1/12/2020)
3 The Republic of Thieves  La Repubblica dei Ladri (Mondadori 1/12/2020)
4 The Thorn of Emberlain (In uscita nel 2021)
5 The Ministry of Necessity (Inedito)
6 The Mage and the Master Spy (Inedito)
7 Inherit the Night (Inedito)

Questa è l’ultima tappa del Review Party organizzato da Andrea di  @andre.iread e dalla Mondadori, voglio ringraziare entrambi per la bellissima avventura.

Titolo: La Repubblica dei Ladri

Autore: Scott Lynch

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 732

Genere: Fantasy


Trama


Doveva essere il colpo più clamoroso della loro carriera, invece si è rivelato un… clamoroso fiasco. Così Locke e il suo fedele compagno Jean sono riusciti a malapena a salvare la pelle. Almeno, Jean ci è riuscito: Locke sta morendo, avvelenato in modo lento ma inesorabile da una sostanza che nessun alchimista o dottore può combattere. Ma quando la fine sembra ormai vicina, una donna misteriosa offre a Locke un’opportunità che potrà salvarlo, o ucciderlo. Le elezioni del Konseil sono imminenti, e le diverse fazioni hanno bisogno di una pedina da muovere a loro piacimento. Se Locke acconsente a essere quella pedina, con un incantesimo la donna estrarrà il veleno dal suo corpo, anche se l’operazione sarà talmente dolorosa da fargli desiderare la morte. Locke non ci pensa proprio, ma due elementi lo inducono a cambiare idea. Primo, le suppliche di Jean. Secondo, un nome femminile pronunciato dalla maga: Sabetha, l’amore della sua vita, abile e arguta quanto lui, e ora la sua più grande rivale. Locke si è innamorato di Sabetha al primo sguardo, quando era un giovane orfano e apprendista ladro. Ma dopo un corteggiamento tumultuoso, Sabetha se n’è andata. Ora si ritrovano nuovamente uniti in uno scontro. Di fronte all’unica persona che sia in grado di tenergli testa – nel gioco dell’amore e in quello degli inganni – Locke deve scegliere se combattere Sabetha, o sedurla. Una decisione da cui potrebbero dipendere le vite di entrambi.


Come vi avevo già anticipato, il secondo volume della saga di Lynch non mi aveva convinta al 100% e, a fine lettura de I pirati dell’Oceano Rosso, non vedevo l’ora di rilanciarmi tra le avventure di Locke Lamora, convinta che il terzo volume sarebbe stato un libro con la L maiuscola. Tuttavia, devo ammettere che l’autore è riuscito a superare le mie aspettative, perché La repubblica dei ladri si merita un posto tra i libri migliori del 2020.
E finalmente posso dire Habemus Sabetha.

Cosa ne penso

Locke e Sabetha

L’autore, per renderci testimoni di alcuni eventi che hanno caratterizzato la personalità dei protagonisti o fatto nascere sentimenti molto profondi, ci propone nuovamente una narrazione alternata tra passato e presente, non lasciando nulla al caso. Dopo due libri di attese e premesse, finalmente conosciamo l’inarrestabile e sfuggente Sabetha, figura femminile ostinata, determinata, intelligente e sexy, di cui Locke è perdutamente innamorato. Sabetha e Locke sono cresciuti insieme sotto la protezione e l’istruzione di padre Catena e tra loro è nato un sentimento con radici profonde, che sembra resistere ad ogni avversità e dolore.
Locke, dopo i primi capitoli, torna ad essere il personaggio che avevo tanto amato nel primo volume, sagace e che non si lascia mai sorprendere da nessuno, ed è bellissimo vedere come davanti a Sabetha diventi quasi un bambino inerme e senza parole. La nostra famigerata Bastarda Gentildonna, dal canto suo, sa come entrare in scena con il botto, facendosi notare per la sua astuzia e risolutezza, ed incarna il classico esempio di come l’amore riesca ad abbassare le barriere e le difese di un essere umano, seppur furbo ed intelligente come Locke Lamora.

Sabetha

Quindi, da un lato troveremo Locke a Camorr, con i gemelli, Jean, Sabetha e Padre Catena, dall’altro, saremo a Karthain, ad affrontare e a risolvere i problemi creati nel secondo libro. Karthain è la città dei maghi, dove Jean e Locke dovranno aiutare una maga dell’alleanza, truccando le elezioni della città.

Karthain

«Dovete truccare un’elezione.»
«Truccarla quanto?»
«Volete una stima prudente?»
Pazienza si voltò verso la finestra e fissò lo sguardo fuori, sulla pioggia. «Rovesciarla come un calzino.»

Jean ormai è diventato a tutti gli effetti un co-protagonista e non viene offuscato dalla prorompenza di Sabetha e nemmeno dalla personalità di Locke, e devo ammettere che in alcuni punti è stato il mio personaggio preferito, infatti sono felicissima che sia diventato una parte fondamentale della trama. La caratterizzazione dei personaggi è magistrale, mi sono affezionata ai Bastardi Gentiluomini e mi sembra quasi di essere parte integrante del loro gruppo.

Il libro risulta meno dinamico ed avventuroso rispetto ai due precedenti, l’unica ambientazione sarà la capitale dei maghi, dove troveremo Locke e Sabetha con il compito di far vincere le elezioni a due fazioni opposte. Entrambi sono geniali ed addestrati dallo stesso maestro e la loro competizione continua sarà un vero e proprio scontro di cervelli.

Lo stile dell’autore rimane lo stesso dei volumi precedenti: molto scorrevole, ma ricco, descrittivo e colmo di dettagli, tanto da riuscire a rendere i personaggi e il mondo tridimensionali.

Non siamo nemmeno a metà di questa magica saga letteraria che Locke ha ancora molto da mostrarci, soprattutto nell’ambito magico.
Sono davvero curiosa di continuare la lettura della serie e spero che la Mondadori decida di tradurre anche i prossimi volumi.

E ricordate: «Prosperino i ladri, i ricchi ricordino.»

Voglio ringraziare le mie compagne di avventura Andrea, Beatrice, Azzurra e Claudia, che hanno letto insieme a me questi tre mattoncini, per un totale di 2064 pagine, in un solo mese ❤

Grafiche create da @gnegnolibri

Andre iread (organizzatrice)
Semplicemente leggo
Claudia d’Urso 
Le meraviglie di Bea
Sfumature e sogni d’inchiostro 

Scott Lynch (Saint Paul, Minnesota, 1978) è l’autore della serie bestseller The Gentleman Bastard. Finalista ai premi World Fantasy, Locus, Campbell e Compton Crook, ha ricevuto il British Fantasy Award nel 2008.

Pubblicato in: Libri, Mondadori, Review Party

I pirati dell’Oceano Rosso – Recensione

Buonasera amici lettori e bentrovati per una nuova tappa sulla saga riguardante Locke Lamora e la sua banda di amici.
Il secondo titolo della serie si intitola I pirati dell’Oceano Rosso ed è stato pubblicato dalla Mondadori il 1/12/2020, in contemporanea con il primo e il terzo volume della saga di Scott Lynch, nota come The Gentleman Bastard Series, e composta da:
1 The lies of Locke Lamora – Gli inganni di Locke Lamora (Mondadori 1/12/2020)
2 Red Seas Under Red Skies I pirati dell’oceano rosso (Mondadori 1/12/2020)
3 The Republic of Thieves  La Repubblica dei Ladri (Mondadori 1/12/2020)
4 The Thorn of Emberlain (In uscita nel 2021)
5 The Ministry of Necessity (Inedito)
6 The Mage and the Master Spy (Inedito)
7 Inherit the Night (Inedito)

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Vi ricordo che questo evento durerà per tutto il mese di dicembre; questa, infatti, è la seconda tappa del Review Party organizzato da Andrea di @andre.iread e dalla Mondadori. Ringrazio entrambi per la bellissima possibilità.
Io le altre ragazze vi parleremo di tutti e tre i libri di Scott Lynch, presentandovi un titolo ogni due settimane.

Titolo: I pirati dell’Oceano Rosso

Autore: Scott Lynch

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 720

Genere: Fantasy

Trama


Dopo un violento combattimento con la malavita che li ha quasi uccisi, Locke e il suo fedele compare Jean fuggono dalla città in cui sono nati e approdano agli esotici lidi di Tal Verrar per curarsi le ferite. Ma neppure all’estremità occidentale del mondo civilizzato possono riposare, e presto tornano a dedicarsi a ciò che sanno fare meglio: rubare ai ricchi e intascare il ricavato. Questa volta il loro obiettivo è oltremodo ambizioso: la torre di Peccapicco, la casa da gioco più esclusiva e più sorvegliata che ci sia. I suoi nove piani attirano una clientela facoltosa, e per giungere fino alla cima servono buon credito, comportamenti bizzarri… e un gioco semplicemente impeccabile. Perché c’è una sola regola importante che Requin, lo spietato padrone di Peccapicco, fa rispettare rigorosamente: chi bara avrà la morte. Per nulla intimoriti, Locke e Jean hanno elaborato una strategia che comprende bugie, trucchi e inganni per tutti e nove i piani… su su fino al favoloso caveau di Requin. Sotto mentite spoglie, compiono la loro meticolosa ascesa verso un obiettivo ormai vicinissimo… Ma qualcuno a Tal Verrar ha scoperto il loro segreto. Qualcuno giunto dal passato, che ha tutte le intenzioni di far pagare ai due sfacciati malviventi i crimini commessi. Ora avranno veramente bisogno di ogni grammo di astuzia per salvare le loro anime prezzolate. E potrebbe non bastare…


Dare il proprio parere sul secondo volume di una serie, senza fare spoiler è molto difficile e vi invito a recuperare il mio articolo sul primo libro della saga, cliccando QUI.

Come vi ho già detto più volte, spesso, il secondo libro di una serie è un volume di passaggio e non regge il confronto con il libro precedente, né con quelli successivi e, purtroppo, I pirati dell’Oceano Rosso non è un’eccezione alla regola.

Cosa ne penso

Continua il nostro viaggio insieme a Locke e Jean, insieme ai pirati dell’Oceano Rosso, infatti, Lynch, ci porterà tra le onde del Mar d’Ottone, alle prese con nuovi intrighi, furti, inganni e battaglie.

Purtroppo ho trovato questo secondo titolo molto simile al precedente, l’autore riprende le stesse tematiche, le stesse scelte stilistiche, producendo anche gli stessi colpi di scena. Il libro si apre in maniera molto lenta, e soltanto dopo un po’ di capitoli si riesce ad entrare nel vivo della storia. Continuano anche i flashback, che ci aiutano a capire meglio i protagonisti e introducono personaggi e luoghi nuovi.

Inizialmente, Locke è molto diverso dal personaggio che avevamo conosciuto nel primo volume, infatti, l’autore analizza maggiormente la psiche del protagonista, facendoci conoscere un uomo spezzato e alla deriva, distrutto dagli avvenimenti successi al termine de ”Gli inganni di Locke Lamora”; fortunatamente al suo fianco c’è l’impavido Jean, che diventa a tutti gli effetti un secondo protagonista. Ho apprezzato moltissimo la caratterizzazione e l’analisi della psicologia dei personaggi, Lynch è riuscito a renderli reali e, secondo me, sono la caratterista più riuscita del romanzo.

Non temete, grazie all’aiuto di Jean, Locke tornerà il solito furbacchione, ma solo dopo un percorso di crescita personale.

Come possiamo capire dal titolo, l’atmosfera del libro è piratesca e le ambientazioni saranno anche a bordo di una nave: qui, Locke è fuori dal suo campo normale e non si ambienterà facilmente, compiendo piccoli disastri, come un vero pasticcione.

Finalmente troviamo due figure femminili forti, che ho apprezzato moltissimo, che sono le due piratesse Ezri DelMastro e la sua capitana Zamira Darkasha, e ho anche gradito il rapporto che si viene a creare tra loro e i nostri Bastardi Gentiluomini.

Zamira Darkasha

I miei momenti preferiti sono stati a bordo della nave e in compagnia dei pirati, peccato che bisogna aspettare più di metà libro per arrivarci e, dal titolo, avevo immaginato che sarebbe stato il tema principale.

Purtroppo ho trovato molti eventi prevedibili e simili al primo libro; penso che questo sia solo un volume di collegamento tra i romanzi della saga, fondamentale unicamente per la presentazione di alcuni personaggi e per l’introduzione in alcuni luoghi che ritroveremo in futuro.

Lo stile di scrittura dell’autore è il secondo lato positivo di questa saga, infatti, i due volumi di The Gentleman Bastard Series che ho letto, hanno uno stile ricco, appariscente e molto elaborato, infatti, sono libri che vanno gustati e decifrati con calma. Io purtroppo li ho letti in fretta per restare nelle tempistiche del Review Party, ma li rileggerò sicuramente con più calma, per godermi ogni dettaglio e per carpire tutti i particolari che mi sono sfuggiti leggendo 700 pagine tutte d’un fiato.

Questo secondo volume non è solo un viaggio tra isole, pirati e mari in tempesta, ma sarà un viaggio all’interno dell’animo umano e all’interno dei sentimenti, dove Lynch ci dimostrerà come l’amore e l’amicizia siano le armi più possenti e taglienti che possiamo possedere.

Sono curiosissima di leggere il terzo capitolo di questa sorprendente saga, con la sicurezza che sarà migliore del volume che vi ho appena presentato.

Continuo a consigliarvi questa serie letteraria, soprattutto a coloro che amano l’avventura e cercano un libro ironico ma ingegnoso allo stesso tempo.

Vi do appuntamento al 28 dicembre, nel bel mezzo delle feste, per parlare del terzo e ultimo libro che è stato pubblicato finora, intitolato La Repubblica dei ladri.
Già il titolo promette bene, non trovate?

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Grafiche create da @gnegnolibri

Andre iread (organizzatrice)
Semplicemente leggo
Claudia d’Urso 
Le meraviglie di Bea
Sfumature e sogni d’inchiostro 

Scott Lynch (Saint Paul, Minnesota, 1978) è l’autore della serie bestseller The Gentleman Bastard. Finalista ai premi World Fantasy, Locus, Campbell e Compton Crook, ha ricevuto il British Fantasy Award nel 2008.

Pubblicato in: Libri, Mondadori, Review Party

Gli inganni di Locke Lamora – Review Party

Buongiorno lettori, oggi inizia un evento molto particolare, che vi terrà compagnia per tutto il mese!!
Pronti?

Questa mattina sono usciti per Mondadori i primi tre libri della serie di Scott Lynch, nota come The Gentleman Bastard Series , composta da:
1 The lies of Locke Lamora – Gli inganni di Locke Lamora (Mondadori 1/12/2020)
2 Red Seas Under Red Skies I pirati dell’oceano rosso (Mondadori 1/12/2020)
3 The Republic of Thieves  La Repubblica dei Ladri (Mondadori 1/12/2020)
4 The Thorn of Emberlain (In uscita nel 2021)
5 The Ministry of Necessity (Inedito)
6 The Mage and the Master Spy (Inedito)
7 Inherit the Night (Inedito)

Io e le mie amiche vi parleremo dell’intera trilogia, presentandovi un libro ogni due settimane. Questo evento è stato organizzato da Andrea di @andre.iread e dalla Mondadori e io sono molto grata ad entrambi per questa bellissima esperienza.

Titolo: Gli inganni di Locke Lamora

Autore: Scott Lynch

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 612

Genere: Fantasy

Trama


Nella misteriosa città di Camorr un orfano ha vita dura, e spesso breve. Ma il giovane Locke Lamora riesce a eludere la morte e a non farsi catturare come schiavo, fino a diventare un furfante provetto sotto la tutela del Forgialadri, un talentuoso artista della truffa. A capo della banda di fratelli dalle dita leste, noti come Bastardi Galantuomini, Locke diventa presto celebre, e si fa beffe persino del più temuto re della malavita. Ma tra le ombre si annida qualcuno di ancora più ambizioso e micidiale. Di fronte a un sanguinoso colpo di stato che minaccia di distruggere qualunque persona o cosa che abbia un senso nella sua esistenza, Locke giura di sconfiggere il nemico al suo stesso gioco crudele. Costi quel che costi.


Quando la Mondadori ha annunciato la pubblicazione di questi libri non sapevo cosa aspettarmi ed ero intimorita dalla mole di pagine, più di 600 per libro, ma grazie ad Andrea mi sono lanciata in questa fantastica avventura letteraria. Siamo a dicembre e non pensavo di trovare un libro che mi potesse sorprendere, riuscendo ad entrare nella mia Top Ten del 2020 ma, ancora una volta, la Mondadori mi ha spiazzata e stupita, infatti sono bastate pochissime pagine per trasportarmi a Camorr tra Locke e i suoi compagni, chiamati i Bastardi Gentiluomini (nome azzeccatissimo).

Cosa ne penso

Ci troviamo a Camorr, una città-stato immaginaria situata nel Mare d’Ottone, molto simile alla nostra Venezia del 1600/1700, caratterizzata da porticcioli, barche, calli e chiatte, che si aggirano tra le varie isole e i vari quartieri. Camorr è immersa tra i profumi del mercato, nelle meravigliose torri del Vetrantico e nei tipici colori, riflessi nel mare. Apparentemente sembra un’ottima città in cui vivere e mettere radici, peccato che il lettore scoprirà presto che la città pullula di ladri, organizzati in gerarchie di malviventi, e che soltanto i ricchi sono intoccabili e possono vivere sereni.
Inoltre, il mare è infestato da squali lupo e da creature non troppo socievoli con l’uomo, quindi, cari amici, tenete gli occhi aperti, o finirete per essere sbranati o derubati.

Locke Lamora è uno degli innumerevoli orfani della città, ma a differenza degli altri bambini, si mostra furbo, vendicativo e intelligente, fino al punto di farsi vendere ad un sacerdote, non proprio convenzionale, di nome Padre Catena.

«Sei un sacerdote di questo… Tredicesimo?» «Già. Un sacerdote dei ladri, e un ladro sacerdote. Come saranno un giorno Calo e Galdo, e come potresti essere anche tu, ammesso che sia degno anche solo di quella miseria che ho pagato per te.»

Locke è nato nel distretto più povero della città e ha visto cose che nessun bambino dovrebbe mai vedere, fattori che l’hanno reso forte ed astuto; Padre Catena riconosce subito il grande potenziale del piccolo e accetta di crescerlo, istruirlo ed addestrarlo, ma soprattutto sceglie di donare una famiglia al giovane Lamora, inserendolo nella sua banda di delinquenti: i Bastardi Galantuomini. La banda di Padre Catena non è la solita squadra di delinquenti ubriaconi e violenti, il ”sacerdote” ha formato i suoi ragazzi per rubare ai ricchi intoccabili, addestrandoli anche al galateo e alle buone maniere, per farli infiltrare tra conti e borghesi.

Ogni capitolo del libro vede l’alternanza di due linee temporali: abbiamo l’interludio, in cui seguiamo Locke dall’infanzia, con l’avvicendamento del presente, in cui Lamora e la sua banda sono adulti e compiono malefatte pulite, senza usare la violenza. Dopo la morte di Padre Catena sarà Locke a diventare garrista e a comandare la banda di ladri.

La banda dei Bastardi Gentiluomini è formata da Locke, Jean, i gemelli Calo e Galdo Sanza e Cimice, una squadra piccola ma funzionale per la genialità e l’astuzia dei componenti.

I ladri nati dalla penna di Lynch sono brillanti, coraggiosi, affascinanti e sono i perfetti compagni che George Clooney avrebbe reclutato per Ocean’s eleven. Oltre ad essere ladri gentiluomini sono anche attori dotati, che sanno interpretare ogni ruolo, dal povero barbone al conte colto e straniero, sempre mantenendo un certo stile; le loro vittime, una volta prese di mira, non possono avere chance. Soprattutto Locke, è abilissimo con i travestimenti e tramite al trucco e ad un’intensificazione dell’accento straniero, sarebbe irriconoscibile anche agli occhi di sua madre.

La regola pratica di Locke Lamora era questa: per una buona truffa occorrevano tre mesi di programmazione, tre settimane di prove e tre secondi per conquistare o perdere per sempre la fiducia della vittima.

Mi sono affezionata subito alla squadra, non solo a Lock, ma a tutti i ragazzi. Sono personaggi reali, legati da un affetto fraterno e da un onore profondo; i loro dialoghi sono veritieri, sembra sentir scherzare qualsiasi gruppo di miei coetanei, con un tocco di fascino in più, legato alle macchinazioni e ai piani machiavellici. Tutti i componenti hanno personalità concrete e diverse tra di loro e, proprio per questo, vedremo alcune discussioni. Questo insieme di caratteristiche reali e geniali, rende i Bastardi Gentiluomini interessanti ed empatici per i lettori.

La trama non è mai banale ed è ricca di colpi scena, in questo primo volume vediamo una Camorr divisa e comandata da un Duca, legato alle persone nobili e da un Capa, che detta legge sui bassifondi e su ogni banda di ladri. Capa è una sorta di padrino dei ladri; ora, però, il suo regno è minacciato dall’arrivo di Re Grigio che, aiutato e protetto dalla magia, sta ammazzando e torturando ogni persona cara al Capa.
La nostra banda di protagonisti avrà la sfortuna di trovarsi nel mezzo di una battaglia sanguinosa e violenta, in cui servirà ogni briciola d’ingegno per sfuggire o ribaltare la situazione.

La storia del primo libro è composta da 612 pagine, che rendono il romanzo un bel mattoncino, ma l’autore è stato astuto a creare capitoli brevi e a suddividerli tra passato e presente. Ho adorato seguire i Bastardi Gentiluomini da bambini, scoprendo le motivazioni di alcuni loro tratti caratteriali.

Lo stile è fantastico: ricco, descrittivo e colmo di dettagli che rendono concreto un mondo inesistente; all’inizio potrebbe sembrarvi una caratteristica pesante, ma vi assicuro che andando avanti adorerete ogni battuta sarcastica e ogni particolare delle ambientazioni.

Vi avverto che è una lettura bellissima ma intensa, e non mancheranno alcune parti tristi che potrebbero commuovere qualche persona.

In definitiva, Gli inganni di Locke Lamora è un romanzo a cui non manca nulla: è completo di ogni emozione, ha ambientazioni da urlo che, insieme ad alcuni nomi, ricordano il nostro bellissimo Paese, inoltre, ha personaggi tridimensionali e ricchi di sfumature.
Consiglio questa lettura ad OGNI amante del genere fantasy e di avventura, sono sicura che non resterete delusi.

Voglio ringraziare ancora una volta Andrea, per avermi coinvolta nell’evento, e la Mondadori, per aver portato in Italia una saga di cui non potrò più fare a meno.

L’evento del primo volume finisce oggi ma, presto, io e le altre ragazze torneremo con il secondo volume.
Vi lascio i banner di tutti e tre i libri, così da poter seguire meglio l’evento:

Grafiche create da @gnegnolibri

Andre iread (organizzatrice)
Semplicemente leggo
Claudia d’Urso 
Le meraviglie di Bea
Sfumature e sogni d’inchiostro 

Scott Lynch (Saint Paul, Minnesota, 1978) è l’autore della serie bestseller The Gentleman Bastard. Finalista ai premi World Fantasy, Locus, Campbell e Compton Crook, ha ricevuto il British Fantasy Award nel 2008.

Pubblicato in: Libri, Mondadori, Review Party

Il grande libro dei gialli di Natale – Review Party

Buongiorno amici lettori!
Vi siete accorti che manca un mese esatto a Natale? Non sono qui per mettere ansia, ma per suggerirvi un libro che vi comunichi la giusta atmosfera di questa magica festività.

Per tenerci compagnia e per prepararci al meglio al Natale, la Mondadori ha pubblicato un Oscar Drago intitolato Il grande libro dei gialli di Natale, curato da Otto Penzler. Il volume contiene al suo interno sessanta racconti a tema natalizio, che coinvolgono più generi e spaziano dai racconti più tradizionali, fino ad arrivare a sfumature del Natale più cupe e terrificanti.

Questo Review Party è stato organizzato da Milena di @timelesshopefulreader e dalla Mondadori, voglio ringraziare entrambi per questa bella occasione.

Titolo: Il grande libro dei gialli di Natale

Autore: Autori Vari

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Draghi

N.Pagine: 840

Genere: Giallo, Mystery

Trama


Da Agatha Christie a Ellery Queen, fino ad Arthur Conan Doyle, ma anche Ed McBain o R.L. Stevenson e tantissimi altri, i più grandi giallisti (e non solo) si sono misurati volentieri con il tema natalizio, in tante declinazioni diverse. Questo volume, dalla veste editoriale preziosa ed elegante, ne raccoglie decine, per esplorare le diverse sfumature della festa più amata, da quelle tradizionali a quelle insolite e divertenti, fino a quelle più sconcertanti e spaventose, e persino vagamente trash.


Il grande libro dei gialli di Natale è uscito il 24 novembre 2020, a un mese esatto di distanza dalla vigilia di Natale ed suddiviso in dieci sezioni, in ordine:
Un piccolo Natale Tradizionale
Un piccolo Natale Buffo
Un piccolo Natale Sherlockiano
Un piccolo Natale Pulp
Un piccolo Natale Occulto
Un piccolo Natale Spaventoso
Un piccolo Natale Sorprendente
Un piccolo Natale Moderno
Un piccolo Natale Sconcertante
Un piccolo Natale Classico

Il volume inizia con una splendida prefazione del curatore dell’opera, mentre ogni racconto è introdotto con una presentazione generale sull’autore o sull’autrice.

Esattamente come i fantasmi del Natale, io e le altre ragazze del Review Party vi guideremo a turno in ogni sezione del libro. Questo è l’ultimo giorno dell’evento, spetta a me chiudere le danze e parlarvi della parte finale del libro, intitolata Un piccolo Natale Classico e composta da:
Le Stelle Filanti di G.K. Chesterton
Festa di Natale di Rex Stout
Le reliquie di Raffles di E.W. Hornung
Il prezzo della luce di Ellis Peters
Un dono per Babbo Natale “sahib” di H.R.F. Keating
Il treno di Natale di Will Scott
Markheim di Robert Louis Stevenson
Un regalo natalizio dal chaparral di O. Henry
Il caso Chopham di Edgar Wallace
Una tragedia natalizia di Agatha Christie

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Un piccolo Natale Classico

Quando penso al Natale, immagino una festa piena di gioia e allegria, con la famiglia riunita, la neve che cade fuori dalla finestra, i regali da spacchettare, l’albero cosparso da mille lucine colorate e lampeggianti, cenoni e pranzi da re, e un’atmosfera impregnata di amore e felicità. Ma proprio per le riunioni di famiglia e le feste, il Natale è stato trasformato da autori come Agatha Christie, Arthur Conan Doyle, Ed McBain e R.L. Stevenson in una tela perfetta per risolvere crimini e misteri.

I racconti che vi presenterò sono tutti molti diversi tra di loro, alcuni mi sono piaciuti maggiormente rispetto ad altri, ma tutti hanno in comune la perfetta atmosfera natalizia, con l’aggiunta di un po’ di pepe e adrenalina.

Le Stelle Filanti di G.K. Chesterton

Padre Brown è il secondo più grande investigatore della letteratura inglese, secondo soltanto al grandissimo Sherlock Holmes. Padre Brown si distingue dai suoi colleghi perché considera i criminali anime bisognose di redenzione e non malfattori crudeli, e oltre a catturare i cattivi in questione, li farà confessare, liberando le loro anime da ogni peccato. Il titolo prende spunto da tre famosi diamanti dal valore inestimabile, chiamati Stelle filanti, che vengono rubati il giorno di Santo Stefano, durante un raduno in una vecchia tenuta aristocratica nei pressi di Londra. Sarà proprio il sacerdote dall’aspetto ordinario e gentile a risolvere il mistero, rivelando anche una profonda comprensione della natura umana.

Festa di Natale di Rex Stout

Nero Wolfe è uno dei più grandi investigatori della storia del giallo. Il detective geniale ma pigro pesa un settimo di tonnellata, detesta lasciare la casa di arenaria sulla Trentacinquesima Strada Ovest di Manhattan e accetta gran parte dei casi solo perché ha la necessità di mantenersi. In pieno clima natalizio, Wolfe si trova ad affrontare contemporaneamente due casi: un delitto per avvelenamento e il pericolo incombente che il suo collaboratore e amico Archie Goodwin si sposi. I due fatti coincidono e si intrecciano, costringendo Wolfe a uscire materialmente dalla sua famosa casa di arenaria per cercare di risolvere entrambi i problemi. All’interno del racconto scopriamo un lato più tenero dell’investigatore, mentre i suoi battibecchi con Goodwin mi hanno ricordato Sherlock e Watson.

Le reliquie di Raffles di E.W. Hornung

Questo è un racconto ironico e di amicizia. I protagonisti sono i ladri gentiluomini più famosi della letteratura gialla: A.J. Raffles lo scassinatore senza paura che ruba per aiutare i più poveri, e il suo fedele compagno d’avventura (in questo caso di furti) Bunny Manders. Il tema natalizio non è presente, ma il racconto risulta molto godibile.

Il prezzo della luce di Ellis Peters

Ellis Peters, pseudonimo di Edith Mary Pargeter, ha creato il personaggio di fratello Cadfael, un monaco benedettino erborista che vive nello Shropshire del dodicesimo secolo. Fratello Cadfeal è una figura positiva e moderna e sarà lui a rivelare il responsabile del furto dei candelabri d’argento offerti in dono alla Madonna, e soprattutto comprenderà il motivo di tale gesto, facendo riflettere il lettore che non si deve giudicare una persona senza capire il motivo che la spinge a compiere un determinato gesto.

Un dono per Babbo Natale “sahib” di H.R.F. Keating

L’ispettore Ganesh Ghote della Divisione investigativa criminale di Bombay è il personaggio più popolare creato della penna di H.R.F. Keating. In questo racconto breve e bizzarro, ci troviamo in un magazzino di Bombay, pochi giorni antecedenti al Natale e l’ispettore dovrà risolvere un caso di furto, per cui viene indagato Babbo Natale stesso.

Il treno di Natale di Will Scott

Will Scott non è particolarmente famoso ai giorni nostri, ma è l’autore di oltre duemila racconti, ha iniziato con storielle semplici ed umoristiche, per poi dedicarsi al giallo. Siamo a pochissimi giorni da Natale, all’interno di una lussuosa carrozza di un treno. L’atmosfera natalizia è una caratteristica molto presente in questo racconto e, insieme ad Il Ladro che ride (Jeremiah Jones) e all’ispettore Beecham di Scotland Yard, ci farà sorridere e passare una piacevole lettura.

Markheim di Robert Louis Stevenson

Tutti conosciamo Stevenson per L’isola del tesoro, La freccia nera e Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde, ed è stato bello conoscere una sua nuova sfumatura grazie a questo racconto, che personalmente non conoscevo. Il racconto riportato nel volume, è stato pubblicato per la prima volte nel 1885 e parla della figura del diavolo, intesa come la sfumatura del male che ogni individuo possiede dentro di sé.

Un regalo natalizio dal chaparral di O. Henry

O. Henry è lo pseudonimo di William Sidney Porter e ha scritto più di seicento racconti brevi. ”Un regalo natalizio dal chaparral” è stato uno dei primi racconti di O. Henry, scritto mentre era in prigione ed è stato pubblicato per la prima volta nel dicembre del 1903. In suo onore, nel 1919 è stata istituita la “O. Henry Memorial Award Prize Stories”, una prestigiosa antologia che raccoglie periodicamente i migliori racconti dell’anno.

Il caso Chopham di Edgar Wallace

Negli anni Venti, Edgar Wallace fu lo scrittore di thriller di maggior successo in Inghilterra. In questo racconto ci troviamo davanti ad un caso di omicidio che coinvolge due uomini armati, probabilmente due rivali, che sono stati ritrovati durante la Vigilia di Natale. Il caso sarà affidato all’avvocato penale Archie Lenton.

Una tragedia natalizia di Agatha Christie

Questa raccolta di racconti natalizi non poteva non finire con il botto, coinvolgendo la migliore scrittrice letteraria che sia mai esistita: Agatha Christie, pensate che le sue opere sono tradotte in tutte le lingue e risultano aver superato i quattro miliardi di copie vendute. “Una tragedia natalizia” è uno dei 13 racconti che fanno parte della raccolta ”Miss Marple e i tredici problemi”, scritta nel 1930 in Gran Bretagna. Miss Marple racconta ad alcuni suoi amici uno dei suoi casi di omicidio già risolti, avvenuto a soli quattro giorni dal Natale.

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Il Review Party finisce oggi, ma vi lascio il banner e il collegamento con gli altri blog, cosi potrete recuperare gli altri articoli con facilità:

🎄 23 Novembre
Timeless hopeful reader (organizzatrice)
Vivo attraverso i libri 
🎄 24 Novembre
La libreria di Ophelia
Un altro Bookblog
🎄 25 Novembre
Sfumature e sogni d’inchiostro 


Pubblicato in: Libri, Mondadori, Review Party

La vita invisibile di Addie LaRue – Review Party

Buongiorno amici lettori,
oggi è il grande giorno!!!
Finalmente esce La vita invisibile di Addie LaRue, un romanzo fantasy autoconclusivo, scritto da VE Schwab, tradotto da Marina Calvaresi e pubblicato dalla Mondadori.

Per questa edizione la Mondadori ha fatto un lavoro magistrale, creando una piccola opera d’arte. Voglio lasciarvi qualche foto del libro che ho preso dalla pagina Instagram della
Mondadori (Oscar Vault):

L’evento è stato organizzato da Alessia Sofia di @letture_in_salotto in collaborazione con la Mondadori; voglio ringraziare le organizzatrici e la casa editrice per la bellissima opportunità.

Se vi siete persi il mio articolo sui personaggi de La vita invisibile di Addie LaRue, potete recuperarlo cliccando QUI.

Titolo: La vita invisibile di Addie LaRue

Autore: VE Schwab

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

N.Pagine: 492

Genere: Fantasy, Soprannaturale

Trama


Non pregare mai gli dèi che sono in ascolto dopo il tramonto.”
E se potessi vivere per sempre, ma della tua vita non rimanesse traccia perché nessuna delle persone che incontri può ricordarsi di te? Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l’immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome. Nella tradizione di “Vita dopo vita” e “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, “La vita invisibile di Addie LaRue” si candida a divenire una pietra miliare nel genere del “romanzo faustiano”.


Cosa ne penso

La Schwab ha pubblicato molti romanzi, soprattutto fantasy e YA, per La vita invisibile di Addie LaRue prende una nuova direzione, e devo ammettere che funziona in maniera quasi perfetta (solo perché la perfezione non esiste). Il suo nuovo libro è più lento, più intenso e romantico rispetto ai precedenti, ma continua a portare il suo tocco di realismo magico che le ha fatto guadagnare moltissimi lettori.

Quando ho iniziato a leggere il libro, non avevo ben chiaro dove volesse arrivare l’autrice, però mi sembrava di leggere una poesia sulla vita di una giovane donna, che per non cedere definitivamente la sua anima al diavolo, ha continuato a vivere e ad essere dimenticata da chiunque la incontrasse.

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Adeline LaRue è nata nel 1691 a Villon, un piccolo paesino della Francia, dove le persone nascono, vivono e muoiono nello stesso raggio di qualche chilometro. Addie, tuttavia, è diversa dal resto degli abitanti del posto, è una sognatrice ambiziosa e non comprende il desiderio dei suoi genitori di volerla dare in sposa a qualche scapolo del paese.

Quando era bambina, fa amicizia con Estele, una anziana zitella che vive ai margini del paese e che passa le sue giornate a pregare gli antichi dei. È lei che insegna ad Addie come invocare gli dei e pregare le antiche divinità, con un unico ammonimento ”Non pregare mai gli dei che sono in ascolto dopo il tramonto”. Tuttavia, dopo anni di preghiere, per evitare e sfuggire al matrimonio, Addie viene messa alle strette dai genitori ed è obbligata a sposarsi.

Sette lentiggini. Una per ogni amore che avrebbe avuto. Una per ogni vita che avrebbe vissuto. Una per ogni dio che avrebbe vegliato su di lei. Adesso la scherniscono, le sette macchioline. Promesse. Bugie. Lei non ha avuto nessun amore, non ha vissuto nessuna vita, non ha incontrato nessun dio, e ormai il tempo è agli sgoccioli.

In preda al panico e alla disperazione, il giorno del suo matrimonio scappa nel bosco e fa un patto con l’Oscuro signore per ottenere la libertà assoluta e la vita eterna; invece di ricevere una benedizione, Addie viene maledetta, perché nessuno può ricordarsi di lei, infatti ogni persona si dimentica della sua esistenza nel momento in cui lascia la stanza o, addirittura, quando gira l’angolo. I suoi genitori la vedono come un’estranea e nessuno può ricordarla per più di una notte. È libera dai ricordi, dai pensieri e dalle opinioni di chiunque, ma è totalmente sola al mondo.

Ad aggravare ulteriormente la situazione c’è il fattore immortalità, e per 300 anni Addie vive da sola, sopravvivendo grazie alla sua intelligenza, furbizia e fascino, fino a quando non si imbatte in un commesso di libreria, che finalmente riesce a ricordarsi di lei.

I capitoli del romanzo alternano momenti del presente a ricordi del passato, questa altalena temporale non confonde il lettore ed è una scelta geniale dell’autrice per far conoscere Addie a 360°. La Schwab è abilissima ad intervallare momenti di tristezza con attimi di gioia, riesce a descrivere la solitudine e il dolore in maniera straziante, analizzando i rapporti di Addie che non possono durare per più di un giorno. Inserisce pezzi crudi e brutali, dovuti al bisogno di soldi e alla mancanza di punti di riferimento; ma poi incastra momenti di meraviglia e felicità, come la prima volta che Addie vede il mare, che riempiono il cuore dei lettori. Il libro parla e fa vivere quasi tutte le emozioni che conosciamo ed è interessantissimo accompagnare Addie durante il suo viaggio, mentre impara i limiti della sua maledizione e li trasforma in caratteristiche positive.

È proprio grazie all’arte che scopre un secondo tipo di esistenza, infatti, gettandosi nell’orbita dei più grandi pittori, poeti e musicisti del passato, riuscirà a lasciare tracce di sé nella storia. Ogni parte del libro inizia con l’analisi di un capolavoro artistico, in cui viene nominato l’autore, la data di creazione, e l’autrice ci fa intuire che ogni opera d’arte ha Addie come protagonista. Le sue sette lentiggini distintive, disseminate sul naso e sulle guance come se fossero schizzi di pittura (simili ad un fascio di stelle), la rendono riconoscibile e ci fanno comprendere il desiderio morboso di Addie di essere ricordata in modo assoluto e concreto.

 Il suo viaggio la porterà dalle strade di Parigi, in preda alla rivoluzione, fino all’odierna New York City, dove incontra e si innamora di un ragazzo di nome Henry che cambierà ogni cosa. Ma perché Henry riesce a ricordarla? Cos’ha di diverso rispetto alle altre persone? Ci vorrà parecchio tempo per scoprirlo, ma vi assicuro che ne varrà la pena; l’autrice non lascia niente in sospeso e gestisce tutto in maniera molto accurata.
La storia d’amore che si crea tra Addie e Henry è straordinaria e riesce ad entrare nel cuore del lettore e a restare anche dopo il termine della lettura. Ho ripensato a questo libro per giorni e sono sicura che prima o poi lo rileggerò, per catturare altri dettagli ed emozioni.

”La vita invisibile di Addie LaRue” è decisamente romantico, anche se la storia d’amore non è al centro della narrazione. Addie è prima di tutto innamorata ed ossessionata dalla vita, anche se con essa ha una relazione leggermente travagliata.
Due dei tre protagonisti sono bisessuali e le tematiche LGBTQ vengono gestite in maniera ottima.

La storia è mozzafiato, merito dello stile della Schwab, che si rivela magico, poetico, toccante e ben costruito. La divisione della narrazione, con l’alternanza dei periodi storici, è davvero ben pensata: completa la trama come se fosse un puzzle, senza dover far fare al lettore un gigantesco passo indietro che avrebbe spezzato a metà il libro, ma soprattutto ci mostra Addie in maniera completa. In particolare, ci ha fatto conoscere la Addie del 2014 e la Addie del XVII secolo, mostrando lo sviluppo del suo carattere e del personaggio in generale.

I personaggi maschili sono ben descritti e totalmente opposti. Da una parte abbiamo Henry, un giovane uomo che vuole essere amato e che ha paura del pensiero altrui, dall’altra abbiamo il Diavolo (Luc), affascinante ed oscuro. Luc è l’unica costante della vita di Addie, l’unico che la conosce realmente e che la accompagnerà per tutta la storia.

Essere dimenticata, riflette, è un po’ come impazzire. Cominci a chiederti che cos’è reale, se tu sei reale. In fin dei conti, come può esserlo qualcosa impossibile da ricordare?

”La vita invisibile di Addie LaRue” per me è stata una storia perfetta: ho amato i personaggi, ho adorato lo stile di scrittura e mi sono sentita coinvolta con il cuore e l’anima. Questo è sicuramente un libro a cui penserò per molto, ha suscitato in me sentimenti di malinconia positiva, che mi hanno fatto riflettere e stare bene.

Consiglio questo libro praticamente a tutti e vi annuncio che presto diventerà un film, prodotto dalla società G-Base di Gerard Butler.

18 novembreLa Libreria di Ophelia
19 novembreLetture in Salotto
20 novembreSofi che legge cose
23 novembreSfumature e Sogni d’Inchiostro
24 novembreAncora un Capitolo

Victoria “V. E.” Schwab è l’autrice di oltre venti libri, tra cui l’acclamata serie Shades of Magic e la trilogia Cassidy Blake, di prossima pubblicazione in Oscar Fantastica. I suoi romanzi sono tradotti in tutto il mondo e sono stati opzionati per il cinema e la televisione. Quando non si aggira per i vicoli di Parigi o non arranca su e giù per le colline inglesi, vive a Edimburgo, in Scozia, ed è in genere accoccolata nell’angolo di una caffetteria, intenta a sognare mostri.